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    Predefinito Confessioni di un cattolico problematico

    Come richiesto da Codino apro un thread per esporre i problemi che io, battezzato cattolico, ho con la Chiesa Cattolica. Mi farà piacere sentire le opinioni di tutti, ma chiedo di non buttare la questione in caciara. Se l'argomento non interessa, basta non commentare.

    Io sono nato in una famiglia cattolica abbastanza praticante. L'ambiente dove sono cresciuto è l'ex campagna toscana mezza industrializzata che si trova tra Pistoia e Prato. Politicamente c'è molta sinistra e anche la chiesa in pratica è molto orientata verso scelte sociali, almeno a livello di attività parrocchiale o di gruppi. Dalle mie parti transitano a parlare dai teologi della liberazione brasiliani ad Alex Zanotelli, don Santoro etc (scrivo non per dare guidizi sulle persone ma per dare un quadro generale). Sono sempre andato a messa fin da bambino, poi catechismo e gruppo post cresima, infine ho fatto per 5 anni il catechista. Alla fine di questo percorso mi sono ritrovato distante dalla chiesa sotto vari aspetti ed ho smesso di fare catechismo e di frequentare assiduamente.

    Riassumo i punti che per me sono problematici personalmente, con la mia comunità particolare e con la Chiesa Cattolica.

    A livello personale mi sono accorto ad esempio di avere problemi con il sacramento della confessione e di conseguenza con la comunione. Mi sono reso conto ad un certo punto che la maggior parte delle mie confessioni non erano sincere, che mi confessavo – raramente - per dovere e non per riconciliarmi con Dio. Quindi tendevo a nascondere le questioni importanti e a divagare in cose che consideravo più confessabili, insomma andavo a confessarmi come se andassi dall'agente del fisco, cercando di rivelare il meno possibile. Mai avuto il pensiero di voler essere in grazia di Dio. Siccome capisco che invece è una cosa importante, sebbene io non riesca a compierla, ho smesso di confessarmi e di conseguenza di comunicarmi. Siccome da me c'è l'uso di comunicarsi automaticamente ogni volta che si va alla messa sono abbastanza certo di aver fatto varie comunioni sacrileghe che vorrei ovviamente evitare di fare di nuovo.
    In generale credo in Dio, in Gesù, nella sua resurrezione, nella trinità, ma tante volte credo di più in me stesso e voglio fare di testa mia. Sento che c'è un messaggio che mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura e certi giorni ho la brutta impressione di non sentire la presenza di Dio.

    A livello di comunità locale non ero d'accordo con molte scelte. Ad esempio i metodi di pastorale. Nella mia parrocchia si era puntato molto sul catechismo, al quale venivano molti bambini anche da altre parrocchie. Poi col dopo cresima quasi tutti sparivano e meno ancora ne restava da adulti. Secondo me l'errore era far passare il catechismo come una specie di doposcuola gratuito al quale tutte le famiglie mandavano volentieri i figli per evitare di badarli il sabato pomeriggio. Visto che la cosa – in termini numerici – funzionava bene, tutti erano concordi nell'organizzare una grande quantità di iniziative per i bambini, messe per i bambini e via dicendo. A me sembrava soltanto pubblicità ripagata poi dal vedere la quasi totalità dei bambini allontanarsi dalla chiesa appena diventati un po' più grandicelli. So che negli ultimi tempi alcuni ragazzi frequentano la chiesa di modo da poter uscire col permesso dei genitori per poi fare quel che gli pare (tipo ubriacarsi o cannarsi dietro la chiesa). A me sembra una conseguenza logica dell'aver fatto credere che la chiesa fosse un posto per riempire il tempo libero.
    Poi non ho mai amato le lotte per la supremazia in parrocchia, quelle dei gruppi l'uno contro l'altro (ad es. necat contro azione cattolica, catechisti contro focolarini etc.). Non amo l'idea che molti preti portano avanti di una religione intesa come cura del sociale e basta. Il sociale va curato ovviamente, ma fare di Dio un assistente sociale particolarmente potente mi sembra fuorviante.
    Poi c'è la liturgia. Premessa: non ho mai visto una messa vetus ordo, pur essendo vicino a pistoia dove c'è la chiesa ortodossa (quella del vescovo silvano che scriveva sulla vecchia pol) e pur trovandomi ora a Mosca per lavoro non ho mai visto una divina liturgia ortodossa. Per me la messa è il messale di Paolo IV, è l'unica che ho sempre frequentato. Negli anni però mi sono reso conto che alla messa finivo per pensare a chi c'era a chi non c'era a com'erano brutte le canzoni simil sanremo, a com'era bellina la ragazza 2 file più avanti (in ossequio alla battuta di Carlo Monni “Non ci resta che piangere” per cui “in chiesa le donne bisogna guardarle fisse!”) a com'era ridicolo portare in processione offertoriali un mappamondo, dei sassi e un paio di sandali. E la preghiera? Ed il raccoglimento? Non pervenuti. Non ne vado fiero ma è un fatto.

