Una nuova, spettacolare mostra di Vittorio Sgarbi a Palazzina di Caccia presenta gli “Esercizi di pittura crudele”, così il sottotitolo. 350 opere d’arte, considerate non adatte ad un pubblico di minori (sotto i 14 anni) a meno che non siano accompagnati da un adulto.
Opere di Beato Angelico, Francis Bacon, Caravaggio, Andy Warhol, naturalmente Francisco Goya e tanti, tanti altri, come Edward Munch Picasso o Peter Paul Rubens testimoniano il male nell’arte europea in tutte le sue diverse manifestazioni: martirii e uccisioni sadiche; personaggi malvagi, sfigurati, deformi, condannati a morte, sadismo, paura, invidia, vendetta, angoscia.
L’esposizione torinese intende far affiorare i sintomi e le manifestazioni di questa atmosfera stregata e affascinante. Tra le testimonianze di questo spirito spiccano, nel Quattrocento, dipinti di Beato Angelico e Taddeo di Bartolo; nel Cinquecento le opere di Agostino, Annibale e Ludovico Carracci, Bartolomeo Passerotti, Andrea Solario; nel Seicento due capolavori di Caravaggio – Fanciullo morso da ramarro e Seppellimento di Santa Lucia, i dipinti di Jusepe de Ribera, Pietro Paolini, Domenico Fetti, Bernardo Strozzi, Giuseppe Vermiglio, Tanzio da Varallo, Salvator Rosa, e la straordinaria Medusa di Rubens; nel Settecento i lavori di Pier Leone Ghezzi, Alessandro Magnasco, Sebastiano Ricci, Gaetano Gandolfi, Johann Heinrich Füssli, Giuseppe Maria Crespi. Tra le opere che rappresentano il Male nell’arte dell’Ottocento emergono i lavori di William Blake, Francisco Goya, Vincenzo Bonomini, Antonio Mancini, Angelo Morbelli. Il Novecento, secolo di Freud, età della proiezione di incubi e sogni, era dell’interpretazione di ansie ed inquietudini, é rispecchiato in opere di grandi maestri come Adolfo Wildt, Lorenzo Viani, Chaim Soutine, Mario Sironi, Fausto Pirandello, Francis Bacon, Edward Munch, Balthus ed Andy Warhol. Dal Novecento giungiamo ai contemporanei con Marina Abramovic, Enrico Colombotto Rosso, Anton Zoran Music, Gianfranco Ferroni, Alessandro Kokocinski, Alberto Sughi, Maurizio Bottoni, Paul Schmidlin, Andrea Martinelli, Dino Walls e Margherita Manzelli.
Una seconda parte della mostra propone esempi della cinematografia legata agli stessi concetti del Male, considerando che l’immaginario popolare del Novecento é passato attraverso il cinema ancor più che sulla tela. In questa prospettiva Vittorio Sgarbi ha progettato una ulteriore prosecuzione della mostra che contempla anche la fotografia e il fumetto, prendendo in considerazione le forme d’arte più vicine alla sensibilità e alla percezione dell’uomo contemporaneo.
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