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Discussione: Il fumo NON uccide

  1. #1
    A raccattà i'cotone
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    Post Il fumo NON uccide

    Vietato fumare mentre si guida un veicolo

    Stato Padre dacci oggi il nostro divieto quotidiano, è l'invocazione più esaudita del momento. Oggi è arrivato l'annuncio del tanto sospirato divieto di fumare mentre si è alla guida di un autoveicolo. Sentivamo tutti la mancanza di questo divieto e ora, grazie al senatore Piergiorgio Stiffoni con il benestare di tutte le forze politiche, è stato presentato un emendamento al Codice della Strada che inserirà questo nuovo divieto entro Natale.


    Qual è la motivazione del vietato fumare mentre si è alla guida?

    Secondo gli ultimi dati Aci-Istat la guida distratta ha provocato nel 2008 più di 40 mila incidenti, il 15,5 per cento del totale. Che cosa c'entra il fumo alla guida con la distrazione? La nicotina è una sostanza eccitante che semmai aiuta la concentrazione!

    Gli esperti dell'antifumo hanno speso qualche centinaia di migliaia di euro per dimostrare che per accendere una sigaretta occorrono 5 secondi. Anche i sassi sanno che 5 secondi di distrazione mentre si è alla guida di un autoveicolo possono essere causa di incidente, ma l'accensione della sigaretta non implica il gesto di distogliere lo sguardo dalla strada, non costringe ad abbandonare il volante! E' molto più grave distrarsi per guardare un bel paesaggio, in quanto implica l'atto di distogliere lo sguardo dalla strada. Come si può rimediare a questo tipo di distrazione, inserendo nel Codice della Strada il divieto di ammirare il paesaggio?

    La sanzione per coloro che saranno sorpresi mentre si "fanno la bionda" al volante ammonterà a 250 euro. Dovranno essere intensificati i controlli da parte delle Forze dell'Ordine per il rispetto di questo ennesimo divieto. Sarà uno spettacolo sublime vedere le auto delle Forze dell'Ordine sfrecciare a sirene spiegate all'inseguimento di veicoli guidati da un essere fumante.

    Cari lettori, eviterete di fumare alla guida o troverete qualche soluzione intelligente per aggirare il divieto?
    Inviateci i vostri suggerimenti

    redazione@forcesitaly.org
    Ultima modifica di Cristo; 28-11-09 alle 15:26
    Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Quanto norme inutili.. Per lo stesso principio allora dovrebbero vietare anche i cartelloni pubblicitari ai margini delle stade, no? E perchè no, anche l'autoradio! dato che per accenderlo si deve togliere una mano dal volante..e allora anche l'aria condizionata, e insomma tutto quello che implica uno spostamento della mani dal volante e degli occhi dalla strada!
    Il sonno della ragione genera mostri

  3. #3
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    per non parlare delle donne che chiacchierano o che si mettono il rossetto..
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  4. #4
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Se faccio una strada privata, con la sigaretta in mano non vi ci faccio andare. :giagia:

    Cmq con una sigaretta si toglie la mano dal volante ogni volta che si da una tirata, poi se cambiate pure contemporaneamente, il volante lo tenete con il...
    Ultima modifica di eq...; 30-11-09 alle 01:18
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Se faccio una strada privata, con la sigaretta in mano non vi ci faccio andare. :giagia:

    Cmq con una sigaretta si toglie la mano dal volante ogni volta che si da una tirata, poi se cambiate pure contemporaneamente, il volante lo tenete con il...
    Per non parlare di quando la sigaretta cade in mezzo ai sedili.

  6. #6
    A raccattà i'cotone
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Se faccio una strada privata, con la sigaretta in mano non vi ci faccio andare. :giagia:

    Cmq con una sigaretta si toglie la mano dal volante ogni volta che si da una tirata, poi se cambiate pure contemporaneamente, il volante lo tenete con il...
    ma nella tua strada privata per quel che mi riguarda puoi vietare quello che vuoi, è ovvio: un libertario non è un fumatore drogato puttaniere solo perchè difende i diritti di chi vuol fumare e drogarsi in santa pace. Da ex fumatore comunque ti informo che sì, sia pure di rado, il peo di sigaretta lo si può fare anche con il solo utilizzo delle labbra, per quanto in quel caso il fumo negli occhi sia quasi assicurato. Come motivazione per il divieto, comunque sia, è semplicemente ridicola: vietiamo allora anche di guardare i culi di quelle che passano o lo scaccolamento, x dire...via su, un pò di serietà.
    Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    LA LUNGA LISTA DI ERRORI METODOLOGICI DELLA SCIENZA ROTTAME EPIDEMIOLOGICA SUL FUMO PASSIVO

