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Cap 18
Sabino sbaraglia i Venelli
I Venelli, o Unelli, abitavano la Normandia (mentre i Veneti abitavano la Bretagna)
(Hac) confirmata opinione timoris [Essendosi] confermata (questa) impressione del timore
(1) sceglie
idoneum (quendam (2) hominem) et callidum un certo Gallo, uomo idoneo ed astuto
delegit (1)
Gallum (2)
ex iis tra quelli
quos che
(3) aveva
(4) con sè
auxilii causa come ausiliari
secum (4)
habebat. (3). finti disertori erano stati già impiegati in altre occasioni, diciamo che lo stratagemma faceva parte del bagaglio di conoscenze di un buon militare
Huic (5)
magnis praemiis pollicitationibusque con la promessa di grandi premi
(5) persuadet lo persuade
uti a
(ad hostes) transeat, passare (ai nemici),
et (6) e lo istruisce
quid (fieri) velit [su] ciò [che] vuole (che sia fatto).
edocet. (6).
Qui Il quale
ubi appena
pro perfuga (7)
ad eos (venit) (giunto) da loro
(7), come disertore,
timorem Romanorum (proponit), (descrive) il timore dei Romani,
(8) illustra
quibus angustiis in quali difficoltà
(9) sia oppresso
ipse Caesar lo stesso Cesare
a Venetis dai Veneti
prematur (9)
docet, (8),
neque longius abesse non più tardi
quin proxima nocte della notte successiva
Sabinus clam Sabino di nascosto
ex castris (10)
exercitum (educat) (avrebbe portato fuori) l’esercito
(10) dall’accampamento
et (11) e sarebbe partito
ad Caesarem alla volta di Cesare
auxilii ferendi causa. per portargli aiuto.
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Avevamo lasciato Sabino in condizioni difficili, pressato da grosse masse di barbari, a cui ha dato l’impressione di essere intimorito (ma forse i Galli hanno scambiato l’arte militare per paura).
(Quod) ubi auditum est, [non] appena sentono (ciò),
conclamant omnes gridano tutti
(1) [che] non bisognava perdere
occasionem l’occasione
(negotii) bene gerendi di gestir bene (la faccenda)
amittendam non esse, (1)
(ad castra) iri oportere, [che] bisognava andare (all’accampamento),
multae res molte ragioni
(2) incitavano
ad hoc consilium (Gallos) (i Galli) a [prendere] quella decisione
hortabantur: (2):
(superiorum dierum) Sabini cunctatio, l’esitazione di Sabino (dei giorni precedenti),
perfugae confirmatio, la conferma del disertore,
inopia cibariorum, la scarsità di viveri,
cui re alla qual cosa
(3) avevano provveduto
parum diligenter con poca accortezza
ab iis erat provisum, (3),
spes Venetici belli, la speranza [nel risultato favorevole] della guerra Veneta,
et quod e che
fere generalmente
libenter (4)
homines gli uomini
(5) credono
(4) volentieri
id quod volunt ciò che desiderano
credunt. (5). [concetto che, secondo me, merita di essere meditato]
His rebus (adducti) (Spinti) da queste motivazioni
non non
(6) lasciano andare
prius (7)
Viridovicem reliquosque duces Viridovice e gli altri capi
ex concilio dal consiglio
dimittunt, (6)
(7) prima
quam che
ab his sit concessum gli concedano
arma uti capiant di prendere le armi
et ad castra contendant. e di andare all’accampamento.
Qua re concessa Essendo stata concessa la qual cosa,
laeti, lieti,
ut explorata victoria, come se la vittoria fosse sicura,
sarmentis virgultisque collectis, avendo raccolto sarmenti e arbusti,
quibus coi quali
fossas Romanorum (compleant) (riempire) il fossato dei Romani
ad castra Romanorum (pergunt). (si dirigono) all’accampamento Romano.
...ma non si rendono conto di cosa li aspetta, eh eh.
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Cap. 19
I Venelli credono di sorprendere i Romani, ma, invece, è Sabino a mettere a frutto l’arte militare.
Ovvero, come sbaragliare una moltitudine entusiasta, ma ingenua.
Locus Il luogo
erat (1)
castrorum dell’accampamento
(1) editus era elevato
et paulatim (2)
ab imo rispetto alla pianura
(2) acclivis con una piccola pendenza
circiter passus mille. di circa mille passi [circa un chilometro e mezzo]
huc (3)
magno cursu (4)
(3) contenderunt lo percorsero
(4), di gran corsa,
ut perché
(5) fosse dato
(6) ai Romani
quam minimum spatii quanto meno tempo [possibile]
ad se colligendos armandosque per organizzarsi ed armarsi
Romanis (6)
daretur, (5),
exanimatique (pervenerunt). ed (arrivarono) esausti.
