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  1. #41
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    Europa e zio Bill, luci e ombre .

    Dopo la mezza vittoria sui brevetti software, il signor Gates mastica amaro in Europa: respinta la licenza-fantoccio sull'interoperabilità.


    La licenza per l'interoperabilità dei server proposta da Microsoft discrimina gli operatori open source e peraltro ha royalty esageratamente alte.
    Questo il parere della Commissione UE.

    Con queste motivazioni è stata rigettata la proposta di Redmond alla Commissione Europea.
    La fonte è il commissario per la concorrenza UE antitrust, che ha dichiarato, sostiene ZDNet.co.uk di non considerare la licenza soddisfacente. Se Microsoft non porrà rimedio a questa situazione, potrebbe essere multata pesantemente dalla commissione.

    Come scritto su Zeus News, "nel marzo 2004 l'UE aveva multato la Microsoft per quasi 500 milioni euro, e le aveva imposto, tra le altre cose, di mettere a disposizione tutte le informazioni per realizzare l'interoperabilità di Windows con i sistemi operativi dei concorrenti." Le informazioni, secondo la UE, avrebbero dovuto essere concesse in "termini ragionevoli e non discriminatori".

    La proposta da Microsoft, la WSPP Development Agreement, era una licenza di utilizzo della documentazione tecnica, per la quale sono richiesti il pagamento di royalty e la chiusura del sorgente prodotto con le informazioni derivanti da tale documentazione.

    All'epoca della sua presentazione, lo scorso gennaio, vari sostenitori del software libero avevano denunciato che tale licenza escludeva deliberatamente Samba e tutto il software GNU/GPL. La Free Software Foundation Europe ha fatto pressioni sull'UE per respingere la proposta della Microsoft, e il risultato pare raggiunto.


    "Alla luce dei risultati dei test di mercato, la Commissione ha forti dubbi sull'efficacia dell'interoperabilità così come è stata proposta da Microsoft," ha detto un portavoce della commissione. "Ora la società ha l'opportunità di tornare qui per la sua controproposta, e se non ne saremo soddisfatti, potremo applicare una sanzione pari al 5% del loro fatturato per ogni giorno di non conformità (anche se speriamo ovviamente che ciò non accada)."

    Calcolatrice alla mano, nell'anno preso a riferimento dalla commissione, la casa di Redmond ha conseguito ricavi per 27,5 miliardi di euro, l'equivalente di un'ottantina di milioni (di euro) al giorno.
    La multa rischia di diventare pesante anche per le munifiche tasche di zio Bill.

    La commissione ha giudicato la licenza WSPPDA insoddisfacente per quattro motivi, tra cui l'importo dei diritti richiesti. Jeremy Allison, cofondatore di Samba, aveva evidenziato il
    "mostruoso" ammontare delle royalty, difficilmente avvicinabili anche da programmi commerciali. Ma tra i motivi della decisione c'è la non compatibilità della WSPPDA con il software Open Source.

    Problemi sono stati sollevati anche per la scarsa flessibilità della licenza di zio Bill, che a parere della UE è un blocco monolitico (del tipo prendere o lasciare). Ma anche la scarsa trasparenza è stata contestata: "È molto difficile per i beneficiari potenziali delle informazioni, avere accesso alla documentazione tecnica necessaria per valutare se vale la pena sottoscrivere la licenza," ha detto il portavoce.

    Da parte sua, Redmond spera di risolvere velocemente le questioni sollevate. Nessun ulteriore commento da quella sponda. Carlo Piana, legale di FSFE, si è detto invece soddisfatto delle decisioni UE: "La Commissione ha accolto le nostre richieste e ha dimostrato che le nostre critiche erano fondate".

    Fonte : ZeusNews

  2. #42
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    Microsoft nel mirino per un brevetto

    Secondo un'organizzazione anti-brevetti, potrebbe indurre molti a non abbracciare IPv6. Il brevetto è del 2000 e non è mai stato rivendicato dall'azienda. E non sarebbe valido


    25/03/05 - San Francisco (USA) - Per riaccendere il dibattito che anche negli States si è aperto sulla brevettabilità del software, quelli del gruppo anti-brevetti Public Patent Foundation (PubPat) hanno tirato fuori un vecchio brevetto di Microsoft in grado di avere potenziali conseguenze pericolose sullo sviluppo della rete.

    Il gruppo si riferisce al brevetto 6101499 che riguarda "un metodo e un prodotto informatico per la generazione automatica di un indirizzo di rete IP che facilita la connessione di rete e l'amministrazione di piccole reti IP senza server di indirizzo IP, come quelli che si trovano in piccole aziende o nelle reti domestiche".