    1. Le affermazioni concernenti l’esposizione al fumo passivo non sono autentiche, perché l’esposizione delle persone al fumo durante la vita non è misurata. Infatti, gli studi in realtà non misurano nulla, ma si affidano alle vaghe e grossolanamente imprecise dichiarazioni di memorie di soggetti che sono stati intervistati e che cercano di evocare in pochi minuti i loro ricordi sull’esposizione al fumo passivo di un’intera esistenza.
    2. L’errore dei suddetti ricordi è senz’altro grande, sconosciuto e non conoscibile. Ne segue che la digitalizzazione in cifre di tali ricordi non può essere congrua e non è permissibile, nonostante che la rappresentazione numerica dia un’impressione di affidabilità e precisione, che però si può facilmente dimostrare come falsa e tendenziosa.
    3. E’ stato ampiamente dimostrato che la tendenziosità nel richiamo alla memoria, conosciuta nell’inglese scientifico come recall bias, è più probabile in persone affette da cancro polmonare o malattie cardiovascolari perché, per ovvie ragioni emozionali, tali persone tendono ad amplificare i loro ricordi di esposizione al fumo passivo per giustificare la loro malattia.
    4. E’ stato dimostrato che l’errata classificazione di fumatori come non fumatori (misclassification bias) è più pronunciata tra i soggetti con cancro polmonare e malattie cardiovascolari. Questi soggetti tendono, più delle persone sane, a rappresentare se stessi come non fumatori invece di fumatori a causa dello stigma artificiosamente attaccato dalla propaganda a cancro polmonare e fumo.
    5. Gli errori di accoppiamento (mismatch error) dei casi (gruppo di persone affette) e dei controlli (gruppo di persone non affette) negli studi sono inevitabili perché i gruppi che si comparano non sono omogenei e differiscono per moltissime caratteristiche che vanno oltre al basilare problema del ricordo dell’esposizione al fumo passivo.
    6. Per definizione, è più probabile che gli errori dovuti ai confondenti siano più prevalenti tra i cancri polmonari e le malattie cardiovascolari. I confondenti sono tutte le altre conosciute e sconosciute potenziali cause di cancro polmonare e malattie cardiovascolari che interferiscono con l’attribuzione specifica del rischio al fumo passivo.
    7. Molto raramente gli studi sul fumo passivo tengono conto dei probabili errori di diagnosi delle malattie.
    8. Si sono riscontrati errori di pubblicazione, ovvero si favorisce la pubblicazione di quegli studi che affermano di aver trovato un’associazione con l’incrementato rischio.
    9. Gli errori statistici di campionamento e di significato statistico sono grossolanamente incoerenti tra gli studi sul fumo passivo, a causa delle flebili differenze di ricordi di esposizione e a causa dello spesso scarno numero dei soggetti esaminati in ogni studio. La grande maggioranza degli studi non ha raggiunto significato statistico. In ogni caso, abbiano gli studi raggiunto significato statistico o no, gli indici statistici di tutti gli studi sul fumo passivo sono illusori perché derivanti da grossolanamente illusorie e tendenziose rappresentazioni numeriche di vaghe memorie di esposizione individuale, come descritto sopra.
    10. I risultati dei diversi studi non sono coerenti e non sono riproducibili.
    11. Gli studi sul fumo passivo non soddisfano i criteri epidemiologici di inferenza causale (criteri di Hill – vedi sotto).
    12. I tentativi di mettere assieme i risultati dei diversi studi tramite tecniche di meta analisi statistica non sono legittimi. Infatti, essi sono ottenuti assemblando studi che sono comunque eterogenei – il che è contrario alla pratica epidemiologica - e dando la preferenza solo a determinati studi. In ogni caso, tutti gli studi sono invalidati da tutti gli errori metodologici di questa lista.

    Cosa deve garantire uno studio epidemiologico per essere valido e credibile?


