19.04.2005
Berlusconi balla da solo. An: «Pronte le dimissioni dei ministri». Giovedì la fiducia
di red
Berlusconi era salito al Quirinale per annunciare le sue dimissioni e ne è sceso ancora presidente del consiglio. Fini c’è rimasto male: era stato lui, lunedì pomeriggio, ad annunciare frettolosamente l’accordo nella Casa delle Libertà: crisi pilotato e governo bis. Il premier lo ha preso in giro.
Imbarazzo e tensione in Alleanza nazionale. La direzione del partito, riunita nella mattina di martedì 19 aprile, non ha avuto però il coraggio di seguire l’esempio dell’Udc. Nessuno si dimette, per ora. Ma Fini ha ringraziato «i ministri, i viceministri e i sottosegretari di An per aver rassegnato nelle mie mani le dimissioni dai loro incarichi dandomi il mandato, se sarà necessario, di farle ratificare dalla direzione nazionale».
Dure critiche nei confronti di Berlusconi: «An non condivide la decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio. Evidenziamo con rammarico che le sue mancate dimissioni rendono oggi più difficile rilanciare il Governo con la partecipazione diretta di tutti i partiti della coalizione e con una netta inversione di tendenza programmatica». Prima di decidere il da farsi, tuttavia, si attende il discorso di Berlusconi alle Camere: «La direzione nazionale di An è convocata al termine del suo intervento – spiega Fini - Fin d'ora garantiamo che non gli faremo mancare la fiducia politica».
Il passaggio formale davanti al Parlamento decisivo. A pretenderlo è stato il Capo dello Stato. Il presidente del consiglio riferisca «senza indugio», ha ammonito Ciampi. Il giorno prescelto è mercoledì. Poi, nella mattinata, giovedì in mattinata il Senato voterà la fiducia al governo, come ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Anche in via Due Macelli si è tenuta una riunione: quella dei vertici dell'Udc. Al termine dell'incontro è stato confermato l'appoggio esterno al governo Berlusconi. «Se chiederà la fiducia, ci sarà», ha detto Cutrufo uscendo dalla sede del partito. Nessuna conferma dunque delle indiscrezioni secondo cui l'Udc a questo punto era propenso alle elezioni anticipate subito, addirittura entro giugno. «È tutto chiaro: restiamo nelle opzioni che c'eravamo prefissati in precedenza - ha commentato l'ex ministro centrista Mario Baccini - per l'alto senso di responsabilità istituzionale assicuriamo l'appoggio esterno e confermiamo la fiducia». Ma, come ha sottolineato il presidente dei senatori centristi Francesco D'Onofrio: «Da qui a domani possono succedere tante cose...».
E Pisanu, intanto, tiene pronto il decreto per le elezioni anticipate.
da www.unita.it




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