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Discussione: TR: Scozia

  1. #11
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    Scusate ancora il ritardo abnorme, ma ho parecchio da fare con l'università!

    Il traghetto per tornare sulla "terraferma" è ad orari antelucani, però guardando la cosa positivamente, ci consente di non buttare via tutta la giornata. Strada inversa fino a Thurso, uno dei due rami della ferrovia che arriva in cima alla Scozia, e ci infiliamo sul treno che ci porta al Dornoch Firth, insenatura sabbiosa circa 100km più a sud. Il tempo fa a dir poco schifo, ma, signori!, che spettacolo dal treno: l'erba già normalmente verde smeraldo, bagnata assume sfumature davvero eccezionali, diventa scurissima eppure brillante. E poi colline, colline e ancora colline... e pecore, pecore e pecore. E' un detto, ma credo che sia più vero di quel che si voglia far credere, che in Scozia ci siano più pecore che abitanti. E' emozionante passare attraverso questa distesa verde, solcata da torrentini grigi e puntini bianchi. Pochi i paesi, poche le fermate. Meraviglioso.

    Per fortuna il tempo cambia a pochi chilomentri dalla meta: il ridente paese (oddio, paese è un parolone) di Rogart.


    Una delle colline nei dintorni di Rogart. Intorno al paese non c'è molto a parte colline su colline, peraltro il paesaggio locale è decisamente piacevole

    In realtà la scelta del luogo è stata casuale: girovadango su internet abbiamo trovato un ostello formato da carrozze di un treno dismesso... volevamo provarlo e abbiamo deciso per una sosta lì.


    L'ostello -solo camere doppie, disponibili camere per famiglie- e il parco annesso. Dietro c'è un parco giochi per bambini e di fronte la ferrovia -i due treni al giorno che passano sulla linea non sono di nessun disturbo!-

    I gentilissimi gestori (il capostazione e sua moglie, perché le carrozze sono su due binari morti della stazione di Rogart) ci informano sul da farsi nelle vicinanze e ci offrono delle bici. Cartina alla mano decidiamo per un giro di circa una cinquantina di chilometri, peccato che non siano segnati i dislivelli (una faticaccia, le bici erano per giunta due scassoni!), un triangolo che ci porterà a nord verso Brora e il vicino e magnifico Dunrobin Castle (dimora reale tutt'ora) e poi lungo la costa verso sud fino a Dornoch, tra le più importanti località balneari (!!!) scozzesi: qualche chilometro di spiaggia finissima, bollino blu per acque e tra i più importanti campi da golf della regione (il golf è tra gli sport nazionali scozzesi). Piacevoli anche le vetrate della cattedrale. Non scritto sulle guide c'è pure un micidiale vento... che però ci salva per due giorni di seguito dalla presenza di nuvole. Il triangolo viene chiuso dal ritorno alla fida Rogart. Lungo la strada, soprattutto per la costiera panoramica, si è in mezzo al Dornoch Firth, dove numerosi banchi sabbiosi affiorano durante la bassa marea: è meta privilegiata di foche!! All'andata ne abbiamo avvistate solo due, al ritorno una colonia di una quarantina di esemplari se ne stava beata a prendersi il sole (ho una foto ma le foche sono già piccole nell'originale, se la rimpicciolisco non si vede nulla).


    Certi angoli nei dintorni sono particolarmente bucolici. Perfetto per qualche giorno di relax puro!


    Il retro del Dunrobin Castle, e anche la sua parte più suggestiva. L'interno è visitabile, purtroppo i parchi erano chiusi (si possono intravvedere lungo la strada che lo costeggia e che scende fino a riva -dietro di noi c'è il Mare del Nord-). C'è purtroppo anche un noiosissimo suonatore di cornamusa all'ingresso del castello

    Trascorriamo due giorni all'insegna del relax e della tranquilla vita di campagna, e comodamente all'ora della partenza cambiamo binario per prendere il nostro treno verso l'isola di Skye, Ebridi Interne.
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  2. #12
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    Se andate in Scozia preparatevi a dannare gli autobus locali. Ce ne sono pochi - la sfiga è che in certi punti l'unico mezzo a disposizione è il bus!

    Il nostro percorso parte dalla già citata Rogart e riscende a sud fino al bivio di Dingwall, piccolo paese che ha importanza solo per il suo nodo ferroviario di scambio tra la linea che va a nord e quella che va a ovest. C'è anche una piccola cattedrale (che si visita per disperazione, dato che non c'è altro da fare aspettando il treno che porta a ovest fino al terminale di Kyle of Lochalsh).



