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Discussione: I Summit sul clima

  1. #81
    Mai l'altra guancia
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    Dottore, dovesse completare il suo lavoro per lunedì,
    La informo che alle ore 170, al Ministero dell'Ambiente, Rubbia illustrerà un piano per la diffusione del solare termodinamico a concentrazione in Italia.

    Un decreto del Ministero dell'Ambiente istituirà una task force per il termodinamico e verranno firmati tre protocolli d'intesa tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Lazio, Puglia e Calabria, le prime tre resesi disponibili a ospitare impianti di solare termodinamico sul proprio territorio.

    Vinca la sua timidezza e faccia sentire nelle sedi opportune la sua voce stentorea.

  2. #82
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Dottore, dovesse completare il suo lavoro per lunedì,
    La informo che alle ore 170, al Ministero dell'Ambiente, Rubbia illustrerà un piano per la diffusione del solare termodinamico a concentrazione in Italia.

    Un decreto del Ministero dell'Ambiente istituirà una task force per il termodinamico e verranno firmati tre protocolli d'intesa tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Lazio, Puglia e Calabria, le prime tre resesi disponibili a ospitare impianti di solare termodinamico sul proprio territorio.

    Vinca la sua timidezza e faccia sentire nelle sedi opportune la sua voce stentorea.
    Mmm, grazie, lo leggerò sui giornali.
    Non mi piace chiacchierare, preferisco fare. Proprio in questi giorni sto montando un impianto solare termico con materiali tedeschi, per testarlo. Poi vedrò queste macchine a vapore di Rubbia.

  3. #83
    Gianicolo, 1849
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    http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...ts=marcegaglia

    VENEZIA - Il protocollo di Kyoto? Ingiusto, inutile, inefficace. L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, va giù duro al forum di Confindustria all'isola di San Giorgio.
    Con la vicepresidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il presidente di Aem Giuliano Zuccoli doveva affrontare una delle tre "priorità del sistema" economico globale: energia e ambiente, che insieme alla penetrazione commerciale e agli investimenti negli asset materiali e immateriali sono stati al centro di analisi a porte chiuse davanti a una selezionata platea di imprenditori invitati dalla Winter University di Confindustria. Non certo un luogo per equilibrismi e diplomazia, quindi. È per questo che dopo essersi «fermamente schierato con quelli che pensano che il cambiamento climatico sia collegato alle attività dell'uomo», e che «si deve agire immediatamente riducendo le emissioni di Co2», Scaroni è partito all'attacco.

    «Kyoto ha fissato per ciascuno dei Paesi europei obbiettivi di riduzione rispetto alla situazione del 1990. Ciò significa che chi all'epoca era meno efficiente, come Germania e Regno Unito, possono raggiungere i loro target senza fatica. L'Italia, che era già virtuosa, ora deve fare sforzi enormi». A questa ingiustizia si somma l'inutilità: «Il problema non è affrontato globalmente. Gli Usa e i Paesi in via di sviluppo, che insieme pesano per il 62\% delle emissioni mondiali, non applicano l'accordo. E da oggi al 2020 l'incremento di emissioni della Cina sarà 8 volte superiore alla diminuzione che si è prefissata l'Europa. Con il risultato che industrie a emissioni intensive delocalizzeranno là dove non hanno vincoli».
    L'inefficacia dell'obbiettivo 20-20-20 fissato dall'Europa, secondo Scaroni è provato dal fatto che comporterebbe una riduzione di 1,2 miliardi di tonnellate di Co2 che significherebbero la chiusura dell'intero parco termoelettrico europeo. Obbiettivi quindi irraggiungibili perché irrealistici.
    Che fare, quindi? Cercare un accordo veramente globale, e in ogni caso impedire la delocalizzazione delle industrie ad alta emissione imponendo ad esempio "dazi ambientali". E soprattutto puntare sulla riqualificazione energetica, diversificando le fonti e utilizzando meglio quelle fossili. Un esempio? Se il consumo di carburante delle auto americane fosse uguale a quello delle europee, si risparmierebbero 4 milioni di barili di petrolio al giorno, pari alla produzione dell'Iran. Basta cullarsi con soluzioni illusorie, quindi. Magari anche di questo avrebbe voluto parlare nel faccia a faccia previsto con l'ex premier inglese Tony Blair, ma un ritardo aereo ha fatto saltare l'appuntamento.

