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Discussione: Doxa- veneto

  1. #21
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    In Origine Postato da fischiailvento
    Il vero interrogativo è capire cosa accadrà nell'area del voto autonomista. La Lega in Veneto alle europee prese il 14%, ma sulla scheda non aveva la concorrenza del simbolo della Liga con il Leone di San Marco, annacquato dentro la coalizione con All. Lombarda, sardisti ecc e oggi schierato con Carraro. Adesso Panto potrebbe eroderle qualcosa, ma nel frattempo Bossi & C. potrebbero pescare in Forza Italia. Io comunque Panto lo vedo non oltre il 5-6%. Inoltre il csx oltre il 42-43% non ci dovrebbe andare. Credo infine che Galan si fermerà un pelo sotto il 50%.
    Secondo me Panto potrebbe prendere anche il 10%....

  2. #22
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    In Origine Postato da fischiailvento
    Il vero interrogativo è capire cosa accadrà nell'area del voto autonomista. La Lega in Veneto alle europee prese il 14%, ma sulla scheda non aveva la concorrenza del simbolo della Liga con il Leone di San Marco, annacquato dentro la coalizione con All. Lombarda, sardisti ecc e oggi schierato con Carraro. Adesso Panto potrebbe eroderle qualcosa, ma nel frattempo Bossi & C. potrebbero pescare in Forza Italia. Io comunque Panto lo vedo non oltre il 5-6%. Inoltre il csx oltre il 42-43% non ci dovrebbe andare. Credo infine che Galan si fermerà un pelo sotto il 50%.
    La quota dell'elettorato autonomista è un bell'interrogativo. A completamento del tuo ragionamento, aggiungerei che:
    - nelle precedenti elezioni regionali oltre alla Lega Nord, erano presenti i Veneti d'Europa (Comencini e ex-leghisti appena fuorisciti da circa 1 anno) e il Fronte Marco Polo guidato da Fabio Padovan, queste due formazioni si sono poi unite in Liga Fronte Veneto e che valevano circa 100.000 voti
    - a queste elezioni la Liga Fronte Veneto ci arriva pesantemente malconcia dopo che diversa parte dei dirigenti è transitata a Panto, oltre al fatto che corre con il CSX ... e ce da tener conto che l'elettorato autonomista veneto è tutt'altro che sinistrorso

  3. #23
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    In Origine Postato da Asterix
    a queste elezioni la Liga Fronte Veneto ci arriva pesantemente malconcia dopo che diversa parte dei dirigenti è transitata a Panto, oltre al fatto che corre con il CSX ... e ce da tener conto che l'elettorato autonomista veneto è tutt'altro che sinistrorso
    Pienamente d'accordo, però il simbolo magari gli aiuta a limitare i danni.

  4. #24
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    In Origine Postato da fischiailvento
    Pienamente d'accordo, però il simbolo magari gli aiuta a limitare i danni.
    Verissimo, il Leone alato tira sempre!! peccato che dietro di lui spesso si nasconda chi che con l'autonomismo del Veneto c'ha ben poco da fare. Ad esempio fino a poco tempo fa' lo "sfruttava" per bene Mario Rigo, ex sindaco socialista di Venezia, che con le liste "autonomia veneta" e "movimento nord-est" col leone in bella vista, si è garantito una poltroncina a roma.....

  5. #25
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    Venerdì, 18 Marzo 2005




    Nostro sondaggio sulle regionali
    Galan in testa Carraro insegue


    Galan avanti di 7 punti rispetto a Carraro; il centrodestra avanti di 12 rispetto al centrosinistra; la sorpresa del «terzo uomo» Panto che raccoglie un 9 per cento personale, e un 5 per cento alla sua lista. Sono queste le novità sostanziali che emergono da un sondaggio curato per «Il Gazzettino» da Ilvo Diamanti, e che segnalano un centrosinistra in recupero rispetto al dato delle regionali 2000 e delle europee dello scorso anno, ma comunque ancora distante dal centrodestra. Carraro dal canto suo mette in campo un sondaggio Doxa che lo dà testa a testa con Galan.

