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Discussione: Disfatta

  1. #111
    Silvioleo
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    In origine postato da BALDEAGLE
    Parlare alla pancia significa attivarsi in modo concreto affinchè tutti oppure, fare il possibile davvero affinchè sia garantita una esistenza decorosa ai più attraverso pensioni e retribuzioni allineate al costo reale della vita.
    Significa controllare il territorio e far si che vengano colpiti finalmente speculatori ed approfittatori di ogni risma colpevoli di di agire in un sistema compiacente nel disinteresse totale che non si occupa di intervenire per salvaguardare ceto medio produttivo e tutti coloro che non possono difendersi.
    Significa smetterla di intervenire prevalentemente nel solo blocco sociale privilegiato che con la scusa di invocare meno regole e meno regole ancora si inventa mille peripezie ed inganni per fare quello che vuole, per massimizzare i profitti e magari raggirare gli ostacoli fiscali tanto necessari come non mai per pagare i servizi dello stato.
    tra parentesi,nel 2001 abbiamo vinto promettendo esattamente il contrario di quel che dici te...io avrei cercato di fare quello...se poi il sentire della gente è cambiato,non vedo come possiamo continuare a star li' a far finta di essere bertinotti...

  2. #112
    Chevalier de Saxe
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    In origine postato da Silvioleo
    ecco,a me sembra un esempio invece del perchè perdiamo..dalla lotta contro roma ladrona alla lotta contro chi,sommerso davvero,ma dalle tasse,evade...boh...e la critica a una delle poche cose buone,il taglio fiscale..che sarà piccino,che nn fara' ripartire l'economia,ma che è l'ultimissimo respiro di libertà di questa coalizione...mah...
    Dipende, la portata del taglio, se piccolo, non tocca chi (sommerso dalle tasse) evade. Se questa fosse una via per allargare la sforbiciata a me andrebbe benissimo.

  3. #113
    Silvioleo
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    In origine postato da Steppen
    ..eh eh eh.... contagioso..eh eh..
    si... credo che faro' mio anche il "po po pot" di Prodi...

  4. #114
    Silvioleo
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    In origine postato da Steppen
    ..Ha vinto anche il culattone rivoltante in Puglia?!!
    si...

  5. #115
    Vivo all'estro
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    In origine postato da Silvioleo
    si... credo che faro' mio anche il "po po pot" di Prodi...
    Ma allora.. leggi anche tu' il celebre antigiornale.splinder.com.!
    L'ultima moda dell'universo internettiano inernazionale!...
    ...sniff...mi fai piangere mahonna huhaiola!...Mi riempi di gioia orgogliosa mista commozione...sniff..non ho piu' fazzoletti...ho ppreso la carta iggienica dal bagnio...sniff...adesso,pero'..
    vado a leggermi un po' cosa c'e' di interessante sull' Antigiornale.splinder.com !

  6. #116
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    In origine postato da Silvioleo
    tra parentesi,nel 2001 abbiamo vinto promettendo esattamente il contrario di quel che dici te...io avrei cercato di fare quello...se poi il sentire della gente è cambiato,non vedo come possiamo continuare a star li' a far finta di essere bertinotti...
    Perchè molte cose sono cambiate, alcune in forma drammatica purtroppo e, le impostazioni di allora non possono coincidere per forza con tutto ciò che venne presentato in quel programma di politica economica.
    La battuta d'arresto delle economie occidentali, la crisi delle borse internazionali in relazione agli attentati negli usa e nel mondo.
    Guerre e terrorismo, poi l'avvento dell' euro con i fenomeni speculativi associati così diffusi da incidere negativamente sulle produzioni sui consumi.
    E che dire ora dello sbarco di nuovi competitori del mercato globale.....
    lo ripeto, le priorità oggi devono essere rimodulate alla congiuntura economica del presente, non possono essere
    inchiodate alle logiche economiche di allora.
    Non sono considerate rinunce perchè bisogna superare le mentalità dello schieramento ideologico, tutte forme di divisione, mai che porti ad unire guarda caso...
    Logica ancora, perchè queste sovrapposizioni tra ciò che viene descritto di destra... e ciò che viene dalla sinistra possono essere superate ascoltando il buonsenso e la pancia degli italiani sfiduciati che non chiedono il mondo ma un pò di comprensione.

