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Risultati da 91 a 96 di 96
  1. #91
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    In Origine Postato da estewald
    massì facciamo come dici tu... ognuno di noi apra il suo bel chioschetto e tutte le mattine 57 milioni di serrande alle 8 in punto si alzeranno (e poi faremo a gara a chi la chiude per ultimo così sei più contenta). Allora si che dimostreremo tutta la nostra buona volontà e la nostra voglia di lavorare, persino noi "terroni" come ci chiami tu, passeremo tutto il giorno a vendere noci di cocco e collanine con grande abnegazione e finalmente ci faremo il mazzo a lavurà! Allora si che saremo tutti felici ed avremo finalmente un paese moderno e all'avanguardia....

    "contro la stupidità gli stessi Dei lottano invano..."
    Schiller
    Io non ti ho detto questo....d'altra parte i dipendenti che abbiamo noi non aprono il chiosco loro al mattino, c'è chi glielo apre caso mai.....ma che voi continuiate a piangervi addosso è ora di finirla, dimmi tu chi te lo deve procurare il lavoro, dimmelo......hai presente le parole di d'alema qualche anno fa? cari itagliani scordatevi il posto sicuro d'ora in poi....se l'ha detto perfino lui

  2. #92
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    In Origine Postato da estewald
    Allora si che dimostreremo tutta la nostra buona volontà e la nostra voglia di lavorare, persino noi "terroni" come ci chiami tu,
    Calabria, un paese assediato da quatto mesi
    La rivolta dei precari inesistenti
    Il sindaco taglia i sussidi e a San Giovanni in Fiore scoppia la protesta: «Ridateci il fondo sollievo»
    di Gian Antonio Stella

    Costretto a cambiare uno dietro l'altro 17 lavapiatti, perduti perché troppi puntavano a un sussidio, il cuoco che gestisce la Scuola Alberghiera di San Giovanni in Fiore, s'è fatto un'idea netta dei progetti assistenziali al Sud: «Siano maledetti!». Quanto al sindaco, non gliene parlate: è assediato da febbraio da una folla di disperati che bloccano la statale, occupano il Comune, si incatenano alle ringhiere: «Abbiamo fame!». E intorno c'è chi liscia loro il pelo da destra e chi da sinistra, chi promette leggine e chi interpellanze parlamentari, chi ammicca che può mettere una buona parola e chi assicura che grazie all'onorevole... Al voto! Al voto! Pochi posti come questo bel paese antico tra i pini laricii della Sila, lungo la strada da Cosenza a Crotone, possono illustrare meglio il fallimento di mille toppe provvisorie inutilmente piazzate sugli sbreghi del Mezzogiorno. Fallimento economico, politico, morale. Del quale sono responsabili in tanti: aspiranti benefattori in buonafede e spregiudicati coltivatori di clientele, anime candide e anime nere, generosi teorici meridionalisti e scafatissimi professionisti della promessa a vanvera.

    Stando ai dati dell’Ufficio attività produttive, su 18.577 residenti di questo che si picca d’essere il Comune più popoloso d'Italia oltre i mille metri sul mare, le partite Iva sono 984, cioè una ogni 19 abitanti: meno della metà della media veneta. Gli artigiani e quelli che lavorano nelle aziendine sparse qua e là sono sì e no un migliaio. Quelli che campano coi negozi e i negozietti (le botteghe d’abbigliamento sono 65, quelle di scarpe 38, le bigiotterie 42!) un altro migliaio, i professionisti sono una sessantina, i contadini 54. Fine. Al punto che Giovan Battista Barberio, un consulente aziendale che siede nel Consiglio comunale per la Margherita, ha calcolato che «a mettere tutti insieme quelli che fanno impresa da soli o con rari dipendenti non si arrivi al 2,6% della popolazione. Da piangere».

