Lettera aperta di Lupo Solitario alla Signora Sgrena
Lettera aperta a Giuliana Sgrena.
Gentile signora, leggo ora che lei “ha dato mandato allo studio legale Gamberini di Bologna per costituirsi parte lesa nel processo legale in corso”. A comunicare la notizia è il direttore del Manifesto Gabriele Polo, riferendosi all'inchiesta avviata dalla procura di Roma sulla sparatoria successiva alla sua liberazione in cui è morto Nicola Calipari. Gabriele Polo che, con quella sua boccuccia ed il modo di fare finto controllato, ma vero fazioso, ora aggiunge circospetto e cito sempre le agenzie “Lei sostanzialmente sta bene ma ora ha bisogno di riposare. Per il momento continua il drenaggio al polmone ferito e per il momento non scriverà neanche per noi”.Giusto.
Ora occorre essere prudenti, anche se lei prima era instancabile.
Dopo che Bierre Scolari, come è stato affettuosamente soprannominato, aveva dominato la scena mediatica italiana dichiarando a centinaia di microfoni e telecamere che la sua compagna era in possesso di informazioni devastanti sulla “sporca guerra” degli americani e che quindi si era cercato intenzionalmente di uccidere una testimone scomoda. Dopo che la lei stessa aveva dichiarato e, quel che più conta, scritto ne “La mia verità” con titoli di scatola sul Manifesto, che l’obiettivo vero della soldataglia americana era lei e che l’eroico Calipari aveva evitato la sua uccisione facendole scudo col suo corpo. Per giorni, quindi lontani ormai dalla concitazione delle prime ore e comprensibili imprecisioni dettate dall’emozione, la coppia Sgrena/Scolari aveva parlato di un chiaro tentativo di sopprimere la Giuliana; centinaia di colpi sparati intenzionalmente e andati a vuoto salvo uno che sfortunatamente ha ucciso Calipari; centinaia di proiettili sui sedili dell’auto che ho raccolto a manciate; mi stavo dirigendo all’aeroporto su una vettura dell’ambasciata italiana, quando invece era una Corolla a noleggio che la nostra ambasciata non commercia.
Tutto ciò premesso, e le assicuro, gentile signora, che è solo una parte di ciò che ho letto, ora assisto al fatto che lei smentisce il suo amico e compagno Bierre Scolari sostenendo che ha capito male quando sosteneva che lei era in possesso di informazioni compromettenti sugli americani. Va bene. Ora lei sostiene che è stata male interpretata e non ha mai sostenuto quindi che volevano ucciderla. Va bene. Ora lei nega di aver ammesso che i suoi sequestratori erano gentili con lei mentre chi aveva ucciso erano gli americani; ora lei nega di aver dichiarato al giornale francese che ha la sua giornalista ancora in mano ai sequestratori, che lei aveva intenzionalmente esagerato il suo stato di avvilimento, recitando. Lo aveva fatto, pare di capire per sostenere le manifestazioni pacifiste in Italia, ma ora sostiene che in realtà era bendata, viveva al buio ed era in uno stato di prostrazione. Va bene.
Potrei proseguire, gentile signora Sgrena, ma credo che basti così. Lei ora cerca quattrini attraverso le vie legali, pare di capire. E’ questo il suo nuovo obiettivo. Va bene.
Io credo, signora Sgrena, che lei ci abbia provato. Assieme al suo compagno o fidanzato che dir si voglia, Bierre Scolari, ed assieme ai suoi sodali del giornaletto per cui scrive. Assieme ai Diliberto e ad una parte infima per dignità e numerosità, della politica italiana. Che abbia provato, intendo, ad abbattere per vie traverse il governo Berlusconi. Giusto. Le toghe hanno già dimostrato di non farcela da soli. Occorreva l’incidente da sfruttare.
Lei ha fallito, signora Sgrena, se lo lasci dire. Lei ha dimostrato di essere moralmente spregevole. Lei deve delle scuse prima di tutto ai familiari di Calipari che speso la sua vita per lei e il suo assurdo e velleitario fanatismo politico. Poi deve delle scuse a noi tutti. Per averci fatto credere che attraverso lei ci fosse da “salvare la Pace”. Una bufala, signora Sgrena. Questa è la verità. Lei mi ha deluso, signora Sgrena.
Avrà notato, cara Sgrena che io ho usato spesso l’appellativo “signora”. Va inteso come il cartello che lei ha visto tante volte sulla porta della toeletta. Anche se c’è scritto “Signore” lei faccia finta di niente, ed entri pure.
Legno storto




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Saluti anticomunisti