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Discussione: Anni di piombo show

  1. #11
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    Fini è un ottimo giornalista e scrive ottimi articoli.Detto questo il pezzo in questione anche se vero in parte ad esempio sul fatto che il marxismo aveva affascinato gli intellettuali dell'epoca, cosa peraltro non nuova ..gli intellettuali sono sempre come le puttane..con il rispetto dovuto alle puttane s'intende....non coglie secondo me il fatto piu' importante ..Cioe' che una generazione intera ,tra proletari, piccolo borghesi, giovani borghesi viveva l'Italia di allora , i suoi partiti e lo Stato come un immondo merdaio ...questo è un fatto che accomunava tutti..a destra come a sinistra...allora le definizioni erano diverse..diciamo "sinistra rivoluzionaria" in tutti i suoi gruppie gruppetti in lotta tra loro ed il mondo "nazionalrivoluzionario" nel quale distinguerei gruppi come TP o costruiamo l'azione dall'ambiente paragolpista , anticomunista e molto ambiguo del MSI e gruppi satelliti.

    Fuini non spiega se non sulla base di gossip cosa sono stati veramente quegli anni terribili, ma anche intensi e carichi di passione e non trovo questo molto giusto..è facile oggi sparare a zero su quegli anni nel 2005 ..ma vediamo pure se la societa' italiana nel frattempo è migliorata o meno..i giovani oggi sono meglio?

    Mah difficile dire ..comunque lo stesso articolo poteva fare la caricatura dell'ambiente neofascista ma non avrebbe spiegato il perche' tanti giovani a prescindere dall'estrazione sociale sognavano di fare la Rivoluzione..questo nessuno lo dice o se lo ricorda...

  2. #12
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    In mezzo a tante trasmissioni ove sfilano gli ex (presunti ?!) militanti e attivisti ora elementi di punta di quel partito di dx o di sx di un tempo stamani ore 8.00 su la 7 ad Omnibus (gia' cmq la settimana scorsa in tale trasmissione c'era stato un dibattito interessante sul tema grazie alla presenza di Baldoni e Bianconi) c'erano tra gli invitati Trocchi (se nn erro) ex missino, Erri De Luca ex Lc, Savelli ex editore di estrema sx (editore del libro innocentista sul rogo di Primavalle) ed in diretta da Parigi Scalzone; Nonostante la logorroicita', la megalomania ed alcune farneticazioni di Scalzone sono state dette cose molto interessanti....Trocchi ha commentato la c.d. soluzione sudafricana dicendo che dovrebbero essere non gli ex militanti della dx e della sx radicale a vuotare il sacco ma i ministri degli interni, i questori, i funzionari di polizia, ricordando appunto in tal proposito i militanti assassinati da polizia e carabinieri; Scalzone ha parlato di fascisti trattati come ebrei dai fscisti stessi 30 anni prima ecc.; sia De luca, Trocchi e Scalzone hanno messo in guardia gli uditori da questa classe politica cosi' unita ora nei ricordi ma pronta a ridividersi e a rimandare i ragazzi in piazza a scannarsi quando ci sara' di nuovo bisogno degli opposti estremismi per consolidare il loro potere.....
    Chiudo ponendo una domanda come mai gli intervenuti in questa discussione sono solo camerati, come mai i compagni nazionalitari e ancche quelli di rif com non intervengono....Perche' nell'ambiente nazionalrivoluzionario (escludo quindi gli strumentali vittimismi degli anali)seppur nelle divisioni ideologiche prevale il sentimento di analizzare facendo pure autocritica quel periodo, ed a sinistra tale analisi (naturalmente chi ha aperto questo thread dimostra il contrario) apparentemente almeno non viene affrontata....