    Tutti gli altri lavorano per la macchina pubblica: 496 insegnanti dalle elementati al liceo, 138 bidelli e personale vario scolastico, 328 impiegati all’Asl, 6 all’Inps, 14 all’Ispettorato agrario, 20 all’Enel, 152 al Comune, compresi il sindaco e gli assessori... Oppure tirano avanti aggrappati a una pensione (1557 dell’Inps, quasi altrettante dell’Inpdap...), a un assegno di accompagnamento oppure a un contrattino precario come i 93 benedetti da un posto tra i lavoratori socialmente utili, i 38 del gruppo dei lavoratori di «pubblica utilità» o i 614 del cosiddetto «Fondo sollievo». Quanto agli iscritti come disoccupati all’ufficio collocamento, compresi i tanti che fanno cento lavoretti in nero, sono una marea: 5.997.

    Dicono le statistiche macro-economiche che è tutto il Sud ad andare alla deriva verso la sottoccupazione e l’assistenza. E certo non da oggi, se è vero che secondo la Commissione parlamentare sulla miseria del 1951, già allora la popolazione attiva meridionale era cresciuta dal 1861 solo del 4% contro un aumento delle persone a carico del 228%. Ma qui a San Giovanni in Fiore, una realtà storicamente estranea alle infiltrazioni mafiose, la deriva meridionale e l'immensa difficoltà di individuare soluzioni spiccano in modo accecante.

    Una dopo l’altra, spiega il sindaco Riccardo Succurro che guida una giunta rossa come rosse son sempre state le amministrazioni dagli anni mitizzati dell'occupazione delle terre, si sono prosciugate tutte le fonti. Prima l’edilizia, che con le rimesse degli emigrati aveva portato a uno sviluppo urbanistico scriteriato dando però lavoro a un sacco di gente. Poi il pozzo dei forestali, che grazie al rimboschimento della Sila dopo la spoliazione per danni di guerra da parte degli inglesi, erano arrivati ad essere addirittura 800 per ridursi oggi, col blocco del turn-over, a 60. Finché, nel dicembre scorso, non ha smesso di buttare anche il terzo pozzo, quello del Reddito minimo d'inserimento che, promosso dal governo dell’Ulivo, per qualche anno aveva portato in paese 1.278 assegni mensili.

    Era una manna, quella pioggia di soldi che avrebbe complessivamente sparpagliato 14.335.885 euro pari a quasi 30 miliardi delle vecchie lire. Una manna perfino più ghiotta dei rimborsi regionali per il bestiame divorato dal lupo della Sila, nobile fiera che deve aver rischiato l’estinzione per indigestione se è vero che in una sola notte si sarebbe mangiato 22 bestie tra vacche, pecore, cavalli e montoni. Tanto più che i compiti assegnati in cambio dello stipendio assistenziale erano così vaghi da sfondare la barriera del ridicolo. Come nel caso dei 6 incaricati di «sviluppo relazionale» o i 403 addetti al «sostegno dei propri genitori».

    Da tutta Europa arrivarono, per avere il sussidio. E chi rientrò dalla Svizzera e chi dalla pianura padana. Chi si licenziò dal lavoro. Chi chiuse l'officina, chi il negozio, chi il laboratorio artigiano. Chi per fare punteggio si separò dalla moglie pur restando a dormirci insieme. Chi si segnò a carico il parentando intero. Per lo spirito collettivo del lavoro, già lontano dal calvinismo, fu una devastazione. L'obiettivo di tutti pareva lo stesso: avere la prebenda statale per poi arrotondare con qualche lavoro in nero.

    Chiuso il rubinetto, a dicembre del 2003, è dilagata la disperazione. Manifestazioni. Picchettaggi. Blocchi stradali. Occupazioni del Municipio, sgomberato l'altro giorno dalla polizia: «Abbiamo fame!». «Il guaio è che per un sacco di tempo il ribellismo ha pagato», sospira il sindaco. «Per ben tre volte, nell’86, nel ’92 e nel ’96, rivolte di questo genere si sono chiuse coi ribelli che davano un elenco di gente da assumere e i commissari prefettizi che cedevano. I 634 del «fondo sollievo» vengono da lì. Ma quella stagione è finita. Fi-ni-ta. Noi abbiamo cercato di costruire qualcosa di più duraturo. Alternativo a quelle soluzioni provvisorie e clientelari. E da tempo insistiamo perché venga applicata la legge regionale che prevedendo un uomo ogni 65 ettari di parco ci dovrebbe garantire 415 forestali. Ma sono cose difficili da spiegare, a chi per tanto tempo è stato illuso dalla promessa di un assegno. Molto difficile».

