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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Thumbs up Forza che si va tutti a casa

    6 Aprile 2005

    E' nato il comitato del no alla devolution. Tabacci: chiunque può aderire





    Nasce il comitato per il 'no' alle riforme istituzionali che ''ledono i principi della Costituzione e dividono l'Italia''. E si pensa gia' a un piu' ampio 'Movimento del Buon Senso' che catalizzi intorno a se' non solo politici, ma anche personalita' del mondo della ricerca, dell'economia, della cultura, ''al servizio dell'interesse generale e in grado di isolare i particolarismi''. Il 'padre' dell'iniziativa e' il presidente della commissione Attivita' Produttive di Montecitorio, l'Udc Bruno Tabacci, non da sempre come voce fuori dal coro nella Cdl. Dopo il responso delle regionali (''un elemento di allarme''), Tabacci va all'attacco di un ''bipolarismo arrivato al capolinea, in crisi''. ''E' quindi necessario, ragiona, che un gruppo di persone autonome e indipendenti riprendano a pensare con grande apertura ai problemi istituzionali, economici e sociali del nostro Paese''. Il primo obiettivo di questo 'movimento'? Le riforme costituzionali sulle quali ''sarebbe bene non si procedesse''. Meglio pensare a una ''un'assemblea costituente in grado di promuovere un nuovo assetto istituzionale condiviso''. Andando a toccare, a ''correggere'' per esempio soltanto la riforma del titolo V fatta dal centrosinistra. Per cercare di ottenere questo 'stop', Tabacci auspica di poter contare su deputati e senatori che abbiano gia' votato 'no' una volta alle riforme. Bobo Craxi, Egidio Sterpa, Giorgio La Malfa, Gennaro Malgieri, Vittorio Sgarbi. Alcuni sono presenti alla presentazione del comitato avvenuta oggi alla Camera. Il primo si' viene seduta stante dal collega di partito di Tabacci, Pippo Gianni. Accanto ai politici, magari anche del centrosinistra, il deputato centrista conta di poter coinvolgere diverse personalita' di diversa provenienza: da Savino Pezzotta ad Alessandro Profumo, passando per Pier Luigi Diaco e Giuseppe De Rita. Sulle iniziative del 'comitato' Tabacci non si sbilancia. ''Accanto al dibattito politico, dice, si potra' pensare a manifestazioni''. E dal 'Movimento del Buon Senso' potrebbero venire anche iniziative sulla riforma della legge elettorale. ''Sarebbe certamente bello cambiarla, dice con rammarico il deputato dell'Udc, ma a sinistra non faranno sponda, vogliono vincere la battaglia e quindi andranno fino in fondo''. ''E quindi, conclude, ci tocchera' bere il calice fino in fondo''.



    forza che stavolta si va per davvero finalmente tutti a casa......i democristianoni non si smentiscono mai


  2. #2
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    Ma sbaglio o la devolution faceva parte del programma di governo in base al quale questa maggioranza di governo ha vinto le elezioni?

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da krentak
    Ma sbaglio o la devolution faceva parte del programma di governo in base al quale questa maggioranza di governo ha vinto le elezioni?

    certo...come molte delle altre cose che o per na roba o per l'altra son state fatte o male o per niente....

  4. #4
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    Non sono i democristiani e gli statalisti che hanno detto di no a questa riforma ma i cittadini che hanno premiato il centrosinitra nelle elezioni regionali, francamente non pensavo ad una simile sconfitta, poi diventa una questione di soppravivenza e i democristiani difficilmente si sacrificano per soddisfare i capricci di una capo carismatico, erano abituati ai cambi di governo e presidenti del consiglio quando giungevano batoste elettorali.

