questo é un punto importante. Oltre ai fattori soggettivi del candidato ad emigrare, ci sono le condizioni oggettive del paese attrattore, che contano moltissimo. Non é SOLO il miraggio del paese "ricco" che attrae, ma il miraggio del paese "facile", quello che offre accoglienza ed infrastrutture favorevoli allo stanziamento di stranieri. Questo spiega perché il Giappone abbia meno immigrati dell'Italia, nonostante sia assai piú ricco di questa.In origine postato da Paul Atreides
Ricapitolando, ho finora elencato quelle che sono, a mio parere, le tre cause più importanti dell'emigrazione.
Ovviamente, però, un conto è la volontà di emigrare, tutt'altro conto è l'effettiva riuscita di tale disegno, ossia la trasformazione dell'emigrante in immigrato, ossia in un individuo accolto in uno degli stati europei.
In questo caso, l'analisi deve passare dalle cause che spingono l'emigrante a divenire tale alle cause che spingono i paesi europei ad accoglierlo.
Per fermarli dobbiamo anche eliminare questi fattori di "facilitá" per lo stanziamento, stimolati dal buonismo e dal cosmopolitismo imperante.




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(scherzo, non prendertela: absit iniuria verbis)
