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Risultati da 1 a 10 di 33
  1. #1
    Orazio Coclite
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    Predefinito Nessun uomo è illegale!

    2 aprile 2005, corteo dei migranti a Napoli:



















    http://www.noglobal.org/

  2. #2
    Orazio Coclite
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    Ai 'progressisti' piace giocare con le parole, come anche il recente caso francese insegna. Ma questa volta l'etimologia adottata non è troppo campata per aria. Il dizionario Garzanti di spiega perché:


    migrante

    Sillabazione/Fonetica [mi-gràn-te]
    Definizione part. pres. di migrare

    ¶ agg. che migra, migratore: popolo, uccello migrante | (med.) si dice di organo, cellula o fenomeno patologico che si sposta dalla sede primitiva: rene, ascesso migrante.



    Un fenomeno patologico che si sposta dalla sede primitiva: che gli allogeni immigrati, o migranti che dir si voglia, siano un cancro che sta corrodendo dal di dentro l'Europa è un fenomeno che appare chiaro ai più qui dentro.

  3. #3
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Eccola qui la V colonna del sistema capitalista e globalizzatore, i centri sociali mutirazzialisti ed egualitaristi.
    Rimpatrio per tutti

  4. #4
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    In origine postato da Orazio Coclite
    Ai 'progressisti' piace giocare con le parole, come anche il recente caso francese insegna. Ma questa volta l'etimologia adottata non è troppo campata per aria. Il dizionario Garzanti di spiega perché:


    migrante

    Sillabazione/Fonetica [mi-gràn-te]
    Definizione part. pres. di migrare

    ¶ agg. che migra, migratore: popolo, uccello migrante | (med.) si dice di organo, cellula o fenomeno patologico che si sposta dalla sede primitiva: rene, ascesso migrante.



    Un fenomeno patologico che si sposta dalla sede primitiva: che gli allogeni immigrati, o migranti che dir si voglia, siano un cancro che sta corrodendo dal di dentro l'Europa è un fenomeno che appare chiaro ai più qui dentro.
    Quoto e sottoscrivo ma per cercare di prevenire le solite polemiche vorrei ricordare che ormai da anni autorevoli esponenti del governo di Tel Aviv ripetono frasi di questo tipo: "L'Europa ha il dovere morale e l'obbligo di accogliere ed integrare gli immigrati di qualsiasi razza ed etnia provenienti dal 3° e 4° mondo"...

  5. #5
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    NEGRI, CLANDESTINI FUORI! Una vergogna per tutta l'Italia! Come si può fare marciare gli stranieri su le nostre strade?

    W IL DUCE

  6. #6
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    In origine postato da fabiosko
    Eccola qui la V colonna del sistema capitalista e globalizzatore, i centri sociali mutirazzialisti ed egualitaristi.

  7. #7
    Orazio Coclite
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    In origine postato da fabiosko
    Quoto e sottoscrivo ma per cercare di prevenire le solite polemiche vorrei ricordare che ormai da anni autorevoli esponenti del governo di Tel Aviv ripetono frasi di questo tipo: "L'Europa ha il dovere morale e l'obbligo di accogliere ed integrare gli immigrati di qualsiasi razza ed etnia provenienti dal 3° e 4° mondo"...
    Io non capisco perché un fenomeno come l'immigrazione, che è per sua propria natura policausale e influenzato ed interessato da situazioni e realtà spesso anche diametralmente opposte, debba ogni volta essere ridotto ad complotto, ebraico o massonico che sia. Non lo capisco anche perché ad un occhio un minimo attento e analitico quel poco che serve, la realtà della questione immigratoria appare evidentissima senza dover ogni volta ricorrere a queste scappatoie che negli anni sono servite solamente ad alimentare una mitologia, dal chiaro segno ontologico, per giustificare il nostro ruolo marginale nella storia italiana dei decenni post-guerra. Male questo che, come non manco di rimarcare ad ogni occasione, è diretta emanazione dell'aver fatto propria una retriva weltanschauung tutta cattolica (i complotti, li masoni, l'abbrei, ecc.).

