Scusate ancora il ritardo abnorme, ma ho parecchio da fare con l'università!
Il traghetto per tornare sulla "terraferma" è ad orari antelucani, però guardando la cosa positivamente, ci consente di non buttare via tutta la giornata. Strada inversa fino a Thurso, uno dei due rami della ferrovia che arriva in cima alla Scozia, e ci infiliamo sul treno che ci porta al Dornoch Firth, insenatura sabbiosa circa 100km più a sud. Il tempo fa a dir poco schifo, ma, signori!, che spettacolo dal treno: l'erba già normalmente verde smeraldo, bagnata assume sfumature davvero eccezionali, diventa scurissima eppure brillante. E poi colline, colline e ancora colline... e pecore, pecore e pecore. E' un detto, ma credo che sia più vero di quel che si voglia far credere, che in Scozia ci siano più pecore che abitanti. E' emozionante passare attraverso questa distesa verde, solcata da torrentini grigi e puntini bianchi. Pochi i paesi, poche le fermate. Meraviglioso.
Per fortuna il tempo cambia a pochi chilomentri dalla meta: il ridente paese (oddio, paese è un parolone) di Rogart.
Una delle colline nei dintorni di Rogart. Intorno al paese non c'è molto a parte colline su colline, peraltro il paesaggio locale è decisamente piacevole
In realtà la scelta del luogo è stata casuale: girovadango su internet abbiamo trovato un ostello formato da carrozze di un treno dismesso... volevamo provarlo e abbiamo deciso per una sosta lì.
L'ostello -solo camere doppie, disponibili camere per famiglie- e il parco annesso. Dietro c'è un parco giochi per bambini e di fronte la ferrovia -i due treni al giorno che passano sulla linea non sono di nessun disturbo!-
I gentilissimi gestori (il capostazione e sua moglie, perché le carrozze sono su due binari morti della stazione di Rogart) ci informano sul da farsi nelle vicinanze e ci offrono delle bici. Cartina alla mano decidiamo per un giro di circa una cinquantina di chilometri, peccato che non siano segnati i dislivelli (una faticaccia, le bici erano per giunta due scassoni!), un triangolo che ci porterà a nord verso Brora e il vicino e magnifico Dunrobin Castle (dimora reale tutt'ora) e poi lungo la costa verso sud fino a Dornoch, tra le più importanti località balneari (!!!) scozzesi: qualche chilometro di spiaggia finissima, bollino blu per acque e tra i più importanti campi da golf della regione (il golf è tra gli sport nazionali scozzesi). Piacevoli anche le vetrate della cattedrale. Non scritto sulle guide c'è pure un micidiale vento... che però ci salva per due giorni di seguito dalla presenza di nuvole. Il triangolo viene chiuso dal ritorno alla fida Rogart. Lungo la strada, soprattutto per la costiera panoramica, si è in mezzo al Dornoch Firth, dove numerosi banchi sabbiosi affiorano durante la bassa marea: è meta privilegiata di foche!! All'andata ne abbiamo avvistate solo due, al ritorno una colonia di una quarantina di esemplari se ne stava beata a prendersi il sole (ho una foto ma le foche sono già piccole nell'originale, se la rimpicciolisco non si vede nulla).
Certi angoli nei dintorni sono particolarmente bucolici. Perfetto per qualche giorno di relax puro!
Il retro del Dunrobin Castle, e anche la sua parte più suggestiva. L'interno è visitabile, purtroppo i parchi erano chiusi (si possono intravvedere lungo la strada che lo costeggia e che scende fino a riva -dietro di noi c'è il Mare del Nord-). C'è purtroppo anche un noiosissimo suonatore di cornamusa all'ingresso del castello
Trascorriamo due giorni all'insegna del relax e della tranquilla vita di campagna, e comodamente all'ora della partenza cambiamo binario per prendere il nostro treno verso l'isola di Skye, Ebridi Interne.








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