    1. Uno studio deve garantire che le sue rappresentazioni numeriche di esposizione individuale al fumo passivo durante l’arco della vita ricordate dai soggetti intervistati siano misure vere di esposizioni reali.
    2. Uno studio deve garantire che la tendenziosità (bias) dei ricordi dei soggetti intervistati abbia la stessa influenza sia sui casi (gruppo di persone affette) sia sui controlli (gruppo di persone non affette), e sui gruppi esposti e non esposti.
    3. Uno studio deve garantire che la selezione dei soggetti e le tendenziosità su classificazione errata (misclassification) abbiano la stessa influenza sia sui casi sia sui controlli, e sui gruppi esposti e non esposti.
    4. Uno studio deve garantire che noti fattori confondenti causali (causal confounders) abbiano la stessa influenza sia sui casi sia sui controlli, e sui gruppi esposti e non esposti.
    5. Uno studio deve garantire l’accuratezza delle informazioni cliniche concernenti patologie e diagnosi.
    6. I risultati di vari studi concernenti il fumo passivo devono essere coerentemente riproducibili da altri.
    7. In qualsiasi studio, il margine di errore statistico del rischio riportato dovrebbe raggiungere non meno del 95% di livello di significato.
    8. Se i criteri suddetti sono soddisfatti, i risultati dello studio dovrebbero essere in accordo con i criteri di Hill sulla causalità (vedi sotto).
    9. Le sommatorie meta-analitiche non sono credibili a meno che non siano fatte sulla base di tutti gli studi disponibili. Tali studi devono anche esibire un’omogeneità di struttura e di condotta, e devono soddisfare i criteri di validità descritti sopra.

    Dato quanto sopra come pratica universale epidemiologica e medica:


    1. È incontrovertibile che nessuno degli studi esistenti può garantire che le sue rappresentazioni numeriche di esposizione individuale al fumo passivo durante l’arco della vita ricordate dai soggetti intervistati siano misure vere di esposizioni reali.
    2. È incontrovertibile che nessuno degli studi esistenti può garantire che la tendenziosità (bias) dei ricordi dei soggetti intervistati abbia la stessa influenza sia sui casi sia sui controlli, e sui gruppi esposti e non esposti.
    3. È incontrovertibile che nessuno degli studi esistenti può garantire che la selezione dei soggetti e le tendenziosità su classificazione errata (misclassification ed altri bias) abbiano la stessa influenza sia sui casi sia sui controlli, e sui gruppi esposti e non esposti.
    4. È incontrovertibile che nessuno degli studi esistenti può garantire che noti fattori confondenti causali (causal confounders) abbiano la stessa influenza sia sui casi sia sui controlli, e sui gruppi esposti e non esposti.
    5. È incontrovertibile che nessuno degli studi esistenti ha garantito l’accuratezza delle informazioni cliniche concernenti patologie e diagnosi.
    6. È incontrovertibile che i risultati di vari studi concernenti il fumo passivo sono stati grossolanamente incoerenti e non riproducibili in modo affidabile.
    7. È incontrovertibile che solo una sparuta minoranza di studi ha riportato il margine di errore numerico sopra al 95% del livello di confidenza del significato statistico.
    8. È incontrovertibile che nessuno degli studi sul fumo passivo ha soddisfatto i criteri di causalità di Hill (vedi sotto).
    9. È incontrovertibile che nessuna meta-analisi degli studi sul fumo passivo è stata condotta sulla base di tutti gli studi disponibili e/o di studi che esibiscano un’omogeneità di struttura e di condotta, e che abbiano soddisfatto i criteri di validità suesposti.

    I criteri di Hill


    1) Forza di un’associazione è indicatore di causa, sebbene una forte associazione non sia né necessaria né sufficiente per stabilire causalità, ed un’associazione debole non sia né necessaria né sufficiente per negare causalità.

    * Nel caso del fumo passivo, è chiaro che le associazioni sono estremamente deboli, come anche confermato dalle seguenti autorevoli voci:


    National Cancer Institute degli Stati Uniti - "Nella ricerca epidemiologica, rischi relativi (elevazioni di rischio) che sono meno di 2 (100% elevazione di rischio) sono considerati piccoli e difficili da interpretare. Tali elevazioni possono essere dovute al caso, tendenziosità statistica o agli effetti di fattori confondenti che talvolta non sono evidenti" - National Cancer Institute, “Abortion and possible risk for breast cancer: analysis and inconsistencies,” 26 Ottobre 1994.

    Sir Richard Doll - "Quando il rischio relativo si trova tra 1 e 2 (elevazione di rischio 100% o meno)... i problemi di interpretazione [dei risultati] diventano acuti, e può diventare estremamente difficicle sbrogliare i vari contributi dell'informazione tendenziosa, la confusione di due o più fattori, nonché causa ed effetto" - “The Causes of Cancer," by Richard Doll, F.R.S. and Richard Peto. Oxford-New York, Oxford University Press, 1981, p. 1219.