  5. #5
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Re: Forza che si va tutti a casa

    In origine postato da onestuomo
    a casa il popolo vi manda comunque
    beh...gira così da quando la balena bianca è finita una volta a te un'altra a me......prima di noi a casa c'eravate andati voi....e molto probabilmente se noi si correva in coalizione lì il posto manco l'avreste mai occupato

  6. #6
    Castellano
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    Anche il leghista Maroni si è accorto che il propio elettorato è insofferente verso certe riforme liberiste


    Il ministro del Welfare al termine dell'incontro con le parti sociali
    "Ne ho già parlato con Berlusconi, non mi ha detto di no"
    Maroni: "Tagliare costo del lavoro
    piuttosto che ridurre le tasse"


    Roberto Maroni
    ROMA - Il ministro Roberto Maroni mette in discussione i tagli alle tasse promessi dal premier per il 2006. Il responsabile del Welfare intende presentare al governo una proposta che smonterebbe il progetto di Berlusconi: destinare alla riduzione del costo del lavoro i 12 miliardi indicati dal presidente del Consiglio per i tagli fiscali.

    "Visto che è intenzione del governo - dice Maroni al termine dell'incontro con le parti sociali sulla riduzione del costo del lavoro - di ridurre il carico fiscale nel 2006 di un punto di pil, pari a circa 12 miliardi di euro e visto che l' esito delle elezioni mi pare sconsigli il premier nella riduzione che si era proposto di fare, possiamo discutere come allocare queste risorse. Io penso vadano utilizzate principalmente per ridurre il costo del lavoro".

    "Utilizzare qui le risorse per la riduzione del carico fiscale ha solo effetti positivi piuttosto che una riduzione generalizzata a tutti i cittadini", afferma ancora Maroni. E aggiunge di averne già parlato al presidente del Consiglio: "Non mi ha detto di no, e questa era la cosa che mi aspettavo. Ma naturalmente adesso si aspetta da me una proposta articolata e convincente".

    Per il ministro leghista, "l'individuazione delle risorse per la riduzione del costo del lavoro è utile sia per le imprese che per i lavoratori".

    Quanto al confronto con i sindacati e gli imprenditori, Maroni indicato che si vuole arrivare entro la fine del mese di maggio alla definizione di una proposta condivisa da avanzare al governo in vista del Dpef: "Il costo del lavoro è un tassello importante di un mosaico ampio, per questo la discussione deve essere conclusa entro maggio per poter presentare nel dpef una riduzione del costo del lavoro". Per questo "si apriranno degli incontri bilaterali con i sindacati, con gli industriali e con le confederazioni per poi ritornare ad un incontro con l'obiettivo di chiudere il tavolo con una proposta condivisa".

    Il ministro del Welfare spiega poi che il piano per la riduzione del costo del lavoro prevede tre punti principali: "il fisco (con l'Irap, l'Irpeg e l'Irpef), la previdenza e gli altri oneri". "Di questi - precisa - solo la previdenza non può essere ridotta perché ridurre il contributo previdenziale significherebbe una riduzione delle pensioni".

    (6 aprile 2005)

  7. #7
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    In origine postato da Misterbianco
    Non sono i democristiani e gli statalisti che hanno detto di no a questa riforma ma i cittadini che hanno premiato il centrosinitra nelle elezioni regionali, francamente non pensavo ad una simile sconfitta, poi diventa una questione di soppravivenza e i democristiani difficilmente si sacrificano per soddisfare i capricci di una capo carismatico, erano abituati ai cambi di governo e presidenti del consiglio quando giungevano batoste elettorali.
    Eh no, troppo comodo... la Lega ha rinunciato al grande Sogno della Secessione, a patto di avere il Federalismo....

    ... non per sentirsi dire, dopo 4 anni di prese in giro alitalia-style: "no, guardate, la ggente non la vuole la Devolution, non se ne fa niente"...

    ... neppure i Padani volevano rinunciare alla Secessione, ma hanno accettato il compromesso per il bene della coalizione.

    PS - dico questo pur NON essendo Padano.

  8. #8
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    Maroni ha individuato nell'attuale politica della maggioranza di governo e del signor Berlusconi del liberismo? Deve avere delle facoltà particolari, giacchè, purtroppo, pur da liberista "moderato" (e per questo in passato contestato dai liberisti puri) credo che sia assai difficile scorgere del liberismo nella politica economico-sociale dell'esecutivo, ivi compresa la questione delle tasse (visto che la riduzione fiscale non sembra essere finanziata con tagli strutturali e concreti alla spesa pubblica). Quanto al dirottamento della somma da destinare al taglio dell'IRPEF, dell'Irap e altre ......divinità della sinistruzza, per la riduzione del "costo del lavoro" il ministro Maroni dovrebbe spiegarci qual'è, nella sostanza, la sua proposta. Non dimentichiamo che una componente importante del costo del lavoro, direi una componente esagerata, è costituita appunto da oneri fiscali e previdenziali.........mentre in busta paga al dipendente e al collaboratore.............arrivano normalmente delle cifre che i più ormai rifiutano di leggere se il fatidico 27 cade immediatamente prima del fine settimana.............per non rovinarselo irrimediabilmente....