    A livello di Chiesa Cattolica capisco che bisogni aderire con tutto il cuore alle verità proposte dal Magistero. Però io ho veramente grandi problemi ad aderire all'idea dell'infallibilità papale. Essendo un dogma di fede e non essendone io convinto (non mi spingo fino a negarlo con certezza, dovrei studiare bene la questione) mi sembra giusto evitare di partecipare ai sacramenti fino a che prenda una decisione al riguardo. Lo stesso dicasi per tutte le divisioni tra chiese. A me sembrano dettate da motivi politici trasformatisi in argomentazione teologica e credo che la Chiesa Cattolica abbia fatto storicamente vari errori perché guidata dallo spirito del mondo più che da Dio. Non ho però la presunzione di sapere o capire tutto, diciamo che queste sono opinioni che ancora si stanno formando e che ho bisogno di rivedere e approfondire. Ma non mi sembra onesto dire “io sto dentro la chiesa anche se poi penso quello che mi pare”.
    Ho problemi anche ad accettare lo spirito legislativo che anima a volte la chiesa; facevo su un altro thread l'esempio dell'idea della nullità come unico modo per divorziarsi e che porta alcune persone a mentire pur di avere la possibilità di sciogliere il matrimonio e a compiere un brutto sacrilegio. Penso poi alla puntigliosità sulla dottrina sessuale; sono perfettamente d'accordo sull'aborto. Sono d'accordo sul fatto che una famiglia debba essere aperta alla vita e far bambini. Ma dire che il conto dei giorni vada bene come metodo contraccettivo e il preservativo o la pillola no mi sembra assurdo. Si apre l'idea alla possibilità che si possa in qualche modo controllare le nascite ma solo con un metodo e con altri no. Mi sembra poco coerente.

    D'accordo, mi fermo qui, l'ho fatta anche troppo lunga. Ovviamente alcune cose sono solo accennate, non ho la pretesa di aver spiegato tutto e bene. Se avete domande o volete fare commenti ve ne sarò grato.
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  2. #2
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    Come richiesto da Codino apro un thread per esporre i problemi che io, battezzato cattolico, ho con la Chiesa Cattolica. Mi farà piacere sentire le opinioni di tutti, ma chiedo di non buttare la questione in caciara. Se l'argomento non interessa, basta non commentare.

    Io sono nato in una famiglia cattolica abbastanza praticante. L'ambiente dove sono cresciuto è l'ex campagna toscana mezza industrializzata che si trova tra Pistoia e Prato. Politicamente c'è molta sinistra e anche la chiesa in pratica è molto orientata verso scelte sociali, almeno a livello di attività parrocchiale o di gruppi. Dalle mie parti transitano a parlare dai teologi della liberazione brasiliani ad Alex Zanotelli, don Santoro etc (scrivo non per dare guidizi sulle persone ma per dare un quadro generale). Sono sempre andato a messa fin da bambino, poi catechismo e gruppo post cresima, infine ho fatto per 5 anni il catechista. Alla fine di questo percorso mi sono ritrovato distante dalla chiesa sotto vari aspetti ed ho smesso di fare catechismo e di frequentare assiduamente.

    Riassumo i punti che per me sono problematici personalmente, con la mia comunità particolare e con la Chiesa Cattolica.

    A livello personale mi sono accorto ad esempio di avere problemi con il sacramento della confessione e di conseguenza con la comunione. Mi sono reso conto ad un certo punto che la maggior parte delle mie confessioni non erano sincere, che mi confessavo – raramente - per dovere e non per riconciliarmi con Dio. Quindi tendevo a nascondere le questioni importanti e a divagare in cose che consideravo più confessabili, insomma andavo a confessarmi come se andassi dall'agente del fisco, cercando di rivelare il meno possibile. Mai avuto il pensiero di voler essere in grazia di Dio. Siccome capisco che invece è una cosa importante, sebbene io non riesca a compierla, ho smesso di confessarmi e di conseguenza di comunicarmi. Siccome da me c'è l'uso di comunicarsi automaticamente ogni volta che si va alla messa sono abbastanza certo di aver fatto varie comunioni sacrileghe che vorrei ovviamente evitare di fare di nuovo.
    In generale credo in Dio, in Gesù, nella sua resurrezione, nella trinità, ma tante volte credo di più in me stesso e voglio fare di testa mia. Sento che c'è un messaggio che mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura e certi giorni ho la brutta impressione di non sentire la presenza di Dio.