    Secondo la Foundation il brevetto assegnato a Microsoft nel 2000 non è valido in quanto la sua presentazione non avrebbe tenuto in debito conto lo sviluppo precedente di sistemi analoghi sviluppati in seno alla Internet Engineering Task Force (IETF). Come noto, la cosiddetta "prior art" può essere presentata per invalidare un brevetto, dimostrando che quello assegnato successivamente riguarda tecnologie già esistenti. In questo caso Microsoft, secondo PubPat, non ha presentato all'Ufficio brevetti americano tutta la documentazione precedente su questi sistemi gettando così le basi per l'invalidità del brevetto.

    PubPat ha riconosciuto come Microsoft non si sia fin qui mai avvalsa del brevetto ma il suo direttore esecutivo, Daniel Rachiver, ritiene che il solo fatto che un tale brevetto esista potrebbe allontanare una serie di sviluppatori, aziende ed organizzazioni dall'implementazione di IPv6, il più recente aggiornamento del protocollo Internet che promette maggiore stabilità di rete e uno spazio IP (ovvero di indirizzi IP disponibili) assai più ampio.

    "Microsoft - ha dichiarato Ravicher - non cercherà mai di far valere questo brevetto perché sa che non è valido. Ma ci saranno persone che ne sono spaventate: se uno ha una pistola e promette di non sparare non per questo è rassicurante".

    La ragione per cui PubPat ha tirato fuori la questione sta ancora una volta nel cercare di dimostrare quanto i brevetti possano inibire l'innovazione ma anche come talvolta siano concessi senza la dovuta attenzione, un'osservazione peraltro fatta recentemente dalla stessa Microsoft.

    La soluzione? Secondo PubPat Microsoft "deve abbandonare questo brevetto e riconoscere che non avrebbe mai dovuto essere assegnato". Per ora da Redmond nessun commento sulla vicenda.


    Fonte : Punto Informatico

  3. #43
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    Nuova scomunica per i brevetti sul software

    Questa volta arriva dalla Rete Telematica Regionale Toscana, che raggruppa imprese, enti pubblici, università e centinaia di enti locali



    25/03/05 - Firenze - Riceviamo e volentieri pubblichiamo la dichiarazione sulla direttiva per i brevetti sul software formulata nelle scorse ore dal Comitato Strategico della Rete Telematica Regionale Toscana, un organismo costituito dalla Regione Toscana, da oltre trecento Enti locali, dalle Università toscane, dalle amministrazioni periferiche dello Stato sul territorio e dalle articolazioni rappresentative della società regionale


    Dichiarazione sulla proposta di direttiva europea sui brevetti software

    Il Comitato Strategico di RTRT, riunito a Firenze il 23 marzo 2005,

    RILEVA

    che l'approvazione della proposta di direttiva europea sui brevetti software, avvenuta nel Consiglio dei Ministri Economici e Finanziari (ECOFIN) dello scorso 7 marzo, è preoccupante per molti aspetti, per tutti i cittadini europei ed in particolare per la Toscana;

    che la protezione brevettuale quasi illimitata che il testo approvato in Consiglio accorda al software non soltanto non è utile per la competitività delle imprese europee, ma al contrario finisce per porle sotto la minaccia di un continuo e spesso pretestuoso contenzioso legale;

    che le disposizioni approvate il 7 marzo avrebbero un effetto negativo in particolare sulla Toscana, dove un ricco tessuto di aziende innovative di piccole dimensioni non avrebbe di fatto gli strumenti per accedere alle protezioni del brevetto e sarebbe paralizzato da un esteso ricorso ad esse da parte dei grandi produttori, per lo più non europei;

    che la proposta di direttiva, per la sua eccessiva genericità, estende il campo di ciò che è brevettabile agli stessi alfabeti del sapere algoritmico, prefigurando una situazione in cui la conoscenza viene trattata non come un bene pubblico, ma come una merce.

    RIBADISCE

    la contrarietà dei soggetti della Rete alla prospettiva di un'ampia brevettabilità del software, che si porrebbe come ostacolo tanto alla competitività del sistema toscano, quanto alla costruzione di una società dell'informazione e della conoscenza aperta ed inclusiva.