    http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...-3-18&Pagina=1

  6. #26
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    visto che siamo nel thread veneto, vi porto all'attenzione questa perla del sindaco uscente Paolo Costa del comune di Venezia

    Venerdì, 18 Marzo 2005





    Assegno in bianco (ma milionario) alla Bramezza


    VENEZIA - Tra perplessità e imbarazzi, la giunta ha firmato ieri un assegno in bianco di migliaia di euro a favore della direttrice generale del Comune, Ilaria Bramezza. «Era un atto dovuto, la liquidazione di un dirigente», ha commentato a denti stretti l'assessore al Bilancio, Giampaolo Sprocati, che nell'assenza forse strategica dell'assessore al Personale, Luciano De Gaspari, che già in passato ha avuto col sindaco scontri per una vicenda analoga, ha chiesto alcuni chiarimenti a Paolo Costa, proponente del provvedimento.
    Anzi, dei provvedimenti, perché in realtà si tratta di due distinte delibere, che l'altroieri non erano neppure state trattate in pregiunta, ossia nella riunione tecnica nella quale i dirigenti del Comune valutano la correttezza formale e sostanziale degli atti che il giorno dopo andranno in giunta. Le due delibere sono state consegnate direttamente dal capo di Gabinetto del sindaco, Marco Agostini, al segretario generale del Comune, Enrico Zola, che ieri le ha illustrate in giunta.

    Il primo provvedimento, dunque, sana 4 anni di aumenti di stipendio a Ilaria Bramezza finora mai deliberati. All'assunzione, nel 2000, la direttrice ebbe un contratto di 250 milioni lordi annui, tradotti in quasi 130 mila euro dall'anno dopo. Dal 2001, però, lo stipendio in realtà passò a 186 mila euro, senza atti di giunta, e ieri l'aumento di 56 mila euro annui goduto ormai da un quadriennio dalla direttrice è stato approvato dalla giunta.

    Il secondo provvedimento, invece, è il premio di produzione di fine mandato, che alla direttrice spetterà nella misura massima, dato che il sindaco ha attestato che tutti gli obiettivi proposti dall'amministrazione sono stati raggiunti. Il tetto massimo è di 111 mila euro, ma la delibera non riporta cifre perché i conteggi non sono ancora stati fatti. «Ho chiesto - ha spiegato Sprocati - se il premio assorbiva compensi extra, e dato che mi è stato risposto di sì l'ho fatto mettere in modo esplicito nella delibera».

    Silvio Testa

  7. #27
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    Venerdì, 11 Marzo 2005





    Spuntano i primi sondaggi sulle ...


    Spuntano i primi sondaggi sulle prossime elezioni regionali del 3/4 aprile.Secondo un'indagine della Tolomeo Studi & Ricerche del prof. Paolo Feltrin di Padova, compiuta intervistando 3000 persone, vincerà il centrodestra di Giancarlo Galan (54,4) con uno scarto di 5 punti percentuali rispetto al centrosinistra di Massimo Cacciari (39,0). Lo stacco raddoppia se il dato viene preso a livello provinciale, 51,5 contro 41,6.
    Analizzando i dati relativi alla nostra provincia, la migliore performance toccherà alla Lega Nord che guadagnerà quasi 4 punti percentuali rispetto alla precedente tornata, mentre il tracollo pare destinato a travolgere Forza Italia che dal 31,81 per cento delle regionali 2000 scenderebbe a 22,2. Il dato regionale si attesta invece al 24,8. Gli azzurri restano comunque il partito di maggioranza relativa, incalzati sempre più da vicino dalla Margherita che dopo il boom (29 per cento) delle politiche 2001, legato soprattutto al successo personale dell'onorevole Maurizio Fistarol (per due mandati consecutivi sindaco di Belluno), si attesta al 18,5.Sempre secondo il sondaggio Tolomeo, gli elettori, in particolare quelli bellunesi, "puniscono" la scelta del centrosinistra di correre uniti: se i tre partiti che compongono Uniti per l'Ulivo fossero scesi in campo singolarmente avrebbe incassato un 2,2 per cento in più rispetto alla scelta di correre con una sola lista. Infatti, sommando le preferenze date singolarmente ai tre partiti si ottiene un 29,9 per cento, il più alto in assoluto a livello veneto, mentre quelle date alla lista Uniti per l'Ulivo raggiungono il 27,7. La tendenza punitiva, comunque, tocca tutte le province venete, avvalorando la tesi di chi, all'interno della coalizione, ha sempre sostenuto l'idea che correre ciascuno sotto il proprio simbolo fosse un vantaggio.

