Fonte: www.noreporter.org
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Dal ministro Castelli, Lega Nord, irrinunciabile lezione di anti-razzismo. Adesso lui per primo propone la messa al bando di "simboli razzisti".
Bruxelles, 24 feb. - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli alla fine si e' ritrovato isolato, o quasi, nel difendere la messa al bando dei simboli razzisti.
"Pochissimi Paesi hanno sostenuto la necessita' di affrontare anche i simboli invece io credo sia fondamentale. Lasciar perdere, vuol dire infatti creare una decisione monca", ha proseguito il ministro che oggi ha partecipato a Bruxelles a una prima discussione sulla decisione quadro che riguarda la lotta contro il razzismo e la xenofobia, alla quale la presidenza di turno lussemburghese vuole aggiungere il bando dei simboli che incitano all'odio e alla violenza.
Una cosa "fondamentale" secondo il ministro, "perche' e' una delle questioni piu' antipatiche che credo oggi ci sia in Europa, la presenza continua dei simboli razzisti e xenofobi nelle manifestazioni, ma soprattutto negli stadi. Bisogna dare un segnale ai tifosi che vadano a vedere il calcio per questioni sportive e non certo razziste".
Una decisione sulla lotta contro il razzismo era stata bloccata nel 2001 proprio dall'Italia.
Oggi Castelli assicura ai giornalisti: "Io ho dichiarato che sono prontissimo, anzi favorevole, a riaprire il dibattito, sulla scorta di tre precise questioni: innanzitutto occorre dare la possibilita' ai nuovi Paesi membri di discuterla. In secondo luogo, sia ben chiaro che venga fuori un testo contro il razzismo e la xenofobia, ma non abbia dentro di se' gli strumenti per colpire la liberta' di espressione".
Il ministro spiega ai giornalisti di "aver ricordato oggi e di voler ricordare sempre il caso della Fallaci che per i suoi libri e' stata sottoposta a processi in numerosi Paesi europei". Da ultimo, la richiesta che si affronti il problema dei simboli "perche' credo sia importante". Sull'esito delle discussioni, il ministro si e' detto "ne' pessimista ne' ottimista. La decisione ultima spetta alla presidenza. Il paradosso era che noi abbiamo appoggiato una proposta della presidenza che mi pare tuttavia orientata a ritirarla




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