Siamo andati prorpio male, abbiamo perso pure la strada per tornare a casa!
Le Politiche 2006 sono già perse, non c'è nulla da fare.


Siamo andati prorpio male, abbiamo perso pure la strada per tornare a casa!
Le Politiche 2006 sono già perse, non c'è nulla da fare.
In origine postato da Gianmario
Siamo andati prorpio male, abbiamo perso pure la strada per tornare a casa!
Le Politiche 2006 sono già perse, non c'è nulla da fare.
il popolo italiano ha voglia di una politica più sociale,cosa che la cdl non gli può dare......e si rivolge al csx,sperando che qualcosa possa cambiare....mah.....
e credo inoltre che abbiate pagato caro l'approvazione della riforma anti-italiana della devolution voluta dalla lega,infatti anche al sud il csx ha stravinto.


Bravo Gianmario l'hia capito,io già ve lo dicevo che sarebbe stata una disfatta per la Cdl a partire dal Lazio.In origine postato da Gianmario
Siamo andati prorpio male, abbiamo perso pure la strada per tornare a casa!
Le Politiche 2006 sono già perse, non c'è nulla da fare.
Le condizioni di vita materiali della poplazione sono regredite:è una realtà che voi della dstra sociale dovreste riconoscere ed affrontare seriamente.


ti do ragione in parte...voglio precisare che la riforma della Devolution e del Premierato forte (qualcuno di dx forse si ricorda il concetto di presidenzialismo che sin da quando c'era il M.S.I. volevamo fare: eccolo qua, solo che è applicato al premier dato che da noi il capo dello stato è una figura simbolica) nn è anti-italiana...(certo, qualche piccolo aggiustamento va fatto per evitare fraintendimenti) di sicuro c'è il fatto che la sx voglia far passare questa RIFORMA (parola sconosciuta ai sinistrosi compagnoidi che tanto si dicono riformisti) cm una modifica in senso anti-meridionale e anti-italiano...In origine postato da H-H-H
e credo inoltre che abbiate pagato caro l'approvazione della riforma anti-italiana della devolution voluta dalla lega,infatti anche al sud il csx ha stravinto.
In origine postato da Giò91
ti do ragione in parte...voglio precisare che la riforma della Devolution e del Premierato forte (qualcuno di dx forse si ricorda il concetto di presidenzialismo che sin da quando c'era il M.S.I. volevamo fare: eccolo qua, solo che è applicato al premier dato che da noi il capo dello stato è una figura simbolica) nn è anti-italiana...(certo, qualche piccolo aggiustamento va fatto per evitare fraintendimenti) di sicuro c'è il fatto che la sx voglia far passare questa RIFORMA (parola sconosciuta ai sinistrosi compagnoidi che tanto si dicono riformisti) cm una modifica in senso anti-meridionale e anti-italiano...
ti ricordo che l'MSI era anche contro le regioni una volta, AN oggi approva il federalismo leghista.


Difatti, inizialmente, gli intenti della destra andavano nella direzione di un semipresidenzialismo alla francese, con un presidente della Repubblica, dotato di poteri di governo ed eletto direttamente dal popolo!In origine postato da Giò91
qualcuno di dx forse si ricorda il concetto di presidenzialismo che sin da quando c'era il M.S.I. volevamo fare: eccolo qua, solo che è applicato al premier dato che da noi il capo dello stato è una figura simbolica
Dov'è finito il Dna dichiaratamente neo-gollista di An?!![]()


Sottoscrivo!In origine postato da Avanguardista
ti ricordo che l'MSI era anche contro le regioni una volta, AN oggi approva il federalismo leghista.
Solo che allora, in piena epoca di assistenzialismo statalista, una qualsiasi riforma in senso federalista era pressochè improponibile ed impraticabile, per il confliggere di clientele, poteri forti e privilegi pubblici...
Oggi basterebbe anche solo l'applicazione di un federalismo solidale, che valorizzi politicamente le realtà locali, ma che non attribuisca esclusività legislative eccessive alle regioni.
Certe competenze sono sempre state, come congruo, tradizionalmente appannaggio dell'autorità statale (scuola e polizia), mentre sarebbe opportuno rilanciare il tema del federalismo fiscale, fin qui solamente accennato, che consentirebbe ai singoli enti di riutilizzare quegli stessi soldi in virtù dei propri servizi! (al nord, per intensificarne la quantità e al sud, per migliorarne la qualità)
Mi ritengo, pertanto, assolutamente contrario alla devolution, che, fattualmente, spaccherebbe il Paese e penalizzerebbe pesantemente il Sud..
Per esempio: se un cittadino della Calabria dovesse sottoporsi a degli esami clinici approfonditi, a parità di servizi (cioè dei mezzi tecnici e dalla qualità e competenza, oltre che dal numero, dei medici) e di tempi di attesa, sarebbe portato a prediligere un ospedale lombardo, a tutto vantaggio di un'economia locale, che va già di suo a gonfie vele.. (a differenza di quella calabra, come, del resto, quella dell'intera realtà meridionale, che stenta a decollare..)
Se ne deduce il rischio di una chiusura graduale e massiccia delle strutture ospedaliere al Sud, con conseguente emigrazione, in quanto: meno servizi, meno impiegati e perciò meno occupazione...
Si tratterebbe, quindi, di una forma velata di secessione, non certo geografica, come era negli intenti iniziali dei leghisti, ma pur sempre sostanziale, cioè economica! Sarebbe come scavare la terra sotto i piedi dei meridionali, non soltanto non aiutandoli ad eminciparsi, ma inducendoli a "fuggire" dalle loro terre e a investire in luoghi più promettenti, ovverosia quelli in cui la macchina globale e la massiccia circolazione di capitale apolide esige, per auto-riprodursi, l'inarrestabile formula di domanda-offerta...
Insomma, bocciatura su tutti i fronti (ivi compreso quello relativo ai programmi scolastici: dalla presunta innovazione delle cosiddette "tre i", alla deriva delle materie para-dialettali che si prospettano: a dir poco risibile!) e la destra ha il dovere di intervenire!


