1. Camillo Ruini è uomo ambizioso. Ambizioso come può esserlo un cardinale che da più di dieci anni è il Vicario del papa a Roma e guida la Conferenza espiscopale italiana con polso fermo e capacità politiche ineguagliabili. Camillo Ruini è uomo ambizioso. Come può esserlo un cardinale: in modo felpato, attento, in una parola "curiale". Ma, guai ad ostacolarlo nei suoi progetti. Camillo Ruini è uomo ambizioso. Vuole diventare papa. Un giornalista l'ha scritto e ne ha spiegato le mosse, sull'Espresso. Il quotidiano di Ruini, Avvenire, ha scatenato allora la caccia all'uomo. Camillo Ruini è un uomo ambizioso. E ha imparato la lezione della politica novecentesca. Colpirne uno per educarne cento.
(Il cardinale Camillo Ruini-U.Pizzi)
2. Marco Damilano sull'Espresso, riprendendo anche alcune osservazioni avanzate su Media Quotidiano, si è permesso di osservare che dietro la battaglia frontale di Camillo Ruini sull'astensione al referendum ci sia la volontà di dimostrare agli elettori del prossimo papa che l'unica Chiesa che regge il fronte e anzi passa al contrattacco nell'intero mondo occidentale è la Chiesa italiana.
3. Non a caso nella prolusione di ieri per l'apertura dei lavori della riunione del Consiglio Permanente dei vescovi italiani Camillo Ruini ha detto esplicitamente: "In Italia ci troviamo in una situazione privilegiata, rispetto a gran parte dell’Europa, perché la fede cristiana, nella sua forma cattolica, in Italia è viva ed è radicata nel popolo". Poi arriva l'invito ad astenersi sui referendum, che tante polemiche ha provocato. Ma l'ambizione di Camillo Ruini è più alta, non è legata solo alle risse da pollaio del cortiletto della politica interna italiana. Vincere la partita sul referendum significa evidenziarsi come leader ecclesiale capace di stare al tavolo della politica globale con una forza propria. Un papa-re ideale.
(Dino Boffo)
4. Marco Damilano ha accennato alle ambizioni papali di Camillo Ruini sull'Espresso e immediata è arrivata la manganellatura di Avvenire. Damilano ha la "colpa doppia" di essere un "traditore": ha militato nell'Azione Cattolica il cui leader era proprio quel Dino Boffo che oggi dirige Avvenire e molti vedrebbero bene collocato sulla poltrona di presidente della Rai. I primi passi professionali Damilano li ha mossi nel periodico dell'Azione Cattolica, Segno Sette. Quindi Damilano conosce bene le gerarchie ecclesiastiche ed è credibile quando, rispetto alle ambizioni papali di Ruini legate al voto referendario, sull'Espresso scrive: "Quale miglior viatico per il capo della Chiesa italiana, soprattutto alla vigilia di un conclave che lo vede in vetta alla lista dei papabili? Il 12 giugno, forse, si vota anche per questo".
5. La risposta di Avvenire è pesantissima. Sabato scorso, nella rubrica significativamente denominata "Matita Blu", Tommaso Gomez con la mitezza propria dei cristiani scrive: "A Damilano deve risultare inconcepibile che qualcuno si muova per motivi diversi dai suoi, ossia potere e soldi. Questi sono la sua fissazione, il suo orizzonte". Sembra una rissa nel fango? Forse persino a Gomez viene questo dubbio, ma lo usa per rincarare la dose: "Niente rissa nel fango, perché alla fine non ci sarebbe alcuna leale stretta di mano. Che cosa vuol dire leale? Caro Damilano, in redazione un vocabolario ce l'avrai pure, usalo". La bastonatura del "traditore" è compiuta.
6. Chi è Tommaso Gomez? Ad Avvenire si sbracciano per confermare che Tommaso Gomez esiste veramente. E' comunque il nome a cui Dino Boffo affida il compito, caratteristico della mitezza cristiana, di schiaffeggiare chi si permette di raccontare Camillo Ruini in modo non gradito. Tommaso Gomez è il Curzio Maltese di Avvenire. Anzi: è il Marco Travaglio, visto che il cognome lo richiama direttamente. Secondo molti bene informati Tommaso Gomez non esiste. E' in realtà Umberto Folena, vicedirettore de L'Adige. A lui Boffo avrebbe affidato il compito di manganellare il malcapitato Damilano e chiunque osi contraddire il diktat ruiniano sull'astensione ai referendum: il nuovo non expedit.
7. D'altronde la bastonatura di chi la pensa diversamente è sport che ormai Avvenire pratica quotidianamente. Mario Segni dice che la Chiesa sbaglia e che andrà a votare No ai referendum, invece di astenersi come impone Ruini? Compare un bell'articoletto di Pierluigi Fornari che così cristianamente afferma: "Ieri toccava a Mariotto Segni essere momentaneamente estratto dal freezer degli anni Novanta per dire 'voterò no, la Chiesa sbaglia'. Te pareva. Che poi detto personaggio sia noto per portare iella alla causa che sposa - da ieri infatti siamo certi che l¹astensione vince - questo non conta". E vai, anche Mariotto è sistemato. Damilano pensa al potere e ai soldi? Mariotto, più semplicemente, è uno iettatore.
(Mario Segni con la moglie)
8. Camillo Ruini è un uomo ambizioso. Ma un uomo così ambizioso da voler diventare papa deve dire ai suoi scherani che l'insulto volgare involgarisce anche le sue ambizioni. E che chi predica la fratellanza e l'amore universale deve riporre nell'armadio il manganello. E' anche una questione di stile, caro aspirante papa.




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