    L'argomento del gas e del petrolio resta scottante anche a fronte dell'impennata dell'inflazione che in larga parte è collegata proprio all'aumento dei prezzi del greggio: «Ma poiché l'Italia è un Paese che dipende in misura enorme dagli idrocarburi - ha obiettato Scaroni -, nel momento in cui il loro prezzo sale, è ovvio che questo abbia un impatto sui costi generali e quindi sull'inflazione; quando però scenderà, saremo i primi a beneficiare». E l'Ad dell'Eni prevede che il prezzo scenda prossimamente: «Noi stimiamo per le nostre decisioni il petrolio a 45 dollari al barile a partire dal 2011, ma comincerà a calare già nel 2008. Dopo di che mi corre l'obbligo di dire che noi, compagnie petrolifere, sbagliamo spesso su questo terreno, dove le previsioni sono influenzate dalla geopolitica mondiale».

    Se Scaroni è stato drastico, la Marcegaglia non è stata da meno, auspicando che «la maggioranza silenziosa diventi rumorosa contro quei 100 minoritari che bloccano tutto». Il riferimento esplicito è all'energia nucleare che lo stesso presidente di Aem, Zuccoli, ha individuato come obbiettivo di sviluppo per l'azienda energetica milanese: «Puntiamo al nucleare di terza generazione - ha spiegato - perché se dovessimo puntare a quella di quarta generazione dovremmo aspettare fino al 2050». Il tempo, invece, è già scaduto.
    Nel frattempo c'è chi, più in piccolo, si muove per le energie rinnovabili. A Padova è in corso di costituzione da parte di un gruppo di imprenditori di uno spin off con l'Università per lo svulippo di sistemi avanzati nella produzione di energia da fotovoltaico.

  4. #84
    Mai l'altra guancia
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    Ah, sì?
    E Lei dov'era quando in Germania si portava avanti quell'investimento tecnologico?

    Quei DATI è certo che non li spiegherà, perché è un uomo del fare.
    Il Dossier, però, glielo richiederò con cadenza mensile.
    A meno che non ne abbia notizia dagli organi di informazione.

  5. #85
    Betelgeuse
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    Tutto quello che si dovrebbe sapere sul protocollo di Kyoto ma che si guardano bene dal dire:


    Kyoto è irrealizzabile senza il nucleare - Green Watch News- Il protocollo di Kyoto è irrealizzabile senza energia nucleare. Il clima sarebbe più protetto con l'energia nucleare. Lo sviluppo di centrali a carbone e il suo trasporto sono i maggiori responsabili delle emissioni di anidride carbonica". Queste le conclusioni di uno studio realizzato dall'Ufficio programmazione circa le prospettive energetiche a lungo termine del Belgio.
    Prendendo in considerazione una serie di ipotesi sui consumi di energia, l'ufficio di programmazione del governo belga ha calcolato che le emissioni di CO2 tenderanno a crescere del 38% nel 2030 in relazione al 1990. Dominique Gusbin, uno degli autori dello studio, ha spiegato al giornale La libre Belgique che l'utilizzazione di combustibili fossili, in particolare delle centrali a carbone, per la produzione di elettricità e l'utilizzo di automezzi per il trasporto del carbone, sono i grandi responsabili delle emissioni dei gas serra.
    Entro il 2030 la produzione di elettricità e di vapore sarà responsabile del 38% delle emissioni totali di CO2, i trasporti del 23% e l'industria del 17%.
    Se il Belgio abbandona il nucleare a partire dal 2015 come prevede la legge, secondo i calcoli dell'ufficio di programmazione l'energia elettrica sarà prodotta nel 2030 per il 37% dal carbone, dal 58% dal gas e del 5% dalle energie rinnovabili (essenzialmente biomasse e eolica).
    Nel 2000 il nucleare ha fornito il 60% della produzione elettrica, 25% il gas e 3% le energie rinnovabili.
    Senza nucleare sarà assolutamente impossibile per il Belgio raggiungere l'obiettivo indicato dal protocollo di Kyoto e cioè ridurre del 7,5% l'emissione di gas serra.
    Secondo Willy Bosmans, patron d'Electrabel (la principale agenzia che fornisce energia elettrica in Belgio), senza nucleare il Belgio così come l'Europa svilupperanno una fortissima dipendenza dal gas importato dal medio oriente e dalla Russia con le ovvie conseguenze politiche. A proposito delle fonte eoliche Bosmans ha affermato che si tratta di una "fonte aleatoria".

