Evvai che già si ricomincia col teatrino!
All'ufficio di presidenza della Margherita De Mita annuncia la svolta
"Domani presenteremo un documento e su quello si voterà"
Lista unitaria, no degli ex Popolari
"Niente simbolo unico nel 2006"
Francesco Rutelli
ROMA - I popolari della Margherita rompono gli indugi e, per bocca di Ciriaco De Mita, annunciano durante l'ufficio di presidenza il no alla lista unitaria con Ds, Sdi e repubblicani alle elezioni del 2006. Domani, dunque, all'assemblea federale ci sarà la conta con gli ex popolari da una parte ed i prodiani dall'altra.
Fine delle voci e degli equivoci. "Domani - annuncia De Mita - sceglieremo di dire no alla lista unitaria. Questo è scritto nel documento che Rutelli presenterà all'assemblea federale e che verrà votato".
"Domani si vota -ha aggiunto De Mita- oggi c'è stato uno scambio di opinioni molto sereno. I punti di convergenza sono superiori a quelli di divaricazione. Credo che l'opinione che prevalga è che legare la prospettiva della federazione e il ruolo della Margherita alla lista unitaria sia un desiderio che anziché aiutare la crescita della coesione, la riduca".
A spingere De Mita ma anche Marini e Mancino ad andare alla conta è stata l'intervista di Piero Fassino a Repubblica in cui il leader dei Ds sosteneva che il suo partito sarebbe andato avanti comunque. E questo non è piaciuto agli ex democristiani della Margherita. "La scelta dei Ds, per cui la lista unitaria è decisa e la Margherita o si convince o non ci sta, non crea disponibilità al dialogo. Alle forzature si risponde con le forzature".
Anche Arturo Parisi critica l'intervista di Fassino. "Fassino - dice il braccio destro di Prodi - ha espresso le sue posizioni, che non riesco a condividere perché non accetto che l'Ulivo possa essere pensato se non con la pluralità di forze e componenti che l'hanno creato". Ma specifica: "Non riesco ad accettare nemmeno lontanamente che la Margherita non faccia più parte dell'Ulivo, sia all'interno della Federazione sia sulla scheda davanti agli elettori".
Il leader dei Ds da parte sua resta sulle sue posizioni: "Noi siamo rispettosi del dibattito interno alla Margherita. Ma la Federazione non può non avere uno strumento elettorale pena un rischio di un declino del progetto riformista".
(18 maggio 2005)
www.repubblica.it
Questo Rutelli qui ci farà perdere un'altra volta...![]()
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