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Discussione: I Falsari

  1. #81
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    In origine postato da Pieffebi
    Vista subito anche la seconda colonna. Stabili ....un iceberg.
    Nell'anno 2004 NON sono stati i trasporti a contribuire al calo (ricordiamo -3,1% corretto per i giorni lavorativi). Tutto qui. Questo non significa che i trasporti siano "stabili". Se non sai leggere e' un problema tuo.

  2. #82
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    Certo vedere pfb accusare il sole 24 ore di falsita' ed ignoranza e' uno spettacolo da salvare su disco....

    Per curiosita', quand'e' che pensate di scendere dalle nuvole?

  3. #83
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    In origine postato da Pieffebi
    Ai tempi dell'ULIVO

    " Clima surreale: è più difficile parlare della crisi competiva che risolverla
    Sei mesi fa il mio istituto di ricerca, ad Atlanta, si è messo a studiare le conseguenze economiche della desertificazione nel Mediterraneo, Italia meridionale compresa. Due settimane fa a Taranto ho chiesto a cento persone, per lo più amministratori, in una sala se avessero sentito parlare di questo fenomeno, tra l’altro accelerato, che li tocca direttamente. No, hanno scosso la testa. E da brave persone hanno chiesto con la giusta ansia più informazione.

    Carlo Pelanda
    "

    Saluti liberali
    Veramente a me, ulivista del Nord, gli amici verdi hanno fatto una testa così sulla desertificazione dell'Italia Meridionale. Penso che anche al Sud si sappia. Mi sa che il Pelanda è andato a un meeting di amministratori locali di centrodestra...

  4. #84
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    In origine postato da Ago
    Certo vedere pfb accusare il sole 24 ore di falsita' ed ignoranza e' uno spettacolo da salvare su disco....

    Per curiosita', quand'e' che pensate di scendere dalle nuvole?
    No, non io, i famosi e sacri "numeri", dicono che l'articolìsta del Sole.......è rimasto un attimino abbagliato dalla luce di Montezemolo............

    Le cause della crisi sono scritte più sopra in modo inequivocabile. Basta leggere con attenzione.


    Shalom

  5. #85
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    Piantala di arrampicarti sugli specchi quelli sono i numeri dell' ISTAT non del sole.

    Durante l'anno, dai dati Istat, emerge che i trasporti sono andati PEGGIORANDO COME MOLTI ALTRI SETTORI DELLA NOSTRA ECONOMIA, e di conseguenza la variazione MENSILE SULL'ANNO (gen04-gen05) e' negativa, COME MOLTI ALTRI SETTORI.

    PERO', sempre i numeri dell' ISTAT dicono CHIARAMENTE che nell'arco dei 12 mesi il settore trasporti NON ha giocato un ruolo determinante nel ribasso. Ovvero la variazione MEDIA dei trasporti IN TUTTO IL 2004 non e' stata certo la causa principale della crisi.

    I falsari possono a questo punto starnazzare quanto vogliono.

    E' del tutto evidente, tranne a chi non vuol vedere, che e' l'economia ITALIANA che va male. Ed anzi, con la crisi della produttivita' del 2004 la FIAT c'entra ben poco. Al solito le tesi dei falsari sono smentite dai NUMERI UFFICIALI.

  6. #86
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    Altra brutta notizia per i falsari, oltre ad essere ultimi in europa ed al mondo per crescita economica, oltre ad avere la competitivita' in retromarcia, pare che anche i conti finanziari fossero stati falsificati il che' significa che siamo probabilmente SOPRA LA SOGLIA MASSIMA COME DEFICIT.

    Questa non e' un bella notizia per il 2005, che richiedera' misure correttive (IN AGGIUNTA a quelle della gia' pesante finanziaria) SIA per compensare i conti taroccati SIA per compensare l'effetto sul deficit di una crescita che si prevede (per il quarto anno di fila) molto piu' bassa rispetto a quanto stimato dal governo.

    Corriere della Sera
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...eurostat.shtml

    'Italia potrebbe aver sfondato il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil
    Eurostat: i conti italiani non sono verificabili
    L'Uffico statistico Ue sui dati forniti Istat: pronti a rivedere al rialzo i deficit 2003-2004. Berlusconi: «Non siamo d'accordo»

