I confindustriali chiedono più extra-comunitari. Come si giustifica questa richiesta con un out-sourcing che ormai è diventato la norma, al contrario di investimenti "in loco" che rappresentano un eccezione POLITICA? Ogni mese centinaia di lavoratori perdono il posto, non ultimi 1000 dipendenti della De Longhi. Qui nel Tigullio molte aziende (vedi Mares) sono in crisi, e i 1000 operai FINCANTIERI stanno incrociando le dita sperando di non dover pagare il prezzo degli errori di chi ha scritto la legge sui finanziamenti delle commesse.
A fronte di tutto ciò, gli industriali perseverano diabolicamente con le loro richieste, ignorando che l'immigrazione è un dramma e che da flussi di povertà non gestiti doverosamente, nel rispetto del bisogno di sicurezza dei cittadini e dei tempi necessari a elaborare una risposta adattativa ai cambiamenti sociali, non può emergere nulla di costruttivo.
In questo paese le parti politiche e sociali manifestano sempre meno affidabilità e serietà, forse non le hanno mai manifestate, ma certamente di fronte ai "mala tempora" che viviamo le contraddizioni emergono in modo molto più lampante.
Mi consola aver letto qualche giorno fa che a Isola del Cantone i cittadini, attraverso un lento ma costante lavoro quotidiano, stanno ricostruendo materialmente una comunità che storicamente vive in condizioni difficili per svariate ragioni. Loro non chiedono schiavi. Gliene sia reso merito.




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