    Critiche dalla Spagna contro il Protocollo di Kyoto - Green Watch News -Durante una conferenza organizzata dalla Fundacio Catalunya Oberta, Xavier Sala i Martin, economista dell'Università Pompeu Fabra a Barcellona e della Columbia University a New York, ha criticato il 15 aprile ciò che ha chiamato "la religione dell'ambientalismo".
    Secondo Sala i Martin, che si è dimostrato anche critico nei confronti delle tesi sul cambio del clima, l'applicazione del noto Protocollo di Kyoto costerà 18 miliardi di dollari per ottenere (solo) risultati modesti. L'economista spagnolo ha spiegato che l'applicazione del protocollo di Kyoto non è una soluzione per preservare l'equilibrio ambientale del pianeta, e in particolare non limiterà il riscaldamento dell'atmosfera.
    Sala i Martin ha riportato i dati forniti dalle Nazioni Unite secondo i quali il protocollo di Kyoto costerà 18 miliardi di dollari per ottenere risultati modesti. Infatti se applichiamo questo costosissimo trattato l'aumento della temperatura sarà di soli 2,49 gradi centigradi rispetto ai 2,53 gradi centigradi previsti.
    In termini pratici 18 miliardi di dollari per una riduzione di 0,04 gradi centigradi di temperatura.
    L'economista spagnolo ha citato una serie di studi scientifici che dimostrano come non è vero che il XX secolo è stato il più caldo nella storia del pianeta.
    Inoltre i criteri utilizzati per spiegare la teoria del riscaldamento globale "sono parziali e non riflettono la verità"
    Per esempio, è probabile che stiamo assistendo ad un riscaldamento dell'emisfero Nord della terra, ma è anche vero che l'emisfero Sud si sta raffreddando. Così come avviene tra le città che si stanno scaldando e le campagne che si stanno raffreddando.
    Sala i Martin ha fatto riferimento alla storia del pianeta per ricordare che le oscillazioni di temperatura sono una costante. I vichinghi attraversarono l'Atlantico passando per il Nord, e questo significa che era molto più caldo di oggi. Incerto anche il ruolo svolto dall'anidride carbonica.
    L'illustre studioso ha concluso criticando la lettura troppo rigida dello sviluppo sostenibile, invitando i presenti a non convertire la tesi dominante in una nuova forma di inquisizione.