    BRUXELLES (BELGIO) - I conti pubblici italiani sono sotto la verifica dell'Eurostat. L'Ufficio statistico dell'Unione Europea, esprime infatti dubbi sui dati sui conti pubblici italiani, chiede chiarimenti e non esclude la possibilità di una revisione verso l'alto dei dati sul rapporto deficit/Pil per il 2003 e 2004. Ad affermarlo è lo stesso Ufficio statistico dell'Unione Europea, in un paragrafo riferito agli ultimi dati sui conti pubblici dell'Unione Europea. Nel capitolo «questioni non risolte» (che parlano anche di Grecia, Portogallo, Lettonia e Lituania), Eurostat dedica sei righe al nostro Paese. «Eurostat - si legge in una nota diffusa a Bruxelles - non è in posizione di convalidare le cifre odierne per l'Italia. Questo è dovuto anzitutto alla registrazione di pagamenti al governo da parte di istituti finanziari che agiscono come raccoglitori di imposte a nome del governo (concessionari d'imposta), la classificazione settoriale di enti di proprietá dello Stato, il trattamento di una operazione di securitisation (vale a dire le cartolarizzazioni), la registrazione di transazioni con il bilancio Ue, incoerenze tra la contabilitá di cassa e quella di competenza e discrepanze statistiche nei conti pubblici». Per Eurostat, «la chiarificazione di tali questioni potrebbe condurre a una revisione verso l'alto nel deficit dello Stato, in particolare per il 2003 e il 2004».
    La decisione dell'Eurostat provoca l'ira del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Non siamo d'accordo, siamo stanchi dell'euroburocrazia, daremo battaglia sui conti contestiamo la riclassificazione delle Ferrovie dello stato».
    Di diverso parere il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, per il quale «Finchè non ci sarà l'esito della consultazione il dato non può essere certificato e fermo. Non c'è nessuna insoddisfazione».
    Francia, Germania e Grecia sono i tre Paesi che nel 2004 hanno superato il tetto del 3% del rapporto deficit-pil, infrangendo così i criteri del Patto di stabilità e crescita. Ma dato che l'Italia ha fatto segnare nel 2004 secondo l'Istat un rapporto deficit/Pil del 3%, un'eventuale rivisitazione in rialzo del deficit, porterebbe inevitabilmente a sforare il tetto.
    L'Istat replica all'Eurostat in un comunicato. Entro aprile l'Istat conta di inviare ad Eurostat «alcuni primi risultati» degli approfondimenti ed «eventuali nuove stime» sui conti pubblici italiani.
    Nella nota l'Istat spiega quali siano le principali conclusioni alle quali è arrivato per il momento Eurostat riguardo alcune operazioni contabili. La prima è la «preoccupazione concernente l'elevato livello implicito delle discrepanze nell'aggiustamento stock-flussi che emergono dalla lettura dei dati trasmessi in via provvisoria e la necessità di effettuare subito ulteriori analisi in modo da fornire nuove informazioni prima della notifica di settembre 2005». L'istituto europeo punta inoltre all' «estensione della verifica del trattamento dei flussi dalla Unione Europea verso le imprese nazionali, al momento effettuata solo per gli anni 2003 e 2004, agli anni precedenti. Ciò - spiega l'Istat - implica probabilmente una revisione dei trasferimenti alle imprese da parte delle Amministrazioni pubbliche». Eurostat concentra inoltre l'attenzione «sulla classificazione, per gli anni 2003 e 2004, dei versamenti delle banche titolari del servizio di riscossione delle imposte a mezzo Mod.F24 come imposta in conto capitale. Eurostat, - afferma ancora l'Istat - ha avanzato delle riserve, affermando che questi versamenti debbono essere considerati come partite finanziarie e non come imposte e quindi senza incidenza sull'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche». Infine «per la classificazione della società Infrastrutture Spa e delle operazioni di cartolarizzazione SCIP2, vista la complessità e il carattere di interesse generale delle due fattispecie non è escluso che Eurostat, prima di prendere le decisioni in merito possa consultare il Comitato Monetario Finanziario e di Bilancia dei Pagamenti
    La notizia dei problemi incontrati dai conti pubblici italiani nel corso della verifica dell'Eurosta ha provocato immediate reazioni. «Il governo risponda a questi rilievi che, se confermati, sarebbero gravi». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, commenta con preoccupazione la non-certificabilità dei conti pubblici annunciata da Eurostat: «Spero che Siniscalco abbia argomentazioni valide. Altrimenti - aggiunge il leader della Cgil - si addensano nubi sulla gestione, già difficile, del debito e della finanza pubblica».
    Ad Epifani fa eco il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta, per cui, «Non è una buona notizia, oggettivamente. Il governo deve chiarire, e con molta forza. Non è una cosa di secondo piano. Abbiamo bisogno che il Paese sia ben valutato a livello europeo se vogliamo reggere la sfida della competitività».

    18 marzo 2005

  7. #87
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    E sono usciti anche i nuovi dati sull'export http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0

    Come nelle attese la variazione e' migliorata (e non poteva esser altrimenti con un'economia globale che cresce del 5%, miglior risultato degli ultimi 30 anni).

    Tuttavia l'export italiano cresce decisamente meno dell'export mondiale. Che tradotto significa che STIAMO PERDENDO QUOTE DI MERCATO ANCHE NEL 2005..

  8. #88
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    In origine postato da Ago
    Piantala di arrampicarti sugli specchi quelli sono i numeri dell' ISTAT non del sole.

    Durante l'anno, dai dati Istat, emerge che i trasporti sono andati PEGGIORANDO COME MOLTI ALTRI SETTORI DELLA NOSTRA ECONOMIA, e di conseguenza la variazione MENSILE SULL'ANNO (gen04-gen05) e' negativa, COME MOLTI ALTRI SETTORI.

    PERO', sempre i numeri dell' ISTAT dicono CHIARAMENTE che nell'arco dei 12 mesi il settore trasporti NON ha giocato un ruolo determinante nel ribasso. Ovvero la variazione MEDIA dei trasporti IN TUTTO IL 2004 non e' stata certo la causa principale della crisi.

    I falsari possono a questo punto starnazzare quanto vogliono.

    E' del tutto evidente, tranne a chi non vuol vedere, che e' l'economia ITALIANA che va male. Ed anzi, con la crisi della produttivita' del 2004 la FIAT c'entra ben poco. Al solito le tesi dei falsari sono smentite dai NUMERI UFFICIALI.

    I numeri sono dell'ISTAT.....i commenti sulla "stabilità" di alcuni dati in netta flessione......sono dei "dipendenti" di Montezemolo.


    Shalom

  9. #89
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    In origine postato da Pieffebi
    I numeri sono dell'ISTAT.....i commenti sulla "stabilità" di alcuni dati in netta flessione......sono dei "dipendenti" di Montezemolo.
    Evidentemente se un settore scende nell'anno dello -0,8% non e' certo colpa di quel settore come stostengono i falsari se la produzione nazionale cala del 3,1%..

  10. #90
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    Inoltre i falsari tendono a dimenticarsi degli altri settori (e sono molti) che sono calati come o piu' dei trasporti... Colpa della Fiat?

 

 
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