  7. #117
    Vivo all'estro
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    In origine postato da BALDEAGLE
    Perchè molte cose sono cambiate, alcune in forma drammatica purtroppo e, le impostazioni di allora non possono coincidere per forza con tutto ciò che venne presentato in quel programma di politica economica.
    La battuta d'arresto delle economie occidentali, la crisi delle borse internazionali in relazione agli attentati negli usa e nel mondo.
    Guerre e terrorismo, poi l'avvento dell' euro con i fenomeni speculativi associati così diffusi da incidere negativamente sulle produzioni sui consumi.
    E che dire ora dello sbarco di nuovi competitori del mercato globale.....
    lo ripeto, le priorità oggi devono essere rimodulate alla congiuntura economica del presente, non possono essere
    inchiodate alle logiche economiche di allora.
    Non sono considerate rinunce perchè bisogna superare le mentalità dello schieramento ideologico, tutte forme di divisione, mai che porti ad unire guarda caso...
    Logica ancora, perchè queste sovrapposizioni tra ciò che viene descritto di destra... e ciò che viene dalla sinistra possono essere superate ascoltando il buonsenso e la pancia degli italiani sfiduciati che non chiedono il mondo ma un pò di comprensione.
    Statalismo.Populismo. False cure economiche basate sulla "solidarieta' ". Controllo statale-mafioso del lavoro e dell'economia. Cosi' nacque e trionfo'( Ha gia'trionfato,da almeno 65-70 anni) nel mondo,inclusi gli Stati Uniti,la "sinistra".Ed,insieme ad essa ,i grandi monopolisti finanziari.

  8. #118
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    Predefinito Laici, punto e a capo, di Davide Giacalone

    Laici, punto e a capo

    Ci abbiamo provato, con Arturo Diaconale, a porre il problema di una rappresentanza politica efficace dei laici. Ne esiste il bisogno e c'è lo spazio. Non ci siamo riusciti, e sarebbe sciocco non prenderne atto. La ragione dell'insuccesso, inutile girarci attorno, sta nel fatto che i più preferiscono essere capi con lo zero virgola, piuttosto che parte di un disegno ed una battaglia politica. Ciascuno ha preferito dedicarsi al proprio orticello, consolandosi con il fatto che se anche i frutti sono striminsiti, comunque gli appartengono.



    L'occasione propizia erano le elezioni europee. Sprecata. Sprecata dai radicali, che hanno preferito un risultato modesto, ma proprio. Sprecata dai repubblicani, che con Sgarbi hanno dato vita ad una roba che doveva essere di lungo periodo (lo dicevano e scrivevano loro) e non è durata nemmeno fino al voto, che, comunque, si è risolto in un fiasco imbarazzante. Sprecata dai liberali, che non sono riusciti a trovare nessuna sponda. Utilizzata dai socialisti di De Michelis per segnare un orgoglioso ritorno sulla scena. Poi sono arrivate le elezioni regionali, dove non solo non si è neanche provato ad avere un simbolo comune in tutte le regioni, ma, anzi, si sono fatte alleanze a caso e di volta in volta, più necessitate dall'incapacità di fare altro che destinate ad essere la tessera di un quale che sia mosaico. Anche questa volta, il risultato è imbarazzante.
    Sia chiaro, data la situazione di tutti e di ciascuno non è la scarsezza dei voti a giustificare la mia critica. Avessi diretto io le operazioni, probabilmente se ne sarebbero presi meno (ove possibile). Ma la debolezza elettorale è addirittura inferiore a quella dimostrata nella proposta politica. I gruppi dirigenti dei partiti dell'area laica continuano a non aver capito un accidente del mondo in cui si vive, vivendo essi ancora in un mondo che non c'è più.
    La ricerca spasmodica di ciò che divide, di ciò che distingue (un liberale da un radicale, un repubblicano da un socialista), è figlia non solo di un proporzionalismo che non c'è e non torna, ma per giunta calato nell'Italia degli anni cinquanta e sessanta, nell'alternativa fra centrismo e centro sinistra. Roba fossile. Il maggioritario obbliga a pensare ed agire in modo diverso, e, tanto perché non vi siano alibi, obbligherebbe ancor più un redivivo proporzionale.
    Nel maggioritario, in fondo, si può sperare che un partito grande decida di salvare qualche Panda, per farsi bello e mostrarsi plurale. In un futuro proporzionale, ammesso che arrivi prima dell'estinzione, chi non starà, con le proprie forze, sopra la linea di galleggiamento, annegherà. Per questo sorrido a vedere i groppuscoli dirigenti battersi per il proporzionale, scambiando la forca per una collana.
    Il paradosso sta nel fatto che mentre queste dirigenze partitiche, sempre meno politiche, si automassacrano, la realtà apre ancora nuovi spazi a quelle che dovrebbero essere le loro ambizioni elettorali e politiche. Li apre nei confronti della sinistra, dove la vittoria elettorale si accompagna ad una totale indeterminatezza della linea politica. Li apre nei confronti della destra, dove l'indebolimento di Forza Italia lascia liberi elettori d'opinione. Quelli sono i nostri spazi.



