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un piccolo refuso:
la frase
Mauro-san gakusei desu
non si traduce
(Shelburn è uno studente)
ma, ovviamente,
(Mauro è uno studente)
infatti
watashi wa Mauro-san dewa imasen
(?, è giusto ? in effetti, come persona animata mi sembrerebbe sbagliato dire "dewa arimasen")
watashi wa Shelburn desu
e concluderei con
... watashi mo gakusei desu :)
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Citazione:
Originally posted by shelburn
un piccolo refuso:
la frase
Mauro-san gakusei desu
non si traduce
(Shelburn è uno studente)
ma, ovviamente,
(Mauro è uno studente)
Corretto, grazie :)
Citazione:
infatti
watashi wa Mauro-san dewa imasen
(?, è giusto ? in effetti, come persona animata mi sembrerebbe sbagliato dire "dewa arimasen")
No, è giusto "dewa arimasen" perchè quando si usa il verbo essere come predicato si deve usare il verbo aru con la particella "de" (ma lo farò in seguito). Piuttosto non si deve usare il san con Watashi, anche se Mauro non è il tuo nome. :)
Citazione:
watashi wa Shelburn desu
e concluderei con
... watashi mo gakusei desu :)
Jozu desu :-0003g
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Leggendo avevo pensato a "Praticare con le giapponesi", poi entrai.
:cool:
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Citazione:
Originally posted by Puma#
Leggendo avevo pensato a "Praticare con le giapponesi", poi entrai.
:cool:
Con loro si può imparare molte cose :-0003g
Hai qualche esperienza d cui riferire? :cool:
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Citazione:
Originally posted by marcejap
Con loro si può imparare molte cose :-0003g
Hai qualche esperienza d cui riferire? :cool:
Non mi sbottono.
Con loro l'ho già fatto troppo. :cool:
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approfitto della presenza di un sensei per proporre i miei errata-corrige di giapponese, in modo che possa confermarmi la giusta correzione o segnalare gli errori che certamente avrò fatto nel correggere (non si finisce mai di sbagliare, e quindi, quando c'è qualcuno che ti possa correggere, di imparare).
il libro su cui ho fatto pratica è "io parlo giapponese" della Vallardi, autori Mario Scalise e Mizuguchi Atzuko.
Chissà se si può tradurre Mizuguchi Atzuko come:
la calda porta dell'acqua ?
Boh, io mi sono buttato allo sbaraglio da quell'incosciente che sono.
Ma veniamo al frasario che sto studiando.
Incomincerò con un refuso, un errore di stampa sicuramente, secondo me, e chi ha seguito il corso del nostro sensei, ha già incontrato achira, sochira, kochira, dochira, per cui mi sento abbastanza tranquillo che quella frase di pag. 32
hochira ga Rosshi san/fujin desu
che viene tradotto come
Questo/a è il signor/a Rossi
in realtà, dovrebbe senz'altro essere, invece
kochira ga Rosshi san/fujin desu
a pag. 46 segnalo poi un curioso refuso:
ci sono tre colonne,
ogni anno..............***...........maitoshi
l'anno prossimo......***...........rainen
l'inizio dell'anno......***...........toshi no hajime
la fine dell'anno......***...........nenmatsu
bisestile.................***...........uruudoshi
biennio..................***............ninen
decennio................***............juunen
secolo...................***............seiki
ecc....
ebbene, la prima e la terza colonna si corrispondono esattamente.
La seconda colonna invece è quella che conteneva i kanji e che io ho indicato con degli asterischi.
Le prime sei righe di kanji sono stampate alla rovescia, e il kanji sulla riga di "ogni anno" è "ninen" e così via, rovesciato.
Chi si trovasse a consultare quel frasario può verificare facilmente questo refuso.