  3. #13
    Evoliano di sinistra
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    In origine postato da pietro
    Riconosco all'esperienza di Terza Posizione una rottura con l'ambiente golpista e reazionario dell'estrema destra di allora ...è indubbio ...ma quel patrimonio è stato dilapidato e dopo la sua scomparsa l'estrema destra ha ricominciato a diffondere dei contenuti piu' in linea con il MSI degli anni cinquanta come se TP non fosse mai esistita..in realta' TP continua a rimanere un'anomalia dell'ambiente "nazionalrivoluzionario"..Chissa' perche'?Forse perche' non era controllabile dai soliti noti capetti neofascisti che dal dopoguerra imperversano cambiando formazioni ogni dieci anni?
    Tp e' stata sbaragliata in un momento fondamentale, venuti meno proprio materialmente per vari motivi, latitanza, galera, e perche' caduti gli animatori di quell'esperienza e complice il riflusso il msi ha riconquistato la centralita' nell'ambiente, pero' nel solco ideologico tracciato da Tp, ma anche con le dovute differenze dal Fdg dei campi Hobbit, sono cresciute nuove generazioni di nazionalrivoluzionari che nel loro piccolo continuano a portare avanti una visione del mondo nazionale, popolare, tradizioanale e socialista

  4. #14
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    conosco bene la storia di TP E so anche, senza fare nomi , che alcuni sono andati a finire a sinistra , altri nella destra sociale ed altri ancora dispersi nelle esperienze piu' variegate.. pochissimi fanno ancora politica questo per comprendere come quegli anni sono stati un'esperienza unica nel suo genere e non classificabile.Sul MSI sono d'accordo ha potuto riprendere il suo cammino fino alla sua naturale evoluzione in AN che non è stata una sorpresa ma una conferma per chi conosce l'iter di quel partito.

  5. #15
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    In origine postato da pietro
    Riconosco all'esperienza di Terza Posizione una rottura con l'ambiente golpista e reazionario dell'estrema destra di allora ...è indubbio ...ma quel patrimonio è stato dilapidato e dopo la sua scomparsa l'estrema destra ha ricominciato a diffondere dei contenuti piu' in linea con il MSI degli anni cinquanta come se TP non fosse mai esistita..in realta' TP continua a rimanere un'anomalia dell'ambiente "nazionalrivoluzionario"..Chissa' perche'?Forse perche' non era controllabile dai soliti noti capetti neofascisti che dal dopoguerra imperversano cambiando formazioni ogni dieci anni?
    sono daccordo con fabiosko, ridurre esclusivamente a TP è limitativo. Gli stessi NAR in un certo qualmodo, pur nella loro delirante strada senza ritorno, volevano lanciare un certo messaggio all'ambiente ma soprattutto alla sinistra extraparlamentare...

    Poi c'era tutta la parte del movimento giovanile dello stesso MSI, la componente rautiana, che già a fine anni 70 era maggioritaria.. che si sforzava parlando linguaggi diversi, di portare avanti idee diverse (le suggestioni della Nouvelle Droite, ma non solo...)
    Rimane che la bomba di Bologna ha cancellato quasi tutto, ma non è vero che dopo TP siamo tornati all'anticomunismo anni 50. Almeno fino ai primi anni '90 con 4/5 anni di buco causato dalla repressione post-bologna, c'è stata la ripresa di un discorso interrotto, anche all'interno dello stesso MSI, che portava "oltre la destra e la sinistra" a teorizzare nuovi percorsi.
    Certo la segreteria Rauti del '90 con l'allineamento all'intervento nel Golfo è stata una grande delusione... seguita poi dalla ripresa del partito nelle mani degli Almirantiani/Finiani...

    Semmai è dopo Fiuggi che curiosamente tutto ciò che nasce a destra di AN, Forza Nuova ne è l'esempio eclatante, nasce con un aspetto marcatamente nostalgico, fortemente anticomunista (nel caso di FN anche e soprattutto in chiave religiosa..) e sbalorditivamente con chiari riferimenti addirittura al "fascismo regime"!!
    Il resto poi è cronaca contemporanea, sarà curioso vedere come si posizionerà Alternativa Sociale una volta uscita dal turbinio delle tornate elettorali...