    A livello di comunità locale non ero d'accordo con molte scelte. Ad esempio i metodi di pastorale. Nella mia parrocchia si era puntato molto sul catechismo, al quale venivano molti bambini anche da altre parrocchie. Poi col dopo cresima quasi tutti sparivano e meno ancora ne restava da adulti. Secondo me l'errore era far passare il catechismo come una specie di doposcuola gratuito al quale tutte le famiglie mandavano volentieri i figli per evitare di badarli il sabato pomeriggio. Visto che la cosa – in termini numerici – funzionava bene, tutti erano concordi nell'organizzare una grande quantità di iniziative per i bambini, messe per i bambini e via dicendo. A me sembrava soltanto pubblicità ripagata poi dal vedere la quasi totalità dei bambini allontanarsi dalla chiesa appena diventati un po' più grandicelli. So che negli ultimi tempi alcuni ragazzi frequentano la chiesa di modo da poter uscire col permesso dei genitori per poi fare quel che gli pare (tipo ubriacarsi o cannarsi dietro la chiesa). A me sembra una conseguenza logica dell'aver fatto credere che la chiesa fosse un posto per riempire il tempo libero.
    Poi non ho mai amato le lotte per la supremazia in parrocchia, quelle dei gruppi l'uno contro l'altro (ad es. necat contro azione cattolica, catechisti contro focolarini etc.). Non amo l'idea che molti preti portano avanti di una religione intesa come cura del sociale e basta. Il sociale va curato ovviamente, ma fare di Dio un assistente sociale particolarmente potente mi sembra fuorviante.
    Poi c'è la liturgia. Premessa: non ho mai visto una messa vetus ordo, pur essendo vicino a pistoia dove c'è la chiesa ortodossa (quella del vescovo silvano che scriveva sulla vecchia pol) e pur trovandomi ora a Mosca per lavoro non ho mai visto una divina liturgia ortodossa. Per me la messa è il messale di Paolo IV, è l'unica che ho sempre frequentato. Negli anni però mi sono reso conto che alla messa finivo per pensare a chi c'era a chi non c'era a com'erano brutte le canzoni simil sanremo, a com'era bellina la ragazza 2 file più avanti (in ossequio alla battuta di Carlo Monni “Non ci resta che piangere” per cui “in chiesa le donne bisogna guardarle fisse!”) a com'era ridicolo portare in processione offertoriali un mappamondo, dei sassi e un paio di sandali. E la preghiera? Ed il raccoglimento? Non pervenuti. Non ne vado fiero ma è un fatto.

    A livello di Chiesa Cattolica capisco che bisogni aderire con tutto il cuore alle verità proposte dal Magistero. Però io ho veramente grandi problemi ad aderire all'idea dell'infallibilità papale. Essendo un dogma di fede e non essendone io convinto (non mi spingo fino a negarlo con certezza, dovrei studiare bene la questione) mi sembra giusto evitare di partecipare ai sacramenti fino a che prenda una decisione al riguardo. Lo stesso dicasi per tutte le divisioni tra chiese. A me sembrano dettate da motivi politici trasformatisi in argomentazione teologica e credo che la Chiesa Cattolica abbia fatto storicamente vari errori perché guidata dallo spirito del mondo più che da Dio. Non ho però la presunzione di sapere o capire tutto, diciamo che queste sono opinioni che ancora si stanno formando e che ho bisogno di rivedere e approfondire. Ma non mi sembra onesto dire “io sto dentro la chiesa anche se poi penso quello che mi pare”.
    Ho problemi anche ad accettare lo spirito legislativo che anima a volte la chiesa; facevo su un altro thread l'esempio dell'idea della nullità come unico modo per divorziarsi e che porta alcune persone a mentire pur di avere la possibilità di sciogliere il matrimonio e a compiere un brutto sacrilegio. Penso poi alla puntigliosità sulla dottrina sessuale; sono perfettamente d'accordo sull'aborto. Sono d'accordo sul fatto che una famiglia debba essere aperta alla vita e far bambini. Ma dire che il conto dei giorni vada bene come metodo contraccettivo e il preservativo o la pillola no mi sembra assurdo. Si apre l'idea alla possibilità che si possa in qualche modo controllare le nascite ma solo con un metodo e con altri no. Mi sembra poco coerente.

