Eccidio di Schio: scuse dei partigiani
Franco Busetto, presidente provinciale dell'Anpi, 60 anni dopo si rivolge ai famigliari delle vittime
«Scuse dei partigiani per l'Eccidio»
«Se non il dolore, almeno le ferite si possano rimarginare»
di Paolo Rolli
«A nome dei diecimila partigiani veneti mi inchino di fronte alle vittime dell'eccidio di Schio, e porgo il più sentito cordoglio ai loro familiari e alle loro associazioni».
Parole che qualcuno attendeva da sessant'anni, quelle pronunciate ieri mattina dall'on. Franco Busetto, presidente provinciale e regionale dell'Associazione nazionale partigiani italiani, e che sono risuonate durante l'orazione ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, che l'anziano parlamentare dell'allora Pci ha tenuto al Sacrario della Ss. Trinità.
«Qui a Schio vi fu un eccidio che schegge impazzite del movimento partigiano commisero il 7 luglio del 1945, gettando un'ombra ed aprendo una ferita sulla purezza e sugli ideali della Resistenza - ha detto Busetto - come facemmo allora, ancora oggi esprimiamo la nostra condanna per quell'eccidio, che nessuno spirito di vendetta dell'epoca poteva giustificare. Oggi, a nome dei diecimila partigiani della Resistenza del Veneto, mi inchino di fronte alle vittime, e porgo il più sentito cordoglio ai loro familiari e alle loro associazioni».
A sessant'anni di distanza dalla fine della Seconda guerra mondiale e dall'abbattimento del fascismo, parole di concordia e di pacificazione sono giunte proprio in occasione della ricorrenza della Liberazione, e da una voce assolutamente autorevole, cioè quella del presidente vicentino e veneto dell'Anpi, che ha messo, però anche in guardia dai rischi del revisionismo storico.
«Lo vedo come un rischio di corruzione delle coscienze - ha detto Busetto riferendosi all'antifascismo ed all'antiresistenzialismo - questa è un'accusa che faccio alla destra politica italiana».
Un doveroso omaggio da parte dell'oratore è andato anche a quei militari che l'indomani dell'8 settembre 1943 rifiutarono di consegnare le armi e combatterono assieme agli anglo-americani, come a quanti, rinchiusi nei campi di concentramento, preferirono la durezza dell'internamento piuttosto che combattere a fianco dei tedeschi. Ma l'attenzione di tutti è stata calamitata ieri mattina dal passaggio in cui l'anziano partigiano ha reso omaggio alle vittime dell'eccidio, augurandosi che «se non il dolore, che è insanabile, almeno quella ferita possa rimarginarsi, e che una rassicurante pace possa scendere nel cuore dei cittadini scledensi e nell'intera comunità di Schio».
«Si è trattato di frasi rivolte soprattutto ai familiari di quanti sono morti nell'eccidio, e spero che siano state accolte bene - è il commento successivo di Busetto - Il dolore dei familiari per i propri morti non finisce mai, ma l'acrimonia e l'indignazione possono essere superate, e non credo che oggi vi siano ancora persone che non lo condividono».
Il Giornale di Vicenza 26.04




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, ma questa resta comunque la libertà e l'uguaglianza di cui i politici vanno cianciando.
