Chissà perchè se io scrivo POLITICI LADRI mi censurate, se lo dice Berlusconi lo applaudite.
Mah. Il pollismo è una brutta malattia, ti rende FAZIOSO DENTRO.


Chissà perchè se io scrivo POLITICI LADRI mi censurate, se lo dice Berlusconi lo applaudite.
Mah. Il pollismo è una brutta malattia, ti rende FAZIOSO DENTRO.


Beh intanto registro l' "interessante" e lo metto via ...sul resto è la storia del pessimismo della ragione e dell'ottimismo della volontà....si lo so l'ha detto Gramsci...però dai: non era Giancarlo Pajetta....E in ogni caso chissa quante di meglio ne ha dette Mazzini....o anche La Malfa (tutt' e due) se solo andiamo a cercare....Originally posted by Lincoln
....ragionamento di "prospettiva" è senza dubbio interessante e perfino-in linea di principio-condivisibile ma temo(ahimè)un pò astratto vista l'odierna situazione.
Saluti carissimi


Parole sante caro Mc!Originally posted by mcandry
ma chi è che camperebbe di politica qui? secondo me siamo più quelli che come me ci hanno rimesso che guadagnato...
omar proietti


che Pajetta(dal quale politicamente ci divideva quasi tutto)era una persona leale e per tanti aspetti degna di stima.Hai letto l'ottimo fondo che la Voce gli ha dedicato qualche giorno fa?Mi pare sia stato postato anche sul nostro forum.
omar proietti


L'ho letto e sostanzialmente condiviso; ma qui si discuteva di elaborazione teorica....comunque onesto, frugale, disinteressato tutto quello che vuoi...leale: con il partito! ma non sconfiniamo nella agiografia: mi pare di ricordare un rittratto che ne fa Giorgio Amendola nell'emigrazione antifascista...non altrettanto celebrativo ...forse posso sbagliare...dopo vado a rileggere. B.


Condivido le tue precisazioni Barney.Lessi anch'io a suo tempo ciò che disse Amendola ,se non sbaglio nel bellissimo libro "Un Isola".
Se ricordo bene,mise in risalto sia la durezza e la rigidità di Pajetta nell'intendere la militanza di partito(ma Amendola non era da meno)sia il suo moralismo un pò "bacchettone".
Saluti
omar proietti


Europee, scoppia la guerra dei simboli nell’Ulivo
di Aldo Torchiaro
“Forse alle elezioni del 2006 il simbolo dell'Ulivo non ci arriverà”, aveva detto il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. “Nel 2006 - fa osservare il leader del Sole che Ride - la coalizione sarà molto più larga. Quindi il problema non e' solo di questo simbolo ma la presenza di Rifondazione e di altre forze politiche determinerà il fatto che dovremo pensare ad un simbolo per la nuova coalizione”. Profetico: ma la guerra del simbolo è già iniziata. L'utilizzo del logo con il ramoscello d’ulivo è contestato dai verdi, mentre viene fatto proprio dalla lista unitaria di Ds, Sdi e Margherita e contemporaneamente dal duetto Di Pietro-Occhetto.
Ulivo contro “Nuovo Ulivo”, come si è apoditticamente definita la lista della “società civile” e dei giustizialisti. Ma andiamo con ordine: con lo slogan "Uniti nell'Ulivo, per l'Europa" la lista dei prodiani si presenterà alle prossime elezioni europee. Nel simbolo, Uniti nell'Ulivo è scritto a grandi caratteri al centro, per l'Europa in basso e nella parte destra in alto c'è un ramoscello verde d'ulivo. Tutte le parole sono in azzurro, tranne il "nell'" che è in rosso. Il logo è lo stesso che venne depositato nel 1996 a Bologna. A quello, si è aggiunto il simbolo che lega “Italia dei Valori” di Di Pietro al movimento dei girotondi e della “società civile” che ruota intorno ad Occhetto.
I dissidi sull’utilizzo dell’ambito ramoscello non sono affatto nuovi per il centrosinistra. Il 21 marzo del 2000, Repubblica parlava di come venne allora presentata “una dichiarazione politica in cui i Democratici riconoscano l'inopportunità dell'uso improprio della denominazione L’Ulivo. Una cosa del tipo: "I Democratici si sono presi il simbolo e non ci possiamo fare niente, però si sappia che sono usurpatori". Non è l'ideale, una patente così, in campagna elettorale: non accresce il consenso, ecco. Nella riunione si è anche valutato se l'eventuale dichiarazione sia "sufficiente dal punto di vista tecnico-legale". Legale, dicono: ci siamo quasi.”.
A quattro anni di distanza si ripete la stessa identica situazione. Senza timori di cadere nel ridicolo, neoulivisti e veteroulivisti si fustigano a vicenda a colpi di fogliame, identico il colore e le quattro foglioline. I leader della lista Prodi ci hanno provano con una lettera, al tempo stesso un duro altolà e un appello a superare le "incomprensioni". L’atto costitutivo dell’Ulivo prevede che il simbolo possa essere usato "dalla maggioranza qualificata" della coalizione? Bene, sommando Margherita, Ds e Sdi si arriva al 90 per cento.
Quindi l’aver autorizzato i fratelli più piccoli a richiamare l’Ulivo nei loro simboli è, come dire, un atto di generosità. Romano Prodi padre della lista e dell’arbusto conteso, ha tentato la scorsa settimana una mediazione nell’ex studio che ha lasciato in eredità ad Arturo Parisi, presenti Fassino, Rutelli, Boselli, con il vicepresidente della Margherita a fare gli onori di casa in piazza Santi Apostoli a Roma. Nessun accordo raggiunto con l’ulivo-bonsai. L’unità del centrosinistra rischia di passare per le vie legali prima ancora che si presenti al voto.
Aldo Torchiaro
torchiaro@opinione.it


La domanda era. DOVE VA L'ULIVO?
La risposta è: a DISTANZE SIDERALI DAL POLO: + 11%.
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Hey, amici politologi, qualcuno di voi è in grado di simulare quanti seggi prenderebbe l'Ulivo con una vittoria 52 - 40 al maggioritario?
Considerando che con l' 1,7% il centrodestra ha avuto 100 deputati di vantaggi, secondo me Prodi con il queste cifre avrà una maggioranza del 90%, ma vado così a botto, magari qualcuno di voi ha dati più scientifici.
GOD SAVE BERLUSKA.


La prossima legge sara' proporzionale,credo che ci sara' un premio di maggioranza,non credo che ci sara' uno sbarramento,al max 1%.
Se invece sara' come dici te allora per i DS sara' piu' facile mandare in pensione Prodi.
GOD SAVE PRODI AND BRUNIK