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Discussione: Votare e subito!

  1. #1
    Castellano
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    Predefinito Votare e subito!

    GOVERNO/ FOLLINI: ONESTO E SAGGIO VOLER VOTARE SUBITO (CORSERA)
    10/04/2005 - 088
    "Niente forzature sui conti pubblici e basta propaganda"

    Milano, 10 apr. (Apcom) - "Penso che sarebbe saggio risparmiare al Paese un anno di campagna elettorale, che rischia di essere velenosa e demagogica". Intervistato dal "Corriere della Sera", il vicepremier Marco Follini ritiene che "dopo un voto così impegnativo, sarebbe politicamente onesto riconsegnare agli elettori le chiavi della disputa" scegliendo la strada delle elezioni immediate. "Mi pare di capire che nella Cdl sono in tanti a non pensarla così, e certo alle urne non ci si può andare percorrendo la strada del litigio".

    Secondo Follini, Berlusconi deve riguadagnare consenso e fiducia. "Il Paese ci ha mandato a dire che non sopporta una politica che parla il linguaggio della propaganda e dell'ottimismo di maniera". Secondo il numero uno dell'Udc le priorità sono due: sul versante di Governo "i conti pubblici da tenere in ordine" e sul fronte della coalizione risolvere "il conflitto sull'identità della Cdl".

    "Data la situazione politica - spiega il vicepremier - non credo potremo avventurarci in una distribuzione di risorse troppo generosa", facendo intendere che non dovranno esserci "forzature". Nel frattempo, dopo il voto, la nuova legge elettorale e la par condicio "non sono più all'ordine del giorno".

    Follini sottolinea inoltre che "sarebbe meglio che parole come 'verifica' e 'rimpasto' venissero risparmiate a noi stessi e al Paese. Un altro tormentone non ci può essere. C'è un conflitto di identità che va chiarito e risolto. Ma il conflitto delle poltrone, quello proprio no". E anche il nodo del candidato viene dopo la riconquista del consenso, dice Follini, per il quale il centrodestra è a un bivio: "O si dota di un profilo moderato, o in una coalizione dalla fisionomia populista prima di noi non ci staranno i nostri elettori".


    http://notizie.virgilio.it/informazi...?cart=11641726

  2. #2
    Castellano
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    In Origine Postato da antonio
    invece secondo me occorre attendere...
    berlusconi ha avuto il mandato per governare 5 anni...
    Si aspettano gli atti concreti dopo queste dichiarazioni, le elezioni e le crisi di governo non si devono chiedere ma chi ha in mano il cerino le deve provocare con azioni concrete, si aspetta quindi il ritiro dei ministri da parte di AN e UDC, in ogni caso Berlusconi si può scordare di "risolvere" la crisi con un rimpasto, questa volta si passa per il quirinale.

  3. #3
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    Follini veramente non lo sopporto più...

