Sono stato a Modena, ieri sera perchè c'era una conferenza di Maurizio Viroli sull'argomento in DIFESA DELLA COSTITUZIONE ed era magistralmente organizzata dagli amici del'MRE emiliani locali.
L'illustre Prof. Viroli ha tenuto una bellissima conferenza, in una sala piena di partecipanti e non voglio fare il fanatico isterico ma la lezione che ne ho tratto e che ci si augura che il prossimo governo tragga l'impressione che la "mazzata elettorale" appena subita sia dovuta in parte all'attacco alla COSTITUZIONE da parte dei leghisti di Bossi e che pertanto (alleata AN!) venga rivisto il disegno irresponsabile che la stessa lega porta avanti e che si faccia RIMARCARE che modifiche così serie vanno prese con la maggioranza dei due terzi sia alla Camera che al Senato, come prevede l'ART. 138 DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA - (Cosa questa che non dovrebbe permettere alcuna modifica costituzionale) perchè grazie a DIO questa maggioranza non dovrebbe esistere più, SE NO SIAMO ANCORA UNA VOLTA TURLUPINATI!
Il primo rilievo generale che si può fare è, per usare le parole di Gerardo Bianco, che “che l'articolo 138 della Costituzione non consentiva, dal punto di vista costituzionale, una così larga revisione”. Modificare un così ampio numero di articoli e modificarli così profondamente con un solo atto legislativo è qualcosa che arriva ai limiti estremi del processo democratico ed è qualcosa che sfocia in qualcosa di molto prossimo alla ben nota “tirannia della maggioranza”.
A questo si aggiunge, ovviamente, che tali e tanto vaste modifiche sono avvenute ricorrendo alla sola maggioranza semplice.
Formalmente è probabile che questo processo non risulti contrario alla lettera di nessuna disposizione costituzionale, ma di certo è totalmente opposto allo spirito cui vennero studiate le disposizioni in materia di riforma costituzionale e alle interpretazioni dell’art. 138 Cost. date dalla Corte Costituzionale.
Altro fatto assai rilevante è che la riforma, così come è stata concepita e poi emendata, risulta del tutto priva di un “filo conduttore”, di un progetto coerente che la informi.
Non mi sembra una posizione dettata da ragioni di schieramento affermare che questa riforma è stata disegnata seguendo una logica di scambio interna alla coalizione di governo; di certo non è questo lo spirito costituente che può aspirare a dar vita ad una nuova costituzione.
Il livello del dibattito parlamentare, non a caso, è stato bassissimo e non c’è stata nessuna volontà di ascoltare le ragioni dell’opposizione.
Peraltro è stato un dibattito principalmente giuridico, privo di un qualsivoglia respiro storico e politico, incentrato sui cavilli e non sui principi; nei rari casi in cui si è discusso con un minimo di visione storica le ragioni della maggioranza erano affidate a posizioni ideologiche e, incredibilmente, totalmente slegate dall’approfondimento della carta costituzionale così come la conoscevamo e del processo storico e politico italiano ed europeo, preferendosi discorsi imprecisi e demagogici. Ma d’altra parte è questa la cultura che ci governa.
Il professor Viroli ha ribadito: " Che non capita spesso di leggere una Costituzione scritta così male, così lunga e ingarbugliata" come questa presentata alla Camera per sorituire quella attuale.
Purtroppo andrebbe notato che è stato proprio il centrosinistra ad aprire la strada a questo scempio (CON SOLI QUATTRO VOTI!!!), approvare, infatti, la modifica del titolo V a maggioranza e sul finale della legislatura è stato uno dei più gravi errori politici degli ultimi anni ed è stato uno scempio contro il quale qualsiasi repubblicano dovrebbe rivoltarsi.
E RIBADISCO CHE DOBBIAMO FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E NON LASCIARCI FAGOCITARE DAL FATTO CHE ESSENDO NELLA "FED" NON DOBBIAMO FARCI SENTIRE PER NON ROVINARE I BUONI RAPPORTI IN CORSO!!!
LA PARI DIGNITA' dobbiamo ribadirla e se vogliamo VISIBILITA' NON DOBBIAMO FARCI METTERE NESSUNA "MORDACCHIA" SE NO POTREBBERO AVERE RAGIONE CHI VOCIFERA CHE SIAMO ASSERVITI ANCHE NOI...
CHIEDO PER FAVORE DI PORTARE QUESTE MIE LAMENTELE E ANCHE ALTRE CHE HO SENTITO A MODENA ALLA DIREZIONE NAZIONALE.
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