    SOSTIENE

    la posizione del Presidente Martini, che ha vibratamente protestato nelle sedi competenti contro l'impostazione data dal Consiglio e dalla Commissione rispetto alla questione dei brevetti software;

    CHIEDE

    Al Parlamento Europeo, e in particolare agli Europarlamentari toscani, di impedire in seconda lettura l'approvazione del provvedimento nella sua forma attuale, ristabilendo dei limiti riconoscibili e ristretti a ciò che può essere coperto da brevetto nel campo delle invenzioni implementate tramite elaboratore elettronico.

    Fonte : Punto Informatico

  4. #44
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    Brevetti, Attac risponde a Stanca

    La celebre associazione scrive una lettera aperta al Ministro dopo la pubblicazione dell'editoriale dello stesso Stanca su PI attorno ad una delle direttive europee più contestate


    25/03/05 - Roma - Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta inviata da Attac ai parlamentari europei e agli organi di stampa, con cui l'associazione risponde all' editoriale del ministro all'Innovazione Lucio Stanca pubblicato di recente su Punto Informatico.


    Egregio Sig. Ministro,
    pur apprezzando il chiarimento sulla posizione del governo italiano in merito alla direttiva europea concernente la “Brevettabilità delle invenzioni attuate a mezzo di elaboratori elettronici”, riteniamo che tale esposizione non tenga conto dei rilievi che fondano la diffusa e condivisa contrarietà a tale direttiva.

    I motivi del dissenso vertono sia sui contenuti della direttiva, sia sulle modalità relative all’iter decisionale fin qui seguito, caratterizzato da una sistematica impermeabilità ai rilievi mossi dal parlamento europeo, dai cittadini e dalle associazioni che hanno ripetutamente espresso il loro dissenso.

    La direttiva in oggetto fu formulata, dalla Commissione Giustizia, nel 20 febbraio 2002. Quella proposta fu pesantemente criticata dal Comitato economico e sociale (GU C 61 del 14/03/03, pag. 154) e poi radicalmente modificata dal Parlamento Europeo il 24 settembre del 2003. Tali modifiche furono cancellate dall’intervento del Consiglio dell’Unione Europea, che mise sul tavolo la proposta 5570/04 del 29/01/04, modificata altre tre volte (7230/04 del 17/03/04, 9151/04 del 03/05/2004, 9713/04 del 24/05/04) fino all’invio al Parlamento di una quarta proposta (11979/04 del 18/11/ 04) per la seconda e definitiva lettura.

    Le numerose modifiche introdotte non hanno influito sull’impianto complessivo della direttiva, rendendola anzi sempre più vaga e tortuosa nelle definizioni. Piuttosto che limitare l’applicabilità dei brevetti al software, l’attuale formulazione rappresenta un grimaldello che apre la via alla brevettabilità di qualsiasi programma per elaboratore e alla conseguente formazione di pericolosi oligopoli in grado di strangolare qualsiasi ipotesi di alternativa e concorrenza.

    Il settore informatico ha vissuto una crescita vertiginosa grazie alla libera circolazione delle idee e al contributo di migliaia di sviluppatori indipendenti, la cui opera è stata possibile solo grazie all’assenza di brevetti che ne limitassero l’attività. In questa chiave, è evidente come l’introduzione della brevettabilità del software non miri affatto a regolamentare il settore, ma a espropriare un patrimonio comune nel tentativo di trasformarlo in una fonte di profitto.

    Di fronte a un simile quadro, la scelta del governo italiano di rifugiarsi nella “zona grigia” dell’astensione è insufficiente e inadeguata. Chiediamo, pertanto, che il governo italiano si faccia portatore dei reali interessi dei cittadini europei, dismettendo ambiguità e attendismi per mettere in campo un’opposizione netta e determinata alla brevettabilità del software.

    Distinti saluti.
    Attac Italia

    Fonte : Punto Informatico

  5. #45
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    31-03-2005

    Brevetti software in UE: le associazioni uniscono le forze


    Due dei gruppi che guidano la campagna contro la direttiva UE sulla brevettabilità del software hanno deciso di unire i propri sforzi, ora che lo scontro politico diventa più delicato.

    Così la Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) assumerà il ruolo di NoSoftwarePatents associazione che promuove la campagna contro i brevetti. NoSoftwarePatents era stata formata nell'ottobre 2004 con il supporto di Red Hat e MySQL. Le due aziende continueranno a lavorare con FFII, ma il leader di NoSoftwarePatents, Florian Muller, ha deciso di uscire dalla disputa politica per concentrarsi sui propri progetti di sviluppo software.
    FFII ha dichiarato che continuerà a usare il sito web di NoSoftwarePatents, che diventerà una piattaforma per fornire informazioni sulla campagna contro i brevetti.

