
Originariamente Scritto da
benjamin_linus
Agguato a Napoli, uccisi padre e figlio
sono parenti del killer del video- shock
Forse un avvertimento per l'uomo, che avrebbe manifestato l'intenzione di pentirsi
NAPOLI - Gennaro Sacco, 58 anni, considerato il capozona del clan camorristico Sacco-Bocchetti, ha perso la vita in un agguato a San Pietro a Patierno, quartiere della periferia di Napoli. Nell'imboscata è rimasto gravemente ferito anche Carmine Sacco, il figlio ventinovenne del boss. Il ragazzo, trasportato in gravissime condizioni all'ospedale San Giovanni Bosco, è morto poco dopo il ricovero.
I due erano rispettivamente zio e cugino di Costanzo Apice, il giovane killer ripresa da una telecamera durante un'esecuzione al rione Sanità del maggio scorso e arrestato pochi giorni fa. Il giovane avrebbe manifestato l'intenzione di pentirsi, forse questo agguato è un avvertimento a lui.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due Sacco erano a bordo di una moto, guidata da Carmine, quando i killer, alle loro spalle, forse anche loro a bordo di una moto, hanno iniziato a sparare. Hanno colpito alla testa Gennaro Sacco. Il figlio ha tentato la fuga ma, forse già ferito, si è schiantato con la moto contro un muro. Ha continuato la fuga a piedi ma è stato raggiunto dai killer che gli hanno sparato contro altri colpi di arma da fuoco.
Il clan Sacco-Bocchetti è attivo principalmente a San Pietro a Patierno; gli affari sono concentrati nel settore della droga.
Agguato a Napoli, uccisi padre e figlio sono parenti del killer del video- shock - cronaca - Repubblica.it
Palmi, sparano ad agenti in autostrada
sventata l'evasione di due boss
I detenuti sono i fratelli Zagari, coinvolti nella faida di Taurianova agli inizi degli anni 90
REGGIO CALABRIA - Due detenuti hanno tentato la fuga durante una traduzione dal carcere di Palmi al tribunale di Reggio Calabria. Gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a sventare il tentativo di evasione, ma sono rimasti feriti nel corso della colluttazione.
Dopo aver imboccato l'autostrada A3 all'altezza di Sant'Elia, i due malviventi, i fratelli Giuseppe e Pasquale Zagari di Taurianova, hanno estratto due pistole di piccolo calibro. Mentre uno fingeva un malore, l'altro ha aggredito gli agenti di scorta. Ne è nata una colluttazione sfociata poi in una sparatoria. I due agenti sono rimasti feriti in modo non grave, al piede ed ad una gamba.
I detenuti sono stati immediatamente riportati nel carcere di Palmi, mentre gli agenti feriti si trovano ricoverati all'ospedale di Gioia Tauro. E' stata disposta un'ispezione interna al carcere per capire come i fratelli Zagari fossero entrati in possesso dell'arma. Dell'episodio si occuperà anche la procura di Palmi.
Giuseppe e Pasquale Zagari furono arrestati dai carabinieri agli inizi degli anni '90 perché coinvolti nella faida di Taurianova. Nel corso del processo di primo grado ed in quello di appello alcuni collaboratori di giustizia raccontarono numerosi fatti di sangue verificatisi a Taurianova nei primi anni '90. La faida vedeva contrapporsi la cosca degli Asciutto-Grimaldi contro quella dei Viola-Zagari. Nell'ambito della faida, il 3 maggio del 1991, furono uccisi i fratelli Giovanni e Giuseppe Grimaldi. Quest'ultimo restò decapitato a causa dei colpi di fucile, esplosi da distanza ravvicinata, e la sua testa fu fatta oggetto di un macabro tiro al bersaglio.
Il sindacato di polizia Sappe esprime solidarietà agli agenti. "Non possiamo non pensare - dichiara il segretario Donato Capece - che anche questo grave episodio possa essere frutto del clima di tensione che si registra nelle carceri italiane, in cui l'esplosiva combinazione tra il grave sovraffollamento pari a circa 66mila detenuti e una carenza di 5mila unità negli organici della polizia penitenziaria determina di fatto livelli di sicurezza assolutamente insufficienti per i nostri agenti, specie di coloro che lavorano ogni giorno, ogni ora, nella prima linea delle sezioni detentive, delle traduzioni e dei piantonamenti".
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