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Discussione: marcogiov

  1. #1
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    Predefinito marcogiov

    attacchi qui l'ultima parte del bla bla (da tua definizione) che mi hai scritto? vorrei aprire un post, quattro chiacchere. trovo molto interessante quello che mi hai scritto!

  2. #2
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    Predefinito Banche aerei in Italia: dalla mano pubblica a quella staniera?

    Il bla bla con cui ho afflitto concorde prendeva spunto dall' offerta di acquisto di due banche italiane di non splendida fama presentata da due più efficienti banche straniere, peraltro appartenenti a due Paesi più piccoli dell' Italia, ma che mostrano grande dinamicità.

    Le linee aeree italiane non fanno sognare, sono inefficienti o microbi, Il mercato aereo domestico italiano è maggiore di quello francese, ma Alitalia non è al pari di BA, AF e LH, nemmeno di KL e IB, è l' unica a perdere soldi, tanti soldi e non perché a bordo offra caviale e champagne ai passeggeri su aerei nuovi fiammanti a 0,99 euro.

    Molti politici e il Governatore della Banca d' Italia vogliono difendere a tutti i costi l' italianità delle banche, nel settore aereo invece già da tempo la stragrande parte dei voli intercontinentali viene fatta su aerei stranieri.

    Se la Banca d' Italia avesse permesso prima a qualche banca italiana sana di comprare BNL, ora questa non finirebbe in pasto agli Spagnoli. E poi questo è un male? Conviene chiudere le porte agli stranieri, raggirando le norme UE, per sostenere l' italianità? Conviene promuovere un processo di concentrazione tra le banche italiane, così come tra le troppe linee aeree, in modo che resistano meglio, conquistino economie di scala e possano presentarsi come cacciatori e non come prede?

    Il sistema bancario ha iniziato a sgelarsi nel 93, quando l' IRI privatizzò Credito Italiano, mentre dovette tenersi Alitalia che è ancora adesso sotto il tallone di politici e sindacati. Seguendo l' esempio dei primi, qualche altra banca italiana si è incamminata su un percorso di efficienza, raggiungendo o superando le performance straniere. Molti invece sono rimasti attaccati alle abitudini di sottogoverno e ora reclamano protezione, di fatto non dagli stranieri, ma dalla dura legge del mercato che vogliono continuare a infrangere.

    La politica di Banca d' Italia, tutta incentrata sull' egotismo del Governatore, è stata un divide et impera per cui anche i migliori hanno stazza inferiore ai concorrenti europei. La politica aerea, soprattutto con l' elargizione di slot a LIN a chiunque, ha creato mille nani che non possono che accumulare perdite, ma come la gestione di Alitalia, soddisfano molte esigenze di sottogoverno.

    E' suonata la campanella della fine della ricreazione. Banche come quelle pessime italiane non ce ne sono in Europa (salvo che in Germania, dove prevalgono le pubbliche), linee aeree fetenti come le italiane non ce ne sono in Europa. La difesa delle cattive abitudini e l' incapacità di prendere decisioni impietose ci portano a diventare colonia.

    La difesa dell' italianità può passare solo attraverso l' efficienza. Non può andare contro il mercato, ma dentro il mercato. Banche e aerei è lo stesso. E vinca il migliore.


    Analogie tra banche e linee aeree italiane: settori storicamente inefficienti causa appartenenza al settore pubblico, il mercato italiano è grande quindi appetibile, a decidere le sorti è in ultima analisi il potere pubblico.
    Differenza: il mercato bancario italiano è lucroso, non sono sicuro che lo stesso valga per il mercato aereo di lungo raggio, pochi pax business, conmunque altissimo potenziale turistico.

    Nelle banche, dove si sono messi manager moderni e si è lasciata loro mano libera, con l' ordine di fare soldi, i risultati sono sempre arrivati e le banche italiane hanno dimostrato di poter essere non già tra le migliori, ma LE migliori d' Europa. Le protezioni sono destinate a cadere inevitabilmente sotto le leggi UE e le scelte dure che non si vuole fare noi verranno fatte invece dai nuovi proprietari esteri, che godranno dei frutti.