    D'accordo, mi fermo qui, l'ho fatta anche troppo lunga. Ovviamente alcune cose sono solo accennate, non ho la pretesa di aver spiegato tutto e bene. Se avete domande o volete fare commenti ve ne sarò grato.

    Caro Napici,
    se posso darti un consiglio, la confessione dovresti farla in Chiesa.
    Meglio se da un sacerdote di cui hai certezza che si cura delle anime.
    Inoltre, ti consiglio di farti consigliare letture che tu possa trovare di aiuto per alimentare quella fiammella che ogni essere umano ha o almeno dovrebbe avere al suo interno.
    Fiammella di Fede e di Speranza.

    Ciao!
    Ultima modifica di Gilbert; 21-11-09 alle 19:45

  3. #3
    ...
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Condivido i consigli di Gilbert.

    Più avanti rileggerò il tuo post. Vorrei poi aggiungere qualcosa sulla confessione.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    Come richiesto da Codino apro un thread per esporre i problemi che io, battezzato cattolico, ho con la Chiesa Cattolica. Mi farà piacere sentire le opinioni di tutti, ma chiedo di non buttare la questione in caciara. Se l'argomento non interessa, basta non commentare.

    Io sono nato in una famiglia cattolica abbastanza praticante. L'ambiente dove sono cresciuto è l'ex campagna toscana mezza industrializzata che si trova tra Pistoia e Prato. Politicamente c'è molta sinistra e anche la chiesa in pratica è molto orientata verso scelte sociali, almeno a livello di attività parrocchiale o di gruppi. Dalle mie parti transitano a parlare dai teologi della liberazione brasiliani ad Alex Zanotelli, don Santoro etc (scrivo non per dare guidizi sulle persone ma per dare un quadro generale). Sono sempre andato a messa fin da bambino, poi catechismo e gruppo post cresima, infine ho fatto per 5 anni il catechista. Alla fine di questo percorso mi sono ritrovato distante dalla chiesa sotto vari aspetti ed ho smesso di fare catechismo e di frequentare assiduamente.

    Riassumo i punti che per me sono problematici personalmente, con la mia comunità particolare e con la Chiesa Cattolica.

    A livello personale mi sono accorto ad esempio di avere problemi con il sacramento della confessione e di conseguenza con la comunione. Mi sono reso conto ad un certo punto che la maggior parte delle mie confessioni non erano sincere, che mi confessavo – raramente - per dovere e non per riconciliarmi con Dio. Quindi tendevo a nascondere le questioni importanti e a divagare in cose che consideravo più confessabili, insomma andavo a confessarmi come se andassi dall'agente del fisco, cercando di rivelare il meno possibile. Mai avuto il pensiero di voler essere in grazia di Dio. Siccome capisco che invece è una cosa importante, sebbene io non riesca a compierla, ho smesso di confessarmi e di conseguenza di comunicarmi. Siccome da me c'è l'uso di comunicarsi automaticamente ogni volta che si va alla messa sono abbastanza certo di aver fatto varie comunioni sacrileghe che vorrei ovviamente evitare di fare di nuovo.
    In generale credo in Dio, in Gesù, nella sua resurrezione, nella trinità, ma tante volte credo di più in me stesso e voglio fare di testa mia. Sento che c'è un messaggio che mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura e certi giorni ho la brutta impressione di non sentire la presenza di Dio.