    «Facevo il cuoco a Udine, sono tornato perché questo è il mio paese», spiega Piero Bibbiani, uno dei 200 manifestanti in guerra da febbraio. «Sono tre notti che non dormo! Ho il frigorifero vuoto! I miei figli! Che ci do da mangiare, ai miei figli?». E non chiedetegli perché mai sia tornato se aveva un lavoro: «Voglio vivere qui. Non voglio regali, voglio lavorare. Ma qui». Antonio Barile, consigliere comunale di Forza Italia, gli dà ragione. Come dà ragione a tutti gli altri manifestanti orfani del reddito minimo: «Sono vittime di cinquant'anni di politica sbagliata. Non credo che la risposta possa essere solo no». Ma certo, sa che al governo, a Roma e a Catanzaro, c'è proprio il suo partito. E sa che il sindaco di sinistra si trova a dover negare ciò che Berlusconi e il governatore Chiaravalloti per primi devono negare da destra. «Però...». Però? «Insomma, si può fare di più...».

    Mica è facile cavalcare la tigre, dopo decenni di promesse e aggiustamenti, di scambi elettorali e clientele. E mica è facile andare alle elezioni così, tenendo ferma la barra, a destra e a sinistra, tra furbizie di imbroglioni e sfoghi di disperazione autentica. E il dramma scuote l’intero Mezzogiorno. Da Orta di Atella, Caserta, dove addirittura il 54% degli abitanti venne benedetto dal regalo del reddito minimo, a Isola Capo Rizzuto dove, tra le proteste e le rivolte seguite all'inchiesta su 600 assegni (su 1800 in totale) incassati da chi non ne aveva diritto, il commissario prefettizio Antonio Ruggiero allarga le braccia sconsolato: «E' spaventoso: stanno facendo tutti campagna elettorale promettendo sussidi su sussidi. E intanto le officine chiudono e i campi vengono abbandonati e tutte le attività produttive vanno in malora».

    10 maggio 2004 -
    corriere della sera



    è uno dei tanti esempi che ho nella mia cartella....se ci riesci giustificali
    ti saluto a più tardi, va....

  3. #93
    illuminista eretico
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    In Origine Postato da pensiero
    Io non ti ho detto questo....d'altra parte i dipendenti che abbiamo noi non aprono il chiosco loro al mattino, c'è chi glielo apre caso mai.....ma che voi continuiate a piangervi addosso è ora di finirla, dimmi tu chi te lo deve procurare il lavoro, dimmelo......hai presente le parole di d'alema qualche anno fa? cari itagliani scordatevi il posto sicuro d'ora in poi....se l'ha detto perfino lui
    qua nessuno si piange addosso. Io sono emigrato e come me un sacco di gente delle mie parti, credi che se avessimo potuto non saremmo rimasti? Il degrado del Sud ha fatto comodo a troppa gente, a troppi politici sia italiani che non, per decenni, e tu vuoi risolverlo con un pò di "buona volontà"? Auguri!
    Ma qui nessuno vuole fare la vittima, piuttosto credo che non sia il caso di continuare almeno fino a quando non avrai capito che la possibilità che ha avuto la tua famiglia di riuscire col semplice proprio impegno è una fortuna ed un priviliegio che non tutti hanno e che non è stato conferito ai veneti per diritto divino, ma frutto di molte circostanze fortunate che molti di voi hanno saputo sfruttare bene, ma che come tutte le fortune da un giorno all'altro potreste perdere. E non per colpa della Cina o del destino cinico e baro, ma perchè le cose non sono così semplici come le dipingi altrimenti ci metteremmo tutti con le bocche aperte sotto gli alberi da frutto aspettando che cadano i frutti maturi...
    leggiti "i Malavoglia" di Giovanni Verga e cerca di dare una scossa a quella scorza di copertone che hai...
    poi torneremo a parlare quanto vuoi

  4. #94
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    In Origine Postato da brunik
    Guarda che il Grande Tremonti è stato cacciato dal governo non perchè aveva portato il PIL allo 0,3% annuo dopo averci promesso a tutto spiano miracoli economici per due anni, ma perchè truccava i conti, a sentir Fini.