    Protocollo di Kyoto: tanti costi immediati, pochi e incerti i benefici - Green Watch News * Si è svolto a Roma il 22 aprile un interessante convegno sul tema "Il protocollo di Kyoto: costi e benefici per l'Italia e l'Europa".
    All'evento, organizzato dall'Istituto Bruno Leoni (IBL) in collaborazione con lo European Enterprise Institute (Bruxelles) e la rivista "21mo Secolo", hanno partecipato diversi parlamentari. Christopher C. Horner dell'European Enterprise Institute, ha detto: "L'Europa non dovrebbe andare oltre con le attuali politiche climatiche. Anziché sprecare risorse per un trattato ormai morto, l'UE dovrebbe impegnarsi sulle questioni concrete e capire i fatti del mutamento climatico", "Il riscaldamento globale - ha sottolineato il maggiore Fabio Malaspina - è un tema complesso, che va affrontato con un miglioramento della qualità dei dati e un ampliamento della rete osservativa. Occorre chiarire quanto sia determinante l'attività antropica".
    "Realizzare gli obiettivi di Kyoto nel 2010 potrebbe ridurre il PIL italiano dello 0,5% e causare la perdita di 50 mila posti di lavoro all'anno - ha spiegato Margo Thorning dell'International Council for Capital Formation. Gli ulteriori tagli dopo il 2010 potrebbero ridurre il PIL del 2% nel 2020 e costare quasi 200 mila posti di lavoro".
    "Rigettare Kyoto è nell'interesse dell'Europa e dell'Italia - ha concluso Oscar Giannino ("Il Foglio"). C'è un'assoluta sproporzione tra i costi e i supposti benefici". "Anche alla luce della direttiva sull'emission trading - ha detto Carlo Stagnaro, direttore Ecologia di mercato dell'IBL - le azioni politiche vanno valutate con attenzione, per evitare d'imboccare la via del sottosviluppo".
    http://www.forcesitaly.org/italy/cam...aggio_2004.htm

  6. #86
    Betelgeuse
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    Il riscaldamento globale è una minestra riscaldata, di Franco Battaglia