  6. #16
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    non sono molto d'accordo perche' mentre TP poneva tra i suoi obiettivi l'antiimperialismo (ne' Usa-Ne' URSS ) il Msi maggioritario aveva come slogan (Santiago, Atene..Roma adesso viene...W i Para'.... Viva l'Oas ) facendo un'aperta scelta di appoggio all'imperialismo americano e non scordiamo di certo le candidature dell'ammiraglio Birindelli o del capo del SID Miceli nelle liste missine..insomma l'antifascismo non era provocato da TP ma dalla linea politica missina che di certo agli occhi della sinistra rivoluzionaria era guarda un po' quella di "cane da guardia" ...Poi che l'agibilita' politica anche per i nazionalrivoluzionari fosse complicata era dovuta proprio al fatto che la collocazione all'interno di un "area" considerata "nemica" non faceva di certo cogliere certe distinzioni, ma insisto se il MSI non avesse fatto scelte cosi' scellerate forse la contrapposizione non sarebbe stata cosi' violenta..ma li' qualcuno ci ha marciato..l'ufficio affari riservati del Ministero dell'Interno dove peraltro molti esponenti neofascisti erano di casa...
    Insomma la resa dei conti con quel periodo passa proprio attraverso un processo di autocritica altrimenti lo ripeto non solo questo revival non servira' a nulla , ma al contrario non fara' altro che rinfocolare vecchie ferite mai rimarginate.

    quanto alla componente rautiana oggi è l'ossatura di AN ...

    In origine postato da Wandervogel
    sono daccordo con fabiosko, ridurre esclusivamente a TP è limitativo. Gli stessi NAR in un certo qualmodo, pur nella loro delirante strada senza ritorno, volevano lanciare un certo messaggio all'ambiente ma soprattutto alla sinistra extraparlamentare...

    Poi c'era tutta la parte del movimento giovanile dello stesso MSI, la componente rautiana, che già a fine anni 70 era maggioritaria.. che si sforzava parlando linguaggi diversi, di portare avanti idee diverse (le suggestioni della Nouvelle Droite, ma non solo...)
    Rimane che la bomba di Bologna ha cancellato quasi tutto, ma non è vero che dopo TP siamo tornati all'anticomunismo anni 50. Almeno fino ai primi anni '90 con 4/5 anni di buco causato dalla repressione post-bologna, c'è stata la ripresa di un discorso interrotto, anche all'interno dello stesso MSI, che portava "oltre la destra e la sinistra" a teorizzare nuovi percorsi.
    Certo la segreteria Rauti del '90 con l'allineamento all'intervento nel Golfo è stata una grande delusione... seguita poi dalla ripresa del partito nelle mani degli Almirantiani/Finiani...

    Semmai è dopo Fiuggi che curiosamente tutto ciò che nasce a destra di AN, Forza Nuova ne è l'esempio eclatante, nasce con un aspetto marcatamente nostalgico, fortemente anticomunista (nel caso di FN anche e soprattutto in chiave religiosa..) e sbalorditivamente con chiari riferimenti addirittura al "fascismo regime"!!
    Il resto poi è cronaca contemporanea, sarà curioso vedere come si posizionerà Alternativa Sociale una volta uscita dal turbinio delle tornate elettorali...

