Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito poi si lamentano dei terroristi

    che non li vogliono e non accettano questa democrazia con i posti di blocco e i grilletti facili
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  2. #2
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    Predefinito Re: poi si lamentano dei terroristi

    In Origine Postato da cciappas
    che non li vogliono e non accettano questa democrazia con i posti di blocco e i grilletti facili
    Ancora una volta ma che ci vanno a fare in Medio Oriente i Comunisti.

    Siete i primi nemici degli integralisti Islamici.
    Quando non li ammazzano loro, ci pensano i Falangisti, i sionisti o gli americani.

    To Stay in Cuba

  3. #3
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    Predefinito

    Prima di andare in medio riente leggetevi questo articolo va, poi non lamentatevi di tall zatar o di quello successo alla sgrena:

    http://www.avvenire.it

    SCENARI
    I terroristi islamici avversi agli stili di vita che «minacciano» la cultura orientale: la tesi di Buruma e Margalit sull'«occidentalismo»


    Kamikaze contro materialisti?

    Fa già discutere negli Usa il pamphlet di due studiosi che denunciano gli stereotipi con cui il mondo musulmano vede Europa ed America. Un’analisi controcorrente che ribalta l’«orientalismo» di Edward Said

    Da New York Elena Molinari

    Anche il terrorismo cambia faccia se visto dalle sponde opposte dell'ideologia politica. Per la sinistra le bombe sono il prezzo dell'arroganza economica e militare americana, che ora tutti gli amici degli Usa sono costretti a pagare. Per la destra gli attentati sono la conferma che democrazia e libero mercato, dopo aver sconfitto il comunismo, sono chiamati a una nuova guerra epocale. Ce lo siamo sentito ripetere anche in questi giorni, dopo le bombe di Madrid. Ma entrambe le visioni sono probabilmente sbagliate, sicuramente incomplete, ci dicono ora due studiosi, un americano, Ian Buruma e un israelano, Avishai Margalit. I terroristi, sostengono in un libro in uscita a giorni negli Usa da Penguin, non ce l'hanno con l'America, o almeno non solo. Né il loro obiettivo è esclusivamente il capitalismo, o il cosiddetto imperialismo occidentale. Al Qaeda, sostengono, non sta combattendo nemmeno contro la cristianità o contro l'Occidente. Il nemico che gli estremisti islamici stanno cercando di affogare nel sangue è un'idea già apparsa nella storia mondiale e già responsabile di innumerevoli atrocità. Gli autori lo chiamano "Occidentalismo" (di qui il titolo del libro) e la ritrovano nell'ideologia nazista come nel nazionalismo giapponese degli anni Quaranta. «È l'odio dell'Occidente visto come somma di elementi impuri, di secolarismo, di idolatria, di disumanizzazione», spiegano Buruma e Margalit. Una definizione che aiuta a capire come agli occhi di un giovane estremista allevato nella dottrina di Osama Benladen gli americani della Coca Cola e dell'emancipazione sessuale vadano eliminati allo stesso modo delle statue dei Buddha in Afghanistan e degli indiani del Kashmir.
    Il due autori si sono accorti che il concetto di "Orientalismo", coniato dal saggista mediorientale della Columbia University, Edward Said (scomparso di recente), funziona anche se ribaltato. Se Europa e Stati Uniti hanno spesso guardato all'Oriente come a un adolescente irrazionale, esotico, inaffi dabile e bisognoso di una guida decisa, così parti dell'Oriente vedono nell'efficiente individualismo occidentale una minaccia ai valori religiosi, familiari e comunitari su cui si basa la loro cultura millenaria. L'aspetto più interessante di questa interpretazione è che demolisce l'idea che uno "scontro di civiltà" o di religioni sia in corso, come suggeriva Samuel Huntington in un discusso saggio del 1993. Alla base dell'occidentalismo, sottolineano gli autori, ci sono idee nate non in Oriente ma in Europa, in risposta alla prepotenza dell'Illuminismo o alla rivoluzione industriale. «L'occidentalismo - spiega Margalit - è una rivolta contro il razionalismo, contro il freddo meccanicismo, e contro l'individualismo e il secolarismo. Ogni forma di calcolo e di interesse economico è vista come inumana, mentre l'anima risiede nella poesia, nell'intuizione e nella fede cieca». Per l'occidentalista dunque una società basata sulle comodità, sul calcolo e sulla sicurezza personale è una società di vigliacchi. Di qui il bisogno di darle una lezione mostrando che i veri uomini sono quelli che sanno morire per mantenere la loro purezza. Come i kamikaze giapponesi, come gli uomini-bomba palestinesi. Nel colpire il World Trade Center non si colpisce solo l'America, ma prima ancora il simbolo dell'idolatria di un benessere senz'anima. E allora capitalismo e socialismo diventano due manifestazioni dello stesso cancro - il materialismo - che va lavato dalla faccia della terra con il sangue dei martiri.
    Buruma e Margalit non assolvono però le umiliazioni inferte dal capitalismo globale e dalla superpotenza americana ai Paesi più poveri. La sensazione di essere stati dimenticati da un progresso che ha portato ricchezza a tanti provoca l'occidentalismo di oggi come il colonialismo provocò il culto dell'autentico di ieri.
    I due autori non offrono soluzioni. Ammoniscono però a non cadere nella trappola della mentalità da trincea. Ovest contro Est. Cristianesimo contro Islam. Modern ità contro arretratezza. Né a credere che il problema scomparirà solo se si esportano in singoli Paesi o intere regioni i "valori" occidentali di democrazia, secolarismo, libero mercato e modernità. Al contrario. «Quando una soluzione o un cambiamento è imposto dall'esterno - scrivono gli autori - quando un gruppo si sente minacciato o umiliato o incapace di competere con le forze che promuovono il cambiamento, allora arretrerà ancora di più nel suo sogno di purezza, dando vita a forme ancora più temibili di estremismo».

  4. #4
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    In Origine Postato da tigermen

    Fa già discutere negli Usa il pamphlet di due studiosi che denunciano gli stereotipi con cui il mondo musulmano vede Europa ed America.

    (...) un americano, Ian Buruma e un israeliano, Avishai Margalit.
    bòni, te li raccomando...

  5. #5
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    In Origine Postato da corneliu zelea
    bòni, te li raccomando...
    eccone un'altro che si beve tutte le castyronerie del dhimmi perfetto Edward Said

  6. #6
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    scemenze..... se nessuno andasse a rompere in casa d'altri non ci sarebbero terroristi......
    il guaio è che è sempre colpa degli altri...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  7. #7
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    In Origine Postato da cciappas
    scemenze..... se nessuno andasse a rompere in casa d'altri non ci sarebbero terroristi......
    il guaio è che è sempre colpa degli altri...
    Allora noi cosa dovremmo fare a loro stessi se abbiamo resistito ricacciato indietro le loro invasioni per un millennio!
    Caro Comunista, non cercare dio mistifiocare le cose, sono proprio i Comunisti i primi ad aver rotto le balle agli Islamici; sono loro che hanno invaso un paese nel 1979, e in quell'anno hanno fatto andare pure al potere khomeini, l'ideologo del terrorismo suicida. Ed infatti tutte questye nefandezze gli si sono rivolte contro.

  8. #8
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    MA SI-,,,,,,, LA COLPA è SEMPRE DEL SERPENTE......
    O DEL SERGENTE?
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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