E allora studiamole bene le cifre della sconfitta di Berlusconi e del trionfo di Prodi, che ha succhiato oltre due milioni dai centristi del polo.
L'analisi dei flussi elettorali. Per la prima volta si registra un travaso di elettori da uno schieramento all'altro
IL POLO PERDE DUE MILIONI DI CONSENSI
Premier "tradito" da donne e pensionati. A Storace e Fitto meno voti della coalizione
ROMA - E successo quelle che finora sembrava impossibile. Per un decennio i sondaggisti ci hanno spiegato che l'Italia era spaccata in due, da una parte gli elettori del centrodestra dall'altra quelli del centro sinistra, e che i passaggi da un fronte all'altro erano rarissimi.
Ora, perla prima volta, l'analisi dei flussi di voto registra un travaso fra poli.
«Per la prima volta, non c'è stato solo il passaggio da una lista all'altra all'interno della stessa coalizione. Per la prima volta una coalizione è stata tradita dai suoi elettori» rivela Nando Pagnoncelli. La sua società di sondaggi Ipsos ha rilevato i comportamenti elettorali di cinque regioni: Piemonte, Abruzzo, Campania, Puglia e soprattutto nel Lazio dove la ricerca è stata particolarmente accurata(10 milatelefonate). Ebbene, nel Lazio il 10% di coloro che in precedenza avevano votato per Forza Italia questa volta hanno votato per Marrazzo. E per gli elettori dell'Udc il dato è ancora più consistente: il 15% ha scelto Marrazzo. In altre parole, «la parte centrista della Casa delle libertà si è rivolta all'altra coalizione. Questa tendenza viene confermata anche nelle altre regioni sondate.
I delusi di centrodestra. Chi sono gli italiani che hanno deciso di tradire la Casa delle libertà? «Sono soprattutto - spiega Pagnoncelli - donne, e in particolare casalinghe, pensionati. persone con scolarità bassa. Molti sono nella fascia d'età fra i 45 e i 55. ma molti hanno superato i 65 anni». Cioè proprio quelle categorie che fino a oggi sono state indicate come i più sensibili al richiamo beriusconiano. «Sono i cittadini che più avevano più aspettative in un miglioramento economico del paese, e che evidentemente si sono disìlluse. E sono gli italiani che fanno la spesa, quelli che più soffrono la caduta del potere d'acquisto». Questi italiani che fanno la spesa e che finora avevano scelto il centrodestra non si sono limitati a disertare le urne (infatti l'astensione non è stata alta). Sono andati a votare per l'opposizione.
Il voto politico. Le condizioni economiche del paese c'entrano poco con l'amministrazione delle regioni. Ma allora perché gli elettori se la sono presa con i governatori? «Perché - risponde Pagnoncelli - gli elettori sovrappongono le valutazioni nazionali a quelle locali. Un mese fa avevamo fatto un sondaggio: chiedevamo un giudizio sull'operato dei presidenti delle regioni. Il risultato è stato sorprendente: nelle regioni di centrodestra e in quelle di centrosinistra i governatori riscuotevano quasi un identico tasso di approvazione, circa il 60%». Quindi gli elettori della Casa delle libertà non erano scontenti dei loro amministratori regionali, ma del loro governo.
L'effetto Marrazzo. Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, però, almeno per un presidente di regione si può parlare di bocciatura personale. «Storace ha preso - sottolinea Ceccanti - molti meno voti di quanti ne sommano i partiti che lo appoggiano: i consensi alle liste del centrodestra sono il 3% in più di quelli dati al candidato presidente. Merito di Marrazzo o demerito di Storace? In genere le due cose sono concatenate, ma certamente per il presidente uscente significa una bocciatura. Nei comuni, del resto, i sindaci vengono quasi sempre riconfermati al secondo mandato». Pagnoncelli la vede diversamente: «Storace ha portato a casa più o meno gli stessi voti cheaveva cinque anni fa. E Marrazzo, piuttosto, che riesce a gua dagnare molti consensi. Soprattutto fra gli elettori che tendono ad astenersi».
Formigoni. Un altro fenomeno rilevante è quello evidenziato dall'Istituto Cattaneo di Bologna. Contrariamente alle apparenze, il risultato della Lombardia non è affatto positivo per la Casa delle libertà. Complessivamente i tredici candidati del centrodestra hanno perso quasi 2 milioni di elettori rispetto a cinque anni fa, ma quasi la metà di questi voti sono stati persi da Formigoni. Paradossalmente il presidente lombardo, che pure è stato rieletto, è andato peggio di Fitto e di Storace, che invece hanno perso la poltrona.
L'Unione e l'Ulivo. I dati sui flussi elettorali elaborati da Pagnoncelli vengono confermati da quelli sui risultati dei partiti e dei candidati diffusi dall'Istituto Cattaneo. Il successo elettorale del centrosinistra non è dovuto soltanto al crollo dell'avversario. Se la Casa delle libertà ha avuto due milioni di voti in meno rispetto alle regionali del 2000, l'Unione ha incassato oltre due milioni di voti in più. L'elemento forse più interessante, ma anche il più difficile da valutare, è il risultato della lista Uniti nell'Ulivo. In alcune regioni Ds, Margherita, Socialisti e Repubblicani si presentavano insieme, in altre separati. Secondo l'Istituto Cattaneo non c'è stata grande differenza: uniti o disuniti, i partiti prodiani sono andati ugualmente bene.
di PIETRO PIOVANI
Il Messaggero 06-05-2005




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