    Attualmente la proposta di direttiva è stata approvata dal Consiglio europeo, a dispetto della forte opposizione dell'europarlamento e di diversi parlamenti nazionali.
    Il passaggio in seconda lettura in Parlamento europeo è previsto per la metà di aprile.

    Fonte : www.cwi.it

  6. #46
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    Computer Dealer & Var

    Tutelare le invenzioni o limitare la creatività?

    La recente questione sulla brevettabilità del software è molto delicata, tant'è che il dibattito è stato acceso anche in Europa. Facciamo il punto

    A cura della redazione

    Aprile 2005, Quando Joseph Haydn compose la prima sinfonia, Mozart era ancora un bambino. Se Haydn avesse avuto la possibilità di definire il concetto di "sinfonia" e di registrarlo a suo nome, Mozart avrebbe dovuto pagare i diritti a Haydn per potersi vantare di aver composto anche lui una sinfonia. L'esempio delle opere musicali si presta bene per l'applicazione anche nel campo della programmazione del software. Ma partiamo dall'inizio. Un brevetto è, per definizione, la possibilità di accampare un diritto su una certa invenzione. Chi, secondo l'Ufficio brevetti, ha le carte in regola per registrare un'invenzione, ha il diritto di richiedere una somma di denaro a chiunque sfrutti quell'invenzione per scopi commerciali. L'estensione del concetto di brevettabilità alle opere di ingegno, come una sinfonia o un programma software, è un argomento molto delicato e salito agli onori delle cronache a partire dall'anno scorso a causa di una direttiva specifica dell'Unione europea in ballo da quasi tre anni. Detto in termini semplici, se l'Unione europea dovesse riconoscere brevettabili le parti di un programma, o i metodi di calcolo, come già succede negli Usa, chiunque realizzi un certo software rischia di essere obbligato a usare delle istruzioni, delle routine, dei gruppi di linee di codice che potrebbero essere state brevettate. Ciò significa che, per realizzare un software, bisognerebbe verificare se al suo interno vi è del codice brevettato e, in questo caso, pagare i diritti a chi l'ha registrato per primo. Come dire, tornando all'esempio della musica, che chiunque voglia usare un certo gruppo di note come traccia, il che è ben diverso dall'utilizzare una intera melodia, rischierebbe di dover corrisponderne i diritti. È facilmente comprensibile come una normativa di questo tipo vada a danneggiare le piccole software house con risorse limitate e l'innovazione in senso generale, da tutti considerata come un fattore determinante per la crescita economica dell'Europa. D'altra parte, la direttiva favorirebbe le multinazionali del software, capaci di altissimi investimenti, delineando di fatto uno scenario monopolistico.

    Fonte : www.01net.it

  7. #47
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    Un futuro per l'informatica con il software libero

    Un ciclo di incontri su open source e trashware (recupero di materiale informatico obsoleto).

    [ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-04-2005]


    L'Istituto Tecnico Industriale "E.Fermi" di Lucca in collaborazione con ACROS(Associazione Culturale Revolution Operating System-GNU/Linux Users-Gruppo Versilia Massa Carrara) organizza una serie di incontri sul tema: "Un futuro per l'informatica con il software libero".

    Il primo incontro si svolgerà venerdì 22 Aprile alle ore 14.30 e riguarderà il tema: " Dare un futuro al passato"-Attraverso il software libero e il "Trashware"(cioè il recupero di materiale informatico obsoleto) possiamo combattere il digital divide. Parteciperanno all'incontro Samuele Cartusian e l'Ing. Antonio Cuomo di "Ingegneria senza frontiere" insieme a Leonardo Lorenzetti, Vicepresidente di ACROS.

    Il secondo incontro si svolgerà Lunerdì 2 Maggio alle 14.30 e avrà come tema:"Quali libertà per il futuro informatico?" sulle recenti normative approvate (brevetti software, leggi che limitano la privacy e la libertà), come possiamo muoverci nell'ambito del diritto d'autore? Parteciperanno all'incontro Samuele Cartusian per "Ingegneria senza frontiere", Antonio Cisternino, ricercatore presso l'Università di Pisa, e Francesco Potortì, ricercatore presso il CNR.

    Tutti gli incontri si svolgeranno presso l'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Industriale "E.Fermi" in Via Carlo Piaggia a S.Filippo-Lucca.

    Fonte : Zeus News

  8. #48
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    Longhorn a rischio per una questione di brevetti


    La società Alacritech ha ottenuto un'ingiunzione per Microsoft da un giudice federale della Corte di S.Francisco. A quanto pare la tecnologia Chimney utilizzerebbe, senza diritto, delle architetture software della Alacritech.