  7. #17
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    Predefinito un intervista di rauti sullo stragismo ed i golpe

    La Repubblica" pagina 8
    "Sì, forse tra di noi
    c'erano infiltrati"
    Il fondatore di Ordine Nuovo: Maletti, la verità di un
    latitante

    di ALESSANDRA LONGO

    ROMA - "Il signor Gianadelio Maletti è un latitante, uno
    che sta nascosto all'estero e manda messaggi cifrati. Io non
    credo ai travagli umani di gente del genere. Venga in Italia a
    raccontare la sua verità sulle stragi di Stato. Un faccia a
    faccia con lui non mi dispiacerebbe...". Pino Rauti,
    fondatore di Ordine Nuovo (lui continua a chiamarlo per
    esteso "Centro Studi Ordine Nuovo") ha letto attentamente
    l'intervista del generale del Sid a "Repubblica". "Sono
    sconcertato", dice.
    Perché sconcertato?
    "Perché Maletti se ne è uscito con questa storia dei carichi
    esplosivi fatti arrivare dalla Germania e destinati a Ordine
    Nuovo. E dice anche che l'esplosivo di piazza Fontana
    proveniva da uno di questi carichi. Io, questa, non l'ho mai
    sentita. Mi sa di romanzo giallo".
    Certo, considerato che lei è il fondatore di Ordine Nuovo,
    che è stato ascoltato di recente dalla Corte di assise di
    Milano per la strage di piazza Fontana, che aspetta di
    essere sentito per la strage di piazza della Loggia,
    considerato tutto questo, se lei dice di stupirsi, allora chi sa
    qualcosa?
    "Bisognerebbe chiederlo a Maletti. Se i giudici di Milano mi
    hanno tenuto tre ore, a lui dovrebbero interrogarlo per
    trenta. Gli chiederei di essere più preciso: dove sono finiti
    tutti quei camion di esplosivo? Per fare un attentato non ne
    serve tanto. E il resto dov'è stato nascosto? Nei cassetti?
    Nelle cantine? Possibile che nessuno l'abbia visto?"
    Rauti, lei può escludere che la Cia si sia servita di Ordine
    Nuovo e del suo anticomunismo negli anni della strategia
    della tensione?
    "Io non posso escludere niente, soprattutto per quanto
    riguarda il Veneto. Infiltrazioni e manipolazioni ci possono
    essere state... Ordine Nuovo era una struttura anticomunista
    ma attraversata anche da un forte anti-americanismo,
    eredità della Repubblica sociale. Tuttavia è possibile che si
    siano verificati episodi di contiguità e collaborazione con gli
    americani della Cia. Parlo di atti di singole persone. Però
    non è stato dimostrato ancora nulla a livello giudiziario".
    Lei era il Capo. Non l'ha mai corteggiata la Cia?
    "Mai. Io sono sempre stato coerente con la linea di Salò. E
    se avessi saputo di qualcuno dei nostri manipolato dalla Cia
    l'avrei espulso per indegnità morale. Ma Ordine Nuovo era
    un' organizzazione che andava da Torino a Palermo e ci
    sono passati dai venti ai trentamila giovani".
    Altra cosa sono i suoi rapporti con i colonnelli del golpe in
    Grecia.
    "Ma quelli sono contatti dichiarati nero su bianco. Io seguii il
    golpe come inviato speciale de "Il Tempo" e pubblicai
    regolari reportage".
    Diciamo che aveva ottime fonti.
    "Diciamo che sono riuscito a lumeggiare il retroterra della
    corruzione locale che, in parte, giustificò il golpe greco".
    La Cia, i servizi, Ordine Nuovo. Maletti sostiene di avere
    un "debito di verità" con l' Italia. Lei?
    "Io sono sempre rimasto al mio posto. Mi hanno arrestato,
    assolto, continuano a chiamarmi. Mi sono fatto i capelli
    bianchi seguendo i processi. Maletti farebbe bene a tornare.
    Così, tra l' altro, gli potrei chiedere notizie dei miei
    accusatori. Uno è quel Pozzan che giurò sulla mia presenza
    a una riunione dove furono pianificati gli attentati. A suo
    tempo chiesi di essere messo a confronto con lui ma il Sid
    di Maletti e del capitano Labruna gli regalò un passaporto
    per andare in Spagna. Vorrei sapere anche che fine ha fatto
    Armando Mortilla, giornalista, che raccontò come io fossi
    andato a Lisbona a vendere armi al governo Salazar".
    Come lo vede un faccia a faccia tra voi due?
    "Non mi dispiacerebbe incontrare questo signore".
    Maletti dice che dietro le bombe di allora c'era la Cia
    "aiutata" dall'estrema destra. E' sicuro che Ordine Nuovo
    non abbia avuto le mani sporche di sangue?
    "Ripeto: io non escludo niente. Singole infiltrazioni possono
    esserci state".