    In crescita anche Rifondazione comunista e Comunisti Italiani, mentre i Ds perdono consenso. Bene anche il Nuovo Psi che nel Veneto è trainato da Gianni De Michelis. Il garofano passa dallo 0,85 delle regionali 2000 ad una previsione di consenso dell'1,9.

    Tiepidi gli elettori bellunesi nei confronti della lista cosiddetta alternativa di Giorgio Panto ; al Pnd (Partito nordest), che in provincia corre con due candidati del Pab (Provincia autonoma di Belluno), fondato dagli ex parlamentari leghisti Paolo Bampo e Flavio Devetag, andrebbe solo l'1,9 per cento dei voti.

    Sembra destinata a cavarsela meglio la lista Pannella-Bonino che avrà un 3 per cento. Alternativa sociale si attesterebbe sull'1 per cento.

    Il sondaggio è stato realizzato ancora in gennaio e quindi con uno scenario di alleanze non perfettamente aderente a quello formatosi in questi giorni di chiusura obbligatoria delle liste. Infatti, nelle tabelle viene considerato anche l'Udeur che, nella nostra provincia, non è riuscito a presentare una sua lista.

    Resta comunque un segnale indicativo, sebbene il campione analizzato sia limitato e pertanto anche nella sua aderenza al dato reale. La legge dei grandi numeri non consente deroghe: più grande è il campione analizzato, più alto è il grado di attendibilità.

    Ma tant'è, di sondaggi oggi si vive e capire quali orientamenti gli elettori possano avere resta comunque una leva importante per correggere eventualmente il tiro.

    I dati più eclatanti restano comunque la crescita dei leghisti, che sembrano destinati a recuperare terreno dopo il tonfo di fine anni Novanta, e il consistente calo di Forza Italia. Per il resto nulla di nuovo sotto il tiepido sole di questa acerba primavera.Lauredana Marsiglia

  8. #28
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    Venerdì, 18 Marzo 2005





    MA IL DIVARIO TRA I DUE È IN DIMINUZIONE
    di FRANCESCO JORI

    Mettiamola così: se fosse il campionato di calcio, parleremmo di improba rimonta, comunque in atto; il problema è vedere se l'inseguitore ce la farà a recuperare lo svantaggio entro la fine del torneo. Cioè, nel caso specifico, entro il 4 aprile.
    Il sondaggio curato da Ilvo Diamanti per «Il Gazzettino» dà un'indicazione chiara, specie se raffrontata con la situazione preesistente. Il centrosinistra, alla vigilia di queste regionali 2005, aveva accumulato uno svantaggio di 17 punti percentuali, sostanzialmente consolidato sia nelle analoghe elezioni di cinque anni fa, sia nelle recenti europee; oggi, a due settimane dal voto, l'ha ridotto a 12.

    Il recupero è dovuto a due fattori: 1) un candidato valido (Carraro), che di suo esprime un valore aggiunto rispetto alla coalizione, riducendo lo scarto personale rispetto al competitore (Galan) a 7 punti; una squadra coesa, che sta giocando compatta, e ciascuno dei cui componenti recupera consensi rispetto al passato, con particolare sottolineatura per la federazione ulivista la cui scelta di unità almeno in Veneto paga. Certo, rimane comunque un ritardo pesante da recuperare: per fermarsi al paragone calcistico, Carraro è un po' come un Mancini che sta inseguendo un Capello o un Ancelotti; anche se proprio i precedenti del nostro campionato insegnano che rimonte disperate sono andate a buon segno.