    A livello di comunità locale non ero d'accordo con molte scelte. Ad esempio i metodi di pastorale. Nella mia parrocchia si era puntato molto sul catechismo, al quale venivano molti bambini anche da altre parrocchie. Poi col dopo cresima quasi tutti sparivano e meno ancora ne restava da adulti. Secondo me l'errore era far passare il catechismo come una specie di doposcuola gratuito al quale tutte le famiglie mandavano volentieri i figli per evitare di badarli il sabato pomeriggio. Visto che la cosa – in termini numerici – funzionava bene, tutti erano concordi nell'organizzare una grande quantità di iniziative per i bambini, messe per i bambini e via dicendo. A me sembrava soltanto pubblicità ripagata poi dal vedere la quasi totalità dei bambini allontanarsi dalla chiesa appena diventati un po' più grandicelli. So che negli ultimi tempi alcuni ragazzi frequentano la chiesa di modo da poter uscire col permesso dei genitori per poi fare quel che gli pare (tipo ubriacarsi o cannarsi dietro la chiesa). A me sembra una conseguenza logica dell'aver fatto credere che la chiesa fosse un posto per riempire il tempo libero.
    Poi non ho mai amato le lotte per la supremazia in parrocchia, quelle dei gruppi l'uno contro l'altro (ad es. necat contro azione cattolica, catechisti contro focolarini etc.). Non amo l'idea che molti preti portano avanti di una religione intesa come cura del sociale e basta. Il sociale va curato ovviamente, ma fare di Dio un assistente sociale particolarmente potente mi sembra fuorviante.
    Poi c'è la liturgia. Premessa: non ho mai visto una messa vetus ordo, pur essendo vicino a pistoia dove c'è la chiesa ortodossa (quella del vescovo silvano che scriveva sulla vecchia pol) e pur trovandomi ora a Mosca per lavoro non ho mai visto una divina liturgia ortodossa. Per me la messa è il messale di Paolo IV, è l'unica che ho sempre frequentato. Negli anni però mi sono reso conto che alla messa finivo per pensare a chi c'era a chi non c'era a com'erano brutte le canzoni simil sanremo, a com'era bellina la ragazza 2 file più avanti (in ossequio alla battuta di Carlo Monni “Non ci resta che piangere” per cui “in chiesa le donne bisogna guardarle fisse!”) a com'era ridicolo portare in processione offertoriali un mappamondo, dei sassi e un paio di sandali. E la preghiera? Ed il raccoglimento? Non pervenuti. Non ne vado fiero ma è un fatto.

    A livello di Chiesa Cattolica capisco che bisogni aderire con tutto il cuore alle verità proposte dal Magistero. Però io ho veramente grandi problemi ad aderire all'idea dell'infallibilità papale. Essendo un dogma di fede e non essendone io convinto (non mi spingo fino a negarlo con certezza, dovrei studiare bene la questione) mi sembra giusto evitare di partecipare ai sacramenti fino a che prenda una decisione al riguardo. Lo stesso dicasi per tutte le divisioni tra chiese. A me sembrano dettate da motivi politici trasformatisi in argomentazione teologica e credo che la Chiesa Cattolica abbia fatto storicamente vari errori perché guidata dallo spirito del mondo più che da Dio. Non ho però la presunzione di sapere o capire tutto, diciamo che queste sono opinioni che ancora si stanno formando e che ho bisogno di rivedere e approfondire. Ma non mi sembra onesto dire “io sto dentro la chiesa anche se poi penso quello che mi pare”.
    Ho problemi anche ad accettare lo spirito legislativo che anima a volte la chiesa; facevo su un altro thread l'esempio dell'idea della nullità come unico modo per divorziarsi e che porta alcune persone a mentire pur di avere la possibilità di sciogliere il matrimonio e a compiere un brutto sacrilegio. Penso poi alla puntigliosità sulla dottrina sessuale; sono perfettamente d'accordo sull'aborto. Sono d'accordo sul fatto che una famiglia debba essere aperta alla vita e far bambini. Ma dire che il conto dei giorni vada bene come metodo contraccettivo e il preservativo o la pillola no mi sembra assurdo. Si apre l'idea alla possibilità che si possa in qualche modo controllare le nascite ma solo con un metodo e con altri no. Mi sembra poco coerente.

    D'accordo, mi fermo qui, l'ho fatta anche troppo lunga. Ovviamente alcune cose sono solo accennate, non ho la pretesa di aver spiegato tutto e bene. Se avete domande o volete fare commenti ve ne sarò grato.
    per conto mio mi dichiaro soddisfatto...:sofico:

    quanto a ciò che avrei da dire è talmente scontato (nel senso che tutti immaginano, credo, cosa dirò!) che aspetto qualche altro post prima di dirlo...

    cmq devo dire che sinceramente mi sembri avere un "carattere" molto simile al mio, lo ho pensato specialmente leggendo la prima parte, quella sulla confessione, ma anche tutto il resto.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Tanti dei motivi addotti da napici per i suoi dubbi religiosi sono simili a quelli che mi hanno portato ad abbandonare completamente la Chiesa. Condividiamo la stessa onestà intellettuale, tant'è che anch'io, quando ero ancora cristiano, rifiutavo di fare la comunione senza essermi confessato, anche quando per i miei parenti la confessione "non era poi così necessaria, bastava un'ave maria e un padrenostro" e invece la comunione era meglio farla per mostrare di essere un buon cristiano.