E aggiungo che questo premierato è di per sè una riforma fittizia, in quanto la possibilità di elezione diretta è solo formale, visto che i candidati-premier verranno pur sempre scelti attraverso la mediazione delle segreterie dei singoli partiti che compongono le coalizioni!In origine postato da hobbit77
Difatti, inizialmente, gli intenti della destra andavano nella direzione di un semipresidenzialismo alla francese, con un presidente della Repubblica, dotato di poteri di governo ed eletto direttamente dal popolo!
Dov'è finito il Dna dichiaratamente neo-gollista di An?!![]()
Eppoi a me risulta che tale innovazione abbia già avuto luogo e proprio in corrispondenza delle ultime elezioni politiche: nei simboli di Ulivo e CdL, infatti e cioè nella parte maggioritaria, non figuravano già allora i nomi pre-stampati di Berlusconi e Rutelli?!![]()


camerata, l'elezione diretta del premier è la cosa migliore, perchè nn si faranno più ribaltoni in stile Lega'94 e nn si potranno cambiare presidenti del consiglio senza un passaggio elettorale (vedi Ulivo'98).


ok, ma 'sto paese si deve rinnovare!!! Il problema è che il governo ha preteso di farlo in 5 anni quando il realtà si potrebbe farlo solo in 10 anni se tutto va bene.In origine postato da hobbit77
Sottoscrivo!
Solo che allora, in piena epoca di assistenzialismo statalista, una qualsiasi riforma in senso federalista era pressochè improponibile ed impraticabile, per il confliggere di clientele, poteri forti e privilegi pubblici...
Oggi basterebbe anche solo l'applicazione di un federalismo solidale, che valorizzi politicamente le realtà locali, ma che non attribuisca esclusività legislative eccessive alle regioni.
Certe competenze sono sempre state, come congruo, tradizionalmente appannaggio dell'autorità statale (scuola e polizia), mentre sarebbe opportuno rilanciare il tema del federalismo fiscale, fin qui solamente accennato, che consentirebbe ai singoli enti di riutilizzare quegli stessi soldi in virtù dei propri servizi! (al nord, per intensificarne la quantità e al sud, per migliorarne la qualità)
Mi ritengo, pertanto, assolutamente contrario alla devolution, che, fattualmente, spaccherebbe il Paese e penalizzerebbe pesantemente il Sud..
Per esempio: se un cittadino della Calabria dovesse sottoporsi a degli esami clinici approfonditi, a parità di servizi (cioè dei mezzi tecnici e dalla qualità e competenza, oltre che dal numero, dei medici) e di tempi di attesa, sarebbe portato a prediligere un ospedale lombardo, a tutto vantaggio di un'economia locale, che va già di suo a gonfie vele.. (a differenza di quella calabra, come, del resto, quella dell'intera realtà meridionale, che stenta a decollare..)
Se ne deduce il rischio di una chiusura graduale e massiccia delle strutture ospedaliere al Sud, con conseguente emigrazione, in quanto: meno servizi, meno impiegati e perciò meno occupazione...
Si tratterebbe, quindi, di una forma velata di secessione, non certo geografica, come era negli intenti iniziali dei leghisti, ma pur sempre sostanziale, cioè economica! Sarebbe come scavare la terra sotto i piedi dei meridionali, non soltanto non aiutandoli ad eminciparsi, ma inducendoli a "fuggire" dalle loro terre e a investire in luoghi più promettenti, ovverosia quelli in cui la macchina globale e la massiccia circolazione di capitale apolide esige, per auto-riprodursi, l'inarrestabile formula di domanda-offerta...
Insomma, bocciatura su tutti i fronti (ivi compreso quello relativo ai programmi scolastici: dalla presunta innovazione delle cosiddette "tre i", alla deriva delle materie para-dialettali che si prospettano: a dir poco risibile!) e la destra ha il dovere di intervenire!
Bisogna fare il federalismo per migliorare la qualità che c'è al Nord e per migliorare il Sud.Probabilmente gli effetti nn ci sarebbero subito, ma sarebbe una questione di qualche anno...
A questo bisogna unire un premier forte per bilanciare il potere delle regioni su certe competenze.