    I paragoni con il settore aereo vengono abbastanza immediati, anche se c' è qualche differenza. Nel settore bancario c' è spazio per un numero olto più alto di attori, nelle linee aeree si va verso la concentrazione a soli tre soggetti principali in tutta la UE. Il lucroso mercato business in Italia è principalmente la Linate-Fiumicino, vista la scarsissima internazionalizzazione delle imprese italiane e l' altrettanto scarsa presenza in Italia di aziende estere (se BBVA prende BNL aumenteranno molto i pax business tra FCO e Madrid!). Ma il sistema pubblico non si rende conto che la globalizazione e le regole europee impediscono di proseguire ad libitum i giochini fatti fin qui. Ora si può solo scegliere fra l' efficienza o la sudditanza agli stranieri, nella savana o sei forte o vieni sbranato e come sempre la migliore difesa è l' attacco, per cui bisogna essere molto forti. In ogni caso la dimensione e la rilevanza economica del settore bancario sono molto più alte, anche se solo AZ è compagnia di bandiera e il valore simbolico del tricolore sulla deriva è altissimo.

    I giochini sporchi si fanno dappertutto, la differenza è che all' estero si fanno per l' interesse nazionale, da noi per gli interessi particulari di Tizio e Caio, come succede da 500 anni. All' estero quando hanno capito che o si cresceva o si moriva hanno deciso di privatizzare e tagliare, noi abbiamo il SULT e anche Berlusconi che se ne frega, abbiamo gente come Albertini, abbiamo Soddu. Per me è un problema sia di menefreghismo che di provincialismo, caratteristiche mal compatibili con un settore il cui business è volare agli antipodi.

    Se in Italia si decidesse di smettere con le minchiate, tagliare ad AZ i costi con l' ascia stile Aer Lngus, sottomettere i feudi dei vari aeroporti ed enti locali, consentire aggregazioni che in cambio si impegnino ad essere efficienti e vendere biglietti a prezzi sensati e non da rapina, i conti si riaggiusterebbero in sei mesi al massimo. Basterebbe ggiornare/ingrandire la flotta anche in dry lease e il gioco sarebbe fatto. Solo che si dovrebbe rinunciare a mangiucchiare qua e là. Cosa che comunque non si potrà più fare quando si prenderanno ordini da Parigi o Francoforte. La chiave di tutto è la disponibilità a fare duri scarifici per salvarsi, questo vale sia dentro la Magliana che a Linate-Malpensa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Banche aerei in Italia: dalla mano pubblica a quella staniera?

    In Origine postato da marcogiov
    I giochini sporchi si fanno dappertutto, la differenza è che all' estero si fanno per l' interesse nazionale, da noi per gli interessi particulari di Tizio e Caio, come succede da 500 anni.

    Sottoscrivo tutto, ma quoto in particolar modo questo.
    Ognuno tira l'acqua al suo piccolo mulino e infatti non contiamo piu' niente nel mondo. Triste a dirlo, ma siamo rimasti al top solo nelle scarpe dai 200 euro in su...... Tristezza.

  4. #4
    Habemus Marcionem!
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    Predefinito

    Da parte mia ci sarà poco dialogo sul tema, almeno per il momento, perché non posso fare altro che condividere tutto, ma proprio tutto, quello che ha scritto Marco.

    Splendido analisi-riassunto della situazione.

    DaV
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  5. #5
    Pista decente a FLR!!
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    Predefinito Re: Banche aerei in Italia: dalla mano pubblica a quella staniera?

    In Origine postato da marcogiov
    Ma il sistema pubblico non si rende conto che la globalizazione e le regole europee impediscono di proseguire ad libitum i giochini fatti fin qui. Ora si può solo scegliere fra l' efficienza o la sudditanza agli stranieri, nella savana o sei forte o vieni sbranato e come sempre la migliore difesa è l' attacco, per cui bisogna essere molto forti.
    Frase che andrebbe scritta a caratteri cubitali in Parlamento e a Piazza Affari.

  6. #6
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    Predefinito Re: Banche aerei in Italia: dalla mano pubblica a quella staniera?

    In Origine postato da marcogiov
    Se in Italia si decidesse di smettere con le minchiate [...] Solo che si dovrebbe rinunciare a mangiucchiare qua e là. Cosa che comunque non si potrà più fare quando si prenderanno ordini da Parigi o Francoforte.
    Anche questa non è male. E' quasi una banalità dettata dal buon senso ma, visto che come tale non è recepita da quasi nessuno degli interessati, è bene ribadirla.

