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  1. #31
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    In origine postato da Peucezio
    Il problema è che la cultura borghese è stata scavalcata dalla modernità, perché portava comunque dei retaggi tradizionali (ammenoché non pensiamo che famiglia, patria e religione siano state inventate dalla Rivoluzione Francese, ma a me risulta che ha semmai cercato di abolirle).
    L'idea della proprietà della casa, della terra, del bestiame e degli utensili, come giustamente ha ricordato senatore, risalgono alla rivoluzione neolitica e tutte le forme successive di organizzazione, quelle antitradizionali, hanno cercato di estirparla, convcentrandola in poche mani. Che siano lo stato, i grandi capitalisti o le aristocrazie guerriere non vedo che differenza ci sia.
    Oggi gli elementi di freno alla modernità non sono certo i rivoluzionari o gli statalisti incalliti, ma i piccoli industriali, i commercianti, gli artigiani, i coltivatori diretti, che infatti sono le maggiori vittime delle multinazionali e della cosiddetta globalizzazione, che vuole distruggere il ceto medio per creare un'élite di tecnocrati e una massa di diseredati sottoproletari. Come ciò possa andare nel senso di una ricostruzione della tradizione proprio non lo capisco.
    Qui siamo ancora alla difesa del ceto medio (seppur ritengo giusto e legittimo difendere artigiani ed agricoltori in quanto portatori di tradizioni) e non capiamo che necessariamente per arrivare ad una organizzazione tradizionale occorra l'azzeramento totale, (io sarei addirittura anche per l'abolizione del denaro) ripeto non si deve contare per cio' che si possiede ma bensi' per cio' che si e' e l'unico modo per scardinare privilegi e caste (intendendo questo termine non in senso tradizionale ma in senso deteriormente moderno) e' solo uno.....
    Peucezio ma del sistema comunistico-aristocratico spartiate che pensi

  2. #32
    Volksgemeinschaft
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    In origine postato da socializzazione
    L'abolizione totale no, ma un controllo "sociale" delle grandi proprietà in modo che non vi siano soprusi, sfruttamenti e sia garantito l'interesse della comunità sì.

    Fabiosko hai letto Comunismo Gerarchico delle edizioni di AR (io l'avevo iniziato poi l'ho perso di vista, ma conto di riprenderlo a breve).
    Nel suo saggio Sonia, spiega in maniera univoca, come il concetto di "corporazione proprietaria" di U.Spirito non sfociasse mai in una sorta di collettivizzazione di tipo bolscevico, ma fosse da applicarsi ai grandi mezzi di produzione e non alla piccola proprietà privata.
    Difatti anche nella RSI, dove le teorie di Spirito trovarono maggiore recepimento, accanto ai decreti sulla socializzazione delle imprese, troviamo espresso nei 18 punti di Verona la salvaguardia della piccola proprietà frutto del lavoro e del risparmio individuale.

    Anche nel III Reich ove addirittura non esisteva dottrinariamente un "diritto privato", in quanto il singolo acquisiva rilevanza giuridica solo e in quanto membro della comunità organica di popolo la proprietà pur subordinata all'interesse comunitario, viene salvaguardata.
    Nella concezione nazionalsocialista quindi, la proprietà si trasforma nel possesso di un bene affidato dalla comunità al singolo in quanto questi è persona socialmente responsabile [...](*)
    Il potere del proprietario sulla cosa, essendo quest'ultima fortemente connessa al bene della comunità, non sarà quello di disporne liberamente e di goderne in modo pieno e esclusivo.
    Tuttavia, pur nell'ambito dei diritti-doveri che lo status di proprietario determina, ne è garantita anche la trasmissione ereditaria.

    (*) Il Comunismo Gerarchico - S. Michelacci

  3. #33
    Volksgemeinschaft
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    In origine postato da fabiosko
    Qui siamo ancora alla difesa del ceto medio (seppur ritengo giusto e legittimo difendere artigiani ed agricoltori in quanto portatori di tradizioni) e non capiamo che necessariamente per arrivare ad una organizzazione tradizionale occorra l'azzeramento totale, (io sarei addirittura anche per l'abolizione del denaro) ripeto non si deve contare per cio' che si possiede ma bensi' per cio' che si e' e l'unico modo per scardinare privilegi e caste (intendendo questo termine non in senso tradizionale ma in senso deteriormente moderno) e' solo uno.....
    Peucezio ma del sistema comunistico-aristocratico spartiate che pensi
    Credo che occorra prestare molta attenzione a non infilarsi in disquisizioni prettamente dottrinarie nelle quali rischiamo di avvitarci perdendo il senso della realtà.
    Quando diciamo che non possiamo riproporre pedissequamente sistemi e teorie del passato, non significa conseguenzialmente averne un giudizio negativo. Tuttavia bisogna conservare un carattere di risposta all'attualità, elemento che, per esempio, ritroviamo perfettamente nei movimenti nazionalrivoluzionari del secolo scorso, in risposta alle problematiche del loro tempo.

  4. #34
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    Predefinito Re: Il Diritto di Proprieta'...