    Per il resto, oltre a continuare a coltivare quell'onestà intellettuale che contraddistingue l'uomo libero (libero di disobbedire ma anche libero di obbedire), non posso che quotare i consigli di Gilbert e augurare una buona risoluzione

    Resurgens

  6. #6
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    Come richiesto da Codino apro un thread per esporre i problemi che io, battezzato cattolico, ho con la Chiesa Cattolica. Mi farà piacere sentire le opinioni di tutti, ma chiedo di non buttare la questione in caciara. Se l'argomento non interessa, basta non commentare.

    Io sono nato in una famiglia cattolica abbastanza praticante. L'ambiente dove sono cresciuto è l'ex campagna toscana mezza industrializzata che si trova tra Pistoia e Prato. Politicamente c'è molta sinistra e anche la chiesa in pratica è molto orientata verso scelte sociali, almeno a livello di attività parrocchiale o di gruppi. Dalle mie parti transitano a parlare dai teologi della liberazione brasiliani ad Alex Zanotelli, don Santoro etc (scrivo non per dare guidizi sulle persone ma per dare un quadro generale). Sono sempre andato a messa fin da bambino, poi catechismo e gruppo post cresima, infine ho fatto per 5 anni il catechista. Alla fine di questo percorso mi sono ritrovato distante dalla chiesa sotto vari aspetti ed ho smesso di fare catechismo e di frequentare assiduamente.

    Riassumo i punti che per me sono problematici personalmente, con la mia comunità particolare e con la Chiesa Cattolica.

    A livello personale mi sono accorto ad esempio di avere problemi con il sacramento della confessione e di conseguenza con la comunione. Mi sono reso conto ad un certo punto che la maggior parte delle mie confessioni non erano sincere, che mi confessavo – raramente - per dovere e non per riconciliarmi con Dio. Quindi tendevo a nascondere le questioni importanti e a divagare in cose che consideravo più confessabili, insomma andavo a confessarmi come se andassi dall'agente del fisco, cercando di rivelare il meno possibile. Mai avuto il pensiero di voler essere in grazia di Dio. Siccome capisco che invece è una cosa importante, sebbene io non riesca a compierla, ho smesso di confessarmi e di conseguenza di comunicarmi. Siccome da me c'è l'uso di comunicarsi automaticamente ogni volta che si va alla messa sono abbastanza certo di aver fatto varie comunioni sacrileghe che vorrei ovviamente evitare di fare di nuovo.
    In generale credo in Dio, in Gesù, nella sua resurrezione, nella trinità, ma tante volte credo di più in me stesso e voglio fare di testa mia. Sento che c'è un messaggio che mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura e certi giorni ho la brutta impressione di non sentire la presenza di Dio.

    A livello di comunità locale non ero d'accordo con molte scelte. Ad esempio i metodi di pastorale. Nella mia parrocchia si era puntato molto sul catechismo, al quale venivano molti bambini anche da altre parrocchie. Poi col dopo cresima quasi tutti sparivano e meno ancora ne restava da adulti. Secondo me l'errore era far passare il catechismo come una specie di doposcuola gratuito al quale tutte le famiglie mandavano volentieri i figli per evitare di badarli il sabato pomeriggio. Visto che la cosa – in termini numerici – funzionava bene, tutti erano concordi nell'organizzare una grande quantità di iniziative per i bambini, messe per i bambini e via dicendo. A me sembrava soltanto pubblicità ripagata poi dal vedere la quasi totalità dei bambini allontanarsi dalla chiesa appena diventati un po' più grandicelli. So che negli ultimi tempi alcuni ragazzi frequentano la chiesa di modo da poter uscire col permesso dei genitori per poi fare quel che gli pare (tipo ubriacarsi o cannarsi dietro la chiesa). A me sembra una conseguenza logica dell'aver fatto credere che la chiesa fosse un posto per riempire il tempo libero.
    Poi non ho mai amato le lotte per la supremazia in parrocchia, quelle dei gruppi l'uno contro l'altro (ad es. necat contro azione cattolica, catechisti contro focolarini etc.). Non amo l'idea che molti preti portano avanti di una religione intesa come cura del sociale e basta. Il sociale va curato ovviamente, ma fare di Dio un assistente sociale particolarmente potente mi sembra fuorviante.
    Poi c'è la liturgia. Premessa: non ho mai visto una messa vetus ordo, pur essendo vicino a pistoia dove c'è la chiesa ortodossa (quella del vescovo silvano che scriveva sulla vecchia pol) e pur trovandomi ora a Mosca per lavoro non ho mai visto una divina liturgia ortodossa. Per me la messa è il messale di Paolo IV, è l'unica che ho sempre frequentato. Negli anni però mi sono reso conto che alla messa finivo per pensare a chi c'era a chi non c'era a com'erano brutte le canzoni simil sanremo, a com'era bellina la ragazza 2 file più avanti (in ossequio alla battuta di Carlo Monni “Non ci resta che piangere” per cui “in chiesa le donne bisogna guardarle fisse!”) a com'era ridicolo portare in processione offertoriali un mappamondo, dei sassi e un paio di sandali. E la preghiera? Ed il raccoglimento? Non pervenuti. Non ne vado fiero ma è un fatto.