    Organizzazione Mondiale della Sanità/Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (AIRC) - "Rischi relativi di meno di 2 (100% elevazione di rischio) possono facilmente riflettere tendenziosità non percepite o fattori confondenti. E' improbabile che rischi relativi di 5,0 (400% elevazione di rischio) o più abbiano gli stessi problemi" - Breslow and Day, 1980, Statistical methods in cancer research, Vol. 1, The analysis of case control studies. Pubblicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro, Pubblicazione scientifica numero 32, Lyon, pagina 36.

    Food and Drug Administration degli Stati Uniti - "I rischi relativi di 2 (elevazione di rischio 100%) hanno una storia di inaffidabilità" - Robert Temple, M.D. Food and Drug Administration, Journal of the American Medical Association (JAMA), Lettere, 8 Settembre 1999

    Ancora la Food and Drug Administration degli Stati Uniti - "La mia regola di base è che, se il rischio relativo non è almeno di 3 o 4 (200-300% elevazione di rischio) è meglio lasciar perdere" - Robert Temple, direttore del dipartimento della valutazione dei medicinali della Food and Drug Administration.

    Elevazione media di rischio di cancro per esposizione al fumo passivo: circa 20% (rischio relativo=1,2)

    Elevazione media di rischio di malattie cardiovascolari per esposizione al fumo passivo: circa 30% (rischio relativo =1,3)

    Qualità della metodologia e della raccolta dati sul fumo passivo in tutti gli studi: spazzatura

    2) La coerenza dei risultati da diversi studi è un ovvio attributo di una vera relazione causale.

    * Gli studi epidemiologici sul fumo passivo sono grossolanamente incoerenti, ed è assai improbabile che associazioni epidemiologiche che sono incoerenti siano vere.

    3) La specificità richiede che una causa conduca a un singolo effetto.

    * Si continua a dire che il fumo passivo causa molti e differenti effetti.

    4) Il tempismo richiede che gli effetti abbiano luogo dopo che la causa abbia la possibilità di agire. Questo triviale criterio di causalità è ovvio e non richiede spiegazioni.

    5) La relazione di dose-effetto è un criterio utile di causalità, ma non risolve ciò che lo studio si propone di stabilire.

    * Questo effetto è un’eccezione negli studi sul fumo passivo, comunque affetti dagli errori metodologici sopra descritti.

    6) Plausibilità. Il fatto che un’associazione sia biologicamente plausibile o no è sempre un’opinione individuale lungi dall’essere obiettiva e conclusiva. La coerenza con altra informazione può essere un attributo corollario ma non è evidenza di causalità.

    7) Evidenza sperimentale. Tale evidenza sperimentale in esseri umani costituirebbe certo prova di causalità, ma non è disponibile nel caso del fumo passivo.

    8) L’analogia è aperta all’immaginazione e resta comunque un criterio non valido di causalità.

    CASO CHIUSO.

    LA SI SMETTA DI MISTIFICARE IL POPOLO ITALIANO CON IL FUMO PASSIVO.


    Qui non si tratta di opinioni personali, né di quale autorità dica che, né di chi finanzi cosa. Si tratta invece di REGOLE CHE SONO ALLA BASE DELLA SCIENZA, DELL’EPIDEMIOLOGIA E DELLA STATISTICA – regole fondamentali che sono SISTEMATICAMENTE VIOLATE per far tornare i conti e giustificare proibizionismo, arroganza e sete di potere, e per facilitare le agende farmaceutiche internazionali.

    Persino a dispetto delle violazioni che abbiamo esibito, gli studi ancora non dimostrano nulla - e quindi CI VENGONO FALSAMENTE RAPPRESENTATI DALLE AUTORITÀ SANITARIE COME SE RAPPRESENTASSERO QUALCOSA.

    LINK
    Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Citazione Originariamente Scritto da Cristo Visualizza Messaggio
    Gli esperti dell'antifumo hanno speso qualche centinaia di migliaia di euro per dimostrare che per accendere una sigaretta occorrono 5 secondi. Anche i sassi sanno che 5 secondi di distrazione mentre si è alla guida di un autoveicolo possono essere causa di incidente, ma l'accensione della sigaretta non implica il gesto di distogliere lo sguardo dalla strada, non costringe ad abbandonare il volante! E' molto più grave distrarsi per guardare un bel paesaggio, in quanto implica l'atto di distogliere lo sguardo dalla strada. Come si può rimediare a questo tipo di distrazione, inserendo nel Codice della Strada il divieto di ammirare il paesaggio?
    Che cumulo di stupidaggini...