    In origine postato da fabiosko
    Sia anni fa sia adesso mi capita spesso di scioccare camerati quando dichiaro candidamente di essere apertamente favorevole (in via teorica sono conscio delle difficolta' pratiche) alla abolizione della proprieta' privata.
    Qual'e' la vostra opinione in merito?
    Anch'io sono per l'abolizione della proprietà privata che supera un certo limite, oltre il quale, secondo me, entra in collisione con il prioritario interesse statale alla promozione di tutta la Nazione e al progresso di tutti gli Italiani.
    Attualmente il sistema produttivo risulta socializzato quando è in perdita e i suoi effetti negativi vendono puntualmente scaricati sull'intera collettività da una classe capitalista inetta ed egoista, mentre è rigidamente privato quando si tratta di goderne i frutti e i benefici. Ciò è profondamente ingiusto. Socializzazione!
    Come diceva Oscar Wilde, "dietro ogni grande ricchezza si cela un grande delitto".

  5. #35
    -
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    In origine postato da Neonazionalista
    No al Fascio-Comunismo,no alla Terza Posizione, Si al Capitalismo (ma quello vero ,non quello democristiano della CDL)
    Ecco, questi sono proprio i servetti contro cui ci scagliamo. Non gli altri postatori.
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  6. #36
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    In origine postato da Mastea
    Ecco, questi sono proprio i servetti contro cui ci scagliamo. Non gli altri postatori.
    Sono anni che mazzoliamo il neosionista qui sopra.
    Ma ormai ce lo teniamo così, come nostro giullare di corte.

  7. #37
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    Mi pare oggettivamente impossibile definire quale sia la proprietà privata "che è in eccesso" o "che supera un certo limite".
    Il fatto è che, nel bel casino di società industriale in cui ci siamo cacciati, non c'è possibilità di abolire alcuna proprietà e non si può nemmeno dare alcuna valida ragione a favore dell'abolizione di qualsiasi tipo di proprietà privata.
    Nella società industriale le alternative sono due: capitalismo, che per sua stessa natura vuole pochi limiti e poco Stato, e che fa della proprietà privata il suo punto cardine, e comunismo - nulla a che vedere con Urss e paesi "socialisti" vari - che è l'unica valida alternativa al capitalismo, che abolisce la proprietà privata dei mezzi di produzione.
    Terze vie non ve ne sono, o meglio, sono solo dei placebo e la storia ha dimostrato che la proprietà "collettiva" di qualcosa non è produttiva e viene prima o poi abolita. Esempio lampante di quanto scritto fu la riforma che portò all'abolizione della servitù della gleba nell'Impero Russo.
    Insomma, prima o poi si ritorna al capitalismo.

  8. #38
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    In origine postato da Neonazionalista
    No al Fascio-Comunismo,no alla Terza Posizione, Si al Capitalismo (ma quello vero ,non quello democristiano della CDL)
    Sarebbe il caso di dire che la Terza Posizione non è nemmeno il becero anti-capitalismo ottuso che predicano certuni, il quale, infatti, è assolutamente identico all'anti-capitalismo dei comunisti... quindi in economia dove sarebbe la Terza Posizione che tanto predicano alcuni camerati?
    2010:

  9. #39
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    Predefinito Re: Re: Il Diritto di Proprieta'...

    In origine postato da Sothis
    Il problema non è la proprietà privata, non cadiamo nelle aberrazioni di Marx, è l'ECCESSO di proprietà privata, lo squilibrio.

    Uno stato deve vigilare su questi squilibri (vedi grandi multinazionali) e agire nell'interesse nazinale per il bene di tutti.

    A mio avviso i servizi fondamentali per il benessere di una nazione, tipo energia, sanità, trasporti devono essere controllati dallo Stato, le aziende troppo grandi che rischiano di creare imbarazzanti centri di potere in grado di influenzare persino l'economia mondiale possono essere socializzate nell'interesse di tutti.
    Io escluderei SENZA riserve la piccola e media impresa da questo tipo di soluzioni, fermo restando sulle garanzie del lavoro della casa e del diritto a godere dei frutti del lavoro stesso.

    sono d'accordo, la piccola e media impresa è frutto del lavoro e del risparmio.....e non va toccata.
    vanno colpite le grandi ricchezze, le grandi proprietà e va valorizzata la piccola e media impresa.

  10. #40
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    In origine postato da Wandervogel
    Credo che occorra prestare molta attenzione a non infilarsi in disquisizioni prettamente dottrinarie nelle quali rischiamo di avvitarci perdendo il senso della realtà.
    Quando diciamo che non possiamo riproporre pedissequamente sistemi e teorie del passato, non significa conseguenzialmente averne un giudizio negativo. Tuttavia bisogna conservare un carattere di risposta all'attualità, elemento che, per esempio, ritroviamo perfettamente nei movimenti nazionalrivoluzionari del secolo scorso, in risposta alle problematiche del loro tempo.
    Infatti wander questa e' una disquisizione puramente dottrinaria, ed un tema che ho proposto per vedere le singole reazioni dei camerati frequentatori del Forum.....Questa non e' una proposta politica (infatti io non faccio politica) si parla di massimi sistemi, e quindi mi parmetto di dire per i motivi riportati di essere favorevole all'abolizione della proprieta' privata esclusivamente come mezzo per la realizzazione di un certo tipo di stato e piu' precisamente della comunita' organica di popolo

 

 
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