Io credo che cortei e manifestazioni si rivelino spesso un'arma a doppio taglio, nel senso che - per carenze organizzative e culturali - finiscono per fungere da grancassa alla retorica di regime e basta... D'altro canto non si può nemmeno attendere che avanzi da sola la storicizzazione dei fatti nel senso italiano dell'espressione... che cioè qualche intellettuale di sinistra decida, bontà sua, di elargire un interessato contentino ai "vinti"...In origine postato da Giullare
In occasioni che ricordano certi tristi e lontani avvenimenti, ha senso contrastare o ricordare (dal ns. punto di vista) con cortei, manifestazioni, etc...? Oppure sarebbe meglio far finta di niente (e continuare la battaglia sul piano culturale) per velocizzare l'avanzata della storicizzazione dei fatti (non so se mi son fatto capire..)?
Un saluto.![]()
A mio avviso l'ideale sarebbe muoversi... ma solo con iniziative di un certo spessore, quindi non patetiche né nostalgiche... Cercando insomma di favorire, nel tempo, una diffusione più capillare possibile di un serio ed equilibrato revisionismo ma senza rinunciare a taluni standard qualitativi...
E' certo difficile ma non impossibile, nel mio piccolo ci ho provato da segretario del FdG... e qualche volta, forse, con successo...![]()




Rispondi Citando