    A livello di Chiesa Cattolica capisco che bisogni aderire con tutto il cuore alle verità proposte dal Magistero. Però io ho veramente grandi problemi ad aderire all'idea dell'infallibilità papale. Essendo un dogma di fede e non essendone io convinto (non mi spingo fino a negarlo con certezza, dovrei studiare bene la questione) mi sembra giusto evitare di partecipare ai sacramenti fino a che prenda una decisione al riguardo. Lo stesso dicasi per tutte le divisioni tra chiese. A me sembrano dettate da motivi politici trasformatisi in argomentazione teologica e credo che la Chiesa Cattolica abbia fatto storicamente vari errori perché guidata dallo spirito del mondo più che da Dio. Non ho però la presunzione di sapere o capire tutto, diciamo che queste sono opinioni che ancora si stanno formando e che ho bisogno di rivedere e approfondire. Ma non mi sembra onesto dire “io sto dentro la chiesa anche se poi penso quello che mi pare”.
    Ho problemi anche ad accettare lo spirito legislativo che anima a volte la chiesa; facevo su un altro thread l'esempio dell'idea della nullità come unico modo per divorziarsi e che porta alcune persone a mentire pur di avere la possibilità di sciogliere il matrimonio e a compiere un brutto sacrilegio. Penso poi alla puntigliosità sulla dottrina sessuale; sono perfettamente d'accordo sull'aborto. Sono d'accordo sul fatto che una famiglia debba essere aperta alla vita e far bambini. Ma dire che il conto dei giorni vada bene come metodo contraccettivo e il preservativo o la pillola no mi sembra assurdo. Si apre l'idea alla possibilità che si possa in qualche modo controllare le nascite ma solo con un metodo e con altri no. Mi sembra poco coerente.

    D'accordo, mi fermo qui, l'ho fatta anche troppo lunga. Ovviamente alcune cose sono solo accennate, non ho la pretesa di aver spiegato tutto e bene. Se avete domande o volete fare commenti ve ne sarò grato.
    Certo caro Napici, che è strano internet. Tu dichiari di non riuscire a confessare i "veri" peccati ma riesci a "confessarti" su internet scrivendo cose molto personali in un post leggibile da tutti....
    per i dubbi da te esposti... non ti crucciare, avevano fatto diventare ateo ed anticlericale anche me intorno ai miei 24 anni (oggi ne ho 30).
    Siamo cresciuti in una Chiesa malata. Una Chiesa di "operatori del sociale" che come hai notato tu porta a perdere la fede oppure aggiungo io, innamorarsi del sociale e fare gli "animatori parrocchiali".

    Credimi tutto questo è malato. E' inutile forse addentrarsi nello specifico di dogmi, dottrina e magistero se non ci si ripulisce anima e corpo da questa degenerazione ecclesiologica che è il 90% della Chiesa Cattolica di rito "latino" odierna. Non dov'unque devo dire....

    Sei a Mosca? Io ci ho passato sei mesi l'anno scorso, in un paesino di provincia non molto lontano, Dubna.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da katholikos Visualizza Messaggio
    Certo caro Napici, che è strano internet. Tu dichiari di non riuscire a confessare i "veri" peccati ma riesci a "confessarti" su internet scrivendo cose molto personali in un post leggibile da tutti....
    per i dubbi da te esposti... non ti crucciare, avevano fatto diventare ateo ed anticlericale anche me intorno ai miei 24 anni (oggi ne ho 30).
    Siamo cresciuti in una Chiesa malata. Una Chiesa di "operatori del sociale" che come hai notato tu porta a perdere la fede oppure aggiungo io, innamorarsi del sociale e fare gli "animatori parrocchiali".