    Ora, assodate le nequizie e la nefasta influenza che, con il progressivo affermarsi dell'economia (l'oro) a discapito dei valori autenticamente guerreschi ed eroici che furono propri a tutte le civiltà dell'evo antico (il sangue), da alcuni secoli il sionismo può esercitare in giro per il mondo, questo non può ogni volta essere sbandierato come spauracchio per ogni male e motore unico che si cela dietro le quinte di ogni decisione storica. Questa è dietrologia spicciola che porta ad una monocausalità che, come sopra accennato, non spiega assolutamente la questione immigratoria ma anzi la svilisce e la rende facile preda per chi ne vorrebbe dimostrare la presunta beneficità (gli estremi che si ricongiungono tradendo la comune radice ideologica e, molto importante, storica: cristianesimo/semitismo e comunismo/progressismo).
    Il sionismo, se correttamente inserito nel suo contesto storico, può essere certamente una delle tante concause dietro la questione immigratoria, ma non di certo l'unica o la più importante.

    Affermare di voler combattere questioni più grandi (il capitalismo, il sionismo, ecc.) senza al contempo curarsi di quello che ci avviene sotto gli occhi, specie quando questo qualcosa sarà a breve foriero di gravissime sciagure, è una posizione attendista e per certi versi puramente escapista.
    La realtà dei fatti è che l'immigrazione è il grimaldello atto a scardinare per sempre ogni futura speranza di resistenza e rinascita europea, andando a minare l'essenza stessa di quello che siamo e la radice da cui la nostra stessa identità scaturisce, e senza la quale ogni altra battaglia sarà vana.
    Ci si scaglia con veemenza contro coca-cola o MTV e magari si chiudono tutti e due gli occhi sull'immigrazione, senza capire che sia coca-cola che MTV, seppur negativi, sono fenomeni 'guaribili' molto facilmente e rapidamente, ma che la stessa cosa non sarà possibile con il meticciamento e la progressiva invasione dell'Europa.
    E non per nulla chi di solito nega la gravità o la necessità di pronto intervento nei confronti dell'invasione allogena, tende a giusticarsi in nome di battaglie più grandi o della non esistenza delle razze. Guarda il caso...


    Ora io alcuni giorni fa avevo posto alcune precise domande ai fautori di tale strategia politica. Le ripropongo adesso divise per punti. Qualcuno abbia il buon cuore di rispondermi.
    Eccovele:

    a) Il sionismo è la scusa che ricorre dietro ogni questione, a quanto sembra anche dell'immigrazione. Ora sarebbe però da capire come agisce praticamente questo sionismo nello smuovere queste masse di diseredati direttamente entro i confini dell'Europa. Come fa? Li va a caricare direttamente sulle coste del Nord Africa? Domando quindi nomi e situazioni circostanziate, per capire come agisce fattivamente il sionismo nell'implementare il flusso immigratorio in Europa.

    b) Cosa fare praticamente per arginare lo strapotere del sionismo e l'avanzata del capitaliberismo?

    c) Se come da taluni affermato, una volta eliminato il sionismo ogni altro problema si risolverà come per magia, come faremo a sbarazzarci dei milioni di allogeni che nel frattempo avranno trovato rifugio entro i confini europei? Purtroppo vincere il sionismo (?) sarà una battaglia che richiederà necessariamente un po' di tempo. Quindi una volta debellato il sionismo, mettiamo tra cinquant'anni, come fronteggiare un'Italia che nel frattempo sarà diventata multirazziale con quote anche del 40-50% se non di più? Questi allogeni si volatilizzeranno come per magia oppure dovremo accettare di aver perso per sempre la nostra identità razziale, indi anche culturale/spirituale (e da 2.000 anni a questa parte la seconda se la vede già molto male)? Come risolvere allora il problema di milioni di allogeni, musulmani o meno, presenti in Europa una volta vinta la battaglia contro il sionismo? Magari con una conversione in massa all'islam?

