=====In Origine Postato da LIBERAL_
Ma piantala... Bertinotti va in giro a citare San Tommaso e Sant'Agostino...
speriamo che non arrivi a dire di aver visto la madonna anche lui........... ormai sono troppi![]()


=====In Origine Postato da LIBERAL_
Ma piantala... Bertinotti va in giro a citare San Tommaso e Sant'Agostino...
speriamo che non arrivi a dire di aver visto la madonna anche lui........... ormai sono troppi![]()
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


Io mi sento anticlericale come radicale.In Origine Postato da LIBERAL_
I radicali di oggi si ispirano ai radicali ottocenteschi che si contraddistinguevano per uno spiccato anticlericalismo...
Erano dei mangiapreti... altro che citazioni bibliche.
L'anticlericale non è antireligioso.
In nome del'anticlericalismo è un iscritto ai Radicali Italiani, da 10 anni, l' ex vicepresidente dell'Azione Cattolica, Tombolini:
http://www.radicali.it/view.php?id=31570
Antonio Tombolini, Vicepresidente nazionale dell'Azione Cattolica dal 1981 al 1986, scrive a Daniele Capezzone
Roma, 24 febbraio 2005
• Quello che segue è il testo della lettera che Antonio Tombolini ha oggi inviato a Daniele Capezzone, segretario nazionale di Radicali Italiani:
Caro Daniele,
Spero tu riesca a dedicare un minuto del tuo tempo in queste ore convulse e impegnative. Ho seguito naturalmente le vicende della trattativa con l'Unione, accordo in cui ho sperato, fino a quella che appare ormai come una definitiva interruzione.
Sono cattolico, e ho avuto incarichi di un qualche rilievo: dall'81 all'86 sono stato a Roma con l'incarico di Vicepresidente Nazionale dell'Azione Cattolica. A quell'epoca, in presidenza, con me siedevano nomi che ora hai imparato anche tu a conoscere: Presidente nazionale era Alberto Monticone (ora senatore); vicepresidente come me era Rosy Bindi; segretario era Dino Boffo; presidente della FUCI (e come tale membro cooptato di presidenza) era Giorgio Tonini. Tutti loro si ricordano bene di me, puoi verificarlo. Cosi' come si ricorda senz'altro di me - anche per cordiali incontri recenti - colui che all'epoca era "don Camillo", nel senso di Camillo Ruini, che spesso accompagnavo in macchina in giro per l'Italia, quando era ancora giovane vescovo ausiliare di Reggio Emilia.
Perché ti scrivo tutto questo, rischiando la figura del pirla che vanta il suo cursus honorum? Perché devo farti una supplica: consentimi di superare almeno un po' della *vergogna* che il comportamento di costoro, col veto sul nome di Luca Coscioni, mi ha provocato e sta provocando proprio al mio "essere cattolico". Ho fatto e faccio ogni giorno, come Paolo insegna, "la mia corsa", da cattolico e (ormai da diversi anni) da radicale: ora ho bisogno di te, di voi, per "conservare la fede". In questa vicenda, per me, non è in gioco infatti il mio essere-radicale, ma esattamente il mio essere-cattolico. E per salvarne la dignità devo chiederti un aiuto: lascia che io possa candidarmi alle prossime elezioni nella lista Radicali-Luca Coscioni (vivo a Loreto, in provincia di Ancona).
Vorrei rassicurarti su un punto: non e' il risentimento verso i miei ex compagni di impegno dell'Azione Cattolica a muovermi. Oggi ho quasi 45 anni, una moglie adorabile, tre figli di cui sono orgoglioso, e vivo del mio lavoro senza sciali (e per dare il mio piccolo contributo alle casse radicali mi tocca ricorrere a un prestito bancario, ma tant'e', lo faccio con gioia). E' una mia personale esigenza: chiedo, supplico, imploro ai compagni radicali di fare anche questo, perfino questo per me: consentirmi di presentare me stesso, la mia faccia, con tutta la mia storia, con tutto il mio impegno, *con tutta la mia fede cattolica*, sotto le insegne Luca Coscioni, e battermi per questo con tutte le mie forze. Se mi sarà consentito, riuscirò, te lo ripeto, a dirmi ancora cattolico.
Naturalmente questo ti chiedo anche nella convinzione che comunque la mia candidatura potrebbe portare a un qualche risultato positivo di rilievo per tutto noi, altrimenti non te lo avrei neanche chiesto.
Sono pronto, se lo vorrai, a volare a Roma per discutere a voce di ogni aspetto di dettaglio.
Un abbraccio e un augurio di buon lavoro.
Grazie!
Antonio Tombolini