    Credimi tutto questo è malato. E' inutile forse addentrarsi nello specifico di dogmi, dottrina e magistero se non ci si ripulisce anima e corpo da questa degenerazione ecclesiologica che è il 90% della Chiesa Cattolica di rito "latino" odierna. Non dov'unque devo dire....

    Sei a Mosca? Io ci ho passato sei mesi l'anno scorso, in un paesino di provincia non molto lontano, Dubna.
    Ma di tutte queste cose ne ho parlato con varie persone, anche con il mio prete a suo tempo. Delle mie opinioni non mi vergogno, anche se so che sono sempre in divenire e che sono pronto a rinnegarle o cambiarle, qualora mi convincessi che sono sbagliate; non sono opinioni su cose particolarmente intime, sono fatti sotto gli occhi di tutti.
    Per me è sempre stato difficile avere voglia di essere perdonati delle mie personali mancanze e correre a farsi perdonare. Io l'ho sempre vissuta come una sgradita visita all'ufficio tasse. E certo non mi sembra un buon modo d'impostare il rapporto con Dio. Anch'io ho 30 anni, 4-5 anni fa ho cominciato ad avvertire i segni di questa crisi. Mai pensato di diventare ateo, ma per rientrare a pieno titolo nella vita della chiesa voglio prima chiarire tutti i miei dubbi.

    Io sono a Mosca città. Posto davvero interessante!
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  8. #8
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Non smettere di pregare. La preghiera è la catena che ti tiene legato al paradiso.

    Quanto alla questione, sollevata da Resurgens, dell'onestà intellettuale non bisogna far confusione. Una cosa è non fare la comunione se non si è in grazia di Dio. Questo è un dovere di tutti. Altra cosa è pensare di essere più liberi o più onesti o più coerenti lontano dalla Chiesa e dal cattolicesimo. Questo è impossibile, perché allontanarsi dalla Chiesa e dal cattolicesimo significa abbandonare - consapevoli o meno - la Verità, lontano dalla quale non vi è libertà, né onestà, né coerenza.

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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    Caro Napici,
    se posso darti un consiglio, la confessione dovresti farla in Chiesa.
    Meglio se da un sacerdote di cui hai certezza che si cura delle anime.
    Inoltre, ti consiglio di farti consigliare letture che tu possa trovare di aiuto per alimentare quella fiammella che ogni essere umano ha o almeno dovrebbe avere al suo interno.
    Fiammella di Fede e di Speranza.

    Ciao!
    Ma veramente io mi sono sempre confessato in chiesa. E in quale altro posto sennò? In genere col prete della mia parrocchia.

    Un po' di cultura religiosa ce l'ho, in Dio ci credo. E credo anche che la chiesa sia strumento di salvezza in quanto voluta da Gesù che non ha impostato la fede solo come fatto personalistico, ma come rapporto. Ma la chiesa cattolica mi lascia perplesso per i motivi su elencati.

    Comunque accetto volentieri consigli di lettura
    Ultima modifica di napici; 21-11-09 alle 23:07
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  10. #10
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    Predefinito Rif: Confessioni di un cattolico problematico

    Citazione Originariamente Scritto da Timoteo Visualizza Messaggio
    Non smettere di pregare. La preghiera è la catena che ti tiene legato al paradiso.

    Quanto alla questione, sollevata da Resurgens, dell'onestà intellettuale non bisogna far confusione. Una cosa è non fare la comunione se non si è in grazia di Dio. Questo è un dovere di tutti. Altra cosa è pensare di essere più liberi o più onesti o più coerenti lontano dalla Chiesa e dal cattolicesimo. Questo è impossibile, perché allontanarsi dalla Chiesa e dal cattolicesimo significa abbandonare - consapevoli o meno - la Verità, lontano dalla quale non vi è libertà, né onestà, né coerenza.
    Cerco di pregare certo. E stai tranquillo, non mi sento più libero. La discussione è infatti partita su un altro thread dove dicevo che pur non partecipando ai sacramenti capisco che la fede sine ecclesiam (un po' come la sentiva Simone Weil) è una pia illusione. Ma non posso stare dentro la chiesa se prima non sono convinto di aderire a tutto ciò che mi propone.
    Ultima modifica di napici; 21-11-09 alle 23:16
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

 

 
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