  8. #18
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    In origine postato da pietro
    non sono molto d'accordo perche' mentre TP poneva tra i suoi obiettivi l'antiimperialismo (ne' Usa-Ne' URSS ) il Msi maggioritario aveva come slogan (Santiago, Atene..Roma adesso viene...W i Para'.... Viva l'Oas ) facendo un'aperta scelta di appoggio all'imperialismo americano e non scordiamo di certo le candidature dell'ammiraglio Birindelli o del capo del SID Miceli nelle liste missine..
    concordo pienamente, però mischi temporalmente i fatti... le manifestazioni e gli slogan pro Pinochet e colonnelli greci sono dei primi anni '70... Terza Posizione e i Campi Hobbit nascono nel '77/78.... c'è una linea di divisione temporale da tener conto.


    insomma l'antifascismo non era provocato da TP ma dalla linea politica missina che di certo agli occhi della sinistra rivoluzionaria era guarda un po' quella di "cane da guardia" ...Poi che l'agibilita' politica anche per i nazionalrivoluzionari fosse complicata era dovuta proprio al fatto che la collocazione all'interno di un "area" considerata "nemica" non faceva di certo cogliere certe distinzioni, ma insisto se il MSI non avesse fatto scelte cosi' scellerate forse la contrapposizione non sarebbe stata cosi' violenta..ma li' qualcuno ci ha marciato..l'ufficio affari riservati del Ministero dell'Interno dove peraltro molti esponenti neofascisti erano di casa...
    Insomma la resa dei conti con quel periodo passa proprio attraverso un processo di autocritica altrimenti lo ripeto non solo questo revival non servira' a nulla , ma al contrario non fara' altro che rinfocolare vecchie ferite mai rimarginate.

    quanto alla componente rautiana oggi è l'ossatura di AN ...
    se rileggi uno dei miei primi post sopra, ho detto esattamente le stesse cose: l'estabilishment del MSI, Almriante in primis era esattamente su queste posizioni: partito d'ordine contro i sovversivi (i cortei della "Maggioranza Silenziosa" primi anni 70), volto a costruire una Grande Destra reazionaria, filoatlantica, moralista (il MSI si schierò con la DC contro il divorzio!!!).

    Tuttavia, anche se questa era la percezione che se ne percepiva da fuori, all'interno dello stesso MSI c'era una forte contrapposizione interna. L'ala rautiana cosidetta nazionalrivoluzionaria, su posizioni terziste, nella seconda metà degli anni 70 diventerà sempre più forte, specialmente in ambito giovanile; tant'è che lo stesso Almirante fu costretto a fare alcune concessioni (nel referendum sulla scala mobile il MSI si schierò sulle posizioni del PCI...)

    Quello che mi sorprende è che l'autocritica che invochi era già avviata sul finire degli anni 80, primi 90... tuttavia non è stata ancora evidentemente metabolizzata stante l'attuale proliferare di invocazioni al passato missino e alla continuità ideale con quest'ultimo....