    Saluti liberali

  9. #9
    God, Gold & Guns
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    In origine postato da antonio
    naaaa..perche' si va tutti a casa?
    ci sono le riforme , quella Costituzinale in primis, da approvare, poi si fa il referendum e poi...solo spoi...si va tutti a casa...
    mi pare lineare come percorso....
    Concordo

  10. #10
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    In origine postato da Misterbianco
    Anche il leghista Maroni si è accorto che il propio elettorato è insofferente verso certe riforme liberiste


    Il ministro del Welfare al termine dell'incontro con le parti sociali
    "Ne ho già parlato con Berlusconi, non mi ha detto di no"
    Maroni: "Tagliare costo del lavoro
    piuttosto che ridurre le tasse"


    Roberto Maroni
    ROMA - Il ministro Roberto Maroni mette in discussione i tagli alle tasse promessi dal premier per il 2006. Il responsabile del Welfare intende presentare al governo una proposta che smonterebbe il progetto di Berlusconi: destinare alla riduzione del costo del lavoro i 12 miliardi indicati dal presidente del Consiglio per i tagli fiscali.

    "Visto che è intenzione del governo - dice Maroni al termine dell'incontro con le parti sociali sulla riduzione del costo del lavoro - di ridurre il carico fiscale nel 2006 di un punto di pil, pari a circa 12 miliardi di euro e visto che l' esito delle elezioni mi pare sconsigli il premier nella riduzione che si era proposto di fare, possiamo discutere come allocare queste risorse. Io penso vadano utilizzate principalmente per ridurre il costo del lavoro".

    "Utilizzare qui le risorse per la riduzione del carico fiscale ha solo effetti positivi piuttosto che una riduzione generalizzata a tutti i cittadini", afferma ancora Maroni. E aggiunge di averne già parlato al presidente del Consiglio: "Non mi ha detto di no, e questa era la cosa che mi aspettavo. Ma naturalmente adesso si aspetta da me una proposta articolata e convincente".

    Per il ministro leghista, "l'individuazione delle risorse per la riduzione del costo del lavoro è utile sia per le imprese che per i lavoratori".

    Quanto al confronto con i sindacati e gli imprenditori, Maroni indicato che si vuole arrivare entro la fine del mese di maggio alla definizione di una proposta condivisa da avanzare al governo in vista del Dpef: "Il costo del lavoro è un tassello importante di un mosaico ampio, per questo la discussione deve essere conclusa entro maggio per poter presentare nel dpef una riduzione del costo del lavoro". Per questo "si apriranno degli incontri bilaterali con i sindacati, con gli industriali e con le confederazioni per poi ritornare ad un incontro con l'obiettivo di chiudere il tavolo con una proposta condivisa".

    Il ministro del Welfare spiega poi che il piano per la riduzione del costo del lavoro prevede tre punti principali: "il fisco (con l'Irap, l'Irpeg e l'Irpef), la previdenza e gli altri oneri". "Di questi - precisa - solo la previdenza non può essere ridotta perché ridurre il contributo previdenziale significherebbe una riduzione delle pensioni".

    (6 aprile 2005)
    Fosse per me tutto quel fiume di denaro se lo sognerebbero gli imprenditori.
    Lo distribuirei a cominciare tra coloro, pensionati, che dispongono di 500 euro per vivere.
    Poi qualcosa darei a quelli che si fanno un mazzo così nell'edilizia,
    nelle concerie del vicentino ecc....
    Agli statali niente perchè la coperta è corta e possono aspettare.
    Idem per gli imprenditori, ci penserà prodi alla fiat quando andrà al governo.

 

 
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