Sì, nel '95. Vinse con il 40%, la Lega da sola ottenne il 10%. Anche il csx andò diviso (PRC al 9%, resto del csx 35%).In Origine Postato da Pericle
Sicuro non nel 1995?


Sì, nel '95. Vinse con il 40%, la Lega da sola ottenne il 10%. Anche il csx andò diviso (PRC al 9%, resto del csx 35%).In Origine Postato da Pericle
Sicuro non nel 1995?


Fischia, il basso monferrato è in provincia di Torino o di Cuneo?


Sei fuori strada, ma non ti preoccupare.In Origine Postato da uno di sinistra
Fischia, il basso monferrato è in provincia di Torino o di Cuneo?![]()
Ti spiego tutto.
Innanzitutto prendi come riferimento il fiume Tanaro, quello che attraversa nell'ordine Alba, Asti e Alessandria.
Il Basso Monferrato è la zona collinare che sta tra il Tanaro e il Po, per metà in provincia di Asti e metà in provincia di Alessandria. Io abito in questa seconda parte, nel circondario di Casale, per secoli capitale del Marchesato di Monferrato. C'è da aggiungere che la prosecuzione di queste colline verso ovest si estende in una piccola parte della provincia di Torino (e assume la denominazione di Colline del Po o Collina Torinese) e per una piccolissima parte nell'estremo lembo nord-orientale della provincia di Cuneo (la zona del Roero).
L'Alto Monferrato comprende le colline che si trovano nella parte meridionale delle province di Asti e Alessandria, tra il Tanaro e l'Appennino. Attaccati a questi rilievi nella parte ovest della provincia di Asti e in quella est della provincia di Cuneo ci sono quelli delle Langhe.
L'immagine ti potrà aiutare almeno un po', spero...
http://www.asso-net.com/internet/im/map_piem.gif


In Origine Postato da Pericle
Ad onor del vero, però, dico che i sottoforum regionali esistono già, e forse sarebbero luoghi più adatti a thread di questo genere. [/B]
E' esattamente quello che penso.


Ecco, questo era quello che intendevo, e che, a quanto pare era condiviso dal moderatore.In Origine Postato da Lollo87Lp
I manifesti di AdessoBresso sono di uno squallore unico (li vedo tutti i giorni...). Gli altri vanno già meglio.
Un'altra annotazione: se sei d'accordo, Asti, sposterei questa discussione nel forum dell'Ulivo, spazio sicuramente più appropriato di questo (non si parla di sondaggi o stime elettorali, ma è una sorta di pubblicità alla Bresso).


Unita'!!!!In Origine Postato da uno di sinistra
Speriamo bene... Ghigo mi sembra Fitto... ha un impero alle sue spalle... ma dovete (e dobbiamo) crederci... con lo spirito sono con te, Andrea (a proposito, il mio nome è Roberto)... vai avanti e fai vincere Mercedes...![]()


Si scusa, 1995.In Origine Postato da Pericle
Sicuro non nel 1995?


