Giovanni Paolo II, negli ultimi anni, dà, per così dire, l'impressione di non stare troppo bene. Lo si ricovera prima ogni tanto, poi due volte l'anno, poi ogni tre mesi, e alla fine quando gli va bene riesce a passare il weekend a S.Pietro.
Nel frattempo a Mediaset, dove hanno cerume secolare nelle orecchie ma dagli occhi ci vedono bene, qualcuno capisce che GPII sta per tirare le cuoia. Chiamano uno sceneggiatore, un regista, quattro attori e qualche tecnico e mettono su la solita vecchia fiction industriale che gli viene tanto bene con le inquadrature tutte uguali, i costumi che come qualità sono peggio dei gessati di plastica dell'Upim e in qualche mese hanno in mano una videocassetta da infilare nel videoregistratore e far vedere a cinquanta milioni di italiani nel momento più opportuno.
A inizio febbraio Giovanni Paolo Secondo dà qualche ultimo colpo di tosse e fa capire che è più di là che qua. Piersilvio Berlusconi dà un colpo di telefono al Papi e a PierMarina, che sono d'accordo che forse è il caso di far annusare alla gente che è pronto un megasceneggiato sulla morte del Papa con quarantamila effetti speciali, due attrici che hanno già avuto delle visioni Mariane certificate da Ratzinger, l'ottopermille dei ricavi devoluto agli impiegati cattolici di Mediaset e le previsioni dei miracoli che Giovanni Paolo II compirà nei prossimi dieci anni. Appaiono quindi sugli schermi di Canale5 dei promo del megasceneggiato, per la felicità di milioni di massaie cinquantenni (zoccolo duro degli ascolti degli sceneggiati di Canale5). Unica indicazione: "prossimamente".
A inizio Aprile Giovanni Paolo II ci lascia, con un'agonia di due giorni. A Mediaset, dove sanno che sui cadaveri non fa mai male mangiare, basta che siano freddi, stanno zitti. Tre-quattro giorni fa ricompare il vecchio promo con una data ben precisa e ben vicina. Contemporaneamente su metà delle guide tivvù delle edicole italiane che vengono comprate dalle massaie cinquantenni premenzionate, compare in prima pagina il faccione dell'attore polacco che fa il Papa nello sceneggiato, immagino con ampia e articolata descrizione delle sue virtù morali e della sua incrollabile fede in Dio.
Una programmazione e un tempismo che neanche gli ingegneri aerospaziali della Nasa per il lancio dello Shuttle.




Rispondi Citando