    Per occuparli, per pretendere di avere un ruolo e giocare una partita, dovremmo prima di tutto schierare giocatori al di sotto dell'età pensionabile. Basta, c'è un gruppo dirigente (con personalità che mi sono care) che ha il dovere, il dovere, di lasciare spazio e togliersi da torno. Ci sono mezze tacche che campano di rendita storica, sconoscendone anche la storia. Poi dovremmo sfoderare idee e promuovere battaglie capaci di sparigliare il bipolarismo mummificato. Infine dovremmo avere dei quattrini. Della seconda cosa siamo capaci, e da qui si deve partire, subito, per arrivare alle altre due.

    Davide Giacalone
    http://www.davidegiacalone.it

    .................................................. ...............
    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...hp?storyid=750

  9. #119
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    dal quotidiano di CONFINDUSTRIA di oggi, mercoledì 6 aprile 2005...

    " Il Sole 24 ore del 06/04/2005


    --------------------------------------------------------------------------------

    È al Sud il crollo del Polo
    Il Centro-destra tiene al Nord nel proporzionale

    --------------------------------------------------------------------------------

    Va da sé che il dato politicamente più significativo di queste elezioni è il numero di regioni vinte dal Centro-sinistra. Un risultato che è andato al di là delle previsioni della maggior parte degli osservatori. Ma c'è un altro dato altrettanto significativo, anche se meno eclatante, e cioè il fatto che per la prima volta da quando sono state introdotte nel nostra Paese le nuove regole di voto il centro-sinistra è riuscito a superare il centro-destra a livello di voti proporzionali. Anche se si tratta solo di 13 regioni il significato di questo dato non può essere sottovalutato. L'Unione ha ottenuto complessivamente il 51,8 % dei voti proporzionali contro il 45,3% della Cdl. Come si vede dalle tabelle alle elezioni europee del 2004 i due schieramenti erano quasi alla pari. Questo equilibrio oggi si è rotto.
    Ma al di là del dato complessivo è interessante notare la sua articolazione territoriale per comprendere meglio la natura delle tendenze elettorali in atto. La diversità dei sistemi elettorali ai vari livelli di governo e i continui cambiamenti della offerta politica tra una elezione e l'altra rendono difficile in Italia fare confronti. Quello che noi abbiamo fatto per rendere confrontabili i dati è stato di "riaggiustare" retrospettivamente le coalizioni del passato sulla base degli schieramenti del presente. Il risultato di questa analisi è che l'Italia, a livello proporzionale, risulta divisa grosso modo in cinque aree: due Nord, un Centro, e due Sud. In Piemonte e Liguria il Centrosinistra ha colmato il divario con il Centro-destra. La tendenza era già visibile, soprattutto in Liguria, ma con queste elezioni è diventata netta. Pesa soprattutto il voto delle aree urbane, Torino in particolare, dove il Centro-sinistra riporta un risultato molto positivo. Come del resto avviene con Roma nel Lazio. In entrambe le regioni il Centrosinistra è diventato maggioranza sia a livello proporzionale che a livello maggioritaria. In Lombardia e Veneto la storia è diversa. Qui continua la crescita del centro-sinistra ma il divario con la Cdl resta notevole. In realtà queste sono le due regioni dove la Cdl non solo mantiene il controllo dell'esecutivo, ma il suo livello di consensi si mantiene su valori vicini a quelli del 2001 anche se molto lontani da quelli delle regionali del 2000. Con questi dati le elezioni del 2006 in questa parte del Nord avranno un esito non dissimile da quello del 2001 ed è questo quello che alla fine conta, dato il sistema elettorale vigente. Al Centro (Emilia, Toscana, Marche, Umbria) c'è poco da dire tranne sottolineare ancora una volta che qui non c'è competizione. Il distacco tra i due schieramenti è ulteriormente aumentato. Il Sud invece presenta notevoli novità. Ed è qui che si giocherà la partita decisiva nelle elezioni del 2006. Dal 1994 il Sud è la zona del Paese con l'elettorato più volatile ed è anche la zona con la maggiore presenza di collegi contendibili. 