9/2/2005 - Fiction RAI sulle foibe: una vergogna!
di: Gianvito Armenise
Ecco il testo originale della lettera inviata da Controvento Modugno al direttore de "La Gazzetta del Mezzogiorno" e pubblicata con qualche taglio sul quotidiano in data 08/02/2005:
08/02/2005:
Egr. Direttore de "La Gazzetta del Mezzogiorno", é proprio il caso di dire: "la montagna ha partorito il topolino" o, "tanto rumore per nulla". La tranto strombazzata "fiction" sulla tragedia delle foibe, "Il cuore nel pozzo", avrebbe dovuto rappresentare mediaticamente l'immane dramma delle popolazioni italiane uccise barbaramente dai partigiani comunisti al soldo di Tito. Premetto che Le scrivo dopo aver visto la prima parte e, francamente, sono rimasto sconcertato. Mi aspettavo quantomeno che gli assassini degli italiani fossero chiamati per nome e cognome: comunisti.
Nulla... Solo titini... Perché questa operazione di "infoibamento" prolungato della verità storica? E non mi si venga a dire che le riprese in primo piano della stella rossa sulle uniformi o sui camion della morte erano di per sé eloquenti perché se la stragrande maggioranza degli italiani non sa cosa sono le foibe, figurarsi se sa che i "titini" sono comunisti.
Inoltre, la trama é scandalosa ed offensiva, ritengo, per chi subì quell'immane esodo ed assassinio. L'infoibamento, le rappresaglie, le deportazioni vengono fatte passare nella "fiction" come la conseguenza di uno psicopatico alla ricerca di suo figlio la cui madre legittima non vuole consegnare al papà, ufficiale dei "titini". Punto e basta.
E dell'opera di slavizzazione e di epurazione etnica preparata a tavolino dai partigiani comunisti slavi che si dice? Ed il "collaborazionismo" dei partigiani comunisti "duri e puri" italiani, in quale fotogramma della "fiction" emerge? Tutta la vicenda, addolcita non so per quali motivi, ruota intorno a questo psicopatico che rapisce bambini italiani per presentarli di fronte alla sua ex e verificare se tra questi si celi suo figlio o no.
E questo sarebbe stato il film sulle foibe? Ma per favore, Ministro Gasparri e produttori RAI. Diceva il buon Giulio Andreotti che a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia mai. Vuoi vedere che Gasparri ed AN hanno pensato di realizzare questa "fiction" in fretta e furia per raccattare qualche voto in più alle prossime regionali? Vuoi vedere che per risalire la china, il partito ormai in coma di Gianfranco Fini ha riproposto, violentandolo, un vecchio tema caro alle generazioni che hanno militato nel vecchio Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale?
Se così fosse, sarebbe squallido speculare sulla pelle dei morti, ma non sarebbe la prima volta dato che da Fiuggi in poi ciò fa parte del DNA di AN. Se così non fosse, i produttori RAI farebbero bene a cimentarsi in qualche telenovela strappalacrime per massaie, piuttosto con le vicende storiche e tragiche, cosa molto più seria...
tratto da: http://www.controventomodugno.it/




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