CHE TE NE FAI DI GENTILINI!
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Tre in cella, ventitré denunce per eversione. E un altro sgombero fa alzare la tensione
Bologna, arresti dopo l´occupazione è lite tra Rifondazione e Cofferati
I no global e il Prc: corteo anche contro il Comune
LUCIANO NIGRO
BOLOGNA - Tre arresti all´alba, 23 denunce per occupazioni abusive ed «eversione». I centri sociali insorgono: «Cofferati ha creato un clima da "legge e ordine" che ha spinto la magistratura alla repressione». E convocano a Bologna una grande manifestazione della sinistra antagonista d´Italia «contro le politiche legalitarie» del Comune di sinistra e «per la libertà dei compagni arrestati». Arriveranno treni da Milano. Ci saranno anche i Verdi e Rifondazione comunista che parla di «episodio inquietante» e si rivolge al ministro dell´Interno. Dice il neo segretario bolognese del Prc, Tiziano Loreti: «Ci saremo, creare fossati sulla legalità ci riporterebbe al clima drammatico degli anni Settanta».
Per un giorno Bologna torna a respirare il clima del ´77 e del convegno contro la repressione con Deleuze e Guattari. Non c´è Renato Zangheri nel mirino, ma Sergio Cofferati. Il ministro non è Francesco Cossiga, ma Giuseppe Pisanu. In piazza non ci sono carri armati né P38, però improvvisamente vengono evocati i fantasmi degli anni di piombo.
Succede a Bologna, a dieci mesi dalla vittoria elettorale del Cinese, con il partito di Bertinotti per la prima volta al governo della città, ma da tre settimane impegnato in un duro braccio di ferro con Cofferati sul tema della "legalità". Uno scontro sul filo della rottura dell´alleanza di centrosinistra. «Basta equivoci - chiede il sindaco - Rifondazione condanni le occupazioni abusive». La risposta arriva con l´elezione del bertinottiano Loreti: «Parteciperemo a tutte le azioni di lotta per costruire un´altra città possibile. Non siamo attaccati alle poltrone, se qualcuno pensa che siamo incompatibili con l´alleanza ne tragga le conseguenze». Gelida la risposta di Cofferati: «La città aspetta ancora una risposta concreta su legalità e occupazioni».
E ieri, mentre nel quartiere popolare del Pilastro si esegue lo sgombero di una casa occupata abusivamente per fare entrare chi ha diritto a quell´alloggio, rimbalza la notizia degli arresti. Tre esponenti del circolo «Passe-par-tout» vengono portati in carcere con l´accusa di «violenza privata» e «lesioni a pubblico ufficiale» con «l´aggravante dell´eversione dell´ordine democratico». La ragione? Il 26 aprile, avevano occupato un locale per farci «un laboratorio pirata di copisteria» spintonando le anziane proprietarie che avevano fatto denuncia. Il giorno dopo lo sgombero, la resistenza e due poliziotti che finiscono in ospedale.
«Reazione spropositata», accusano ora i centri sociali. «E´ in atto una guerra della Procura contro di noi - accusa Gian Marco De Pieri del gruppo di Luca Casarini - non posso dimostrare che obbedisca alla giunta, ma il clima è quello. Cofferati vuole distruggere i soggetti che si oppongono al suo progetto di law and order». Il procuratore Enrico Di Nicola risponde che la violenza va stroncata subito: «Ci trovavamo di fronte a occupanti di mestiere, non a persone spinte dal bisogno». E alla domanda se esista una accordo tra magistratura e Cofferati, il pm risponde: «L´ho solo visto e sentito in tv, a Otto e mezzo, però sono d´accordo con lui, la legalità non va messa in discussione».




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