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120 - TORINO, SALA ANTICO MACELLO, VIA MATTEO PESCATORE (era uno degli appuntamenti di oggi).
Dieci anni di non governo
La crisi generale del Paese è ormai un fatto riconosciuto. La situazione attuale ha radici e motivazioni profonde, ma la rara combinazione di protervia e di impotenza che emerge dalla politica del centrodestra ha aggravato le malattie storiche, economiche e persino culturali del Paese. La sicurezza delle famiglie si trasforma in incertezza, la speranza dei giovani in scoramento senza sbocchi, la ricerca del lavoro in un miraggio ancorato alla precarietà, l’impegno delle imprese sui mercati internazionali indebolito da servizi inefficienti, la forza dello stato in un elemento di debolezza per la colpevole renitenza con la quale si affrontano i problemi dell’istruzione, della ricerca, dell’università, della sanità e della sicurezza.
Il Piemonte non fa eccezione, anzi: paga più di altre regioni l’assenza di scelte per lo sviluppo. E’ l’insufficienza della politica che ha messo in crisi un territorio ricco. I fatti e i numeri valgono da soli a smentire gli spot elettorali che si stanno riversando sui cittadini.
Il Piemonte vive il 4° anno di stagnazione economica. Il Governo regionale ha imposto più tasse ai piemontesi, con uno +0,5% di addizionale IRPEF. L’economia soffre di un indebolimento strutturale che produce disoccupazione e sfiducia. Lavoro e redditi sono sempre più precari. Le opportunità per i giovani si stanno riducendo drasticamente. La sanità pubblica arretra: scossa dagli scandali e dal non-governo, si regge ormai soltanto grazie all’impegno e alla dedizione del personale del settore. Gli investimenti sono sempre più scarsi, ma in compenso sono stati sprecati oltre 20.000 miliardi di vecchie lire dei Fondi Europei in spese senza strategia.
Il centrodestra ci lascia dopo dieci anni un Piemonte che perde colpi sia nel confronto con le altre regioni italiane sia con l’estero. Eravamo la terza regione d’Italia: adesso siamo la settima. Ci consegna un indebitamento altissimo, il più alto delle regioni del nord. Abbiamo una Regione bancomat. Contributi: molti. Politiche poche. Scelte qualificanti: nessuna. Occorre un cambio di marcia.
In questi dieci anni il governo di centro destra si è distinto per mancanza di strategia e incapacità di ascolto. Occorre cambiare cultura e pratica di governo agendo secondo il principio di sussidiarietà: puntando sulla valorizzazione del ruolo degli attori istituzionali - Enti locali e loro articolazioni in primo luogo, soggetti economici (piccola impresa, cooperazione, terzo settore) e rappresentanze civili e sociali - lasciati ai margini delle scelte della Regione.
Il Piemonte è territorio ricco di risorse: i suoi cittadini innanzi tutto. E poi le sue imprese, le università e le scuole, il suo patrimonio ambientale e culturale. Soffriva e in parte sconta ancora la sua perifericità. Ma ciò che era uno svantaggio può essere oggi una risorsa. La nostra posizione è una grande opportunità da cogliere. All’incrocio tra i grandi corridoi che attraverseranno l’Unione europea da Est a Ovest e da Nord a Sud, il Piemonte ha un’occasione storica che non può permettersi di perdere: può diventare uno snodo di livello europeo per lo sviluppo e avviare una nuova stagione di crescita che dal Piemonte potrà ancora una volta – è già accaduto – espandersi all’intero Paese.
Il tessuto per far crescere il Piemonte è l’Unione Europea.
Dobbiamo essere protagonisti in Europa come regione di pace e cooperazione, di tolleranza e inclusione, per affermare diritti di piena partecipazione sociale e civile, incluso il diritto al voto ai migranti; come regione dell’istruzione e della formazione, un’area in prima fila nella costruzione dell’economia della conoscenza e nella realizzazione di politiche capaci di assicurare opportunità di lavoro tanto alte nella qualità quanto solide nei diritti; come regione dell’innovazione, adottando i principi dello sviluppo sostenibile, nel rispetto delle risorse per le generazioni future; come snodo strategico tra i collegamenti che attraversano l’Unione.
Il Piemonte è da sempre regione di frontiera, ma una politica di alleanza, di apertura, di responsabilità realmente federale, di cooperazione e di pace con altre regioni vicine per identità e cultura della tolleranza può oggi dare un significato diverso al concetto di frontiera.
Per il centrosinistra al governo l’espressione “Piemonte Regione d’Europa” significherà diventare “frontiera attraente”, vale a dire centro di gravità, sia per le altre regioni italiane sia per una vasta area dell’Unione Europea.
Per noi un Piemonte che torna a crescere è al tempo stesso causa ed effetto di atti e fatti precisi quali progettare un territorio attrattivo per i giovani e migliorare la qualità della vita e dell’ambiente; costruire una società innovativa, tollerante e inclusiva che garantisca pari opportunità, accoglienza a tutti e che favorisca la partecipazione e la responsabilità delle donne, dei piemontesi emigrati che vogliono rientrare, delle nuove cittadinanze; rilanciare gli investimenti, combattere precarietà e fragilità del lavoro, restituire ai giovani la possibilità di progettare autonomamente il loro futuro affettivo e professionale; incrociare i corridoi strategici, mettendosi “in rete” in Italia (con la Valle d’Aosta, la Lombardia e la Liguria in primo luogo), ma anche con il Sud Europa (Catalunya, Rhone Alpes e regione lionese) per fare federalismo sul serio, per avere autonomia e peso politico sia all’interno dei confini nazionali sia nellRUni one Europea.
20 punti per il Piemonte che vogliamo
Il programma del Centrosinistra per il rilancio della Regione
Per il lavoro
Per gli anziani
Per i giovani
Per le donne
Per i disabili
Per i volontari
Per la salute
Per eliminare gli sprechi e spendere meglio
Per la scuola, l’Università, la formazione
Per la ricerca
Per l’Europa e la cooperazione
Per l’industria
Per le piccole e medie imprese
Per l’agricoltura
Per viaggiare meglio in Piemonte e in Europa
Per la cultura e il turismo
Per l’ambiente
Per la qualità del territorio
Per una Regione al servizio dello sviluppo
Per una Regione trasparente e di tutti


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La campagna adessoBresso avanza rapidamente, ci avviciniamo ormai
alla conclusione di un percorso che ha visto coinvolti tanti giovani,
tante realtà, tante persone che hanno dato un sostegno alla candidata
nelle forme più diverse, dal messaggio di testo al contributo programmatico.
La scorsa settimana abbiamo partecipato agli appuntamenti con Beppe Grillo a Casale Monferrato (AL)e con Sabina Guzzanti a Torino;
entrambi sono stati molto seguiti
e il materiale della campagna è stato come sempre apprezzato; Bresso ha seguito
lo spettacolo di Sabina Guzzanti al Palasport, il che ha permesso a molta gente
di conoscerla ma anche di poter scambiare due battute o porle qualche domanda.
Oggi nel pomeriggio ci si muove verso Vercelli, dove Paolo Hendel terrà in
serata
uno spettacolo gratuito al Teatro Civico con inizio alle ore 21.00.
Nel weekend invece il primo appuntamento con i Bluebeaters è a Cuneo Venerdì alle 21.00in
P.zza Virginio, mentre Sabato si torna al Babylonia di Ponderano (provincia di BIELLA)dove si esibiscono gli Afterhours.
La settimana si conclude a Torino con l'iniziativa dal titolo "L'arte sostieneBresso": molte
opere di numerosi artisti piemontesi saranno battute all'asta Domenica sera
presso il
The Beach, Murazzi del Po 18 (lato C.so S. Maurizio), a partire dalle ore 21.00;
battitore
d'asta sarà il cabarettista Cesare Vodani.


In Origine Postato da Lollo87Lp
Un'altra annotazione: se sei d'accordo, Asti, sposterei questa discussione nel forum dell'Ulivo, spazio sicuramente più appropriato di questo (non si parla di sondaggi o stime elettorali, ma è una sorta di pubblicità alla Bresso).