Sabinus Sabino
suos hortatus avendo arringato i suoi
cupientibus (7)
signum dat dà il segnale
(7). ai [soldati] che erano impazienti [di combattere].
impeditis hostibus Essendo i nemici impacciati
propter ea a causa di quei
(8) pesi
quae ferebant che portavano
onera, (8),
subito all’improvviso
(9) comanda
(10) che sia fatta
(11) eruzione
duabus portis da due porte
eruptionem (11)
fieri (10)
iubet. (9).
factum est Accadde,
opportunitate loci, per l’opportunità del luogo, [accuratamente scelto, come abbiamo visto]
(hostium) inscientia ac defatigatione, per l’impreparazione tecnica e la stanchezza (dei nemici),
virtute militum per il valore dei soldati
et superiorum pugnarum (exercitatione), e (l’esperienza) dei combattimenti precedenti, [quello che distingue un imbecille (come Varrone), da un genio militare (Cesare) è anche l’uso sconsiderato ed affrettato dei soldati appena arruolati, e quindi impreparati a combattere dell’uno, rispetto alle opportunità di crescere e maturare dategli dall’altro]
ut ne che non
(12) sopportassero
unum quidem nostrorum impetum neanche un solo assalto dei nostri
ferrent (12)
ac statim terga (verterent). e subito (voltassero) le spalle.
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quos impeditos (1)
integris viribus (2)
milites nostri i nostri soldati
(2) che avevano forze integre
consecuti avendo inseguito
(1) quelli, che erano impacciati,
(4) (3) ne uccisero
magnum numerum un gran numero
eorum (4)
occiderunt; (3);
reliquos (5)
equites la cavalleria [lett.: i cavalieri]
consectati avendo inseguito
(5) gli altri
(6) ne lasciarono [vivi]
paucos qui pochi che
(ex fuga) evaserant erano scampati con la fuga
reliquerunt. (6).
Sic così
uno tempore contemporaneamente
et sia
(7) Sabino
(8) fu informato
de navali pugna della battaglia navale
Sabinus (7)
et sia
(9) Cesare
de Sabini victoria della vittoria di Sabino
Caesar (9)
est certior factus, (8)
civitatesque omnes e tutte le popolazioni
se (9)
statim immediatamente
Titurio (10)
(9) dediderunt si arresero
(10). a Titurio.
nam ut infatti come
ad bella suscipienda (11)
Gallorum (12)
alacer ac promptus est (animus) (12) l’animo dei Galli è fervido e pronto
(11) a scatenare guerre,
sic così
(13) la loro mente è
mollis ac minime resistens fiacca e incapace di resistere
ad calamitates ferendas a sopportare le calamità
mens eorum est (13).
Bisogna notare che questo giudizio, pieno di disprezzo, nei riguardi del carattere dei Galli, era diffuso e comune nel mondo latino e greco.
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Cap. 20
Publio Crasso in Aquitania.
Ricordate questo giovane talento dell’esercito Romano? E’ quello che ha deciso la battaglia di Muelhausen contro Ariovisto, quando comandava la cavalleria, ed è lo stesso, ricordo, che ha salvato Cicerone dagli attacchi del padre, il triumviro Marco Licinio Crasso, ed è lo stesso, infine, a cui in un primo tempo si erano sottomessi i popoli delle coste atlantiche, della cui successiva ribellione (e sconfitta) abbiamo appena parlato.
Eodem fere tempore Quasi nello stesso periodo
Publius Crassus, Publio Crasso,
cum in Aquitaniam pervenisset, essendo giunto in Aquitania
quae pars, la quale parte,
ut ante dictum est, come abbiamo detto prima,
(1) deve essere ritenuta
(2) [pari al] la terza parte della Gallia
et regionum latitudine sia per l’ampiezza delle regioni
et moltitudine hominum che per la moltitudine della popolazione
ex tertia parte Galliae (2)
est aestimanda, (1),
cum intellegeret comprendendo [che]
in iis locis (3)
sibi bellum gerendum avrebbe dovuto condurre la guerra
(3) negli stessi luoghi
ubi dove
paucis ante annis pochi anni prima
Lucius Valerius Praeconinus legatus il legato Lucio Valerio Preconino
exercitu pulso - sconfitto il [suo] esercito -
interfectus esset era stato ucciso
atque unde e da dove
Lucius Manlius proconsul il legato Lucio Manlio
impedimentis amissis (profugisset), (era fuggito) perdendo le salmerie,
(4) capiva
non mediocrem sibi diligentiam adhibendam di doverci dedicare un’attenzione non mediocre
intellegebat. (4).