1 dati di queste elezioni ci confermano però che non esiste un unico Sud. Infatti da una parte ci sono Campania, Abruzzi e Calabria e dall'altra Lazio e Puglia. Anche se in tutte e cinque queste regioni hanno vinto i candidati-presidenti dell'Unione, la dinamica del voto è stata nettamente diversa.
    Nel primo gruppo la vittoria dell'Unione è stata nettissima. Questo è uno dei dati più sorprendenti di queste elezioni perché siamo effettivamente davanti ad un riallineamento elettorale di notevoli proporzioni. In Campania il centrosinistra ha ottenuto un risultato superiore a quello dell'Emilia e simile a quello di Toscana e Umbria! In Lazio e Puglia la situazione è molto diversa. In queste regioni il centro-destra ha ottenuto a livello proporzionale più voti del centro-sinistra. In Puglia il distacco è di quasi 4 punti percentuali. La vittoria di Marrazzo e di Vendola non si deve quindi all'apporto dei voti di lista ma alla componente maggioritaria del sistema elettorale. In queste due regioni infatti il 14% degli elettori ha votato solo nella parte maggioritaria, cioè solo per il candidato-presidente, e non per una delle liste che lo sostenevano. Tra questi elettori maggioritari Marrazzo e Vendola hanno fatto molto meglio dei loro avversari. Per la precisione la differenza tra i voti presi da Marrazzo (parte maggioritaria) e quelli presi dalle liste che lo appoggiavano (parte proporzionale) è di 9 punti mentre la stessa differenza è solo di 4 punti per Storace. In breve tutti e due hanno preso più voti delle liste che li appoggiavano ma Marrazzo ne ha presi il doppio di Storace e per questo ha vinto. In Puglia è successa esattamente la stessa cosa. E questa è una ulteriore conferma che il centro-sinistra va meglio nella competizione maggioritaria anche se la differenza tra i due tipi di voto oggi si è ridotta rispetto al passato. I dati di Lazio e Puglia ci servono anche per trarre una conclusione più generale sull'esito di queste elezioni. Ci sono pochi dubbi che dietro la sconfitta della Cdl ci sia un fattore generale che ha agito a livello nazionale. 1 dati di sondaggio (vedi articolo in pagina) suggeriscono che esiste nel paese una profonda e diffusa insoddisfazione sulla situazione economica e che almeno in parte si attribuisce al governo la responsabilità di questo stato di cose.I candidati presidenti della Cdl hanno dovuto fare i conti con questo atteggiamento negativo nei confronti della coalizione. Alcuni sono riusciti in virtù delle loro qualità personali e/o del maggiore radicamento territoriale dei partiti della Cdl a vincere a dispetto dei santi, altri come Ghigo, Storace e Fitto hanno perso di misura. Altri ancora sono stati travolti.
    "


    Saluti liberali

  10. #120
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    La disfatta inesorabile prosegue, ora c'è il crollo in Sardegna, il nuovo governo ha aumento ancora di più la sfiducia nei confronti della CDL e il governo Berlusconi, i sondaggi sono a dir poco tragici l'ultimo assegna il 36,9% al centrodestra e il 53,2 al centrosinistra


    Purtroppo non si è ancora vista la sterzata definitiva per uscire dall'incubo del belusconismo che di fatto ha già consegnato l'intero territorio in mano alla sinistra, ora c'è il rischio concreto di concedergli ad occhio e croce almeno l'80% del parlamento italiano.


