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  1. #1
    Grande Capoccia
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    Predefinito L'implosione dell'Ulivo

    Vi siete accorti che è successo qualcosa in questi giorni? O meglio ieri?

    Sul voto per l'inivio dei soldati, si è spappolato l'Ulivo ed i DS.

    Finalmente si è arrivati a rendere palese una crisi strisciante. E' un pessimo momento. Si rischia di non rialzare più la testa per molto tempo.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  2. #2
    I amar prestar aen
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    Predefinito

    Non sono d'accordo, pun non essendo un elettore dell'ulivo ritengo che questa crisi possa essere salutare, possa dare una scossa all'opposizione, che dovrebbe finalmente scegliere che strada seguire per cercare di vincere le prossime elezioni politiche. Le strade possibili sono due, quella alla Blair e quella alla Schoeder (per semplificare). Ora non eravate ne carne ne pesce.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  3. #3
    Grande Capoccia
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    Predefinito

    La crisi può essere proficua, solo se si decide finalmente di discutere, decidere, organizzarsi, scegliere..

    Il rischio è che ognuno proceda per proprio conto, coltivando il proprio orto. Purtroppo mi sembra che si stia prendendo questa strada.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  4. #4
    I amar prestar aen
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    La passata legislatura, di questi tempi Bossi scorazzava per la Padania predicando l'ineluttabilità della secessione del Nord, mi sembra che voi, per quanto siate geneticamente litigiosi, non siate a quel livello. Sarebbe ora che cerchiate delle fondamenta comuni più solide dell'anti berlusconismo sulle quali costruire la vostra opposizione. Emerge un fortissimo scollamento tra la base militante (nelle piazze e anche qua) e la vostra leadership, soprattutto trai DS. Eppure meno di un anno fa fecero il congresso, che sia il caso di rifarlo o di pensare a scissioni (per esempio è evidente la vicinanza tra sx Ds-CI e Verdi e dall'altra parte SDI-Margherita e parte della maggioranza DS) che possano meglio pesare i rapporti di forza all'interno dell'ex Ulivo?

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  5. #5
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    Si divideranno in due, col tempo l'area laica-centrista prenderà il posto di FI che dopo Berlusconi scomparirà. E avremo un sistema come quello tedesco. Tempo: 10-15 anni.

    Per l'immediato si compatteranno per le elezioni, con una piattaforma arzigogolata in modo da salvare la faccia di tutti.
    Sia che vinceranno sia che perderanno il processo sopra detto accelererà.

    Nell'Ulivo non ci sono "programmi" diversi, ma "culture" diverse..... quando si trovano di fronte a qualcosa di "eccezionale", non previsto da programmi concordati, ognuno va per la sua.

    saluti

  6. #6
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    Originally posted by Vassilij
    Si divideranno in due, col tempo l'area laica-centrista prenderà il posto di FI che dopo Berlusconi scomparirà. E avremo un sistema come quello tedesco. Tempo: 10-15 anni.

    Per l'immediato si compatteranno per le elezioni, con una piattaforma arzigogolata in modo da salvare la faccia di tutti.
    Sia che vinceranno sia che perderanno il processo sopra detto accelererà.

    Nell'Ulivo non ci sono "programmi" diversi, ma "culture" diverse..... quando si trovano di fronte a qualcosa di "eccezionale", non previsto da programmi concordati, ognuno va per la sua.

    saluti
    Le culture presenti nell'Ulivo sono certamente diverse, ma complementari.
    Il problema è di strategia.
    A differenza dei paesi europei dove sono presenti partiti di lunga e consolidata tradizione socialista, in grado (per i numeri o per il sistema elettorale) di fare coalizione a se' (tuttalpiù alleati con i verdi), in Italia la sinistra è stata, è, e probabilmente sarà minoritaria.
    Questo handicap è compensato dalla Margherita, che raccoglie voti tra i moderati-progressisti.
    La logica vorrebbe che i DS coltivassero l'orto della Sinistra (per dirla alla Carlo Rosselli), recuperando quei voti che il 13 maggio sono andati a Rifondazione, consegnando l'Italia alla Destra.
    Invece i DS continuano in modo inquietante a guardare a quel bacino di voti consono alla Margherita, oppure al consolidamento della coalizione...lasciando ampi spazi a sinistra che ne il PdCI nè i Verdi riescono a coprire. Gli ultimi sondaggi danno Rifondazione all'8%...

