ITALIA TVL’uomo solo. Replica a Pettinelli
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di Domenico Tolomei 12/05/2006 - 16:17 L'articolo di Dario Pettinelli, pur articolato e tagliente, parte dalla premessa sbagliata dell'uomo solo. L'uomo, nella fattispecie Silvio Berlusconi, non è solo: è in compagnia della metà del Paese e per di più non del Paese arretrato, affetto da assistenzialismo, gonfiato di spesa pubblica, bensì del Paese più dinamico, rivolto alle sfide economiche, infrastrutturali, finanziarie, provenienti dalla società e dalla concorrenza delle nuove potenze mondiali. Paese quindi non solo numericamente importante, ma che del PIL italiano costituisce la gran parte. In altre parole l'uomo solo, inviso e deriso, ha "tenuto botta" nonostante alleati incapaci di "lungimiranza" politica, quella lungimiranza politica che avrebbe permesso di capire loro che un impegno reale accanto a Silvio Berlusconi avrebbe non solo permesso di vincere, ma anche di raggiungere a piè sospinto quel nuovo soggetto politico dei moderati vera meta finale di una transizione politica italiana mai finita. E pensare che la discesa in campo di Silvio Berlusconi fu dettata proprio dalla esigenza di dare rappresentanza politica a tutti coloro che di sinistra non erano e che rischiavano di soccombere e perire sotto i colpi della “gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto” nel lontano 1994. Discesa che raccoglieva una sfida impegnativa, dura, difficile, che a quel tempo, ne Casini, ne Fini potevano pensare minimamente di affrontare. Oggi allora è venuto il tempo, non della recriminazione e dei litigi, bensì il tempo dello slancio verso il futuro, della nuova frontiera, in altre parole è giunto il tempo dei nuovi padri fondatori del centro-destra italiano, padri fondatori tra i quali va posto di diritto anche l’uomo solo Silvio Berlusconi, lottatore indomito, sciamano indiscusso di tutti coloro che non vogliono perire sotto la normalizzazione della sinistra. Berlusconi non è morto, perché non è morto il Paese che crede nelle idee del centro-destra, che crede nella famiglia, nei valori etici, nell’uomo creatura divina, nella libera iniziativa privata, nello Stato efficiente e non sprecone, nello sviluppo infrastrutturale, nella salda alleanza con gli Stati Uniti d’America e con l’Europa non affetta da antiamericanismo e pacifismo imbelle e pernicioso. La sfida è appena iniziata, non commettiamo l’errore di cercare in casa l’autore del delitto. Il reo è a sinistra ed a sinistra dobbiamo indirizzare tutto il “fuoco” ardente e contrapposto della nostra passione politica.




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