    d) Si parla infine di 'appoggio all'Islam', appoggio non puramente ideale e empatico, come da tempo il 99% di noi dimostra chiaramente, ma puramente politico. Ora sarebbe interessante capire cosa si intende esattamente con "appoggio all'islam". E come si dovrebbe dipanare questa strategia sotto un punto di vista sia concettuale che concreto? Questo poi in un paese come l'Italia che è nominalmente cattolico, e a cui dell'islam alla gente sembrerebbe importare veramente molto poco.


    Queste le mie domande/perplessità.
    Attendo fiducioso le risposte, specialmente dei fautori della pervasività del sionismo e dell'inesistenza della questione razziale.

    Saluti.

  8. #8
    Orazio Coclite
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    Una breve postilla a completamente e chiarificazione di quella che invece è la mia visione politica della questione.

    Al di là di ogni forma di archeobipolarismo, le battaglie che ritengo oggigiorno essenziali hanno tutte una base comune, e questa base si fonda nel riconoscimento e nella strenua difesa del concetto di 'biodiversità'.
    Questo implica una posizione di 'conservazione' nei confronti, in primis, del mondo naturale, con l'adozione di un'attitudine profondamente ecologista e bioregionalista, dove il secondo diviene il trait d'union, il ponte, tra elemento naturale ed elemento umano. E, in secundis, di conservazione del mondo umano dato dai popoli, dalle culture e dalle religioni.
    Questo implica un'opposizione radicale a ogni forma di massificazione spersonalizzante, sia questa l'ideologia del progresso figlia dell'epoca dei lumi, oppure la sua stessa radice che troviamo proprio nel monoteismo abramico. Monteismo abramico le cui moderne propaggini, islam e cristianesimo, sono stati e rimangono tutt'ora elementi devastanti per la salvaguardia delle diversità spirituali. Sostituendosi tra l'altro, in quanto elemento inferiore, a forme religiose che non fanno dello scritturalismo e dell'esclusivismo la propria intollerante essenza e forza.

    Quindi, per tirare le somme: superamento degli steccati ideologici e lotta per la salvaguardia dell'elemento umano (lotta all'immigrazione e al meticciamento, orgoglio etnico, identità locale, concetto di Patria), animale (qui molto c'entra la salvifica e benefica adozione delle masse del vegetarismo, e la ri-sacralizzazione dell'animale e del mondo naturale) e naturale (punto fondamentale, di certo la questione più importante oggigiorno, la questione demografica) contro l'avanzare del moloch del mondo moderno.

    Arisaluti.

  9. #9
    Evoliano di sinistra
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    In origine postato da Orazio Coclite
    Io non capisco perché un fenomeno come l'immigrazione, che è per sua propria natura policausale e influenzato ed interessato da situazioni e realtà spesso anche diametralmente opposte, debba ogni volta essere ridotto ad complotto, ebraico o massonico che sia. Non lo capisco anche perché ad un occhio un minimo attento e analitico quel poco che serve, la realtà della questione immigratoria appare evidentissima senza dover ogni volta ricorrere a queste scappatoie che negli anni sono servite solamente ad alimentare una mitologia, dal chiaro segno ontologico, per giustificare il nostro ruolo marginale nella storia italiana dei decenni post-guerra. Male questo che, come non manco di rimarcare ad ogni occasione, è diretta emanazione dell'aver fatto propria una retriva weltanschauung tutta cattolica (i complotti, li masoni, l'abbrei, ecc.).