Insomma, stava in guardia, il giovane rampollo di razza.
Bene faceva, come insegnava l’esperienza sfortunata di quei due suoi predecessori, legati alla lotta contro Sertorio, personaggio di straordinario talento, anima della rivolta spagnola contro i Romani, Romano lui stesso, oppositore di Silla, e quindi costretto a riparare all’estero per la pazzia omicida di Silla, dove però fece grandi danni a Roma, tenendo in scacco a lungo eserciti dei più illustri generali di Roma, Pompeo compreso. Sertorio era stato eliminato grazie al tradimento di un suo luogotenente.
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itaque e così
re frumentaria provisa, avendo provveduto alla questione del grano,
[notate la differenza tra l’organizzazione Romana, e il pressapochismo celtico; nell’esercito Romano c’è più attenzione agli aspetti del vettovagliamento; nell’esercito Romano “se magna” con più sicurezza.. e le vittorie si spiegano anche da lì, nella cura dei dettagli]
auxiliis equitatuque comparato, avendo provveduto a [reclutare] ausiliari e cavalleria,
(1) [avendo] inoltre
(2) richiamato
(3) personalmente [cioè, uno per uno]
multis (4)
praeterea (1)
(4) viris fortibus molti uomini valorosi
Tolosa et Carcasone et Narbone da Tolosa, Carcassona e Narbona
– quae sunt civitates - che sono città
Galliae provinciae della provincia di Gallia
finitimae confinanti
his regionibus - con queste regioni -
nominatim (3)
evocatis (2)
in Sotiatium fines (5)
exercitum introduxit introdusse l’esercito
(5). nei territori dei Soziati.
cuius adventu cognito Avendo saputo del suo arrivo
Sotiates i Soziati
magnis copiis coactis avendo raccolto molte truppe
equitatu- (6)
-que e
(7) avendo mandato avanti
(6), la cavalleria,
quo nella quale
plurimum valebant, eccellevano,
praemisso (7)
in itinere (8)
agmen nostrum (9)
adorti avendo assalito
(9) la nostra colonna
(8) in marcia
primum equestre proelium (commiserunt), (effettuarono) una prima battaglia equestre,
deinde poi
equitatu suo pulso respinta la loro cavalleria
atque -
insequentibus nostris (10)
subito all’improvviso
(11) fecero apparire
(10) ai nostri impegnati nell’inseguimento
pedestres copias suas le loro truppe di fanteria
quas che
in convalle (12)
(13) avevano collocato
(12) in un vallone
in insidiis [per fare] un’imboscata
conlocaverant (13)
ostenderunt. (11).
hi Questi
nostros disiectos (adorti) (avendo assalito) i nostri [che erano] sparsi [perché impegnati nell’inseguimento]
(proelium) renovarunt fecero riaccendere (il combattimento).
Un’altra imboscata, dopo quella dei Nervi. Sembra questa una tattica frequente nei Galli. Ma siamo sicuri che basti sorprendere un esercito “solido” in un’imboscata per vincerlo? O che basti circondarlo (come a Canne) per conseguire la vittoria? A me sembra che sorprendere o circondare l’avversario sia una tattica senz’altro efficace, ma non determinante, neanche in superiorità numerica, per ottenere la vittoria, come dimostra l’episodio dei Nervi, e come dimostrerà questo episodio dei Soziati. Annibale aveva, sì, circondato l’esercito Romano, ma addirittura in minoranza numerica (il suo esercito era circa la metà di quello Romano). Per Canne vanno cercate altre ragioni per spiegare quella catastrofica sconfitta. Ed io insisto a pensare che il principale motivo, al di là della esemplare manovra tecnica splendidamente eseguita da Annibale, sia nell’impreparazione dei soldati Romani, frettolosamente ed irresponsabilmente impegnati contro un avversario temibile ed esperto.
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Cap. 21
L’imboscata non basta.