Spiegacelo tu cosa significa "libera chiesa il libero stato".In Origine Postato da Alessandra
Conoscere un certo insegnamento non vuol dire poi saperlo mettere in pratica. Ma, a parte questo, la solita tiritera "libero Stato in libera Chiesa", senza fare il minimo sforzo per chiedersi almeno cosa significhi, è troppo poco anche come conoscenza dell'insegnamento radicale.
Nel frattempo vado a lavoro. Ti rileggo più tardi.


Capisco che non tutti i cattolici siano totalmente oscurantisti ma, permettimi di ricordarti, il problema della laicità non si esaurisce solo nella libertà di ricerca. Ci sono battaglie radicali e liberali alle quali si oppone anche il più progressista tra i cattolici. Aggiungo che oggi come oggi c'è anche il pericolo di una involuzione (ulteriore) della chiesa a causa del nuovo pontificato.In Origine Postato da aguas
Io mi sento anticlericale come radicale.
L'anticlericale non è antireligioso.
In nome del'anticlericalismo è un iscritto ai Radicali Italiani, da 10 anni, l' ex vicepresidente dell'Azione Cattolica, Tombolini:
http://www.radicali.it/view.php?id=31570
Antonio Tombolini, Vicepresidente nazionale dell'Azione Cattolica dal 1981 al 1986, scrive a Daniele Capezzone
L'anticlericale deve essere anche antireligioso nei limiti che gli vengono imposti dalla cultura liberale. Ossia combattere la religione senza mai impedire legalmente ai suoi cultori di praticarla e diffonderla.
Ma a mio parere la battaglia deve essere anche e soprattutto antireligiosa proprio a causa del carattere oscurantista di ogni religione (con varie eccezioni ovviamente che non posso qui sviluppare)


No, intendiamoci.In Origine Postato da LIBERAL_
Capisco che non tutti i cattolici siano totalmente oscurantisti ma, permettimi di ricordarti, il problema della laicità non si esaurisce solo nella libertà di ricerca. Ci sono battaglie radicali e liberali alle quali si oppone anche il più progressista tra i cattolici. Aggiungo che oggi come oggi c'è anche il pericolo di una involuzione (ulteriore) della chiesa a causa del nuovo pontificato.
L'anticlericale deve essere anche antireligioso nei limiti che gli vengono imposti dalla cultura liberale. Ossia combattere la religione senza mai impedire legalmente ai suoi cultori di praticarla e diffonderla.
Ma a mio parere la battaglia deve essere anche e soprattutto antireligiosa proprio a causa del carattere oscurantista di ogni religione (con varie eccezioni ovviamente che non posso qui sviluppare)
Personalmente ritengo il cattolicesimo assolutista in sé, perché, contraddicendo Gesù di Nazareth, si fonda sull'obbedienza a un signore che si è eletto capo infallibile e perfetto interprete della Parola di Dio.
Ma il cattolicesimo non racchiude tutto il fenomeno religioso.
E' un grave errore usare lo stesso metodo dei cattolici, quello di escudere dalla "dignità" politica chi non è cattolico.
Sai come fanno i cattolici a misurare il numero dei fedeli? Dai battezzati. Nulla di più sbagliato, dato che, come noto, spesso il battezzato non ha alcuna consapevolezza né adesione alla religione.
Io, personalmente, mi sento cristiano, non cattolico.
Ma mi rendo conto che se la dottrina e l'organizzazione cattolica è il paradigma dell'assolutismo, non necessariamente i cattolici sono tutti assolutisti.
L'uomo è fatto di contraddizioni.
I referendum su divorzio e aborto furono vinti anche grazie agli elettori cattolici, che disubbidirono in massa alle loro burocrazie e gerarchie, nonostante il cattolicesimo si fondi sull'obbedienza.