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Citazione:
Originally posted by shelburn
approfitto della presenza di un sensei per proporre i miei errata-corrige di giapponese, in modo che possa confermarmi la giusta correzione o segnalare gli errori che certamente avrò fatto nel correggere (non si finisce mai di sbagliare, e quindi, quando c'è qualcuno che ti possa correggere, di imparare).
il libro su cui ho fatto pratica è "io parlo giapponese" della Vallardi, autori Mario Scalise e Mizuguchi Atzuko.
Chissà se si può tradurre Mizuguchi Atzuko come:
la calda porta dell'acqua ?
Boh, io mi sono buttato allo sbaraglio da quell'incosciente che sono.
Ma veniamo al frasario che sto studiando.
Incomincerò con un refuso, un errore di stampa sicuramente, secondo me, e chi ha seguito il corso del nostro sensei, ha già incontrato achira, sochira, kochira, dochira, per cui mi sento abbastanza tranquillo che quella frase di pag. 32
hochira ga Rosshi san/fujin desu
che viene tradotto come
Questo/a è il signor/a Rossi
in realtà, dovrebbe senz'altro essere, invece
kochira ga Rosshi san/fujin desu
Il che è giusto, infatti, se si guarda i karatteri hiragana della frase, si vedrà che il primo è proprio quello che si legge "ko".
Citazione:
a pag. 46 segnalo poi un curioso refuso:
ci sono tre colonne,
ogni anno..............***...........maitoshi
l'anno prossimo......***...........rainen
l'inizio dell'anno......***...........toshi no hajime
la fine dell'anno......***...........nenmatsu
bisestile.................***...........uruudoshi
biennio..................***............ninen
decennio................***............juunen
secolo...................***............seiki
ecc....
ebbene, la prima e la terza colonna si corrispondono esattamente.
La seconda colonna invece è quella che conteneva i kanji e che io ho indicato con degli asterischi.
Le prime sei righe di kanji sono stampate alla rovescia, e il kanji sulla riga di "ogni anno" è "ninen" e così via, rovesciato.
Chi si trovasse a consultare quel frasario può verificare facilmente questo refuso.
E' vero, il kanji è stato stampato alla rovescia :-0003g
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continuo ad esercitarmi nell'errata-corrige del Vallardi.
pag 46
alla parola "periodo" corrispondono due traduzioni, una in kanji ("jiki"), e l'altra in katakana ("periodo"), e ne viene data la seguente traslitterazione in romaji:
jiki/periodo
ma in katakana si legge chiaramente "piriodo" e non "periodo"
pag 115
abbiamo la seguente frase:
devo pagare subito o alla partenza ?
che viene tradotta, in romaji, come:
sugu harawanakereba narimasenka soretomo shuppatsu no toki de yoi desuka
ma del "no" che ho riportato in rosso non vedo traccia nei kanji.
pag 124
abbiamo la seguente frase:
vorrei prenotare un tavolo per otto
che viene tradotta, in romaji, come:
hachinin yoo teeburu no yoyaku o onegai shimasu
ma nei kanji manca la parte in rosso, per cui direi che la frase (senza "yoyaku" che vuol dire "prenotazione") assuma, mi sembra, un significato un po' diverso
vorrei un tavolo per otto
ps
ho usato (non so se impropriamente) la dizione "kanji" per intendere una frase scritta in scrittura giapponese, che, oltre ai kanji, contiene anche hiragana e katakana
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pag 126
abbiamo la seguente frase:
questo piatto è troppo salato/squisito
in romaji abbiamo
kono ryoori wa shiokara sugimasu/totemo oishii desu
la traslitterazione esatta in romaji della frase in scrittura giapponese mi sembra che sia però:
kono ryoori wa shiokarai desu/totemo oishii desu
che dovrebbe voler dire semplicemente, mi sembra
"questo piatto è salato/squisito" (con sparizione del "troppo")
magari è pignoleria, magari sbaglio, ma mi piacerebbe sapere se queste mie considerazioni sono esatte o no.
