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Discussione: Chanoux Vive

  1. #1
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    Exclamation Chanoux Vive

    Il grande albero
    piantato da Émile Chanoux


    Molti si emozionano davanti alle gesta di William Wallace (il cinematografico Braveheart interpretato da Mel Gibson), gesta compiute sei secoli fa nella lontana Scozia. Addirittura c'è qualcuno che ai raduni leghisti si pittura la faccia come i guerrieri scozzesi del film!

    Pochi sanno però che esiste una figura molto simile a quella di Wallace vicina a noi sia nel tempo che nello spazio, ossia nella nostra Padania di 50 anni fa.

    Si tratta del grande giurista, pensatore e uomo politico valdostano Émile Chanoux (1906-1944), che non a caso è stato — ed è tuttora — totalmente oscurato dalla storiografia italiota.

    Questo è un piccolo omaggio alla sua memoria.





    Chanoux nasce il 9 gennaio 1906 a Rovenaud da una povera famiglia contadina valdostana della Valle di Champorcher. Da autentico figlio della sua terra, non sopprime la sua identità montanara e non abbandona la sua patria. Vi rimane e, a prezzo di innumerevoli sacrifici, consegue la laurea in Giurisprudenza ed opera come notaio in mezzo al suo popolo difendendolo dai soprusi e dalle angherie del notabile locale e dell'amministrazione del nuovo stato accentratore.

    A 19 anni (cioè in pieno fascismo) fonda, con l'abate Joseph Treves e un gruppo di amici, il movimento della Jeune Vallée d'Aoste in difesa della lingua e delle autonomie locali. Il movimento ben presto deve entrare in clandestinità e divenire, da movimento studentesco ed intellettuale, il movimento di liberazione del popolo valdostano.

    Arrivano gli arresti, le perquisizioni, i processi, mentre il regime, accecato dal suo assurdo furore romano-imperiale, persegue sistematicamente l'italianizzazione coatta della vita civile valdostana (arrivando a cambiare i nomi toponomastici e perfino a sostituire le lapidi dei cimiteri).

    L'anno cruciale è il 1943.

    In primavera, richiamato alle armi, diserta: fugge e si nasconde in Francia. Rientrato in Aosta dopo l'otto settembre prende contatti con il Partito d'Azione e con altri movimenti regionali alpini.

    Il 19 settembre anima il Convegno di Chivasso in cui viene pronunciata la storica Dichiarazione dei Rappresentanti delle popolazioni alpine, testo che alla Assemblea Costituente sarà a fondamento delle discussioni sugli statuti speciali.

    Nascostosi ancora sulle montagne, organizza la lotta partigiana e scrive il suo capolavoro, Federalismo e Autonomie: un concentrato di saggezza politica e verità storica.

    Ma nel mese di maggio dell'anno seguente i nazi-fascisti di Aosta, «facendo sicuro affidamento sul suo tenerissimo affetto di padre e di marito» arrestano le sue figliolette e la moglie.

    A Chanoux non rimaneva altra scelta che la consegna di sé.

    «Quando si è presentato, l'hanno torturato e ucciso senza risparmiare le sevizie più brutali alla sua compagna».

    I vergognosi libri del regime italiota scrivono: «Morì in carcere il 18 maggio». In carcere: come i delinquenti.

    Nel film Braveheart, Wallace rivede la moglie tra la folla in punto di morte; nella realtà, la moglie di Chanoux era seviziata col marito.

    «Nella sua umiltà di credente e di uomo moderno, Chanoux ha affrontato la morte perché in quel momento la sua fede e i suoi affetti gli imponevano di agire così».

    «Ma l'assassinio [il martirio] di quest'uomo mite, di questo buon padre di famiglia e professionista esemplare è, oltre a tutto, uno dei più bestiali e inesplicabili errori commessi dai fascisti in questi mesi di selvaggeria». (prof. Giorgio Peyronel, [che visse e lottò al fianco di Chanoux]).