    La cattedrale di Dingwall

    Arrivato il treno, saliamo e ci godiamo il viaggio attraverso le selvagge Highlands, collinette per noi (ben) abituati ad Alpi e Appennini, eppure aspre e maestose. A Kyle of Lochalsh aspettiamo uno di quei maledetti bus di cui sopra, un piccolo Iveco da 9 posti che ci porta invece che a Skye verso l'Eilean Donan Castle (il castello più famoso di Scozia dopo quello di Edimburgo). E' ormai una rocca (abitata da privati che lo hanno ridotto ad un'attrazione per turisti -che attrazione piacevole però...-) che si estende su un isolotto collegato da un ponte in pietra. Peccato che l'orario fosse tra i più sfigati (bassa marea e tardo pomeriggio, ma niente tramonto), ma gli incastri tra le Scottish Railways e Scottish Citylink sono evidentemente stati studiati da cerebrolesi.


    L'Eilean Donan Castle. Se passate di qui vale sicuramente la visita, se potete fermatevi almeno fino al tramonto -e sperate nel bel tempo!-

    Ritornato il minibus Iveco (guidato da un folle), facciamo ritorno a Kyle of Lochalsh per prendere un altro bus (questa volta di dimensioni e confort maggiori) per attraversare lo Skye Bridge e dirigerci verso Portree (o Port Reigh in gaelico, cioè "Il porto del Re"), capoluogo di Skye e nostra prima "base".

    Decidiamo per il campeggio, i comodi bus ci fanno evitare la faticaccia di arrampicarci per 3 chilometri lungo la collina su cui è posto. Piantiamo la nostra fida tendina (ragazzi, le Quechua della Dechatlon hanno devastato il mercato, costano poco e tengono alla perfezione, almeno in condizioni normali) e, sgravati degli zaini, ci facciamo la strada inversa a piedi e andiamo in città per curiosare e far spesa. Tutti i liguri che leggeranno mi insulteranno, ma a me il porto di questa cittadina ha ricordato non poco uno degli innumerevoli paesi di costa della Liguria, appunto: case a ridosso del mare, molto colorate, ad arco lungo il golfo... davvero graziosa (e completata da un entroterra meno asfittico rispetto alle cugine italiche).


    La Vernazza della Scozia, Portree!

    Torniamo al nostro campeggio, ci facciamo una sana pasta al sugo, stappiamo del sidro (quello dolce) e ci godiamo il tramonto su questa splendida isola:

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  3. #13
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    Il mattino dopo sveglia di buon ora per prendere uno dei pochi bus che consentono di arrivare sulla cima nord di Skye, la penisola del Trotternish. Dal bus fotografiamo l'Old Man of Storr, complesso montuoso che include un picco isolato avanzato rispetto alla catena stessa. Purtroppo la scalata è segnalata come "difficile", e dato che non abbiamo cartine dettagliate né attrezzatura adeguata, abbandoniamo il sogno di salire in vetta.


    Old Man of Storr e famiglia

    Ci facciamo lasciare a Staffin, borgo (4 case, vedete voi come chiamarlo) da cui procediamo a piedi per circa una decina di chilometri, purtroppo il tempo peggiora, ma il paesaggio ne guadagna.


    Il Trotternish e le sue pecore

    Ci rassegnamo a farci accompagnare da un branco di pecore libere fino alla fermata successiva, in attesa di un bus per Uig, dalla parte opposta della penisola. Sembra di essere in Sardegna, dalle parti del Gennargentu. Arriva il bus, e arriviamo a Uig, seconda "città" per dimensioni di Skye (300 abitanti), porto attivo per le Ebridi Esterne, affacciata sul Loch Snizort.


    Uig

    A Uig non c'è assolutamente nulla eccetto l'Isle of Skye Brewery (dove viene prodotta e venduta la ottima birra locale), però abbonda di prati verdi su cui svaccarsi beati a prendere il sole (quando c'è, meglio approfittarne) e aspettare il bus per tornare a Portree. Lasciamo la città di Flora MacDonald (colei che aiutò Bonnie Prince Charlie a lasciare l'isola dopo il fallimento dell'insurrezione delle Highlands e il disastro di Culloden. Lascio a voi i giochetti con i nomi dei forumisti di POL) che è ormai tardo pomeriggio; con l'ultimo bus torniamo verso "casa" costeggiando per buona parte Loch Snizort.