Pugnatum est Si combattè
diu atque acriter. a lungo e accanitamente,
cum (1)
Sotiates i Soziati
superioribus victoriis (freti) fiduciosi nelle precedenti vittorie [evidentemente Cesare ritiene che siano stati loro a sconfiggere Preconino e Manlio]
(1)(2) pensando
in sua virtute (3)
totius Aquitaniae (salutem) [che] (la salvezza) dell’intera Aquitania
positam fosse riposta
(3) nel loro valore
putarent, (2),
nostri i nostri,
autem invece,
(4) volendo
(5) [che] si vedesse
quid cosa
(6) fossero in grado di fare
sine imperatore senza il comandante supremo [la parola “imperator” non aveva, all’epoca, ancora il significato attuale, naturalmente, ma solo quello di comandante militare supremo (siamo ancora ai tempi della repubblica)]
et sine reliquis legionibus e senza le altre legioni
aduluscentulo duce [ed avendo] un comandante molto giovane
efficere possent (6)
perspici (5)
cuperent (4) [è retto dallo stesso “cum” di (1) ]
tandem infine
confecti stremati
vulneribus dalle ferite
hostes i nemici
(terga) verterunt girarono (le spalle).
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quorum [avendo]ne
magno numero (interfecto) (ucciso) un gran numero
Crassus Crasso
(1) incominciò ad assalire
ex itinere (2)
oppidum Sotiatium la città dei Soziati
(2) che stava sulla strada
oppugnare coepit. (1).
Quibus fortiter resistentibus Dato che quelli resistevano con forza
vineas turresque egit. impiegò vigne e torri [abbiamo già visto cosa sono]
illi Quelli
alias [avendo tentato] sia
eruptione temptata, di fare un’eruzione,
[notate come i Galli tentano, senza fortuna, le stesse cose che, invece, riescono ai Romani (ricordate Galba?), qualche ragione ci sarà..]
alias sia
(3) costruiti
cuniculis dei cunicoli
ad aggerem vineasque [per raggiungere] il terrapieno e le vigne
actis (3)
– cuius rei - della qual cosa
(4) gli Aquitani
sunt longe peritissimi sono di gran lunga i più esperti
Aquitani, (4),
propterea quod perché
multis locis in molti posti
apud eos presso di loro
aerariae secturaeque (sunt) -, (ci sono) miniere di rame e cave -,
ubi appena
(5) capirono
diligentia [che] per l’attenzione e l’impegno
[traduco “diligentia” con due vocaboli, perché “attenzione” non lo rendeva in maniera completa]
nostrorum dei nostri
(6) non potevano ottenere
nihil nulla
his rebus con questi mezzi
profici posse (6)
intellexerunt, (5),
legatos ad Crassum (mittunt), (mandano) ambasciatori a Crasso,
(7) e chiedono
seque in deditionem ut recipiat che accetti la loro resa
petunt. (7).
qua re impetrata Chiesta la qual cosa,
arma tradere (iussi) (comandati) di consegnare le armi,
faciunt. lo fanno.
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post di Albot del 06-05-2001, 19:34
Lettere originale scritta da shelburn
Annibale aveva, sì, circondato l’esercito Romano, ma addirittura in minoranza numerica (il suo esercito era circa la metà di quello Romano). Per Canne vanno cercate altre ragioni per spiegare quella catastrofica sconfitta. Ed io insisto a pensare che il principale motivo, al di là della esemplare manovra tecnica splendidamente eseguita da Annibale, sia nell’impreparazione dei soldati Romani, frettolosamente ed irresponsabilmente impegnati contro un avversario temibile ed esperto.
Per la battaglia di Canne sono stati scritti tanti libri. Tanti esperti militari si sono cimentati a spiegare... forse concorsero diversi elementi e l'impreparazione delle legioni, da sola, non spiega sufficentemente la disfatta.
post di shelburn del 06-05-2001, 20 : 52
Lettere originale scritta da Albot
Per la battaglia di Canne sono stati scritti tanti libri. Tanti esperti militari si sono cimentati a spiegare... forse concorsero diversi elementi e l'impreparazione delle legioni, da sola, non spiega sufficentemente la disfatta.
La mia idea si basa solo sulla mia personale esperienza di lettura dei classici. Lettura si, ma ragionata, interessata a capire, senza pregiudizi. Naturalmente mi farebbe piacere sapere cosa hanno scritto gli esperti militari, e gli altri studiosi in genere, perché potrei anche essermi formato un'idea sbagliata.
Mi sono sempre domandato perché un esercito abituato a vincere anche in condizioni di inferiorità numerica si sia fatto annientare pur essendo in tale situazione di vantaggio numerico.
