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  1. #21
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    In origine postato da fabiosko
    Onde ripristinare la concezione proprietaria tradizionale e' necessario abbattere il diritto di proprieta' esistente in quanto radere al suolo tutto e' l'unico modo per estirpare l'attaccamento morboso al feticcio materiale tipico della mentalita' borghese e della modernita'
    giusto, sono d'accordo
    We place no reliance
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  2. #22
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    In origine postato da Meridius
    Simile in parte non significa uguale.


    D'accordo, ma ritorna la parola chiave "funzione sociale". L'Italia ha avuto più di mezzo secolo per attuare questa funzione sociale. Ovviamente possono esserci espropriazioni più o meno giuste, più o meno eque. Il problema è che opponendo frontalmente funzione sociale (che si assume buona) e interesse privato (cattivo) non si risolve nulla. La società umana è l'espressione degli uomini che la compongono; se questi hanno "tavole di valori" pessimi, il concetto dominante di funzione sociale sarà ugualmente pessimo. Tralaltro per me la mistica del lavoro (anch'essa rifluita nella Costituzione del 48) non è certo l'ottimo. Preferirei ad esempio come modello, la felicità delle persone.

  3. #23
    Il vero è un momento del falso
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    In origine postato da Senatore
    ... Tralaltro per me la mistica del lavoro (anch'essa rifluita nella Costituzione del 48) non è certo l'ottimo. Preferirei ad esempio come modello, la felicità delle persone.
    Ottima cosa....l'esaltazione del lavoro sta alla base della società capitalista.

    ..che la maledizione del lavoro sia maledetta!.....

  4. #24
    Comandante
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    Che la "tavola dei valori" di una società comprometta il concetto di "funzione sociale" è ovvio. Individualismo, edonismo, razionalismo generano inevitabilmente il Caos, una guerra permanente per l'appropriazione e la difesa della proprietà privata, quale presupposto necessario allo sfruttamento dell'uomo e la distruzione della natura.
    Il concetto di "felicità delle persone" è presente proprio nella Fiume rivoluzionaria:

    Kochnitzky, nel libro della Salaris spiega il ritmo dionisiaco delle giornate fiumane, in cui l'esistenza privata si confonde con quella pubblica: in piazza e per le vie, a tutte le ore, si parla, si discute, nascono gli amori, si vive come in un antico forum, che i passeggiatori traversano in largo e in lungo. Con l'isolamento e la mancanza di sicurezza, l'esaltazione si fa più radicata e intensa.

    Claudia Salaris. Alla festa della rivoluzione. Artisti e libertari con d'Annuzio a Fiume

  5. #25
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    In origine postato da orkonner
    Non si tratta si spostare la proprieta verso lo stato o la multinazionale. Si tratta al contrario di negare alla merce il valore in se che gli è stato dato dal capitalismo.

    I beni non sono niente - l'uomo solo è la fonte del valore. La richezza borghese è una menzogna basata su una convenzione "naturalizzata" - come se da sempre ci fosse stata la proprietà e i proprietari. Invece non è cosi.
    Quoto e sottoscrivo grande Orko

  6. #26
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Re: Il Diritto di Proprieta'...

    In origine postato da Sothis
    Il problema non è la proprietà privata, non cadiamo nelle aberrazioni di Marx, è l'ECCESSO di proprietà privata, lo squilibrio.

    Uno stato deve vigilare su questi squilibri (vedi grandi multinazionali) e agire nell'interesse nazinale per il bene di tutti.

    A mio avviso i servizi fondamentali per il benessere di una nazione, tipo energia, sanità, trasporti devono essere controllati dallo Stato, le aziende troppo grandi che rischiano di creare imbarazzanti centri di potere in grado di influenzare persino l'economia mondiale possono essere socializzate nell'interesse di tutti.
    Io escluderei SENZA riserve la piccola e media impresa da questo tipo di soluzioni, fermo restando sulle garanzie del lavoro della casa e del diritto a godere dei frutti del lavoro stesso.
    Non e' un cadere negli eccessi marxisti, perche' il marxismo come il capitalismo concepisce la societa' in classi e queste sono preordinate in base a criteri quantitativi e cioe' conta di piu' chi possiede di piu'. Siccome questo parte dal presupposto che siamo tutti uguali e dobbiamo contare tutti allo stesso modo abolisce la proprieta' privata.
    Chi invece crede in una visione del mondo tradizionale, popolare ed antimaterailista crede che la comunita' debba essere ordinata in termini gerarchico qualitativi e cioe' si conta non per quello che si possiede ma per quello che si e'.
    Ecco, come fai ad estirpare dall'uomo moderno il culto del possedere, il culto del feticcio materiale onde reinstallare un diritto proprietario su basi "naturali" e cioe' tradizionali...

  7. #27
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    In origine postato da vlad84
    Ottima cosa....l'esaltazione del lavoro sta alla base della società capitalista.