    -------------


    Voto locale, l'Unione vince ancora Il centrosinistra conferma Trento e Aosta. La Cdl è in vantaggio a Bolzano, ma crolla in Sardegna perdendo 6 province su 8


    MILANO - Centrosinistra riconfermato ad Aosta e a Trento; centrodestra favorito a Bolzano. Sono i risultati definitivi di questa tornata di elezioni amministrative che ha chiamato alle urne circa 2 milioni di cittadini in tre regioni a statuto speciale. Procede a rilento lo spoglio delle schede in Sardegna, atteso come un primo test di un anno di governo di Renato Soru alla presidenza della Regione. Secondo i dati del Viminale, l'Unione è in vantaggio in sei province contro una in cui prevale la Cdl (Oristano). In un capoluogo, Olbia-Tempio, si profila il ballottaggio. Significativa la vittoria dell'Unione a Cagliari tanto che Fassino parla di «un altro sfondamento della coalizione» a un mese o poco più dalle regionali. Le affluenze sono risultate in leggero calo rispetto alla precedente tornata.
    A Trento, dove si è sperimentato il voto elettronico, il rappresentante del centrosinistra, Alberto Pacher, sindaco uscente, ha ottenuto una percentuale di consensi superiore al 64,33%. Il suo principale avversario, Ettore Zampiccoli di Forza Italia, è rimasto fermo all'11,09%.
    ■ I risultati dello scrutinio in tempo reale
    A Bolzano si va invece ai tempi supplementari: a partire in testa è il centrodestra con Giovanni Benussi, al 42,2%, mentre Giovanni Slaghetti Drioli, del centrosinistra, è al 34,8%. Al ballottaggio come sempre sarà determinante il voto della Svp il cui candidato sindaco Elmar Pichler Rolle ha ottenuto il 16.7% dei consensi. L'appoggio al centrosinistra è però scontato, visto che la Svp è tradizionalmente alleata dell'Ulivo, anche nel parlamento nazionale. Ad assicurare a Salghetti il sostegno della Svp è stato il governatore dell'Alto Adige Luis Durnwalder in persona: «Noi - ha affermato - non potremmo mai votare un candidato di destra».
    Ad Aosta è l'alleanza tra il centrosinistra e l'Union Valdotaine ad avere la meglio: a scrutinio ultimato è netta l'affermazione di Guido Grimod, il sindaco uscente, riconfermato con il 57,4% dei consensi; Roberto Louvin, sostenuto da Verdi, Rifondazione e altre liste locali è al 33,1%. Fermo al 6,6% il candidato di Forza Italia Ettore Vierin.
    In Sardegna va registrato il crollo del Polo. L'Unione è vincente a Cagliari, storica roccaforte del centrodestra, con Graziano Milia che ha già ricevuto le congratulazioni dell'avversario Mariano Delogu, senatore di An. Trionfa a Carbonia-Iglesias con Pierfranco Gaviano che supera il 56 per cento delle preferenze. Nella nuova provincia di Medio Campidano, quando ormai le sezioni scrutinate sono 104 su 112, il candidato del centrosinistra ha percentuali superiori al 67%. A Nuoro l'Unione si conferma con Roberto Deriu che oltrepassa il 62% dei consensi a spoglio quasi ultimato. A Olbia-Tempio si profila un ballottaggio fra Pietrina Murrighile (in vantaggio, ma esiguo) e Livio Fideli della Cdl. A Ogliastra, Pierluigi Carta (Unione) sconfigge il candidato della Cdl. A Sassari ha la meglio Alessandra Giudici, candidata del centrosinistra contro Poddighe della Cdl. Solo nel capoluogo Oristano la Cdl prevale con Pasquale Onida (196 sezioni su 210 scrutinate).

    Lo spoglio delle schede può essere seguito anche online sul sito del Viminale e su quelli delle Regioni e delle province interessate.
    09 maggio 2005

    ----------------------


    Ora basta , la CDL deve pensare al futuro a cominciare dal leader, Berlusconi ha fallito e prima se ne va e meglio è per tutti, l'unica possibilità per tentare di ribaltare la situazione è spostare completamente la coalizione verso il centro, Casini è in questo momento l'unica persona credibile in grado di rilanciare una coalizione alternativa all'unione prodiana.
    Aspettiamo il prossimo tracollo elettorale in Sicilia, chissà poi si conviceranno che nel futuro di questa coalizione c'è solo il buio totale.

 

 
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