    Secondo tale criterio parlare al conducente di un mezzo pubblico sarebbe da ritenersi perfettamente lecito, in quando il parlare non comporta togliere le mani dal volante, stimola l'attività cerebrale fungendo da eccitante, non impedisce o restringe il campo visivo e consente di continuare a percepire i segnali sonori. Il problema è che discutendo ci si distrae, la guida passa in modalità "automatica", e se proprio in quel momento avviene un evento che richiede prontezza di riflessi, il conducente verrà ritardato di poche ma fondamentali frazioni di secondo che possono fare la differenza fra incidente grave e scampato pericolo.

    Non si può vietare agli automobilisti di distrarsi fissando il bel paesaggio o anche di autoipnotizzarsi guardando scorrere le linee di demarcazione delle corsie della segnaletica orizzontale, o le pietre miliari. Ma si può vietare di fumare ascoltando l'i-pod a tutto volume mentre si scrivono sms sul cellulare. E mi pare giusto.

    Accendere la sigaretta comporta trovare il pacchetto (distrazione), estrarre la sigaretta (distrazione), trovare l'accendino (distrazione), accendere la sigaretta con l'accendino (distrazione e utilizzo di almeno una mano). Poi c'è tutta la fase di "godimento" della sigaretta che comporta lo smaltimento della cenere (distrazione) con possibile caduta di materiale incandescente sul basso ventre o sul sedile (distrazione). Fumare col l'abitacolo chiuso (usanza diffusa) comporta anche l'appesantimento dell'aria con conseguente lieve calo della visibilità. Il tutto per un banale vizio che può costare la vita al guidatore, ai passeggeri ed a chiunque abbia la sfiga di trovarsi nel posto sbagliato al comento sbagliato.

    Questo libertarismo spicciolo ("qualunque cosa mi vieti di fare è IL MALE, indipendentemente dalle ragioni") è folle.

    P.S.
    Per coerenza preciso, il divieto di fumare all'aperto (al parco, per strada, eccetera) lo trovo invece folle ed estremista.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Che cumulo di stupidaggini...
    Tu invece ha redatto una relazione scientifica.
    Se le cose stessero come dici, allora bisognerebbe proibire ai passeggeri di un'autovettura di conversare fra di loro. La cosa bella è che conversare senza togliere le mani dal volante è espressamente consentito dalla legge che specifica si possa parlare al cellulare benché muniti di dispositivo viva voce.

    Dai, ci hai provato a fare il sapituro, ti è andata male. Pazienza.iaociao:




  10. #10
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    Predefinito Rif: Il fumo NON uccide

    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    Tu invece ha redatto una relazione scientifica.
    Se le cose stessero come dici, allora bisognerebbe proibire ai passeggeri di un'autovettura di conversare fra di loro. La cosa bella è che conversare senza togliere le mani dal volante è espressamente consentito dalla legge che specifica si possa parlare al cellulare benché muniti di dispositivo viva voce.

    Dai, ci hai provato a fare il sapituro, ti è andata male. Pazienza.iaociao:
    Se avessi letto con più attenzione avresti visto che ho specificatamente parlato di "mezzo pubblico". E no, non ritengo che il conducente di un mezzo privato rimanga indifferente ad una conversazione, anche i suoi riflessi vengono condizionati.

    Ma in tutti i campi ci sono cose opportune da vietare, altre no. Dire che due sconosciuti (il conducente di un mezzo pubblico ed un passeggero) non debbano intrattenere conversazione durante la guida del mezzo è una cosa: il conducente non sta li per chiaccherare, ma per guidare. Proibire la conversazione a due privati su un mezzo privato sarebbe folle, anche perché difficile da contestare. Ma sono certo che, se venissero evitate le discussioni fra cittadini privati che viaggiano su mezzi privati, gli incidenti diminuirebbero sensibilmente. Idem per chi parla al cellulare con l'auricolare: se parli al cellulare e ti dicono che ti è crollata la casa mentre si approssima una situazione stradale pericolosa, che dici, è come se non avessi sentito nulla?

    Quindi no, non ritengo di aver toppato.

 

 
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