    Loch Snizort con la luce del tardo pomeriggio. Sullo sfondo il Waternish che chiude il Loch

    Altro giro in città, sosta in un buon Fish and Chips, spesa al super e di nuovo verso il campeggio.
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  4. #14
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  5. #15
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    Ma.....whisky zero?

    Se fossi andato a Skye mi sarei fiondato nella distilleria del Talisker....


    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  6. #16
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    In Origine Postato da Fuori_schema
    Ma.....whisky zero?

    Se fossi andato a Skye mi sarei fiondato nella distilleria del Talisker....

    Ci siamo passati andando verso Glenbrittle, Skye sud. Purtroppo la distilleria era chiusa, e anche se fosse stata aperta, avremmo avuto serissimi problemi a raggiungere Glenbrittle dopo la visita. I trasporti interni in Scozia (e soprattutto nelle isole) sono generalmente pochi e tra loro scoordinati.

    Tra l'altro la Scozia è il posto più caro al mondo per bere whisky, hanno una tassazione sui superalcolici che è devastante!

    DaV
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  7. #17
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    In Origine Postato da Tahoeman
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    Grazie

    DaV
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  8. #18
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    In Origine Postato da Tahoeman
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    Confermo.....

    Bellissimo

  9. #19
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    L'ultima parte della nostra visita su Skye si svolge nella parte meridionale dell'isola: è la meno nota turisticamente (e frequentata solo da attrezzati campeggiatori inglesi: non ci sono hotel o B&B, solo un campeggio e un ostello).

    Il tempo è, per fortuna, splendido. Attraversiamo l'interno dell'isola sui tremendi minibus a 9 posti che tremano peggio di un tram, tutto su strade sconnesse in collina, salita e discesa. Arrivati, ecco il paradiso, Glenbrittle.


    La spiaggia, che segue tutta la lunghezza dell'insenatura. Appena dietro c'è il campeggio, un minimarket, l'ostello e qualche chilometro indietro Glenbrittle, due case in croce

    Piantiamo la nostra tenda e andiamo a fare il bagno... sconsiglio vivamente l'esperienza, l'acqua è nei dintorni dei 15°! Vabbè, ci mettiamo ad asciugare costruendo un castello di sabbia (visto che siamo in Scozia, tiriamo su una roba enorme. Se ne accorgono solo due ragazzine inglesi che attaccano bottone... che sfiga, avranno avuto al massimo 15 anni, erano anche carine). Passiamo il resto del pomeriggio a riposarci in paradiso. L'inferno arriva la sera, con i famelici midget (i moscerini) che invadono tutto a frotte. E' davvero un problema, vi assicuro che non è possibile uscire dalla tenda. Li avevamo già incontrati, ma non in maniera così infestante.

    Il giorno dopo ci prendiamo il tempo per una lunga escursione sul promontorio di sinistra, che chiude la lunga insenatura. Purtroppo l'ascesa ai Black Cuillin è improponibile (non per la difficoltà, ma perché ci sono pezzi in corda doppia -non abbiamo corda, imbrago e cartine-). Siamo ricompensati da pareti a strapiombo, la visione di tutta la catena del Cuillin e una marea d'acqua: cascate, piccole paludi, fossati naturali. E' meraviglioso (e divertentissimo, sulla cascata principale avremo passato almeno un'ora a risalirla lungo le rocce).


    La parte terminale della cascata principale, ormai è tutta in piano. Di fronte il promontorio di destra che chiude l'insenatura


    I Black Cuillin. L'immagine è ottenuta unendo due foto

    In fondo al promontorio (circa 8 chilometri, non di più, in costante lieve salita tranne l'ultimo tratto che sale appena più ripida) si trovano altre cascate che scivolano direttamente in mare e un sacco di pareti verticali che danno su piccole calette di ciottoli.


    Piccola cascatina a picco sul mare


    Una delle tante calette che si susseguono sotto il promontorio

    In fondo al promontorio c'è un muro a secco che lo percorre nella sua interezza, probabilmente anticamente divideva una proprietà o, più probabilmente, un pascolo: la zona è piena di pecore, che però sembrano piuttosto diffidenti. Il promontorio era anche sorvegliato da una coppia di corvi piuttosto grossi... il ritorno lo facciamo per la via "bassa", che taglia sulla costiera invece che dal crinale, e ci ricongiungiamo nei pressi della prima cascata. Lungo la strada ci hanno fatto compagnia anche due Tornado della RAF a bassa quota, ce li siamo visti spuntare da dietro, hanno fatto un paio di evoluzioni e se ne sono andati in direzione del Cuillin: peccato non esser riuscito a tirare fuori la macchina fotografica in tempo (detto da appassionato di fotografia aeronautica)...