    Marco

  7. #7
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    "standing ovation" per Marcogiov.

    Condivido e sottoscrivo.

    CharlieTango
    Ciao,

    CharlieTango

  8. #8
    saru mo ki kara ochiru
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    In Origine postato da CharlieTango
    "standing ovation" per Marcogiov.

    Condivido e sottoscrivo.

    CharlieTango
    Anch'io!

    Yari

  9. #9
    Mind the Viking !
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    Predefinito Re: Banche aerei in Italia: dalla mano pubblica a quella staniera?

    In Origine postato da marcogiov
    ...
    E' suonata la campanella della fine della ricreazione. Banche come quelle pessime italiane non ce ne sono in Europa (salvo che in Germania, dove prevalgono le pubbliche), linee aeree fetenti come le italiane non ce ne sono in Europa. La difesa delle cattive abitudini e l' incapacità di prendere decisioni impietose ci portano a diventare colonia.

    ...

    Se in Italia si decidesse di smettere con le minchiate, tagliare ad AZ i costi con l' ascia stile Aer Lngus, sottomettere i feudi dei vari aeroporti ed enti locali, consentire aggregazioni che in cambio si impegnino ad essere efficienti e vendere biglietti a prezzi sensati e non da rapina, i conti si riaggiusterebbero in sei mesi al massimo. Basterebbe aggiornare/ingrandire la flotta anche in dry lease e il gioco sarebbe fatto. Solo che si dovrebbe rinunciare a mangiucchiare qua e là. Cosa che comunque non si potrà più fare quando si prenderanno ordini da Parigi o Francoforte. La chiave di tutto è la disponibilità a fare duri scarifici per salvarsi, questo vale sia dentro la Magliana che a Linate-Malpensa.
    Sul primo punto non sono d'accordo c'è di peggio sia in Europa che nel mondo: SAS e Olympic; Delta e SAA rispettivamente sono le prime che mi vengono in mente al confronto con AZ ...
    ... le altre compagnie aeree italiane sono talmente piccole da non essere nemmeno interessanti, ma hanno contraltari in tutta Europa.

    Sono d'accordo sul fare scelte strategiche sensate alivello nazionale.
    Sono INCAZZATO per AZ che perde soldi e passeggeri al contempo, l'85% di load factor sul lungo raggio vuol dire:

    LASCIARE A TERRA TANTI PASSEGGERI

    e mi sembra che le tanto decantate lodi al 777 siano fuori luogo per AZ; il 777 per certe rotte è troppo piccolo, così come lo è il 767 per le sue rotte, è ora di svegliarsi e mettere in piedi una flotta sensata prima di essere la nuova Swiss.

  10. #10
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    Predefinito

    Su Olympic non posso che darti ragione, SAS però non mi sembra perda soldi in modo catastrofico come Alitalia e ha un paio di handicap, il dover servire molti Paesi, le rotte verso cittadine sperdute della Scandinavia, il troppo grosso vicino tedesco che fa la parte del leone. Tra i Paesi UE più grandi (UK, F, D, E, NL) AZ non ha paragoni, Volareweb nemmeno, cose tipo Myair neppure.

    Quanto alla flotta AZ direi che i 767, se ci fossero i soldi, andrebbero pensionati. Di buono ora ci sono i 330, forse però conviene aspettare 787 e 350. Magari pure con qualche 343, rigorosamente usato e in dry lease, per sostituire anche gli MD11. Turandosi il naso.

    Sul 772: vola a JFK, Tokyo, Osaka, San Paolo, Buenos Aires e talvolta Miami. A JFK, volendo crescere, preferirei aumentare le frequenze e magari metterei sempre 777 a Newark. Per Buenos Aires, avendo aerei e passeggeri, metterei il volo quotidiano per MXP con frequenze aggiuntive per FCO, come ora si fa con Tokyo. Idem farei con San Paolo o meglio riaprirei Rio. Osaka non ha ancora il volo quotidiano, resta il problema degli slot a Tokyo, che mettono un soffitto alla crescita. Lì forse servirebbero dei 773ER.

 

 
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