Siamo un paese senza Re ma con mille cortigiani, tutti son proni al Papa morto, tesson lodi e fanno a gara per chi si spertica di più, oggi si vota, ma non è solo quello.
La morte è giunta con 12-13 anni di ritardo. Woitila è sopravvissuto al suo trionfo solo per combattere un’altra battaglia per cui, son sicuro, la storia non gli darà ragione.
È il Papa della pace dicono, lo dice Schröder dimentico che con Kohl volle (e giustamente) l’indipendenza della cattolica Croazia dall’ortodossa Serbia (o forse, figlio d’un sergente KuK e canonizzatore dell’imperatore Carlo, della mitteleuropea Croazia dalla balcanica Serbia) con le guerre che ne seguirono. Benedì gl’interventi in Bosnia e nel Cosovo.
Condannò il genocidio in Ruanda denunciandovi la partecipazione di prelati cattolici ma uno di questi è da anni rifugiato in una parrocchia romana e non c’è verso di farlo arrivare davanti al tribunale internazionale.
Condannò le guerre contro l’Iraq chiedendo di dialogare con un criminale, ma nulla disse del massacro di cristiani nel Sudan. Combatté il comunismo e vinse ma senza Regan e la baronessa Tatcher a Mosca comanderebbe ancora il KGB (più o meno quello che accade). È farsesco vedere queste commemorazioni del vincitore del drago leninista senza la menzione dei due principali protagonisti, o come il solito tg3 parlando di contrapposizioni con Regan.
Del resto pare che l’unico dittatore che abbia incontrato sia stato Pinochet mentre delle merende con Castro e Terek Aziz non si ricorda nessuno.
Una settimana fa disse e fece dire ch’era sempre stato certo del coinvolgimento sovietico nell’attentato del 1981. Il coinvolgimento di quelli che mantenevano molti di coloro che abbiamo visto e vedremo nelle varie Messe officiate dall’immarcescibile Ruini. Il comunismo tentò di ucciderlo, ma come non hanno scandalizzato nessuno i rapimenti d’inermi bagnati giapponesi da parte dei servizi Nord Coreani, così anche questa rivelazione non ha turbato nessuno, certo non dilibero & soci che tesson peana al Papa della Pace.
Ma hanno ragione la chiesa romana non combatteva il comunismo, forse suo figlio degenere, in quanto brutale negazione della libertà, ma in quanto ateo, sconfittolo ha costretto i suoi resti a genuflettersi davanti al suo peso elettorale è s’è coalizzata coi loro contro il vero nemico: la libertà individuale e la modernità.
Ad aprire la breccia di Porta Pia come a squarciare il Muro di Berlino fu la stessa forza, logico che chi da quelle macerie venne travolto abbia fatto comunella.
Logico quindi che dopo l’undici settembre il Papa sia diventato la bandiera di quanti vogliono, fortissimamente vogliono ostacolare la riscossa dell’Occidente, quell’occidente calvinista che per il solo fatto di esistere prima ancora che di vincere umilia tanto la Controriforma quanto il bolscevismo.
Del resto basta leggere l’intervista concessa a Messori per capire che il Capitalismo è tollerato mentre il socialismo ha un germe di Verità. Il Capitalismo il va bene solo se regolato dallo Stato e dai sindacati; l’individualismo è male.
Già, povera Italia piagata e piegata all’ipocrisia cattolica che ha demonizzato l’individualismo solo per farvi fiorire l’egoismo e l’anarchia; il Particulare e la Famiglia.
Un ultima cosa mi sia consentita in morte d’un grand’Uomo, grande come le sue glorie e forse i suoi errori, grande come non lo saranno mai molti di quelli che ora si prostrano al suo catafalco per un pugno di voti: è la storia dei mea culpa, uno in particolare quello per la schiavitù, quando chiese scusa a nome dell’Occidente per la schiavitù e la tratta dimenticando che l’Occidente solo è stato capace, in un secolo (dal 1760 al 1860) di bandire una pratica legale e comunemente accettata, rispettabile e rispettata da almeno 5000 anni.
Capisco che questo è storicamente più un merito dei Metodisti (la fede in cui fu allevata la Baronessa ed a cui si convertì Bush tanto per capirsi) e degli illuministi che dei Cattolici, ma tant’è che questo dettaglio se lo poteva ricordare.
E c’è un altro mea culpa, questa volta un mea culpa non pronunciato, che m’indigna quello che andrebbe rivolto alla Nazione Italiana, quella che non è una nazione a causa della chiesa cattolica ma è storia vecchia.
La colpa di cui scusarsi è quella d’aver ucciso il vero miracolo italiano, d’aver spento la curiosità scientifica nella nazione più avanzata del pianeta, d’aver quindi impedito che la rivoluzione industrial scoppiasse in Italia prima che in Inghilterra, l’averci fatto passare da faro d’arte, scienza e civiltà a gi passeggiata archeologica d’Europa.
Si è vero Galileo è stato riabilitato, ma i danni chi li paga? Né sembra che si sia perso il vizio, oggi come trecento anni fa la chiesa vuol limitare la ricerca scientifica, ma la scienza non si ferma quello che non si può fare a Firenze lo si farà ad Oxford, non è un problema per la scienza è un problema per l’Italia.
PS
Nota a margine della sconfitta del comunismo. Il patto tra regan e Woitila prevedeva fiumi di denaro verso la polponia che il vaticano faceva scorrere attraverso l’IOR di Marcinkus e l’Ambrosiano di Calvi, ora di bloccare questo fiume con un processo per scorrettezze valutarie in capo a Roberto Calvi s’incaricarono i compagni della procura di Milano, le toghe rosse stavano per raggiungere l’obbiettivo mancato dai sicarii del KGB, del resto si sa in Italia la corta bollata è più potente del piombo.