    Questi qua non lo ammetteranno mai che in tre anni hanno prodotto complessivamemte l'1,7% di PIL, come nel peggior anno del quinquennio dell'Ulivo.

    Amici bananas, i numeri sono impietosi, ma è tutto vero. Gli unici contenti sono quelli di Mediaset, quest'anno grazie alla Gasparri hanno aumentato gli utili del 35%.
    Sottoscrivo in pieno.
    Probabilmente l'aumento del PIL e' dato solo dagli incrementi delle aziende del Cavalier Banana (p.e.: accordo Banca Mediolanum-Poste Italiane, digitale terrestre, raccolta pubblicitaria oltre i limiti consentiti...ecc.ecc.) le uniche a crescere in questi anni, ovviamente grazie agli stupendi aiuti avuti dal Governo del Nano Puffone (non preoccupatevi c'e' la legge sul conflitto di interessi...) e poi se non arrivate alla fine del mese il Cavaliere ha detto che c'e' la Borsa che cresce investite in titoli delle sue imprese! Peccato che l'unica cosa che cresce a dismisura e' il prezzo per riempire la borsa della spesa

  5. #95
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    In Origine Postato da pensiero
    intanto io sono una lei e non un lui, e ciarlatano glielo dici a qualche tuo familiare più stretto.....non focalizzarti sulla questione delle foto, che oltretutto non sviluppiamo noi, ma diamo solo il servizio, perchè vengono a prendere i rullini e ci riportano le foto, è un semplice esempio che ti ho fatto a dimostrazione che se un'azienda è in difficoltà deve essere anche pronta ad aprirsi ad altri settori, tutto qua....noi non siamo una piccola realtà....abbiamo tre attività nel settore informatico e tra i nostri clienti oltre la Sirti abbiamo gran parte dei dipartimenti dell'università, nonchè ospedali ed enti pubblici, i quali prima di tirare i danè ci fanno aspettare anche un anno quando va bene
    ho parlato di piccole e medie aziende, perchè tu mi hai sbeffeggiato parlando della tua ditta che a quanto parte è una grossa che tratta di prodotti e progetti, quindi ti ho fatto l'esempio che chi ha mandato avanti sto paese, è stata sempre la piccola azienda commerciale, e non la grossa
    Certo chiamiamola pure globalizzazione, unita ad una concorrenza selvaggia e sleale o no? perchè non vi adattate a fare gli stessi orari dei cinesi e a prendere lo stesso stipendio miei cari, visto che tanto l'ammirate sta Cina e il vostro Presidente invita le nostre aziende a trasferirsi lì e in India
    Pataccara va meglio ?

    Chiunque parla di progetti e prodotti, mica di "articoli che vanno da dio", cos'è siamo in cartoleria ?

    Poi se lavori con gli enti pubblici devi specificare, partecipate a bandi di concorso (procedura trasperente e meritocratica, anche se non sempre...) oppure i contratti vi piovono dal cielo ...

    Io ho preparato un paio di risposte a bandi di concorso indetti da aziende ospedaliere....ed in genere vengono vinti non da una azienda ma da una "cordata" di aziende specializzate, chi nel HW, chi sulla parte web, chi sui gestionali, ecc.

    Vuoi farmi credere che la tua azienda partecipa a bandi di concorso e li vince ?

    Secondo me non hai la più minima reale dimensione della realtà che ti circonda... e i tuoi rappresentanti politici possono banalmente essere accomunati ai pataccari che trovi in autostrada (e ci sono anche a Verona Nord...)

    "Il nostro presidente" crede che la Cina possa essere un'opportunità e non necessariamente solo un male, certo che poi voi dovete fare demagogia spicciola.

    PS personalmente mi è capitato più di una volta di lavorare durante il week end o di notte (in fase di rilascio è così per quasi tutte le aziende informatiche) e per inciso la Cina mi fa schifo

  6. #96
    Forumista assiduo
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    Poi dovremmo chiudere questa polemica, perchè è vero che adesso si sta peggio di prima, ma d'ora in poi grazie allo shock all'economia impresso con l'epocale taglio dell'IRPEF comincerà un periodo florido: un nuovo miracolo italiano

    Bananas ma dopo 4 anni ci credete ancora ?

 

 
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