    Davvero un posto splendido, mi piacerebbe tornarci. Torniamo al campeggio appena in tempo per evitare l'invasione dei moscerini, cuciniamo in tenda (un incubo). La mattina dopo la sveglia è più che presto per smontare la tenda e prendere l'unico bus che ci può portare ad Armadale, sull'estrema punta sud, da dove un traghetto ci riporterà sulla Scozia continentale verso la ferrovia di Harry Potter.
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  10. #20
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    Dopo la breve attraversata su un traghetto (da cui si avvistano delle specie di delfini) arriviamo a Mallaig, l'altro punto terminale della ferrovia ovest (in realtà non connessa con quella che arriva a Kyle of Lochalsh: da qui si va solo per Glasgow). Andiamo in stazione, e mentre aspettiamo il nostro treno (al solito, un diesel con 3 carrozze), vediamo partire il "Jacobite Steam", una "caffettiera" che si fa tutto il percorso tra Mallaig e Fort William (la nostra destinazione) senza fermate intermedie: la tratta in questione è tra le più panoramiche al mondo (insieme a poche altre, tra cui quella del Bernina in Svizzera e la Flåmsbana -mi perdoni Fenris per gli errori in norvegese, ma sono stanco morto!- in Norvegia); tanto per intenderci, è quella dove viene girato sempre l'Hogwarts Express di Harry Potter. Purtroppo le batterie della digitale sono a terra, quindi niente foto. Epico il passaggio del ponte di Glenfinnan (dove nell'ultimo HP il treno si ferma e Harry viene attaccato da quelle specie di uomini ombra).

    Arriviamo infine a Fort William, la più importante località sciistica d'Inghilterra: siamo proprio alle pendici del Ben Nevis (la più alta montagna del Regno Unito, 1344m). La sifga gioca ancora contro di noi: il Ben Nevis è abbastanza accessibile da un punto di vista escursionistico (oltre ad essere frequentatissimo); ma dal punto di vista metereologico, i trecento metri tra la sella e la vetta sono un disastro: su tre giorni, abbiamo visto la cima solo il pomeriggio dell'arrivo, per il resto solo nebbia (quando nella valle, ovviamente, splendeva il sole).


    Ecco la cima del Ben Nevis avvolta dalle nebbie...


    Il massiccio del Ben Nevis, senza il Ben Nevis (che si trova a destra oltre la sella e fuori foto

    Ci diamo allora all'escursionismo di collina, gironzoliamo per la zona e ci facciamo divorare dai famelici midget (stronzi! Neanche l'Autan tropicale li ha fermati, anzi, se lo mangiavano di gusto...). In zona ci sono due gruppi di cascata, le Lower e le Higher Falls; andiamo a vedere le prime, le seconde abbiamo capito che erano troppo lontane...


    Le Lower Falls. Ci si può arrivare dalla statale che costeggia il torrente che generano le cascate -noioso, ma pratico- oppure attraverso un sentiero a mezza costa alle pendici del Nevis che poi ripiega fino a incrociare la strada alle cascate -più divertente, ma (relativamente) faticoso-

    Col bel tempo si possono anche vedere innumerevoli animaletti curiosi. Tra i migliore, le mucche con la frangia (sarà contento Asburgico ), forse questi però sono tori:


    Le mucche pelose!!! Non so se si vede bene: hanno una X sul naso in tono col vello, mica ho capito se è una cosa naturale o un'aggiuntina umana...

    Ad ogni modo non ci cagano minimamente, anzi, si mettono in posa...

    Fort William è carina, piacevole cittadina turistica (la High Street sembra la via principale di Livigno, per la quantità di negozi) curata e ordinata, con qualche bello scorcio sette- e ottocentesco (qualche pietra delle vecchia fortezza immersa in un grosso parco). Curioso lo humor scozzese: un cartello "Attention! Elderly people" messo a fianco di una casa di riposo che è curiosamente dietro un cimitero (tra l'altro molto bello)...

    Vista l'impossibilità di ascendere al Nevis partiamo con un giorno di anticipo per l'ultima tappa del viaggio: Glasgow (in alto i cuori, ho quasi finito )
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