    Costruire l'Ulivo

  7. #7
    Cavaliere
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    Quello che occorre è una coalizione che abbia una linea comune su quando e perchè si può usare la forza militare.
    Chi ieri ha votato NO, lo ha fatto per motivi molto diversi. Un conto il NO di RC, che è un no a qualsiasi uso della forza militare (votarono anche contro la missione in Albania, senza americani e solo per controllare il voto e favorire la ricostituzione dello stato).
    Un altro conto il NO perchè i 1000 alpini servono a liberare truppe GB da mandare in Iraq, configurando quindi la partecipazione indiretta alla guerra unilaterale di Bush a Saddam. In questo caso resta il sì a combattere Al Qaida, resta il sì alla NATO, resta il sì alle missioni (anche di guerra) volte a impedire aggressioni, pulizie etniche e genocidi, tipo Iraq 1991, Bosnia 1996, Serbia 1999, Afganistan 2001.
    Persino quelli del CSX che hanno votato SI (Margherita e SDI) si dicono contro l' attacco USA all' Iraq, pur non traendone le logiche conclusioni che ne ha tratto la maggioranza DS.
    Io mi riconosco nel NO della maggioranza DS, e ritengo che nonostante la diversità di voto questa linea abbia più in comune con quella della Margherita e SDI che con quella di RC, che sembra riscuotere consensi anche tra i Verdi e il PCdI.
    Ora l' Ulivo non c'è più, ma io credo che vada ricostruito a partire dalle forze che dicono SI alla NATO e all' uso della forza per crimini gravi e in ambito ONU, e NO solo all' uso della forza preventivo e unilaterale come da "dottrina Bush".
    Insomma, nessuna rottura con la Margherita; anzi si riparte proprio da lì.

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Cyrano


    Le culture presenti nell'Ulivo sono certamente diverse, ma complementari.
    Il problema è di strategia.
    A differenza dei paesi europei dove sono presenti partiti di lunga e consolidata tradizione socialista, in grado (per i numeri o per il sistema elettorale) di fare coalizione a se' (tuttalpiù alleati con i verdi), in Italia la sinistra è stata, è, e probabilmente sarà minoritaria.
    Questo handicap è compensato dalla Margherita, che raccoglie voti tra i moderati-progressisti.
    La logica vorrebbe che i DS coltivassero l'orto della Sinistra (per dirla alla Carlo Rosselli), recuperando quei voti che il 13 maggio sono andati a Rifondazione, consegnando l'Italia alla Destra.
    Invece i DS continuano in modo inquietante a guardare a quel bacino di voti consono alla Margherita, oppure al consolidamento della coalizione...lasciando ampi spazi a sinistra che ne il PdCI nè i Verdi riescono a coprire. Gli ultimi sondaggi danno Rifondazione all'8%...

    Costruire l'Ulivo
    solo all'8%? Vuol dire che in coalizione prendiamo il 12 :P non malaccio...

    Ma non ho capito, ma voi siete favorevoli o no all'invio degli alpini? Mica si e' capito...