    Queste note sarebbero sufficienti per fare di Chanoux l'idolo e il modello dei veri padani. Ma c'è di più!

    Se esiste la Lega Lombarda, se esiste la Lega Nord, lo dobbiamo a Bruno Salvadori, giornalista e consigliere dell'Union Valdôtaine. Fu lui che, nel 1979, mentre cercava di seminare il verbo autonomista nella pianura padana convertì Umberto Bossi (all'Università di Pavia). Purtroppo Salvadori morì l'anno seguente in un incidente stradale.

    Ma se Salvadori fu autonomista e federalista lo dobbiamo proprio a Chanoux che diede avvio all'autonomismo valdostano. Se la Lega esiste, dunque, il merito storico è di Chanoux.

    Purtroppo Chanoux non ebbe modo di vedere i risultati della Costituente italiana, altrimenti avrebbe sollevato il suo popolo contro uno Statuto di autonomie «limitato e insufficiente» (come lo definì Salvadori): infatti Chanoux proponeva, per la nascente Repubblica come per tutto il continente europeo, una organizzazione federale cantonale basata sul modello svizzero.

    In definitiva, è bello pensare che la Lega Nord è come un albero seminato proprio da Émile Chanoux. Che Umberto Bossi sia il suo successore. E che la Lega, con un padre fondatore di così alta levatura morale, civile e intellettuale, non potrà che andare molto lontano.

    http://www.circ-saronno.leganord.org/giovani/index.htm

  2. #2
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    Exclamation La Carta di Chivasso-la Padania prima di Bossi

    Testo della DICHIARAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE POPOLAZIONI ALPINE redatta a conclusione di un convegno clandestino tenutosi in Chivasso il 19-12-1943 e firmata dai resistenti Emile Chanoux, Ernesto Page, Gustavo Malan, Giorgio Peyronel, M. A. Rollier, Osvaldo Coisson, meglio conosciuta come: "CARTA DI CHIVASSO".

    Noi popolazioni delle valli alpine

    CONSTATANDO

    che i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di "Roma doma" hanno avuto per le nostre valli i seguenti dolorosi e significativi risultati:

    a) OPPRESSIONE POLITICA attraverso l'opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari prefetti. federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di cui furono solerti distruttori;

    b) ROVINA ECONOMICA per la dilapidazione dei loro patrimoni forestali ed agricoli, per l'interdizione della emigrazione con la chiusura ermetica delle frontiere, per l'effettiva mancanza. di organizzazione tecnica e finanziaria dell'agricoltura, mascherata dal vasto sfoggio di assistenze centrali, per la incapacità di una moderna organizzazione turistica rispettosa dei luoghi; condizioni tutte che determinarono lo spopolamento alpino;

    c) DlSTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE per la soppressione della lingua fondamentale locale, laddove esiste, la brutale e goffa trasformazione dei nomi e delle iscrizioni locali, la chiusura di scuole e di istituti locali autonomi, patrimonio culturale che è anche una ricchezza ai fini della emigrazione temporanea all'estero;

    AFFERMANDO

    a) che la libertà di lingua come quella di culto è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana;

    b) che il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie di questo diritto individuale e collettivo e rappresenta la soluzione del problema delle piccole nazionalità e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l'avvento di una pace stabile e duratura;

    c) che un regime Federale repubblicano a base regionale e cantonale eè l'unica garanzia contro un ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul paese; Fedeli allo spirito migliore del Risorgimento

    DICHIARIAMO

    quanto segue:

    a) AUTONOMIE POLITICHE AMMINlSTRATIVE.

    l) Nel quadro generale del prossimo stato italiano che economicamente ed amministrativamente auspichiamo sia organizzato con criteri federalistici, alle valli alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in comunità politico-amministrative autonome sul tipo cantonale;

    2) come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale che sia la loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative regionali e cantonali;