    Ora, assodate le nequizie e la nefasta influenza che, con il progressivo affermarsi dell'economia (l'oro) a discapito dei valori autenticamente guerreschi ed eroici che furono propri a tutte le civiltà dell'evo antico (il sangue), da alcuni secoli il sionismo può esercitare in giro per il mondo, questo non può ogni volta essere sbandierato come spauracchio per ogni male e motore unico che si cela dietro le quinte di ogni decisione storica. Questa è dietrologia spicciola che porta ad una monocausalità che, come sopra accennato, non spiega assolutamente la questione immigratoria ma anzi la svilisce e la rende facile preda per chi ne vorrebbe dimostrare la presunta beneficità (gli estremi che si ricongiungono tradendo la comune radice ideologica e, molto importante, storica: cristianesimo/semitismo e comunismo/progressismo).
    Il sionismo, se correttamente inserito nel suo contesto storico, può essere certamente una delle tante concause dietro la questione immigratoria, ma non di certo l'unica o la più importante.

    Affermare di voler combattere questioni più grandi (il capitalismo, il sionismo, ecc.) senza al contempo curarsi di quello che ci avviene sotto gli occhi, specie quando questo qualcosa sarà a breve foriero di gravissime sciagure, è una posizione attendista e per certi versi puramente escapista.
    La realtà dei fatti è che l'immigrazione è il grimaldello atto a scardinare per sempre ogni futura speranza di resistenza e rinascita europea, andando a minare l'essenza stessa di quello che siamo e la radice da cui la nostra stessa identità scaturisce, e senza la quale ogni altra battaglia sarà vana.
    Ci si scaglia con veemenza contro coca-cola o MTV e magari si chiudono tutti e due gli occhi sull'immigrazione, senza capire che sia coca-cola che MTV, seppur negativi, sono fenomeni 'guaribili' molto facilmente e rapidamente, ma che la stessa cosa non sarà possibile con il meticciamento e la progressiva invasione dell'Europa.
    E non per nulla chi di solito nega la gravità o la necessità di pronto intervento nei confronti dell'invasione allogena, tende a giusticarsi in nome di battaglie più grandi o della non esistenza delle razze. Guarda il caso...


    Ora io alcuni giorni fa avevo posto alcune precise domande ai fautori di tale strategia politica. Le ripropongo adesso divise per punti. Qualcuno abbia il buon cuore di rispondermi.
    Eccovele:

    a) Il sionismo è la scusa che ricorre dietro ogni questione, a quanto sembra anche dell'immigrazione. Ora sarebbe però da capire come agisce praticamente questo sionismo nello smuovere queste masse di diseredati direttamente entro i confini dell'Europa. Come fa? Li va a caricare direttamente sulle coste del Nord Africa? Domando quindi nomi e situazioni circostanziate, per capire come agisce fattivamente il sionismo nell'implementare il flusso immigratorio in Europa.

    b) Cosa fare praticamente per arginare lo strapotere del sionismo e l'avanzata del capitaliberismo?

    c) Se come da taluni affermato, una volta eliminato il sionismo ogni altro problema si risolverà come per magia, come faremo a sbarazzarci dei milioni di allogeni che nel frattempo avranno trovato rifugio entro i confini europei? Purtroppo vincere il sionismo (?) sarà una battaglia che richiederà necessariamente un po' di tempo. Quindi una volta debellato il sionismo, mettiamo tra cinquant'anni, come fronteggiare un'Italia che nel frattempo sarà diventata multirazziale con quote anche del 40-50% se non di più? Questi allogeni si volatilizzeranno come per magia oppure dovremo accettare di aver perso per sempre la nostra identità razziale, indi anche culturale/spirituale (e da 2.000 anni a questa parte la seconda se la vede già molto male)? Come risolvere allora il problema di milioni di allogeni, musulmani o meno, presenti in Europa una volta vinta la battaglia contro il sionismo? Magari con una conversione in massa all'islam?

    d) Si parla infine di 'appoggio all'Islam', appoggio non puramente ideale e empatico, come da tempo il 99% di noi dimostra chiaramente, ma puramente politico. Ora sarebbe interessante capire cosa si intende esattamente con "appoggio all'islam". E come si dovrebbe dipanare questa strategia sotto un punto di vista sia concettuale che concreto? Questo poi in un paese come l'Italia che è nominalmente cattolico, e a cui dell'islam alla gente sembrerebbe importare veramente molto poco.