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continuo il debugging del Vallardi, sperando di fare cosa utile a chi lo volesse usare (che poi io lo trovo un ottimo strumento per fare pratica e per imparare la scrittura giapponese)
dato che però il mio livello di conoscenza del giapponese lascia un po' a desiderare, conto sulle correzioni del sensei per i miei eventuali errori (potrei, per errore, dare per sbagliata una forma invece esatta, per esempio)
pag 38
un errore di stampa che mi sembra abbastanza banale
101 reso in romaji " kyakuichi" invece di "hyakuichi"
ma dato che a volte hyaku (quando segue, non in prima posizione) cambia ronuncia (byaku, pyaku)
pag 61
Vorrei un biglietto per New York
in romaji viene reso
Nyuu Yooku iki oofuku kippu o kudasai
ma nei kanji figura un "no" dopo "iki"
pag 68
La benzina è compresa nel prezzo ?
gasorin wa ryookin no naka ni haitte imasuka
la parte in rosso non figura nei kanji.
Mi domando se le due forme siano equivalenti, come mi sembra.
pag 69
Dov'è il parcheggio più vicino ?
in romaji
chikai chuushajoo wa doko ni arimasuka
e in kanji uguale
ma a me sembra che la frase giapponese significhi una cosa leggermente diversa, e cioè
Dov'è un parcheggio vicino ?
pag 69
Per favore, può controllare se c'è un guasto ?
in romaji
koshoo ga aruka dooka mite kudasai masenka
nei kanji manca il "masenka", ma credo che le due dizioni siano equivalenti
pag 71
ecco il mio nome e l'indirizzo della mia assicurazione
in romaji
watashi no tsukatte iru hoken no namae to juusho desu
nei kanji manca la "i" di "iru", e questo credo che sia un errore di stampa.
pag 72
dov'è l'hotel Palace?
in romaji
Parasu hoteru wa doko desuka
il simbolo katakana usato per rendere la sillaba "la" nella parola "Palace" è "ra" nella scrittura in romaji, ma "re" in quella coi kanji.
Credo che questa cosa sia della minima importanza, ma la rilevo per la precisione (che pignolo...)
pag 73
devo scendere alla prossima
in romaji
konotsugi orimau
manca la "s", per un errore di stampa, perché, come conferma la scrittura in kanji, dovrebbe essere
konotsugi orimasu
pag 84
le due traduzioni in kanji per "albero" e per "capitano" sono stampate alla rovescia (i kanji sono capovolti)
pag 84
chiudo con una osservazione che non parte da un errore
consideriamo la seguente frase
dov'è il bagno?
in romaji
otearai wa doko desuka
confrontiamola con
dov'è la toilette?
(in romaji: toire wa doko desuka)
ebbene, a causa della presenza delle stesse consonanti, avevo sempre pensato che entrambe, per vie diverse, fossero modifiche della stessa parola inglese, "toilet".
Invece, guardando la grafia in kanji, si nota che, mentre "toire" è effettivamente la trascrizione fonetica della parola inglese "toilet", "otearai" è parola con un'etimologia autenticamente giapponese.
Infatti, dopo l'onorifico "o", c'è il kanji "te", che vuol dire "mano" (lo stesso che troviamo nella parola "karate"), e un kanji che vuol dire "lavare".
Quindi "otearai" è parola che indica "il posto dove si lavano le mani" !
Mi sembra questo un bel esempio per mostrare come la conoscenza della scrittura giapponese (seppur non indispensabile per parlare la lingua, e molto difficile) offre una chiave di comprensione della lingua ineguagliabile, a parer mio, rispetto alla sola conoscenza del romaji, anche perché molti vocaboli giapponesi sono di origine cinese (anche solo in parte).
Il cinese ha i toni, che non ci sono in giapponese, e quindi molte parole diverse che in cinese hanno toni diversi, arrivano in giapponese ad assumere lo stesso suono (omofoni) creando una notevole difficoltà di comprensione, che è alleviata dall'uso dei kanji.