    Alfred Nobel si sta rivoltando nella tomba. Secondo l'International Panel on Climate Change (Ipcc), entro il 2050 dovremmo ridurre le emissioni di anidride carbonica almeno del 50 per cento, meglio se dell'85. Cosa che considero non solo una scemenza, ma anche impossibile. L'Ipcc può permettersi di affermare scemenze solo perché non è un organismo scientifico, anche se ne fanno parte scienziati. È un organismo dell'Onu e molti dei suoi membri sono nominati dai governi e dai «Pecoraroscani» locali, e se un rapporto dell'Ipcc dice scemenze, a perdere la faccia non è alcuna comunità scientifica, ma l'Onu, a livello globale, e i «Pecoraroscani» a livello nazionale. E Dio sa quanto entrambi sono sensibili alle perdite della faccia.
    Così come Dio solo sa cosa mai abbia fatto l'Ipcc, in circa 20 anni, per (come ne recita lo statuto), «stabilire, in modo completo, oggettivo, aperto e trasparente, le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per comprendere le basi scientifiche dei rischi dei cambiamenti climatici indotti dalle attività umane». Un'affermazione che dice tutto sulla credibilità di quella istituzione, essendo il presupposto della sua esistenza il fatto, tutto da dimostrare, che le attività umane influenzino il clima; dovesse mai scoprirsi il contrario, ne conseguirebbe la morte dell'Ipcc. Ma com'è che la politica si è interessata al clima?
    A metà degli anni '70 del secolo scorso, dopo tre decenni di raffreddamento globale (a dispetto del boom demografico e industriale di quei decenni), si cominciò a temere per un'imminente era glaciale, fino al punto che qualcuno avanzò la stravagante idea che essa si sarebbe potuta evitare con l'immissione volontaria di anidride carbonica in atmosfera. Costui non ebbe il tempo di essere ascoltato perché all'inizio degli anni '80 le temperature ricominciarono a salire; tuttavia, quelli erano anche anni di recessione economica, con il prezzo del petrolio alle stelle e con grandi sommosse tra i lavoratori del carbone in Inghilterra, ove Margaret Thatcher, preoccupata per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del proprio Paese e poco fiduciosa verso i petrolieri del Medioriente e verso i sindacati dei lavoratori delle miniere di carbone, pensò fosse suo dovere sostenere la causa del nucleare.
    La possibilità che l'uso di combustibili fossili elevasse la temperatura del pianeta cadeva proprio a fagiolo, e così, molto tempo prima che la preoccupazione dell'«effetto serra» diventasse isteria globale, la Thatcher trovò in essa la possibilità di un ottimo sostegno alla causa pro-nucleare che aveva deciso di sposare. Allocò quindi consistenti fondi in ricerche che «provassero» i rischi dell'immissione di CO2 in atmosfera, suggellando così il legame tra politica e climatologia, a patto che questa enfatizzasse la relazione tra CO2 antropogenica e clima. Le società scientifiche, però, non sono disposte, come detto, a perdere la faccia, e fu così che i politici inventarono un organismo che non avesse una faccia da perdere - l'Ipcc - il cui Primo Rapporto (1990), ignorando gli effetti del vapore acqueo, delle nuvole e del sole sul clima della Terra, «prediceva» ciò che i politici volevano predicesse: il disastro planetario come conseguenza dell'immissione in atmosfera di CO2. A esempio, si inventò l'idea della diffusione, in zone della Terra sempre più a Nord, della malaria, considerata dagli «scienziati» dell'Ipcc una malattia tropicale: peccato che la malaria non sia una malattia tropicale, tanto che una delle più devastanti epidemie si ebbe in Siberia negli anni 120 del 1900, con milioni di casi l'anno per diversi anni per un totale di 600mila morti.
    Il terrore diffuso dai Rapporti dell'Ipcc ha attirato l'attenzione dei media, che ha incrementato il flusso di risorse, che a sua volta ha foraggiato la propaganda politica. Un vortice oggi ingigantito dagli interessi per la diffusione delle tecnologie eolica e fotovoltaica che, costosissime e prive di valore nella produzione d'energia elettrica nel mondo reale, possono essere mantenute in vita solo grazie a questo clima di terrore.
    Quanto ad Al Gore, l'Alta Corte americana ha deliberato che il suo film, che gode di ampia diffusione nelle scuole, è zeppo di errori, ha toni ingiustificatamente terroristici e può continuare a essere proiettato solo a condizione che si correggano quegli errori. Non dello stesso avviso deve essere chi assegna il premio Nobel: pare che maggiore è il terrore diffuso, maggiore il merito per ottenere quello della pace.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=213047

  7. #87
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    [QUOTE=Grifo;6761362]

    2008÷2010__________15,9__ Miliardi di Euri
    2011÷2020_________150,0__ Miliardi di Euri
    2021÷2025_________106,5__ Miliardi di Euri
    _________________________________
    totale______________272,4__ Miliardi di Euri


    Il trattato di Kyoto e' la piu' grande cazzata della storia. Paesi che devono ridurre (Italia compresa) e Paesi liberi di fare quel ca... che vogliono. Un giro di miliardi che andranno a finire nelle tasche di pochi ma che a pagare saranno tutti.
    Sono onorato di vivere nei 2 Paesi che non aderiscono a questa pagliacciata da Tototruffa.

    -N-

  8. #88
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    Cucù...
    Australia - 03.12.2007
    Nuovo premier Kevin Rudd ratifica il protocollo di Kyoto


    Subito dopo aver prestato giuramento questa mattina, il neoeletto premier australiano Kevin Rudd ha mantenuto una sua promessa elettorale e come primo atto da capo del governo ha ratificato il protocollo di Kyoto. "Ho voluto che questo fosse il primo atto del nuovo governo, come prova del nostro impegno nella lotta ai cambiamenti climatici", ha detto oggi Rudd dopo aver siglato i documenti necessari per la ratifica del protocollo. Il premier laburista, al potere dopo undici anni di un governo conservatore che ha sempre rifiutato di firmare il protocollo Kyoto, ha ribadito che l'Australia parteciperà al summit mondiale sul clima che si è aperto oggi a Bali, in Indonesia. L'Australia ha il più alto tasso di emissioni di gas serra pro capite al mondo.
    ... sèttete !!

