IL RETROSCENA
Il ribaltone dei sondaggi
Claudio Sardo
Al comitato elettorale di Francesco Storace, ieri, si brindava. Anche Silvio Berlusconi ha chiamato per congratularsi. Alessandra Mussolini era diventata un incubo per la Cdl: i sondaggi la accreditavano nel Lazio di percentuali sorprendenti (da 3 fino addirittura a 7 punti). Mentre la «media ponderata» delle rilevazioni di febbraio e marzo dei maggiori istituti, spiega Nicola Piepoli, «dava Piero Marrazzo in testa di un punto» sul governatore uscente. Ora il pronostico è ribaltato.
Lo stesso presidente dell’Istituto Piepoli è il più convinto che, «sul piano probabilistico, la Regione Lazio sia ora da considerarsi acquisita per il centrodestra». Il dubbio residuo è tutto in quel «probabilistico». Altri ricercatori sono più prudenti. Per Maurizio Pessato (Swg), l’esclusione della Mussolini è sicuramente «un aiuto importante» per Storace, ma «la partita non è chiusa». La grande incognita nel Lazio, secondo Pessato, resta «la tenuta dell’elettorato di Forza Italia. Se non ci sarà un recupero rispetto ai dati delle ultime settimane, per Storace sarà comunque dura». Nando Pagnoncelli (Ipsos) preferisce attendere la prossima rilevazione: «Bisogna capire quanti elettori della Mussolini voteranno Storace e quanti si asterranno». Il quadro, però, è decisamente cambiato. La grande paura della Cdl è svanita. E la partita decisiva del Lazio, che sembrava avviata sul piano inclinato della sconfitta, è ora di nuovo nelle mani dei partiti di governo. Berlusconi ha incoraggiato Storace. Ma anche Storace ha incoraggiato il premier. Perché, come accadde già nel 2000, il risultato del Lazio sarà determinante per assegnare la vittoria «politica» delle regionali. Ieri Berlusconi ha spiegato che, per misurare la vittoria e la sconfitta, il 4 aprile non bisognerà calcolare il numero delle Regioni conquistate, ma il numero dei «voti complessivi» delle due coalizioni. Entrando più nel dettaglio, ha spiegato ai suoi che «il solo dato che conta, ai fini delle politiche, è il calcolo dei collegi»: in quanti è in vantaggio la Cdl e in quanti è in vantaggio l’Unione. Ma il premier sa bene che le regionali avranno un enorme potere di condizionamento sull’ultimo anno di legislatura. E, dunque, sa bene di dover presidiare le Regioni in bilico. Che sono sei: tre piccole (Liguria, Abruzzo e Calabria) e tre grandi (Lazio, Piemonte e Puglia), tutte con governi di centrodestra uscenti. Proprio la tenuta delle tre grandi (insieme a Lombardia e Veneto, dove il vantaggio della Cdl è considerato sicuro) è il fronte del Piave per Berlusconi. Da qui l’offensiva sulle firme, messa in atto con successo da Storace, ma sostenuta ai più alti livelli della coalizione e del governo. Innanzitutto offensiva politica contro il centrosinistra, che ha collaborato quantomeno alla validazione delle firme della Mussolini. Dopo la denuncia di Storace, tutti gli alleati, compresi i centristi, si sono schierati al suo fianco. Ma l’obiettivo era il bersaglio grosso: l’esclusione anticipata dalla competizione elettorale. E, a questo fine, la mobilitazione è stata massima. «Si è attivata la Procura prima delle elezioni - osserva la radicale Rita Bernardini - e questo non era mai avvenuto in occasione delle nostre denunce del 2000». «Si è attivato anche il ministero dell’Interno - aggiunge l’eurodeputato Nicola Zingaretti, ora coordinatore della campagna di Marrazzo - perché è stato possibile, in tempi rapidi, un controllo incrociato sulle carte di identità». Del resto, il ministro Carlo Giovanardi l’aveva detto qualche giorno fa alla Camera che Viminale e ministero della Giustizia avrebbero offerto piena collaborazione per smascherare firme false e violazioni di legge. L’esclusione della Mussolini avrà strascichi. Ricorsi. Altri esposti. «Non credo che estenderanno i controlli a tutte le liste - aggiunge la Bernardini, che da anni denuncia illegalità diffuse nella raccolta delle firme - perché altrimenti le esclusioni sarebbero clamorose». Resta il fatto che, se 800 firme della Mussolini sono false, nulla riammetterà la candidata in corsa.
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