"Noi dobbiamo scegliere di non partecipare alla lista unitaria e su questo voteremo". Lo ha affermato Ciriaco De Mita spiegando che la Margherita dirà no alla lista unitaria della Fed per le politiche del 2006. "Dire che la lista unitaria è decisa e che la Margherita o si convince o non ci sta, non credo crei disponibilità a dialoghi. Alle forzature si risponde con le forzature", ha aggiunto.
Insomma nella Margherita sta sempre di più pensando che l'idea del listone non sia poi quella buona. Soprattutto l'anima incarnata dagli ex popolari e dai rutelliani. "Giovedì si vota - spiega segretario Dc De Mita - e in questa riunione c'e' stato uno scambio di opinioni molto sereno e i punti di convergenza sono superiori a quelli di divaricazione. Credo che l'opinione che prevalga sia che legare il ruolo della Margherita alla prospettiva della lista unitaria e' un desiderio che riduce la crescita della coesione". De Mita, pur parlando di qualche forzatura giornalistica, critica l'intervista di Fassino a 'Repubblica': "La scelta dei Ds, per cui la lista unitaria e' decisa e la Margherita o si convince o non ci sta, non crea disponibilita' al dialogo. Alle forzature si risponde con le forzature".
Decisamente diverso l'atteggiamento dei cosiddetti "prodiani": De Mita "ha esposto il suo personale orientamento" - ha commentato Arturo Parisi - "sara' un dibattito che richiede tutto il tempo che richiede".
Quello che è chiaro però è che siamo di fronte quantomeno a una spaccatura interna al partito e probabilmente giovedì sarà il giorno della resa dei conti. Ma la domanda vera è: che ne sarà di Prodi se il "suo" partito dice per primo (e unico) no al Listone dal Professore tanto voluto?
Ancora non vi siete uniti e già litigate ma con che coraggio volete presentarvi alla giuda dell'Italia???




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