E quando qualcosa non mi torna, continuo a domandarmi quale possa essere la vera ragione, ed ogni volta che trovo qualcosa che possa aiutare a far chiarezza, aggiungo una tessera al puzzle, che diventa sempre un po' più chiaro.
Il de bello gallico presenta ben due esempi di imboscata (questa e l'episodio dei Nervi) andate a buon fine sul piano della sorpresa, e ciò nonostante trasformatesi in disfatte per gli avversari. Non perché avessero contro Cesare (nel caso dei Nervi fu Labieno a capovolgere la situazione; in questo caso Cesare era da tutt'altra parte, e Publio Crasso se la dovette veder da solo).
Ne deduco che l'imboscata (ottimo espediente militare, di per sé) non è sufficiente, in sé, a determinare la vittoria. Comunque resta un elemento importante, chi lo nega. Nel caso di Canne, Annibale riuscì ad accerchiare i Romani, con una manovra definita straordinaria, che certamente è stata importante per la vittoria finale. A questa io ci aggiungo l'inesperienza dei soldati, a cui, personalmente, sulla base di quanto ho letto, mi sono fatto la personale idea che si tratti di un elemento molto importante. Sarà perché anni di palestra mi hanno insegnato che l'allenamento, l'esercizio (lo studio per altri campi, ma anche per questo), determinano profondi cambiamenti nella qualità degli applicanti.
Cosa che, insieme all'organizzazione, conta molto, al momento dello scontro reale, e spiega alla fine (secondo me) la differenza tra un guerriero Gallo ed uno Romano, e perché si dicesse che una proporzione di 1 a 6 consentisse ancora la vittoria dei Romani (in fondo entrambi avevano due mani, no? Così mi dicevano quando salivo sul ring, che il mio avversario aveva due mani come me, ma ti assicuro che se sali contro un professionista, come ho fatto io, come sparring partner, più volte, non sembra che ci sia questo tipo di matematica..qualcosa non torna..sarà la maggiore scuola, la maggiore esperienza? Conterà qualcosa? Io ho l'impressione di si)
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Cap. 22
Adiatuano fa una sortita coi suoi.
Si sarebbe potuto saltare tranquillamente questo capitolo, senza perdere nulla della comprensione del resto, ma l’ho voluto mantenere perché illustra una tradizione celtica caratteristica, ed assente in quella romana.
Atque E
in ea re (1)
omnium nostrorum (2)
(intentis) animis (2) [mentre] gli animi di tutti i nostri (erano intenti)
(1) in quella occupazione,
alia (ex) parte (da) un’altra parte
oppidi della città
Adiatuanus, Adiatuano,
qui summam imperii (tenebat) che aveva il supremo comando
cum DC devotis con seicento “devoti” [si sarebbe potuto dire “fedeli”, ma ho voluto conservare questo termine perché qui si sta introducendo un’usanza celtica, estranea al mondo romano, per cui funge da definizione. Una curiosità, sapevate che DC voleva dire 600 ?..eh eh!]
quos illi soldurios (appellant) che quelli (chiamano) “solduri”
quorum haec est condicio dei quali questa è la condizione
uti che
omnibus (in vita) commodis (2)
una cum iis (fruantur) fruiscano insieme
(2) di ogni vantaggio (in vita)
quorum se amicitiae dederint, di quelli alla cui amicizia si siano dedicati,
siquid his (per vim) accidat, se gli succeda qualcosa (di violento),
aut eundem casum una ferant o condividano quella stessa sorte
aut sibi mortem consciscant; o si diano la morte;
neque adhuc né finora
hominum (memoria) (a memoria) d’uomo
repertus est quisquam si è [mai] trovato alcuno
qui che
eo interfecto, essendo stato ucciso quello, [cioè l’amico, il protettore]
cuius se amicitiae devovisset, alla cui amicizia si fosse dedicato,
mortem recusaret - rifiutasse la morte -
cum his Adiatuanus con questi Adiatuano
eruptionem facere (conatus) (avendo tentato) di fare una sortita
clamore ad ea parte munitionis (sublato) (essendosi alzato) un clamore da quella parte delle fortificazioni
cum ad arma milites concurrissent accorrendo i soldati alle armi
vehementerque ibi pugnatum esset, ed essendosi combattuto lì con veemenza,
repulsus in oppido essendo stato respinto in città
tamen tuttavia
(3) ottenne
(4) da Crasso
uti di usufruire
eadem (deditionis) condicione di quella stessa condizione (di resa)
uteretur [di cui] avrebbe [comunque] usufruito
a Crasso (4)
impetravit. (3).