  9. #19
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    Sono anni che, specie con un’analisi personale- direi intima -, cerco di guardare all’altra riva del fiume. Sono andata oltre, mi sono tuffata, ho nuotato contro la corrente per vedere cosa c’era dall’altra parte, ma nessuno, su quella sponda, mi ha mai veramente teso la mano. Fosse anche solo per sentire se avevo qualcosa da dire. Anni fa all’università, come risposta ad una proposta di collaborazione che feci (con il gruppo nel quale militavo) a dei compagni, con l’intento di unire le forze per tutelare i nostri diritti - di tutti -, mi venne detto che le mie idee erano buone ma loro avevano la “pregiudiziale”. Un morbo. Avevano un morbo discriminatorio per il quale il mio “peccato originale”: quello, secondo loro, di essere fascista (conseguenza del non essere antifascista) precludeva ogni contatto. Poi, oggi, in televisione, a scrivere sui giornali, seduti in parlamento, vedo i padri di questo modo di pensare. Sono quei signori che anni fa non inorridivano davanti a discriminazioni ignobili e uccisioni altrettanto orripilanti perché giustificate dal ‘morbo’. Sono quelli che questi atteggiamenti li fomentarono, certi e sicuri nel loro credo incrollabile: quello della verità dei vincitori. Anzi, dei mezzi vincitori, frustrati perché la resistenza dei loro padri non aveva liberato il loro Paese, lo aveva solo reso schiavo di un padrone che anch’essi sapevano molto più pericoloso del precedente. Fu così che preferirono diventare strabici e vedere il male dove era più facile estirparlo: tra i fascisti. Oggi quelli che fanno comunicati anacronistici con cui si invita a non dare ‘agibilità politica’ ai fascisti, sono il cascame di questo modo di pensare. Hanno la stessa arroganza dei ‘democratizzatori’ di stampo americano. Qualunque cosa: uccisioni indiscriminate e mirate, stragi di innocenti, violazioni di ogni diritto, val bene la democratizzazione dell’intero pianeta. Così c’è stato chi scelse (probabilmente manovrato) un nemico in ragazzi della sua stessa età credendo di poter fare un mondo nuovo eliminandolo. Ora molti di quelli sono disinvoltamente passati tra le fila, ad esempio, di Forza Italia, ed è un passaggio naturale per chi ha sempre creduto di avere la verità in tasca e che per diffonderla qualunque mezzo poteva essere utile, anche l’eliminazione fisica del nemico (o presunto tale).
    Io comunque continuo a nuotare…non si sa mai.

  10. #20
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    Non ho vissuto i csd "anni di piombo", ma oggi sento il peso di quell'odio profondo tra rossi e neri, poichè - provenendo da sinistra - sono cresciuto nel mito della Resistenza, dell'Antifascismo, nell'odio e nella discriminazione di tutto ciò che fosse anche lontanamente "destroide". Quel "uccidere un fascista non è reato", l'ho sentito urlare da parecchi compagni, da persone che conservano l'odio e il rancore per fatti accaduti 30 anni fa. Considerare l'antifascismo un "valore" condivisibile con borghesi, liberal-democratici, monarchici, è realmente assurdo.
    Può essere considerato "valore", l'odio nei confronti di una persona che la pensa diversamente? Io penso di no.
    Se in politica bisogna attenersi ai fatti reali, esaminare le cause e gli effetti, di un fenomeno politico o di un "tratto di storia politica della nazione", gli anni di piombo hanno regalato alle generazioni successive, solo puro odio e disfattismo. Terza Posizione è stato solo un raggio di sole tra centinaia di nuvole gonfie di pioggia. Una eccezione, proprio perchè tentava di uscire fuori da quella spirale di odio che coinvolgeva la gioventù degli anni '7o. Significava rifiutare da una parte l'anticomunismo del Movimento Sociale, legato ad ambienti ultra-reazionari e atlantisti, dall'altra i comunisti antifascisti, legati all'Unione Sovietica e al tramonto di un Socialismo diverso, quello cinese.
    Riprendere i contenuti che animarono Tp, assieme ad una analisi storica realistica di ciò che fu il nostro paese nel '9oo, potrebbe dissipare la nebbia che alleggia negli ambienti radicali di Sinistra e Destra.

 

 
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