
Originariamente Scritto da
napici
Come richiesto da Codino apro un thread per esporre i problemi che io, battezzato cattolico, ho con la Chiesa Cattolica. Mi farà piacere sentire le opinioni di tutti, ma chiedo di non buttare la questione in caciara. Se l'argomento non interessa, basta non commentare.
Io sono nato in una famiglia cattolica abbastanza praticante. L'ambiente dove sono cresciuto è l'ex campagna toscana mezza industrializzata che si trova tra Pistoia e Prato. Politicamente c'è molta sinistra e anche la chiesa in pratica è molto orientata verso scelte sociali, almeno a livello di attività parrocchiale o di gruppi. Dalle mie parti transitano a parlare dai teologi della liberazione brasiliani ad Alex Zanotelli, don Santoro etc (scrivo non per dare guidizi sulle persone ma per dare un quadro generale). Sono sempre andato a messa fin da bambino, poi catechismo e gruppo post cresima, infine ho fatto per 5 anni il catechista. Alla fine di questo percorso mi sono ritrovato distante dalla chiesa sotto vari aspetti ed ho smesso di fare catechismo e di frequentare assiduamente.
Riassumo i punti che per me sono problematici personalmente, con la mia comunità particolare e con la Chiesa Cattolica.
A livello personale mi sono accorto ad esempio di avere problemi con il sacramento della confessione e di conseguenza con la comunione. Mi sono reso conto ad un certo punto che la maggior parte delle mie confessioni non erano sincere, che mi confessavo – raramente - per dovere e non per riconciliarmi con Dio. Quindi tendevo a nascondere le questioni importanti e a divagare in cose che consideravo più confessabili, insomma andavo a confessarmi come se andassi dall'agente del fisco, cercando di rivelare il meno possibile. Mai avuto il pensiero di voler essere in grazia di Dio. Siccome capisco che invece è una cosa importante, sebbene io non riesca a compierla, ho smesso di confessarmi e di conseguenza di comunicarmi. Siccome da me c'è l'uso di comunicarsi automaticamente ogni volta che si va alla messa sono abbastanza certo di aver fatto varie comunioni sacrileghe che vorrei ovviamente evitare di fare di nuovo.
In generale credo in Dio, in Gesù, nella sua resurrezione, nella trinità, ma tante volte credo di più in me stesso e voglio fare di testa mia. Sento che c'è un messaggio che mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura e certi giorni ho la brutta impressione di non sentire la presenza di Dio.
A livello di comunità locale non ero d'accordo con molte scelte. Ad esempio i metodi di pastorale. Nella mia parrocchia si era puntato molto sul catechismo, al quale venivano molti bambini anche da altre parrocchie. Poi col dopo cresima quasi tutti sparivano e meno ancora ne restava da adulti. Secondo me l'errore era far passare il catechismo come una specie di doposcuola gratuito al quale tutte le famiglie mandavano volentieri i figli per evitare di badarli il sabato pomeriggio. Visto che la cosa – in termini numerici – funzionava bene, tutti erano concordi nell'organizzare una grande quantità di iniziative per i bambini, messe per i bambini e via dicendo. A me sembrava soltanto pubblicità ripagata poi dal vedere la quasi totalità dei bambini allontanarsi dalla chiesa appena diventati un po' più grandicelli. So che negli ultimi tempi alcuni ragazzi frequentano la chiesa di modo da poter uscire col permesso dei genitori per poi fare quel che gli pare (tipo ubriacarsi o cannarsi dietro la chiesa). A me sembra una conseguenza logica dell'aver fatto credere che la chiesa fosse un posto per riempire il tempo libero.
Poi non ho mai amato le lotte per la supremazia in parrocchia, quelle dei gruppi l'uno contro l'altro (ad es. necat contro azione cattolica, catechisti contro focolarini etc.). Non amo l'idea che molti preti portano avanti di una religione intesa come cura del sociale e basta. Il sociale va curato ovviamente, ma fare di Dio un assistente sociale particolarmente potente mi sembra fuorviante.
Poi c'è la liturgia. Premessa: non ho mai visto una messa vetus ordo, pur essendo vicino a pistoia dove c'è la chiesa ortodossa (quella del vescovo silvano che scriveva sulla vecchia pol) e pur trovandomi ora a Mosca per lavoro non ho mai visto una divina liturgia ortodossa. Per me la messa è il messale di Paolo IV, è l'unica che ho sempre frequentato. Negli anni però mi sono reso conto che alla messa finivo per pensare a chi c'era a chi non c'era a com'erano brutte le canzoni simil sanremo, a com'era bellina la ragazza 2 file più avanti (in ossequio alla battuta di Carlo Monni “Non ci resta che piangere” per cui “in chiesa le donne bisogna guardarle fisse!”) a com'era ridicolo portare in processione offertoriali un mappamondo, dei sassi e un paio di sandali. E la preghiera? Ed il raccoglimento? Non pervenuti. Non ne vado fiero ma è un fatto.
A livello di Chiesa Cattolica capisco che bisogni aderire con tutto il cuore alle verità proposte dal Magistero. Però io ho veramente grandi problemi ad aderire all'idea dell'infallibilità papale. Essendo un dogma di fede e non essendone io convinto (non mi spingo fino a negarlo con certezza, dovrei studiare bene la questione) mi sembra giusto evitare di partecipare ai sacramenti fino a che prenda una decisione al riguardo. Lo stesso dicasi per tutte le divisioni tra chiese. A me sembrano dettate da motivi politici trasformatisi in argomentazione teologica e credo che la Chiesa Cattolica abbia fatto storicamente vari errori perché guidata dallo spirito del mondo più che da Dio. Non ho però la presunzione di sapere o capire tutto, diciamo che queste sono opinioni che ancora si stanno formando e che ho bisogno di rivedere e approfondire. Ma non mi sembra onesto dire “io sto dentro la chiesa anche se poi penso quello che mi pare”.
Ho problemi anche ad accettare lo spirito legislativo che anima a volte la chiesa; facevo su un altro thread l'esempio dell'idea della nullità come unico modo per divorziarsi e che porta alcune persone a mentire pur di avere la possibilità di sciogliere il matrimonio e a compiere un brutto sacrilegio. Penso poi alla puntigliosità sulla dottrina sessuale; sono perfettamente d'accordo sull'aborto. Sono d'accordo sul fatto che una famiglia debba essere aperta alla vita e far bambini. Ma dire che il conto dei giorni vada bene come metodo contraccettivo e il preservativo o la pillola no mi sembra assurdo. Si apre l'idea alla possibilità che si possa in qualche modo controllare le nascite ma solo con un metodo e con altri no. Mi sembra poco coerente.
D'accordo, mi fermo qui, l'ho fatta anche troppo lunga. Ovviamente alcune cose sono solo accennate, non ho la pretesa di aver spiegato tutto e bene. Se avete domande o volete fare commenti ve ne sarò grato.