Salve a tutti cari amici. Eccomi di nuovo qua. Certo non è che la situazione sia granché cambiata, dopo questa settimana, anzi, visto l'esito dei ballottaggi pare proprio che il "rosso" o il rosa, come qualcuno attenuando dice, sia sempre più di moda. Quindi complimenti ai vincitori. Detto questo, stavo appena leggendo una notizia(lo sapete, sono fazioso, tanto per anticipare la replica dell'amico Brunik) sulle regionali in Basilicata, dove sette seggi sono stati sequestrati dalla dda di Potenza per presunti brogli elettorali. Indipendemente se i presunti brogli verranno giudicati effettivi e a chi saranno imputati, mi chiedevo appunto, ma il Sud, questo sud di cui si parla tanto dato il tracollo elettorale della cdl, io penso che voti ancora sulla base del cosiddetto "voto di scambio" o, se volete, su un sistema clientelare diffusissimo. Questo ha fatto sì che in Sicilia ad esempio, nel 2001, ci sia stato il plebiscito pro cdl. Ma, chiedo, questo non farà per caso sì che altrettanto accada in Basilicata, in Campania, e anche in Calabria?(vista l'affermazione di Loiero così netta, insomma qualche clientelarismo potrebbe pure avere influito, no?
Penso che ciò accada anche nelle "blindate" regioni rosse, ma qui, oltre ad una sessantennale rete clientelare capillare, c'è un voto fortemente ideologico a compensare e ad impedire, tranne sporadici casi isolati, cambi di casacca. Mentre nel sud, gli elettori, svincolati in linea di massima dal voto ideologico, sono molto più soggetti a "pressioni illegali" che, a seconda delle circostanze possono favorire questo o quello e portare a repentini cambi di maggioranze. Non mi pare una situazione molto allegra. Poi potremo analizzare la situazione al nord(Lombardia e Veneto, sono sicuro che molti di voi lo faranno), ma vi sarei grato se steste al tema e su di esso mi rispondeste.
Provocatoriamente vostro,
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