Secondo me il capitalismo è riuscito a guadagnare nuovamente terreno a partire dalla metà del XX secolo perché ha introdotto largamente la pratica del neoliberalismo, e quindi soprattutto del neoliberismo, diffondendo capillarmente il suo dominio, costruendo una specie di società piramidale, la cui base sicuramente comprende la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Senza contare che ora l'imperialismo non si è sostanzialmente evoluto, però sta comunque assumendo la particolare forma del neocolonialismo, cioè un colonialismo (quasi) diretto, ma che si cerca di mascherarlo ufficialmente sotto altri nomi e nuove apparenze.
Alla fine però vale sempre la logica che la classe ricca domina sui singoli poveri; a questo punto però coloro che si definiscono comunisti devono lavorare per unire in modo ancora più efficace i singoli oppressi, in modo che i popoli cingano d'assedio la roccaforte dei capitalisti e che la facciano capitolare in modo netto e schiacciante.
L'applicazione delle dottrine comuniste e quindi proletarie è stata e sarà una cosa non facile, ma in effetti anche la borghesia ha sempre faticato ad imporsi come ceto dominante, mentre invece il proletariato vero e proprio è una classe molto più recente e lo è ancora di più il pensiero comunista scientifico, quindi vuol dire che prima o poi esso riuscirà ad ottenere la realizzazione di una vera società comunista, in quanto appunto il potere è ancora dalla parte di una minoranza e contemporaneamente la maggioranza non è affatto stupida.
Spetta quindi ai comunisti, per velocizzare il fenomeno della caduta del potere plutocratico e imperialista, l'organizzazione di rivoluzioni sociali e culturali, che saranno le uniche ad essere fatte autenticamente dal popolo e soprattutto per il popolo.
Chi deciderà deliberatamente di smettere di lottare per spezzare le catene sue e degli altri prigionieri, meriterà solamente che esse gli siano strette ancora di più; ma meno male che il popolo è molto raramente masochista, praticamente mai.![]()




senza produrre alcunché.