    ..che la maledizione del lavoro sia maledetta!.....
    Però non dimentichiamoci dell'umanesimo del lavoro di G. Gentile nel suo Genesi e struttura della società.

    Siamo concordi che noi non inseguiamo il capitalismo, ma non credo che il lavoro in se' sia alla base del capitalismo, alla base del capitalismo io ci vedo il capitale e l'usura, mentre noi dovremmo essere per il bilanciamento fra lavoro e capitale (pari dignità e pari diritti) e per l'estirpazione del potere delle banche nel "battere" moneta

  8. #28
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    Predefinito Re: Re: Re: Il Diritto di Proprieta'...

    In origine postato da fabiosko
    Non e' un cadere negli eccessi marxisti, perche' il marxismo come il capitalismo concepisce la societa' in classi e queste sono preordinate in base a criteri quantitativi e cioe' conta di piu' chi possiede di piu'. Siccome questo parte dal presupposto che siamo tutti uguali e dobbiamo contare tutti allo stesso modo abolisce la proprieta' privata.
    Chi invece crede in una visione del mondo tradizionale, popolare ed antimaterailista crede che la comunita' debba essere ordinata in termini gerarchico qualitativi e cioe' si conta non per quello che si possiede ma per quello che si e'.
    Ecco, come fai ad estirpare dall'uomo moderno il culto del possedere, il culto del feticcio materiale onde reinstallare un diritto proprietario su basi "naturali" e cioe' tradizionali...
    Una società che torni all'essere, dove l'essere venga prima dell'avere comporta sicuramente l'uscita dall'era del Kali-Yuga che attualmente viviamo.
    I tempi per realizzare questo possono essere anche geologici e non precludono disastri e distruzioni dell'attuale civiltà.

    Nel frattempo dobbiamo travare il modo di riassestare quello che abbiamo, perchè l'alternativa è l'eremitaggio...

  9. #29
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    In origine postato da fabiosko
    Onde ripristinare la concezione proprietaria tradizionale e' necessario abbattere il diritto di proprieta' esistente in quanto radere al suolo tutto e' l'unico modo per estirpare l'attaccamento morboso al feticcio materiale tipico della mentalita' borghese e della modernita'

    Il problema è che la cultura borghese è stata scavalcata dalla modernità, perché portava comunque dei retaggi tradizionali (ammenoché non pensiamo che famiglia, patria e religione siano state inventate dalla Rivoluzione Francese, ma a me risulta che ha semmai cercato di abolirle).
    L'idea della proprietà della casa, della terra, del bestiame e degli utensili, come giustamente ha ricordato senatore, risalgono alla rivoluzione neolitica e tutte le forme successive di organizzazione, quelle antitradizionali, hanno cercato di estirparla, convcentrandola in poche mani. Che siano lo stato, i grandi capitalisti o le aristocrazie guerriere non vedo che differenza ci sia.
    Oggi gli elementi di freno alla modernità non sono certo i rivoluzionari o gli statalisti incalliti, ma i piccoli industriali, i commercianti, gli artigiani, i coltivatori diretti, che infatti sono le maggiori vittime delle multinazionali e della cosiddetta globalizzazione, che vuole distruggere il ceto medio per creare un'élite di tecnocrati e una massa di diseredati sottoproletari. Come ciò possa andare nel senso di una ricostruzione della tradizione proprio non lo capisco.

  10. #30
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    Predefinito Re: Il Diritto di Proprieta'...

    In origine postato da fabiosko
    Sia anni fa sia adesso mi capita spesso di scioccare camerati quando dichiaro candidamente di essere apertamente favorevole (in via teorica sono conscio delle difficolta' pratiche) alla abolizione della proprieta' privata.
    Qual'e' la vostra opinione in merito?
    Mi hai scioccato....

    Il marxismo è contro la proprietà privata in favore di un ingiusto collettivismo, non certo il fascismo!

    Possiamo dire che essa è un diritto di natura, infatti l'uomo in quanto tale (cioè animale dotato di ragione), deve avere qualcosa in più del semplice uso dei beni terreni (comune agli altri animali), e questo non può essere altro se non il diritto ad avere una proprietà stabile.

    L'uomo, inoltre, grazie ad essa e al suo lavoro si realizza, togliere ad una persona questa possibilità è come privargli di fatto una sua grandissima libertà!

    Come dice il camerata socializzazione, un controllo "sociale" delle grandi proprietà in modo che non vi siano soprusi, è la vera via.....non facciamoci nostre teorie che non sono nostre e che hanno (soprattutto) già ampiamente dimostrato alla Storia che sono un vero e proprio fallimento


    Per ultimo ti cito il X punto del programma di Verona:

    La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale, integrazione della personalità umana, è garantita dallo Stato. Essa non deve però diventare disintegratrice della personalità fisica e morale di altri uomini, attraverso lo sfruttamento del loro lavoro.
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

 

 
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