Genti meda, mùsiga e un'iscenografia de òminis e banderas!!!
dalla Nuova Sardegna
Musica, parole, bandiere al vento e tanto freddo
I partiti hanno chiuso la campagna elettorale in piazza d’Italia e al Latte Dolce
SASSARI. La chiusura della campagna elettorale è stata un po’ freddina, ma solo dal punto di vista meteorologico. Anche se ha confermato la tendenza della gente a non esporsi troppo, a farsi vedere il meno possibile schierata con questo o quel candidato. Profilo basso da parte degli elettori. Le adunate oceaniche di qualche tempo fa sono ormai morte e sepolte, anche se un rigurgito c’era stato al comizio di Piero Fassino quando piazza d’Italia si era quasi riempita come ai tempi di Almirante e di altri grandi poltitici-oratori dei tempi andati. A far spettacolo in piazza d’Italia sono state le bandiere.
Eccezionale la scenografia povera ma dal forte impatto emotivo di Liberiamo Sassari e Irs.
Bandiere al vento per il centrodestra. Musica, spettacolo, risate, applausi e strette di mano al Latte Dolce dove ha chiuso la campagna il centrosinistra. Musica e risate che hanno scaldato i cuori e... le membra visto che saltando il freddo si sentiva meno.
In piazza d’Italia chiusura freddina. Prima un candidato di Sardigna Naztione e poi il comizio vero di Giovanni Agostino Pinna, candidato alla presidenza della Provincia per la Democrazia Cristiana: grinta ed entusiasmo nel manifestare le sue idee con passione.
Poi, Massimo Mele. Tanta voglia di raccontarsi, di raccontare l’impegno da dedicare alla città. «Abbiamo voglia di sognare in libertà e nessuno ce lo potrà impedire - ha urlato con la voce roca Massimo Mele, mentre intorno a lui sventolavano le bandiere con il volto stilizzato di Giommaria Angioy -. Siamo giovani e abbiamo bisogno di spazi, che ci sono stati negati per motivi di sicurezza. Quali? Sassari non ha problemi di questo tipo, non ha fenomeni deliquenziali, ma è una città che vuole rinascere. Noi vogliamo cambiare la città».
Poi, l’emozionante scenografia dell’Irs che ha accompagnato il comizio del leader Gavino Sale. Sottofondo di musiche galiziane e bandiere al vento. Gavino Sale ha strappato applausi a scena aperta, che hanno raggiunto l’apice quando ha annunciato che «in caso di vittoria raderemo al suolo la statua di Vittorio Emanuele e quelle dei vari dominatori della Sardegna per ridare ai nostri eroi sardi i giusti onori dedicandogli vie e piazze importanti». Ha ricordato l’episodio degli sfrattati da casa, sottolineando il fatto che a comprare la villetta è stato un “italiano”: «Non devono permettersi di venire qui ad arricchirsi sulla nostra disperazione. Gli scateneremo l’inferno - ha tuonato tra gli applausi scrocianti - - siamo pronti a bloccare, naturalmente in maniera pacifica, l’autostrada del Sole. A ferragosto: le file diventeranno lunghe decine di chilometri e la gente dentro le macchine diventerà... croccante».
Dopo, è toccato a Sardigna Natzione. Ha aperto il comizio Zampa Marras, candidato alla presidenza della Provincia, e ha chiuso Gianni Satta, candidato sindaco.
Poi, il popolo del centrodestra ha applaudito gli interventi dei candidati Sergio Milia e Stefano Poddighe e del ministro dell’Interno, Beppe Pisanu.
Intanto, a Latte Dolce Gianfranco Ganau e Gabriella Giudici hanno chiuso con un bagno di folla la loro campagna elettorale. Centinaia di giovani hanno ballato fino a notte fonda e inneggiato ai due e alla vittoria del centrosinistra e sardista.




Rispondi Citando