    Il tema di fondo di una campagna elettorale sostanzialmente fiacca per unanime sottolineatura, sta in fondo proprio qui: in un capoclassifica che sembra limitarsi a gestire il sostanzioso vantaggio; e in un inseguitore che mostra di crederci fino all'ultimo, e di avere il fiato per arrivarci. Con un atteggiamento speculare delle rispettive squadre: quella di chi sta davanti che gioca essenzialmente in difesa, dovendo tra l'altro scontare un calo di consensi della componente di punta (Forza Italia); quella di chi sta dietro che sa di doverci dare dentro fino all'ultimo pressando l'avversario zolla (elettorale) per zolla.

    Per gli spettatori non tifosi, ci sono due altri aspetti che colpiscono. Il primo è il permanere nel tempo, sopravvivendo alla transizione tra prima e seconda repubblica, di un blocco sociale moderato, e istintivamente soggetto ad orticaria elettorale di fronte ad ogni connotazione di sinistra. Il secondo, sia pure in forma molto più ridotta, sembra confermare un'anomalia veneta anche questa di vecchia data: il «terzoforzismo». Negli anni Ottanta, la galassia autonomistica arrivò a raccogliere, nel suo complesso, il voto di un elettore su quattro; e nei Novanta la Lega toccò il suo massimo storico, giungendo (politiche '96) al tetto del 33 per cento, quanto cioè ciascuno dei due poli classici.

    Oggi il Carroccio sta col e nel centrodestra, e mantiene di suo il robusto 14 per cento abbondante guadagnatosi alle recenti europee: il che consente per l'appunto alla coalizione di potersi limitare a giocare in difesa, amministrando il cospicuo vantaggio. Resta, fuori dallo schema bipolare, il fenomeno Panto : dove la figura del leader esprime un valore aggiunto elevato, quasi il doppio rispetto al gradimento della lista da lui guidata.

    (Segue a pagina 2)

  9. #29
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    Venerdì, 18 Marzo 2005




    Sondaggio del «Gazzettino» sul voto regionale: il presidente uscente avanti di 7 punti, la sua coalizione di 12. Al «terzo uomo» il 9 per cento
    Galan in vantaggio su Carraro, sorpresa Panto


    Si è ridotta, rispetto a qualche tempo fa, la forbice tra centro-destra e centro-sinistra. E le "terze forze" potrebbero creare qualche (imprevista) difficoltà al candidato della Casa delle Libertà. Tuttavia, ad oggi, appare probabile la riconferma di Giancarlo Galan alla presidenza della Regione Veneto. Di sette punti il margine di vantaggio (stimato) su Massimo Carraro, candidato del centro-sinistra, con Giorgio Panto possibile sorpresa del prossimo 3-4 aprile. Sono le principali indicazioni offerte da un sondaggio realizzato, nei giorni scorsi, da Demos, su un campione di 815 elettori veneti (che conferma le tendenze emerse in una precedente rilevazione, di 900 casi).
    Nelle mappe circolate in questi giorni, nel tentativo di raffigurare il possibile esito delle prossime consultazioni regionali , il Veneto rappresenta (assieme alla Lombardia) una delle poche aree stabilmente colorate di azzurro. La maggioranza dei commentatori politici (e degli istituti demoscopici), considera la regione saldamente in mano al centro-destra, con un margine significativo: tale da rendere quasi superflui i sondaggi finalizzati alle previsioni di voto. In effetti, la recente storia elettorale veneta non sembra suggerire troppi dubbi circa il possibile esito delle elezioni. Galan, nel 2000, ha prevalso con un margine di ben 17 punti su Cacciari. Ancora di 17 punti è stato lo scarto in favore del centro-destra (nella somma dei suoi partiti) sia alle Europee dello scorso anno che alle Politiche del 2001 (per la parte proporzionale; mentre al maggioritario la distanza risultava minore).