  9. #89
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    da
    http://www.archivionucleare.com/inde...ico-nazionale/

    Come sapete nel 2002 il nostro governo ha pomposamente firmato il protocollo di Kyoto, che ci impegnava a ridurre le emissioni di CO2 del 6%.
    Poichè la riduzione di emissioni non si fa con le chiacchiere, le passarelle televisive o i proclami dei verdi, invece di ridurre le abbiamo aumentate del 12%
    E quindi, a partire dal 2008, comincieremo a pagare le “penali” che ci siamo autoinflitti.
    Vediamo quanto ci costa, visto che ormai non c’è più il tempo di adeguare il nostro sistema energetico (e nemmeno la voglia, diciamolo pure, prevale la Strategia della Paralisi)

    2008÷2010__________15,9__ Miliardi di Euri
    2011÷2020_________150,0__ Miliardi di Euri
    2021÷2025_________106,5__ Miliardi di Euri
    _________________________________
    totale______________272,4__ Miliardi di Euri

    MILIARDI DI EURI, NON BRUSCOLINI

    Con ciò non serve neanche preoccuparsi di come saranno le future leggi finanziarie.
    Considerando che un reattore nucleare costa 2 miliardi di euro, noi solo nel biennio 2008-2010 pagheremo l’equivalente di 8 reattori (4 centrali), che da soli ci permetterebbero di rispettare il protocollo di Kyoto.
    E di risparmiare miliardi di euro di bolletta petrolifera, di rilanciare l’economia, di creare occupazione stabile e qualificata, di aumentare la competitività del sistema paese, di non immettere in atmosfera ogni anno 150.000 tonnellate di inquinanti tossico nocivi... etc. etc.

    Per cui, con il petrolio che è già a 100$, noi dalla prossima finanziaria cominceremo a anche a pagare miliardi di euro di “penali”.
    Ragazzi, ci siamo lasciati “suicidare” da questa banda di saltimbanchi, ci toccherà prendere il gommone per scappare in Corsica.

    Vi ri-segnalo il nostro sito sul Piano Energetico Nazionale
    www.progettoenergia.org

    Io stavo pensando di fare una supplica, che so, all'ONU, al governo tedesco, al Vaticano, che facciano qualcosa per evitarci l'olocausto economico-energetico, in fondo per la maggior parte siamo brava gente.
    O cosi' o moriremo asfissiati dallo smog.
    Il futuro è incentivare laricerca su solare ed eolico e allo stesso tempo incentivare forme di risparmio energetico (+ mezzi pubblici, case passive ad esempio).
    Il nucleare è una risposta, non basta...e ha degli effetti collaterali che solare,eolico, idroelettrico NON hanno.

  10. #90
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    O cosi' o moriremo asfissiati dallo smog.
    Il futuro è incentivare laricerca su solare ed eolico e allo stesso tempo incentivare forme di risparmio energetico (+ mezzi pubblici, case passive ad esempio).
    Il nucleare è una risposta, non basta...e ha degli effetti collaterali che solare,eolico, idroelettrico NON hanno.
    Cosa vuoi che siano gli effetti collaterali per chi vive esclusivamente per aver il suv sotto il culo...contempla il proprio conto in banca..e prende casse di viagra per andare a puttane..
    Vuoi che sia colpito dall'arietta fresca della sera..? O da un bel tramonto col cielo pulito..? O dagli uccelletti che cantano..?
    L'unico canto per lui è quello del motore a millanta cavalli..e come gli animali pisciano nell'ambiente per segnarlo..loro inquinano per gusto..
    per lasciare la traccia di stessi nei luoghi..come a dire che ne sono i padroni..e li possono violentare come vogliono..
    Ecco..a questa gente vai parlare degli effetti collaterali...sai le risate..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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