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by gribisi
    Quello che occorre è una coalizione che abbia una linea comune su quando e perchè si può usare la forza militare.
    Chi ieri ha votato NO, lo ha fatto per motivi molto diversi. Un conto il NO di RC, che è un no a qualsiasi uso della forza militare (votarono anche contro la missione in Albania, senza americani e solo per controllare il voto e favorire la ricostituzione dello stato).
    Un altro conto il NO perchè i 1000 alpini servono a liberare truppe GB da mandare in Iraq, configurando quindi la partecipazione indiretta alla guerra unilaterale di Bush a Saddam. In questo caso resta il sì a combattere Al Qaida, resta il sì alla NATO, resta il sì alle missioni (anche di guerra) volte a impedire aggressioni, pulizie etniche e genocidi, tipo Iraq 1991, Bosnia 1996, Serbia 1999, Afganistan 2001.
    Persino quelli del CSX che hanno votato SI (Margherita e SDI) si dicono contro l' attacco USA all' Iraq, pur non traendone le logiche conclusioni che ne ha tratto la maggioranza DS.
    Io mi riconosco nel NO della maggioranza DS, e ritengo che nonostante la diversità di voto questa linea abbia più in comune con quella della Margherita e SDI che con quella di RC, che sembra riscuotere consensi anche tra i Verdi e il PCdI.
    Ora l' Ulivo non c'è più, ma io credo che vada ricostruito a partire dalle forze che dicono SI alla NATO e all' uso della forza per crimini gravi e in ambito ONU, e NO solo all' uso della forza preventivo e unilaterale come da "dottrina Bush".
    Insomma, nessuna rottura con la Margherita; anzi si riparte proprio da lì.


    ----

    Ecco chi ha votato NO, senza se e senza ma

    No alla guerra senza se e senza ma

    Il testo della mozione presentata da Rifondazione comunista in Parlamento e i nomi di deputati e senatori che l'hanno votata:

    Premesso che:
    l'operazione militare denominata "Enduring freedom", che, secondo le dichiarazioni dell'amministrazione Bush e in base agli accordi intercorsi a livello internazionale tra i Paesi che l'hanno sostenuto, tra cui l'Italia, avrebbe dovuto essere finalizzata alla lotta al terrorismo e allo smantellamento della rete Al Qaeda, si è invece risolta prevalentemente in una vera e propria guerra condotta contro Afghanistan, con un prezzo incalcolabile di vittime civili, guasti di ogni genere arrecati alla popolazione, grandi devastazioni ambientali;
    il regime dei taleban è stato abbattuto ma nessun reale processo di pacificazione democratica del paese è stato avviato, al punto che il nuovo governo, presieduto da Hamid Karzai, è prigioniero a Kabul e sopravvive solo grazie alla protezione della forza multinazionale Isaf, mentre il resto del paese continua ad essere devastato dagli scontri armati tra opposte fazioni, con l'aggravante che le forze militari britanniche e statunitensi orientano i conflitti interni al fine di eliminare le sacche di resistenza dei taleban e i gruppi di opposizione al nuovo regime;
    i diritti umani, invocati dagli Stati Uniti come uno dei motivi per abbattere il regime dei taleban, hanno subito gravi violazioni proprio ad opera delle forze politiche afghane sostenute dai paesi occidentali, con aspetti di responsabilità e complicità da parte delle forze britanniche e statunitensi che aspettano di essere chiariti per la loro gravità, come sta a dimostrare la tragica vicenda di Mazar-el-Sharif;
    nessuna informazione circostanziata sulle dinamiche militari in Afghanistan, sull'impatto dei bombardamenti sulla popolazione civile, sui compiti specifici svolti dalle forze militari italiane impegnate in Enduring freedom è interamente sotto il comando Usa, con la conseguenza che ogni possibilità di controllo reale è, di fatto, interdetta al nostro paese;
    la richiesta all'Italia di inviare in Afghanistan un contingente di mille alpini avviene contemporaneamente alla messa in atto da parte dell'amministrazione Bush della campagna militare contro l'Iraq sembra dettata dalla necessità di sostituire il contingente britannico destinato ad essere inviato a sostegno dell'attacco contro Baghdad;
    una scelta di questo genere significherebbe non solo un più diretto coinvolgimento delle forze armate italiane in una fase dell'operazione Enduring freedom quantomai negativa dal punto di vista dei vincoli costituzionale e del diritto internazionale ma anche una legittimità politica e un appoggio militare alla guerra contro l'Iraq:
    Impegna il governo: ad astenersi dall'inviare il contingente di alpini in Afghanistan.