    Queste le mie domande/perplessità.
    Attendo fiducioso le risposte, specialmente dei fautori della pervasività del sionismo e dell'inesistenza della questione razziale.

    Saluti.
    Concordo sul fatto che l'immigrazione sia un fatto policausale, ritengo personalmente che esista una grave questione razziale e che sia inutile ciarlare di corporativismo e di socializzazione quando si sta andando verso una societa' di meticci....Detto questo ho fatto quell'appunto onde evitare (come ho gia' avuto modo di dire in altri tread anche se nn ricordo quali) che si vada alla solita polemica tra i razzialisti da una parte(tacciati talvolta di semplice antiislamismo e di becero razzismo rappresentati tra gli altri da te e da Paul) ed i Filo-islamici (accusati di multirazzialismo e di essere ossessionati dal demone sionista rappresentati tra gli altri da I'm hate e Cornelio).
    Credo personalmente (e posso anche sbagliarmi)che colpito il sionismo internazionale saremmo gia' a piu' di meta' dell'opera, ci sarebbe poi il problema di milioni di allogeni sul sacro suolo europeo (la gran parte musulmani)... ecco pero' la differenza e' questa: a me non fa paura il musulmano, in quanto e' portatore di tradizione e cultura seppur differente dalla mia, ma reputo pericoloso e da rispedire a casa colui che si e' completamente staccato dal proprio contesto culturale e razziale ed e' qui senza aver nulla da perdere pronto a prendere tutto il peggio della nostra decadente cultura.
    Orazio comunque penso che se la nostra razza trovasse (non mi chiedere dove) la forza di sconfiggere il sionismo internazionale (e quindi anche l'ebreo che alberga in ognuno di noi) non dovrebbe piu' temere alcuno....
    Comunque ti ripeto queste sono solo elucubrazioni personali e molto probabilmente fallaci ma non dobbiamo incorrere nell'errore di dividerci e' (e mi ripeto) normale che un nazionalrivoluzionario oggi guardi con simpatia ad un certo islam che lotta contro il mondo moderno per la salvaguardia delle proprie tradizioni e che sia fermamente contrario alla societa' multirazziale ed ad un ulteriore imbastardimento della nostra razza

  10. #10
    Orazio Coclite
    Ospite

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    In origine postato da fabiosko
    (tacciati talvolta di semplice antiislamismo e di becero razzismo rappresentati tra gli altri da te e da Paul)
    Queste sono le solite accuse campate in aria usate da chi deve districarsi da situazioni altrimenti ingestibili. Un po' come quando parlando di revisionismo, una volta messo il proprio interlocutore con le spalle al muro, questi si avvale della massima scomunica dialettica dandoci del fascista/nazista/antisemita.
    Né il sottoscritto, né tantomeno il buon Paul Atreides, il quale, sia detto per inciso, è su questi forum non solo un utente preparatissimo, ma solito parlare con cognizione di causa e documenti alla mano, si sono mai lasciati andare a sparate anti-islamiche e razziste alla maniera fallaciana-kosher che da qualche tempo va abbastanza di moda. Quanto piuttosto, e quest'ennesima discussione ne è un chiaro esempio,circostanziare sempre le proprie posizioni con ragionamenti articolati e documentati.
    Certo si può anche non condiscendere, ma bisogna argomentare il proprio dissenso. Cosa che sia io che Paul Atreides mi sembra facciamo sempre, e per la quale non possiamo assolutamente essere tacciati di mero anti-islamismo o becero razzismo (usando questo epiteto col significato retrivo che gli attribuisce la maggioranza della popolazione mondiale).

    Giusto per chiarirmi.
    Saluti.

 

 
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