    3) l'esercizio delle funzioni politiche ed amministrative locali (compresa quella giudiziaria) comunali e cantonali, dovrà essere affidato ad elementi originari del luogo o aventi ivi una residenza stabile di un determinato numero di anni che verrà fissato dalle assemblee locali;

    b) AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE. Per la loro posizione geografica di intermediarie tra diverse culture, per il rispetto delle loro tradizioni e della loro personalità etnica, e per i vantaggi derivanti dalla conoscenza di diverse lingue, nelle valli alpine deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare autonomia culturale linguistica consistente nel:

    1) diritto di usare la lingua locale, là dove esiste, accanto a quella italiana, in tutti gli atti pubblici e nella stampa locale;

    2) diritto all'insegnamento della lingua locale nelle scuole di ogni ordine e grado con le necessarie garanzie nei concorsi perché gli insegnanti risultino idonei a tale insegnamento. L'insegnamento in genere sarà sottoposto al controllo o alla direzione di un consiglio locale;

    c) AUTONOMIE ECONOMICHE. Per facilitare lo sviluppo dell'economia montana e conseguentemente combattere lo spopolamento delle vallate alpine, sono necessari:

    1) un comprensivo sistema di tassazione delle industrie che si trovano nei cantoni alpini (idroelettriche, minerarie, turistiche, di trasformazione, ecc.) in modo che una parte dei loro utili torni alle vallate alpine, e ciò indipendentemente dal fatto che tali industrie siano o meno collettivizzate;

    2) un sistema di equa riduzione dei tributi, variabile da zona a zona, a seconda della ricchezza del terreno e della prevalenza di agricoltura foreste o pastorizia;

    3) una razionale e sostanziale riforma agraria comprendente:

    a) l'unificazione per il buon rendimento dell'azienda, mediante scambi e compensi di terreni e una legislazione adeguata della .proprietà famigliare agraria oggi troppo frammentaria;

    b) l'assistenza tecnico-agricola esercitata da elementi residenti sul luogo ed aventi ad esempio delle mansioni di insegnamento nelle scuole locali di cui alcune potranno avere carattere agrario;

    c) il potenziamento da parte delle autorità della vita economica mediante libere cooperative di produzione e consumo;

    4) il potenziamento delle industria e dell'artigianato, affidando all'amministrazione regionale cantonale, anche caso di organizzazione collettivistica, il controllo e l'amministrazione delle aziende aventi carattere locale;

    5) la dipendenza dall'amministrazione locale delle opere pubbliche a carattere locale e il controllo di tutti i servizi e concessioni aventi carattere pubblico. Questi principi, noi rappresentanti delle Valli Alpine vogliamo vedere affermati da parte del nuovo Stato italiano, così come vogliamo che siano affermati anche nei confronti di quegli italiani che sono e potrebbero venire a trovarsi sotto il dominio politico straniero.




    http://www.padania.to.it/Documenti/L...20Chivasso.htm




  3. #3
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    Thumbs up Re: Chanoux Vive

    Originally posted by Jenainsubrica
    Il grande albero
    piantato da Émile Chanoux

    L'anno cruciale è il 1943.

    In primavera, richiamato alle armi, diserta: fugge e si nasconde in Francia. Rientrato in Aosta dopo l'otto settembre prende contatti con il Partito d'Azione e con altri movimenti regionali alpini.

    Il 19 settembre anima il Convegno di Chivasso in cui viene pronunciata la storica Dichiarazione dei Rappresentanti delle popolazioni alpine, testo che alla Assemblea Costituente sarà a fondamento delle discussioni sugli statuti speciali.

    Nascostosi ancora sulle montagne, organizza la lotta partigiana e scrive il suo capolavoro, Federalismo e Autonomie: un concentrato di saggezza politica e verità storica.
    L'unico, e sottolineo l'UNICO partigiano che meriti davvero stima e rispetto. Non a caso la splendida trasmissione domenicale su RPL del mitico Lorenzo Busi è intitolata proprio a questo eroe.

 

 

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