La decisione comunicata da una nota diffusa da Mediaset
Un professore d'orchestra: "Lo avrà spinto l'amicizia per Muti"
Scala, Confalonieri si dimette
da presidente e cda Filarmonica
A rischio i finanziamenti Mediaset per i diritti tv dei concerti


Fedele Confalonieri
MILANO - Nuovo colpo di scena nella complessa vicenda della Scala. Fedele Confalonieri si è dimesso dalla carica di presidente e consigliere di amministrazione dell'Orchestra filarmonica. La decisione è stata comunicata attraverso una nota diffusa da Mediaset, di cui Confalonieri è presidente, che ha messo il sigillo alle voci circolate nel tardo pomeriggio. La decisione - un altro capitolo nell'anno più tormentato della Scala - si presta a diverse interpretazioni. La più accreditata sarebbe quella di un segnale all'orchestra, che si è ribellata al suo storico direttore, Riccardo Muti, fino a indurlo ad abbandonare la carica di direttore musicale della Scala.

L'orchestra Filarmonica della Scala è cosa diversa dall'orchestra del Teatro alla Scala, ma i suoi componenti coincidono in massima parte con gli orchestrali scaligeri. La differenza fondamentale sta nel fatto che i componenti dell'orchestra della Scala sono dipendenti del teatro, mentre quelli della Filarmonica sono soci di questa istituzione, nata per iniziativa dei musicisti scaligeri alla fine degli anni Ottanta e che ha avuto, finora, in Riccardo Muti il direttore principale.

"L'amicizia che lo lega al maestro Muti avrà spinto Confalonieri a dimettersi" è il parere di Sandro Malatesta, uno dei professori d'orchestra della Filarmonica, nonché rappresentante del sindacato autonomo Fials nell'orchestra della Scala. "Nella Filarmonica sono solo un socio, non sono nel consiglio di amministrazione e non so che cosa sia successo oggi. Posso solo dire che, a mio parere, l'amicizia che lo lega a Muti abbia indotto Confalonieri a questo passo contro l'istituzione" dice Malatesta sottolineando il passaggio "contro l'istituzione".

"Evidentemente a Confalonieri dell'istituzione Orchestra Filarmonica non importa nulla - insiste Malatesta - a lui importa solo la persona". "Io però - conclude - sono un ex sessantottino e sono rimasto fedele al concetto di difesa delle istituzioni".

Questo nuovo passo, inatteso anche se in passato Confalonieri aveva detto di voler lasciare la presidenza della Filarmonica, potrebbe avere ripercussioni sul lavoro di mediazione che il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, sta conducendo per giungere a una soluzione della vicenda-Scala, che si è acuita ancora di più dopo il benservito al sovrintendente Carlo Fontana, nel febbraio scorso.

Ma conseguenze potrebbero esserci anche per quel che riguarda i finanziamenti da parte di Mediaset, che paga anche per alcuni diritti televisivi dei concerti. E se un privato di tale importanza lascia, potrebbe innescarsi una reazione a catena. Si parla, peraltro, di altre dimissioni.

Una vicenda che non manca di risvolti politici. E se il sindaco di Milano (e presidente della Fondazione Scala), Gabriele Albertini, non commenta da Strasburgo, impegnato all'Europarlamento, è l'opposizione che si fa sentire. Emanuele Fiano, capogruppo Ds a Palazzo Marino, sostiene che "la notizia, e le voci che lo vogliono dimissionario anche dal consiglio di amministrazione, fotografano lo sfascio in cui questa classe dirigente del centrodestra milanese sta portando la Scala e non solo".

Secondo Fiano "resta da capire a cosa sia dovuto l'abbandono, ma la vicenda lascia intravedere che il livello della contrapposizione all'interno del cda del teatro sia molto forte, come molto alto è il tasso di rissosità all' interno della stessa Casa delle Libertà".

Si dice "trasecolato" il capogruppo di An a Palazzo Marino, Stefano Di Martino: "Non si possono abbandonare Filarmonica e maestranze in questo modo. Non so quali siano le ragioni, ma mi sembra il capitano che abbandona la nave che affonda".

"Avranno impiegato tutte le energie - prosegue Di Martino - per risolvere la vicenda Scala, e non ci sono riusciti. Abbandonare così, non so che conseguenze porterà, ma io non la vedo di buon occhio". E sulla possibilità che le dimissioni siano legate a una eventuale candidatura alle comunali del 2006, dice: "Non credo, dopo un fallimento di questo genere. Confalonieri sarà anche bravo nell'imprenditoria, ma in queste circostanze non ha certo brillato".

(11 aprile 2005)



Stanno scappando come topi lasciandosi dietro le rovine dovute alle loro azioni.
Altri guai giudiziari in vista per i nostri eroi, date tempo alle cose di maturare e vedrete che bella sorpresa!!!