    I DEPUTATI

    Fausto Bertinotti (Prc)
    Elettra Deiana (Prc)
    Titti De Simone (Prc)
    Alfonso Gianni (Prc)
    Francesco Giordano (Prc)
    Ramon Mantovani (Prc)
    Graziella Mascia (Prc)
    Giovanni Russo Spena (Prc)
    Tiziana Valpiana (Prc)
    Nichi Vendola (Prc)
    Fulvia Bandoli (Ds)
    Giovanni Bellini (Ds)
    Valter Bielli (Ds)
    Gloria Buffo (Ds)
    Valerio Calzolaio (Ds)
    Massimo Cialente (Ds)
    Eugenio Duca (Ds)
    Pietro Folena (Ds)
    Marco Fumagalli (Ds)
    Alfiero Grandi (Ds)
    Giovanna Grignaffini (Ds)
    Raffaella Mariani (Ds) <--------------Eletta nel colleggio di Lucca
    Fabio Mussi (Ds)
    Giorgio Panattoni (Ds)
    Laura Maria Pennacchi (Ds)
    Roberta Pinotti (Ds)
    Silvana Pisa (Ds)
    Alba Sasso (Ds)
    Roberto Sciacca (Ds)
    Antonio Soda (Ds)
    Lalla Trupia (Ds)
    Katia Zanotti (Ds)
    Katia Bellillo (Pdci)
    Armando Cossutta (Pdci)
    Maura Cossutta (Pdci)
    Oliviero Diliberto (Pdci)
    Nerio Nesi (Pdci)
    Gabriella Pistone (Pdci)
    Marco Rizzo (Pdci)
    Cosimo Giuseppe Sgobio (Pdci)
    Saverio Vertone (Pdci)
    Mauro Bulgarelli (Verdi)
    Pier Paolo Cento (Verdi)
    Laura Cima (Verdi)
    Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi)
    Luana Zanella (Verdi)<- grande compagna!

    I SENATORI

    Luigi Malabarba (Prc)
    Giorgio Malentacchi (Prc)
    Tommaso Sodano (Prc)
    Livio Togni (Prc)
    Maria Chiara Acciarini (Ds)
    Fabio Baratella (Ds)
    Giovanni Battaglia (Ds)
    Stefano Boco (Verdi)
    Massimo Bonavita (Ds)
    Massimo Brutti (Ds)
    Francesco Carella (Verdi)
    Loredana De Petris (Verdi)
    Cayetana De Zulueta (Ds)
    Michele Di Siena (Ds)
    Anna Donati (Verdi)
    Antonio Falomi (Ds)
    Angelo Flammia (Ds)
    Aleandro Longhi (Ds)
    Luigi Marino (Pdci)
    Francesco Martone (Verdi)
    Angelo Muzio (Verdi)
    Gianfranco Pagliarulo (Pdci)
    Antonio Pizzinato (Ds)
    Natale Ripamonti (Verdi)
    Sauro Turroni (Verdi)
    Massimo Villone (Ds)
    Walter Vitali (Ds)
    Giampaolo Zancan (Verdi)

  10. #10
    Cavaliere
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    Originally posted by yurj


    solo all'8%? Vuol dire che in coalizione prendiamo il 12 :P non malaccio...

    Ma non ho capito, ma voi siete favorevoli o no all'invio degli alpini? Mica si e' capito...
    Si è capito benissimo: i DS hanno votato contro.
    Ma perchè sono contrari all' attacco contro l' Iraq, non perchè sono contro qualsiasi missione militare per qualsiasi motivo.

 

 
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