SCENARI POSSIBILI
Cosa succederà dunque al Berlusconi Ter che, nel giorno della sua fiducia alla Camera, riceve già questa sonora sconfitta dell'unica idea nuova e di discontinuità lanciata dal presidente del consiglio?
Si torna a parlare di elezioni e di navigazione a vista per il nuovo governo appena nato.
"Si dice che l'Udc voterà contro la riforma costituzionale, l'unico voto importante sul quale il governo non potrà mettere la fiducia. Allora non si potrà che andare al voto anticipato, ad ottobre, probabilmente" dice a Reuters un ministro di Forza Italia, facendosi portavoce, una volta garantito l'anonimato, degli umori neri che attraversano in queste ore il Transatlantico di Montecitorio.
Allora perché non andare al voto subito? "Berlusconi non ne vuole sapere, cercherà di governare fino alla primavera prossima, ma in quel caso avremo una finanziaria non firmata dal ministro Domenico Siniscalco, che se ne andrà prima di dover subire le pressioni elettoralistiche dei vari soci di governo sul prossimo budget", dice un'altra fonte governativa di Forza Italia.
Ma è realistica l'uscita di scena di uno dei ministri di punta del Berlusconi Ter? "In quel caso credo che Siniscalco non aspetterebbe l'autunno per andarsene, ma se ne andrebbe già a luglio" aggiunge un altro ministro di Forza Italia.
Insomma, il Berlusconi Ter lascia gli ormeggi ma per navigare in quali mari non si sa. Di sicuro, all'orizzonte, si intravedono solo lampi e nubi nere.
fonte: reuters
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