    Il boomerang dei brevetti sulle nuove tecnologie sta ironicamente tornando in faccia alla stessa Microsoft, che della proprietà ha fatto uno dei punti fermi della sua politica.

    Stavolta il colosso di Redmond è stato beccato a utilizzare senza autorizzazione due brevetti altrui per incrementare le prestazioni del nuovo sistema operativo Longhorn, il cui sviluppo a questo punto potrebbe subire dei rallentamenti.

    L'intera vicenda inizia nel "lontano" 1997 quando Alacritech, un'azienda della Silicon Valley specializzata nell'ottimizzazione delle prestazioni e nel miglioramento dei sistemi di rete, collaborò con la famosa società di Redmond per sviluppare una nuova tecnologia che velocizzasse la trasmissione dei dati; l'anno successivo Microsoft si dichiarò interessata ad acquistare una licenza della società, cambiando poi idea. In quell'occasione Microsoft si fece fornire rapporti dettagliati sulla nuova tecnologia che voleva usare, cioè l'architettura Dynamic TCP Offload, detta anche SLIC Technology.

    Alacritech nel 1999 fornì a Microsoft tutta la documentazione necessaria, compresi i possibili utilizzi e le implementazioni nei sistemi operativi di Redmond, finché, come abbiamo detto, a giugno Microsft non decise di interrompere qualsiasi rapporto con l'azienda.


    Nel 2003 Microsoft ha annunciato al mondo di aver sviluppato una nuova tecnologia, Microsoft's Chimney TCP Offload Architecture, che, guarda caso, ha alcune proprietà della SLIC. Queste tecnologie permettono una grande trasmissione di dati senza disturbare troppo le altre applicazioni e, a quanto afferma Alacritech, non ci sono altri brevetti esistenti (oltre i suoi) per l'incremento delle prestazioni di rete su sistemi operativi Windows.

    La società della Silicon Valley ha così deciso di proporre a Microsoft una licenza per l’utilizzo dei propri brevetti in una maniera consona per entrambe le parti, ma da Redmond ha ricevuto solo un rifiuto.


    Così Alacritech ad agosto del 2004 ha citato Microsoft presso una Federal District Court per l'improprio utilizzo dei brevetti U.S. Patent No. 6.427.171 e U.S. Patent No. 6.987.868.

    Pochi giorni fa, il 13 aprile 2005, Alacritech ha ottenuto un'ingiunzione preliminare perché Microsoft non produca, utilizzi, venda o induca terze parti all'uso di Chimney.

    Il portavoce della Microsoft, Stacy Drake, ha dichiarato che lo sviluppo della nuova tecnologia di Scalable Networking è stata sviluppata in modo indipendente, ma che comunque non è ancora stata distribuita.



    Il CEO di Alacritech (nonché presidente della stessa), Larry Boucher, ha dichiarato, in modo soddisfatto: "Dopo che Alacritech ha scoperto che Microsoft Chimney è basato su una proprietà intellettuale che noi abbiamo sviluppato, brevettato e di cui siamo proprietari, abbiamo offerto a Microsoft la possibilità di ottenerne una licenza. Microsoft ha rifiutato i termini della licenza che per noi sarebbero stati accettabili. Siamo stati così costretti a citare Microsoft affinché smettesse di infrangere, ed indurre altri a farlo, i nostri diritti sulla proprietà intellettuale. Siamo molto contenti della decisione della corte in questo caso".


    Fonte : www.ydea.com

  9. #49
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    Rapporto del parlamento sulla direttiva

    http://www.europarl.eu.int/meetdocs/...4/563744fr.pdf
    http://wiki.ffii.org/Rocard050413En

    The European Parliament's rapporteur Michel Rocard has published his views on the software patent directive and outlined the direction which his amendments will take. Rocard's approach seems to contain the needed ingredients for a directive that provides the needed clarifications and does what the Council claims it wants to do: exclude computer programs from patentability while allowing technical inventions (problem solutions involving controllable forces of nature) to be patented, regardless of whether their implementation runs under software control or not. Rocard proposes to replace the misleading term by "computer-implemented inventions" by "computer-controlled inventions" or "computer-aided inventions". The full report with amendments is expected soon after the debate of 21st April. JURI MEPs can submit amendments before May 6th. JURI votes on June 20th, the plenary votes on July 6th.

  10. #50
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    Ed intando l'India rinuncia alle patenti software

    http://yro.slashdot.org/yro/05/04/20...id=155&tid=219

 

 
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