  4. #4
    Castellano
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    LE ELEZIONI ANTICIPATE
    Converrebbero anche a Berlusconi
    ANGELO PANEBIANCO
    Alla fine non se ne farà nulla, soprattutto perché Silvio Berlusconi non si è probabilmente accorto della paradossale circostanza che si è determinata: il fatto che le elezioni anticipate (possibili solo a giugno, sia chiaro. A ottobre non si vota mai in Italia) convengono sia a lui che al Paese. Il paradosso è che questa coincidenza di interessi, di Berlusconi e del Paese, resterebbe intatta quale che fosse l'esito di tali elezioni. Vediamo perché, cominciando dall'interesse di Berlusconi. A lui le elezioni anticipate convengono, in primo luogo, perché non può essere escluso che finisca per vincerle, magari per un'incollatura, sul filo di lana: i due milioni di voti perduti dal centrodestra (tra astensioni, travasi e dispersione del voto) potrebbero ancora essere recuperati in uno scontro frontale fra destra e sinistra per il governo del Paese. Ma gli convengono anche nel caso di sconfitta.
    Cadrebbe in piedi, con in mano ancora il bastone del comando, leader di una coalizione del 45 e rotti per cento dei suffragi. E cadendo in piedi gli resterebbe il privilegio più importante: quello di scegliere il proprio successore. Assicurando così un futuro alla sua creatura, il centrodestra. Nella storia è questo che fa tutta la differenza: fra il condottiero che fonda una dinastia e quello che scompare lasciando dietro di sé solo rovine e nessuna eredità. Se le elezioni anticipate non ci fossero (come è probabile, se non certo), il copione sarebbe già scritto: al Berlusconi politico sarebbe riservato un anno di dolorosissima agonia. Il «si salvi chi può» diventerebbe la regola nel centrodestra. Tutti i topi che possono permetterselo salterebbero, uno dopo l'altro, dalla barca che affonda (alcuni hanno già cominciato).
    Berlusconi diventerebbe alla fine un leader puramente nominale, in balìa di alleati interessati solo a salvare se stessi e non più una coalizione ormai data per spacciata. Sia l'Italia che conta, l'Italia dell' establishment , sia la comunità internazionale, per tutto l'ultimo anno della legislatura, guarderebbero a Berlusconi come a un leader ormai finito e a Romano Prodi come all'astro emergente, il leader in pectore , il solo possibile punto di riferimento. Berlusconi si troverebbe, mese dopo mese, con un'immagine pubblica sempre più logorata, sempre meno in sintonia con l'opinione pubblica, sempre più solo e disperato. Uno scenario, insomma, da ultimi giorni nel bunker. Alla fine, le elezioni sancirebbero l'inevitabile: una sconfitta campale del centrodestra, il disfacimento irreversibile della coalizione per effetto della fine politica del suo inventore e federatore. Ed è qui che entra in gioco anche l'interesse del Paese. Al quale andrebbero risparmiate le convulsioni di un anno di agonia del governo e, ancora di più, la scomparsa del centrodestra, oggi come maggioranza e domani come credibile opposizione.
    Poiché la democrazia, come è ovvio, necessita sia di una forte sinistra sia di una forte destra. E quest'ultima, se Berlusconi esce di scena in malo modo, in modo rovinoso, forse non esisterà più per chissà quanti anni a venire. Sono da sempre convinto che gli odi feroci che Berlusconi si è attirato da quando è entrato in politica siano dipesi solo in parte dai suoi molti e indiscutibili demeriti: dal conflitto di interessi alla faciloneria con cui ha sempre fatto promesse irrealizzabili. No, gli odi feroci Berlusconi se li è attirati soprattutto per i suoi meriti (che gli storici del futuro gli riconosceranno). Il merito, in primo luogo, di avere creato, dalla sera alla mattina (fondando Forza Italia, sdoganando l'Msi e la Lega, dando accoglienza ai naufraghi della Dc e del Psi), ciò che non era mai esistito in precedenza, ossia una destra di governo. Il merito, in secondo luogo, di avere dato a questa destra un'ideologia spendibile contro la sinistra e anch’essa inedita: quella che al moralistico piagnisteo anti-mercato (vera e propria cifra della Prima Repubblica), contrappose la visione dinamica e ottimista di chi scommette sul liberalismo economico, sulle virtù dell'individualismo, sulla moralità del profitto, sulla centralità, civile e non solo economica, dell'impresa e del mercato.
    Tutto questo è oggi a rischio. Se Berlusconi uscirà di scena malamente, dopo un anno di calvario, sperperando il suo intero patrimonio politico, e trovandosi nell'impossibilità, dopo la sconfitta, di pilotare la propria successione, non ci sarà rimedio: la destra di governo si scioglierà come neve al sole, lasciando dietro di sé solo piccoli gruppi politici, divisi, rissosi e impotenti. E gli stessi meriti di Berlusconi verranno in prospettiva ridimensionati a causa del modo in cui sarà tramontata la sua stella (Craxi, ad esempio, era un grande leader ma peserà sempre, nel giudizio storico su di lui, il modo in cui si concluse la sua avventura umana e politica). La storia giudicherà Berlusconi assai diversamente a seconda di ciò che egli avrà fatto nella fase conclusiva del suo ciclo politico, a seconda della eredità che avrà o non avrà lasciato al Paese. Berlusconi è un grande giocatore d'azzardo. Ma avrà la forza e il coraggio di giocare questa partita?
    10 aprile 2005
    corriere

  5. #5
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    Alemanno propone una soluzione poco convincente.. Berlusconi al quirinale e un nuovo leader della CDL, solo che bisogna prima vincere le politche, ora o fra un anno, quindi siamo sempre allo stesso punto.

    ALEMANNO: 2006, BERLUSCONI AL COLLE. E UN ALTRO PREMIER
    Gianni Alemanno punta a "nuovo programma e nuovo governo" per chiudere la legislatura. L'esponente di An rimarca la necessita' di affrontare concretamente la questione del Mezzogiorno e ribadisce che la devolution "puo' essere salvata" ma, soprattutto, non esclude la possibilita' che Berlusconi possa essere il prossimo Presidente della Repubblica, con la conseguenza di dover lavorare ad una nuova premiership. Intervistato da 'Repubblica', Alemanno, favorevole all' ipotesi di Francesco Storace a capo di un coordinamento per preparare le elezioni, sottolinea la necessita' di un "programma profondamente diverso rispetto al 2001. Quanto alla devolution, l' esponente di An ripete che "in primo luogo e' opportuno accantonare tutte le riforme che non hanno un consenso diffuso, come la par condicio. Ma sulla devolution si puo' fare un' eccezione: piu' che una legge sbagliata e' stato un messaggio sbagliato. E' passata come una legge per il nord contro il sud, ma non e' cosi'. Puo' essere salvata, ma solo se c'e' un accordo serio con la Lega, per far diventare il sud la principale priorita' economico-sociale".
    Repubblica

  6. #6
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    Predefinito Re: Votare e subito!

    In Origine Postato da Misterbianco
    FOLLINI: ONESTO E SAGGIO VOLER VOTARE SUBITO
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
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    In Origine Postato da Misterbianco
    Alemanno propone una soluzione poco convincente.. Berlusconi al quirinale e un nuovo leader della CDL, solo che bisogna prima vincere le politche, ora o fra un anno, quindi siamo sempre allo stesso punto.