    Nonostante queste premesse, la rilevazione sembra fornire utili indicazioni sulle dinamiche in atto nella regione, e aiuta a disegnare possibili scenari in vista del prossimo 3-4 aprile. Il sondaggio mette in luce, infatti, importanti segnali di novità. In primo luogo, lo scarto tra le due coalizioni sembra essersi ridotto nel periodo successivo al voto europeo, seguendo un trend nazionale favorevole al centro-sinistra. Se consideriamo le intenzioni di voto per i partiti, il distacco è sceso (nelle stime del sondaggio ) a 12 punti percentuali: la Casa delle Libertà continua a condurre con il 51.3\%, mentre le forze dell'Unione si fermano al 39.3\%. La crescita del centro-sinistra è determinata, quasi interamente, da un rafforzamento della Federazione dell'Ulivo, stimabile, oggi, attorno al 28\%. Nel centro-destra, per converso, è soprattutto Forza Italia (21.2\%) a far registrare il calo più consistente, confermando le difficoltà già evidenziate nei precedenti appuntamenti elettorali. An (9.7\%) e Lega Nord (14.5\%) appaiono, invece, in ulteriore crescita rispetto allo scorso giugno. Fra le "terze forze", spicca il risultato di Progetto Nordest, cui il sondaggio attribuisce addirittura il 5\%: si tratterebbe di un ottimo risultato per la lista esordiente guidata da Giorgio Panto .

    E' proprio l'editore televisivo, in generale, a proporsi come potenziale sorpresa e, al contempo, come principale incognita in vista delle prossime elezioni. Panto sembra poter contare su un bacino potenziale di voti piuttosto ampio, prossimo addirittura al 13-14\%. Le sue preferenze provengono soprattutto dai settori più incerti e delusi dell'elettorato, in ampia misura riconducibili all'area di centro-destra e, in particolare, alla Lega e a Forza Italia. Molti elettori della Casa della Libertà, peraltro, si direbbero pronti a praticare il voto disgiunto in favore dell'imprenditore trevigiano. Ma è estremamente delicato comprendere, fino in fondo, in che misura questi orientamenti, fuori dalla "realtà virtuale" dell'intervista telefonica, verranno confermati nella cabina elettorale.

    Allo stato attuale, le stime più attendibili collocano Panto attorno all'8.9\%, comunque vicino alle "due cifre" indicate come obiettivo dallo stesso candidato. Il consolidamento (oppure lo "sgonfiamento") di questo risultato influirà, in modo diretto, sull'esito complessivo del voto, e in particolare sulla percentuale di voti raccolta da Galan. Il governatore uscente si attesta, oggi, al 47.6\%, con un margine di circa sette punti sull'avversario di centro-sinistra. Carraro, pur beneficiando della crescita della coalizione, si ferma, infatti, al 40.3\%.

    I dati, in definitiva, sembrerebbero indicare come probabile un terzo mandato per Galan, lasciando aperto qualche dubbio sull'entità del possibile successo. Va ricordato, allo stesso tempo, che i sondaggi forniscono solamente una "fotografia" - con importanti margini di approssimazione - riferita alla situazione attuale. Mancano ancora quindici giorni al voto. Di certo, i dati proposti isolano, fin d'ora, due importanti chiavi di lettura per il verdetto del 4 aprile: la verifica della ripresa del centro-sinistra; la misurazione delle reali dimensioni del "fenomeno Panto ".

  10. #30
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    In Origine Postato da PINOCCHIO

    Per gli spettatori non tifosi, ci sono due altri aspetti che colpiscono. Il primo è il permanere nel tempo, sopravvivendo alla transizione tra prima e seconda repubblica, di un blocco sociale moderato, e istintivamente soggetto ad orticaria elettorale di fronte ad ogni connotazione di sinistra. Il secondo, sia pure in forma molto più ridotta, sembra confermare un'anomalia veneta anche questa di vecchia data: il «terzoforzismo». Negli anni Ottanta, la galassia autonomistica arrivò a raccogliere, nel suo complesso, il voto di un elettore su quattro; e nei Novanta la Lega toccò il suo massimo storico, giungendo (politiche '96) al tetto del 33 per cento, quanto cioè ciascuno dei due poli classici.

    (Segue a pagina 2)
    A dire la verità si arrivava al 38% nel '97, comunque si conferma che in veneto è lo spostamento del voto autonomista che può decidere la vittoria di uno dei due poli: finchè il centro sinistra non lo capirà o meglio non si arrenderà all'evidenza qua nno passeranno mai.
    Io spero cmq che si arrivi sopra al 20% sommando le tre liste e soprattutto che tutti e tre i partiti siano presenti nel prossimo consiglio regionale.

 

 
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