    ALEMANNO: 2006, BERLUSCONI AL COLLE. E UN ALTRO PREMIER
    Gianni Alemanno punta a "nuovo programma e nuovo governo" per chiudere la legislatura. L'esponente di An rimarca la necessita' di affrontare concretamente la questione del Mezzogiorno e ribadisce che la devolution "puo' essere salvata" ma, soprattutto, non esclude la possibilita' che Berlusconi possa essere il prossimo Presidente della Repubblica, con la conseguenza di dover lavorare ad una nuova premiership. Intervistato da 'Repubblica', Alemanno, favorevole all' ipotesi di Francesco Storace a capo di un coordinamento per preparare le elezioni, sottolinea la necessita' di un "programma profondamente diverso rispetto al 2001. Quanto alla devolution, l' esponente di An ripete che "in primo luogo e' opportuno accantonare tutte le riforme che non hanno un consenso diffuso, come la par condicio. Ma sulla devolution si puo' fare un' eccezione: piu' che una legge sbagliata e' stato un messaggio sbagliato. E' passata come una legge per il nord contro il sud, ma non e' cosi'. Puo' essere salvata, ma solo se c'e' un accordo serio con la Lega, per far diventare il sud la principale priorita' economico-sociale".

    Repubblica


    Questa è una dichiarazione onesta.
    Ma sulla devolution si puo' fare un' eccezione: piu' che una legge sbagliata e' stato un messaggio sbagliato. E' passata come una legge per il nord contro il sud, ma non e' cosi'.


    Quì siamo al ridicolo e patetico.
    ma solo se c'e' un accordo serio con la Lega, per far diventare il sud la principale priorita' economico-sociale".

  8. #8
    Castellano
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    Non si voleva morire democristiani oggi il terrore è crepare berlusconiani


    . Questo è il Paese del famoso motto: "Piove governo ladro". È indispensabile regolarsi. Pena, la cessione del potere alla sinistra, fatta di professionisti della politica, furbi, senza idee né ideali ma con un obiettivo ben preciso: alimentare le clientele e poi passare a riscuotere il voto. Elezioni anticipate. Posto che, come dicevamo, la crisi c'è, ora si tratta di affrontarla col proposito di non uscirne con le ossa rotte. E, assodato che così non si va avanti senza cuocere a fuoco lento e lasciarci la pelle, le prospettive sono due.

    O Berlusconi, d'accordo con Ciampi, mette in piedi un nuovo governo con un nuovo programma fattibile (che non sia uno spettacolo di illusionismo politico) teso a riconquistare la fiducia della maggioranza degli italiani, oppure è preferibile indire i comizi. Sarebbe straziante assistere a un anno di penosa e litigiosa convivenza nella Casa delle libertà, al tirare a campare di un esecutivo sfibrato e sfinito, condizionato da rancori, privo di mordente, agonizzante. Meglio l'eutanasia. Tanto più che la sinistra è terrorizzata all'idea di votare a giugno non avendo in mano un programma condiviso e non sapendo come predisporre (eventualmente) la Finanziaria. Fini ha ragione se batte i pugni sul tavolo e lo fa tremare. Berlusconi è obbligato a svoltare o si schianta contro il muro, lui e i soci, che però non hanno voglia di morire berlusconiani. Meglio andare all'opposizione domani, ma vivi, che fra un anno a decesso avvenuto.
    da www.libero.it

  9. #9
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    In Origine Postato da antonio
    no..berlusconi deve continuare a governare...le difficolta', per lui e la sua maggioranza, si acuiranno e con essa i contrasti tra le forze che la compongono, fino alla rottura insanabile... rimediera' altre figure barbine e la vaccinazione preconizzata da montanelli sara' ancor piu' efficace..a quel punto la destra sara' costretta a riorganizzarsi in modo decente.
    No prima del suicidio finale sarà bene cercare una soluzione per evitare di ridare il Paese in mano a chi ci sommergerà con una montagna di tasse, un nuovo leader per il centrodestra al di fuori dei sospetti, ora e subito.

  10. #10
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    Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, considera l'intervista di Follini ''una presa d'atto della mancata adesione degli alleati'' alla prospettiva delle elezioni anticipate. ''Noi dell'Udc -afferma Giovanardi- decideremo martedì, ma penso che la soluzione più ragionevole risieda in un rimpasto di governo o un Berlusconi bis, qualora il capo dello Stato lo ritenga necessario in presenza di significativi cambi nella squadra di governo''.
    ''Noi l'abbiamo detto. Mi fa piacere che Follini accetti la posizione principale di An -sottolinea il presidente dei senatori di An, Domenico Nania-. Noi abbiamo detto che sarebbe stato meglio lasciare decidere i cittadini se intendano continuare a dare fiducia al governo o se intendano invece cambiare coalizione''.
    Mentre il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, ritiene che ''le elezioni anticipate siano una via praticabile solo se tutti nella coalizione avessero condiviso questa scelta. Però, mi pare che così non sia, quindi bisogna pensare ad altre opzioni''

 

 
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